Day: 22 settembre 2026

Atalanta, le sei rivali di Conference alla sosta: Ajax prolifico, Borac e Riga in corsa, Pafos vicino alla vetta, Kairat frena e Mjällby in crisi

La sosta Nazionali arriva dopo tre sconfitte consecutive per l’Atalanta. Ma come stanno le sei squadre che Sarri affronterà nella fase campionato di Conference? Il bilancio fin qui racconta situazioni molto diverse: avversarie in corsa per il titolo, squadre discontinue e una formazione, il Mjällby, alle prese con una stagione complicata.

Il riferimento nerazzurro è un avvio da sei punti in cinque giornate, con due vittorie e tre sconfitte: 1,20 punti a partita. Per confrontarlo con le rivali bisogna considerare la diversa forza dei tornei e il calendario: in Svezia, Lettonia e Kazakistan la stagione è già molto avanzata.

Il primo ostacolo europeo, il Pafos, arriva a Bergamo il 15 ottobre. I ciprioti sono quarti con sette punti in quattro partite, a due dalla coppia di testa. Il bilancio comprende due vittorie, un pareggio e una sconfitta, quattro gol segnati e due subiti. Entrambe le reti incassate arrivano nell’ultima partita, persa in casa per 2-0 contro l’AEL Limassol venerdì scorso. Prima, il Pafos aveva mantenuto la porta inviolata per tre giornate, vincendo anche sul campo dell’AEK Larnaca. Rispetto alla Dea, il percorso è più regolare e la classifica migliore, ma l’ultimo risultato interrompe un avvio difensivamente solido.

L’Ajax, che ospiterà l’Atalanta il 22 ottobre, è quinto in Eredivisie con 14 punti in sette partite, cinque meno dell’AZ capolista. Il dato più evidente è la produzione offensiva recente: dodici gol nelle ultime tre giornate. Dopo i due successi per 5-1 contro Fortuna Sittard e Willem II, è arriva però il 2-2 casalingo con l’Excelsior di sabato. Sette punti su nove descrivono una squadra in un momento migliore dell’Atalanta, anche se il pareggio impedisce di completare la rincorsa prima della pausa. L’Ajax trova la porta con continuità, ma concede almeno un gol in ciascuna di queste tre partite.

Per il Kairat bisogna separare il rendimento stagionale dalla forma recente. I kazaki sono secondi con 57 punti in 26 incontri, quattro dietro l’Ordabasy: 17 vittorie, sei pareggi e tre sconfitte, con 51 gol fatti e 20 subiti. Due dei tre ko, però, sono arrivati però nelle ultime due uscite: l’1-4 interno contro il Tobol del 13 settembre e lo 0-1 sul campo dell’Astana quattro giorni dopo. Il bilancio complessivo resta decisamente positivo, ma anche il Kairat, atteso a Bergamo il 5 novembre, affronta la pausa con qualcosa da correggere.

Il Borac Banja Luka presenta invece il segnale più netto di crescita recente. Secondo con 19 punti in otto giornate, ha raccolto sei vittorie, un pareggio e una sconfitta. Dopo il ko con il Sarajevo, ha infilato tre successi consecutivi: 1-0 allo Zrinjski, 2-1 sul campo dello Sloga Doboj e 3-2 in casa dello Široki Brijeg domenica. Nove punti nelle ultime tre gare, contro gli zero dell’Atalanta: sul piano dei risultati il confronto è favorevole ai bosniaci, che ospiteranno Sarri il 26 novembre.

Anche il Riga, avversario in trasferta il 10 dicembre, resta pienamente coinvolto nella corsa al titolo. Ha 73 punti in 31 partite, contro i 74 dell’RFS, che ha disputato una gara in meno. Dopo i pareggi con Daugavpils e Auda, sono arrivate due vittorie esterne per 1-0: contro Super Nova e Jelgava. Una situazione più incoraggiante di quella nerazzurra alla sosta.

Il Mjällby, che chiuderà il percorso atalantino il 17 dicembre a Bergamo, è invece la squadra con il bilancio più problematico: dodicesimo in Allsvenskan, 22 punti in 22 partite, cinque vittorie, sette pareggi e dieci sconfitte. I gol sono 27 fatti e 38 subiti. Domenica è arrivato un altro scivolone: lo 0-3 casalingo con il GAIS. Un punto a partita fin qui.

La Dea dopo la sosta comincerà ad avventurarsi in Conference. Potrebbe essere il terreno giusto per la ripresa. Ma non sarà una passeggiata.

Ad maiora

Atalanta, lavoro a Zingonia e attenzione a Scalvini: stop in Nazionale per un problema alla caviglia

L’Atalanta prosegue il lavoro durante la sosta, mentre da Coverciano arriva un aggiornamento sulle condizioni di Giorgio Scalvini. Il difensore nerazzurro ha saltato l’allenamento di oggi con la Nazionale per un problema alla caviglia. Niente di grave sembra: dovrebbe rientrare già domani.

Per Maurizio Sarri è comunque una situazione da seguire anche alla luce delle condizioni degli altri difensori. A Zingonia Hien svolge terapie, mentre Kossounou prosegue il percorso riabilitativo. Il recupero degli uomini del reparto arretrato resta dunque uno dei temi della pausa, insieme al lavoro sui meccanismi difensivi e sulla continuità della squadra.

Al Centro Bortolotti, senza i giocatori impegnati con le rispettive Nazionali, lo staff ha diretto una seduta unendo la parte tecnica alla preparazione fisica. Dopo l’attivazione generale e gli esercizi di mobilità, il programma ha visto un circuito tecnico, un’esercitazione sul possesso palla e, in chiusura, lavoro aerobico.

La sosta offre tempo per curare i dettagli, anche se le numerose assenze impediscono a Sarri di lavorare con il gruppo completo.

Oltre a Hien, anche Sulemana si sottopone a terapie. Domani è previsto l’ultimo allenamento della settimana: appuntamento al mattino, a porte chiuse, a Zingonia.

Ad maiora

Baldini riparte dall’Under 21 e sottolinea: domenica ho fatto il tifo per il Frosinone, rappresenta il nostro calcio più del Como

Il ritorno in Under 21, per Silvio Baldini, è soprattutto una questione di continuità. Dopo l’esperienza di giugno con la Nazionale maggiore, il tecnico ritrova a Tirrenia i ragazzi con cui prepara le sfide decisive contro Armenia e Polonia. E nella conferenza stampa mette al centro un’idea: dare fiducia ai giovani significa permettere loro di dimostrare quanto valgono.

«Per me la Nazionale sono questi ragazzi. Se avessi allenato la Nazionale avrei sempre continuato con loro questa avventura». È il passaggio che spiega meglio il suo pensiero. Cambiano gli impegni e la categoria, rimane il legame con una squadra nella quale si riconosce: «Sono questi i ragazzi che mi riempiono di gioia quando li alleno e di orgoglio quando li vedo giocare».

Secondo il commissario tecnico, il lavoro in Under 21 aiuta i ragazzi «a credere di più in se stessi, a maturare più velocemente e a dimostrare che possono stare anche loro nel grande calcio». La convocazione offre un’occasione; per trasformarla in una crescita duratura servono poi partite, continuità e responsabilità.

Il caso che Baldini sceglie per dare concretezza al ragionamento è il Frosinone. Cinque convocati arrivano dalla squadra di Massimiliano Alvini, protagonista di un avvio di campionato positivo e della vittoria sul Como: «Il Frosinone sta vincendo in una maniera straordinaria, tramite il gioco», osserva. Un riconoscimento che acquista peso proprio nella valutazione dell’avversaria: Baldini definisce il Como «la migliore squadra della Serie A dal punto di vista del gioco». Da qui nasce anche la dichiarazione più netta della conferenza: «Non ho niente contro il Como, però ho fatto il tifo per il Frosinone, per Alvini, perché sento che il nostro calcio è più rappresentato dal Frosinone che non dal Como».

Baldini insiste sulla strada compiuta da Alvini, dagli amatori alla Serie A, riconoscendo il valore di una crescita costruita attraverso categorie ed esperienze diverse: «Solo questo percorso merita un premio».

Il Frosinone diventa quindi un esempio. I suoi cinque giocatori possono raccontare ai compagni che competere ad alto livello è possibile, purché l’ambizione trovi riscontro nel lavoro quotidiano. «Per continuare a stare in alto bisogna sognare, ma lavorare. Possono aiutare tanti ragazzi che sono qui con la loro esperienza diretta: niente è impossibile».

È su questo rapporto tra opportunità e rendimento che Baldini costruisce la sua difesa dei giovani. «Le società hanno potuto capire che sono una risorsa, non un problema».

Anche il rapporto con Roberto Mancini rientra in questa continuità. Baldini ritiene che il commissario tecnico della maggiore abbia tenuto conto dell’importanza delle prossime qualificazioni nel lasciare alcuni ragazzi a disposizione dell’Under: «Credo che questa volta diversi me li abbia lasciati proprio perché abbiamo queste partite importanti».

La prospettiva resta però quella di accompagnarli al passaggio successivo. «Magari nella prossima sosta certi ragazzi che oggi sono qui, spero, saranno in Nazionale maggiore». Una promozione che rappresenterebbe il risultato del lavoro svolto, anche a costo di cambiare nuovamente gli equilibri del gruppo.

Prima c’è da preparare il doppio appuntamento con Armenia e Polonia. La sosta più lunga offre a Baldini una possibilità insolita per un allenatore di Nazionale: lavorare sui dettagli con maggiore calma e verificarli in due amichevoli, contro le Primavera di Empoli e Spezia. «Posso curare certi dettagli, mettere a fuoco concetti che fai fatica a organizzare nei pochi giorni che normalmente hai a disposizione».

La porta, intanto, rimane aperta a chi saprà mettersi in evidenza. Baldini richiama il lavoro degli osservatori e del settore giovanile coordinato da Maurizio Viscidi, ma affida al rendimento la scelta finale: «È il campo che deve dire se c’è qualcuno che deve arrivare». Vale per chi cerca la prima convocazione e per chi, passando dall’Under 21, vuole conquistare un posto stabile nella Nazionale maggiore.

Ad maiora

La classifica delle multe dopo cinque giornate: Lecce in testa, 10mila euro alla Juventus per il mancato rispetto del minuto di silenzio prima della gara con l’Atalanta

Il Lecce resta in testa alla classifica delle ammende alle società di Serie A, ma la quinta giornata cambia diverse posizioni alle sue spalle. Tra queste spiccano i 10mila euro inflitti alla Juventus per quanto accaduto prima della partita casalinga con l’Atalanta.

Il Giudice Sportivo sanziona la Juventus perché un numero esiguo, in percentuale, di sostenitori presenti nel settore tribuna Sud, primo anello, non ha rispettato platealmente il minuto di silenzio disposto dalla FIGC.

Nel comunicato si precisa che l’ammenda è stata attenuata dalla tempestiva presa di posizione formale della società nei confronti del comportamento contestato e dalla dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio.

La Juventus entra così nella classifica delle multe direttamente al sesto posto, a quota 10mila euro, insieme all’Atalanta, che non riceve nuove sanzioni.

La società più multata del quinto turno è la Fiorentina, che riceve due sanzioni per complessivi 11mila euro.

La prima, da 6mila euro, riguarda il ritardo ingiustificato di circa cinque minuti nell’inizio del secondo tempo. La seconda, da 5mila euro, è legata ai cori beceri rivolti dai sostenitori viola ai tifosi della squadra avversaria.

La Fiorentina entra così al quinto posto della graduatoria, subito davanti ad Atalanta e Juventus.

Alle spalle del Lecce, fermo a 28mila euro, e del Bologna, secondo con 15.500 euro, salgono Como e Venezia, entrambi a quota 13mila.

Il Como aggiunge 5mila euro agli 8mila già accumulati: il provvedimento riguarda il ritardo ingiustificato di circa quattro minuti nell’inizio del primo tempo.

Anche il Venezia riceve una multa di 5mila euro, per il lancio di quattro bottigliette di plastica nel settore occupato dai sostenitori avversari.

Identica sanzione economica per la Lazio, i cui tifosi hanno lanciato quattro bottigliette di plastica verso il settore della squadra avversaria. 

L’Inter riceve 4mila euro di ammende: 3mila per un coro offensivo rivolto dai propri sostenitori all’allenatore avversario e mille per il lancio di una bottiglietta nel recinto di gioco.

La Roma viene invece multata di 3mila euro per il lancio di due petardi nel recinto di gioco e sale a quota 5mila nella graduatoria stagionale. 

La classifica delle multe dopo la quinta giornata:

1° Lecce — 28.000 euro
2° Bologna — 15.500 euro
3° Como — 13.000 euro
3° Venezia — 13.000 euro
5° Fiorentina — 11.000 euro
6° Atalanta — 10.000 euro
6° Juventus — 10.000 euro
8° Lazio — 5.000 euro
8° Roma — 5.000 euro
10° Inter — 4.000 euro
11° Frosinone — 3.000 euro
11° Milan — 3.000 euro
11° Torino — 3.000 euro
14° Genoa — 1.500 euro

Il Giudice Sportivo multa anche di 1.500 euro tre giocatori per proteste nei confronti degli ufficiali di gara: Enrico Delprato del Parma, David De Gea della Fiorentina e Juan Jesus del Venezia. Per tutti e tre la sanzione è aggravata dalla qualifica di capitano. 

Tra i dirigenti, 5mila euro di multa a Fabio Paratici della Fiorentina per avere protestato ripetutamente nei confronti dell’arbitro durante l’intervallo, negli spogliatoi, contestando una sua decisione.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 22 settembre: Kossounou fuori due mesi, gli arbitri ammettono il rigore su Rowe e Sarri cerca il decollo

L’infortunio di Kossounou e il rigore non concesso allo Stadium dominano le pagine dedicate alla Dea. Spazio anche alla partenza lenta dell’Atalanta e alla lunga sosta che dovrà servire a Sarri per accelerare la trasformazione della squadra.

L’Eco di Bergamo apre con «Difesa, piove sul bagnato. Kossounou fermo due mesi». Matteo Spini scrive che, «nella migliore delle ipotesi», l’ivoriano potrà rientrare alla fine di novembre. Per almeno dieci partite gli unici centrali disponibili saranno Scalvini, Kristensen e il giovane Obrić, mentre Hien «non sarà pronto prima di fine novembre».

Il quotidiano osserva che «il vero problema difensivo è al centro e non riguarda solo l’emergenza». Scalvini deve ancora adattarsi alla linea a quattro, mentre Kristensen, rientrato bene contro la Juventus, «ha mostrato i limiti in fase difensiva quando affronta giocatori tecnici». La sosta servirà dunque per lavorare su «un reparto che è un chiodo fisso di Sarri».

A Zingonia restano appena dieci giocatori della prima squadra. Il titolo è «Squadra in campo senza 13 nazionali. Ripresa a ottobre con il Venezia». Rowe, Ederson, Kristensen, Gaetano, Zappacosta, Bellanova e Bernasconi lavorano con Sportiello, Pompei e alcuni ragazzi del vivaio.

Nella pagina successiva L’Eco di Bergamo torna sulla classifica: «Partenze al rallenty? Il sorriso arriva in coda». Matteo Spini ricorda che i sei punti attuali non rappresentano l’avvio peggiore dell’ultimo decennio: «Il primo Gasp fu peggiore, poi iniziò il volo». Nel 2016-17 l’Atalanta aveva tre punti dopo cinque giornate e quattro sconfitte, prima di risalire fino al quarto posto.

In apertura trova spazio anche la riunione tra società e vertici arbitrali: «Gli arbitri confermano: “Il fallo su Rowe era da rigore”». Il contatto tra Kalulu e l’atalantino «era rigore», mentre il mancato intervento del Var viene inserito tra gli errori dell’ultima giornata.

Corriere della Sera – Bergamo unisce le due notizie nel titolo «Kossounou out 2 mesi. Orsato: rigore su Rowe». Marina Belotti sottolinea che la lesione di medio-alto grado del bicipite femorale sinistro priva Sarri di un altro centrale proprio mentre la difesa ha incassato sette gol nelle ultime tre giornate.

Sull’episodio dello Stadium, il quotidiano riporta la valutazione espressa durante l’incontro di Lissone: «Il Var doveva intervenire». Orsato ha ribadito che il fallo di Kalulu era da rigore e che Zufferli avrebbe dovuto essere richiamato al monitor.

Pietro Serina firma invece l’analisi «Pochi punti (pure troppi…). Ma l’Atalanta è in crescita». Il giudizio resta severo: «Dopo cinque gare brutte, con qualche attenuante, due prove positive». I risultati e il gioco sono inferiori alle attese, ma contro Cagliari e Juventus la squadra mostra qualche progresso. Il problema è che «Sarri non sta ancora dando l’Atalanta» e che il gruppo continua ad avere difficoltà nelle due aree.

Serina distingue però gli obiettivi reali dalle aspettative: prima di parlare di Europa bisogna attendere «segnali significativi e con l’obiettivo di confermarsi in Europa». Il riquadro tattico è altrettanto netto: «Gaetano è regista ma non è ancora da Atalanta. Kessié è da Atalanta ma non è regista».

La Gazzetta dello Sport dedica un’intera pagina all’incontro di Lissone: «La linea Orsato spiegata ai club: “Rigore su Rowe”». Matteo Dalla Vite scrive che il designatore ha mostrato gli episodi più discussi del turno. Il verdetto sullo Stadium è esplicito: «Era rigore, Zufferli non lo ha notato abbastanza e doveva intervenire il Var Marini». Orsato ha spiegato che, se l’arbitro non vede un contatto evidente, la tecnologia deve richiamarlo.

Sulla Dea, il titolo della Gazzetta è «Atalanta bloccata: esperimenti finiti, Sarri deve decollare». Matteo Brega scrive che «alla Dea manca l’intensità nel gioco» e che, dopo tre sconfitte consecutive, il laboratorio deve lasciare spazio ai risultati: «Avanti col toscano, ma ora servono i punti».

Sarri approfitterà della sosta per «fare ordine, dare certezze e trovare gli elementi principali assenti». Secondo il quotidiano, la partita con il Venezia diventa già importante: servirà «un’Atalanta più convinta, più intensa e maggiormente organizzata».

Alex Frosio, nell’analisi sulla pausa per le Nazionali, titola: «La maxi sosta non piace ai tecnici, ma farà bene a Milan, Napoli e Dea». L’Atalanta è inserita fra le squadre che possono trarne maggiore beneficio: «La Dea ha tutto totalmente da ricostruire tattico con Sarri», oltre a recuperare alcuni giocatori.

Corriere dello Sport insiste sul nuovo indirizzo arbitrale: «Orsato ha riportato il calcio al Medioevo: basta gare dirette alla tv. Ma servirebbe una via di mezzo». La critica riguarda il rischio di trasformare la ricerca della fluidità in impunità. Nella pagina successiva il designatore ribadisce: «Io non arretro». Tra gli errori ammessi vengono indicati anche il rigore per l’Atalanta e quello per il Milan.

Tuttosport riassume così la riunione: «Per il designatore il mancato fischio in Bologna-Torino non è stato un errore. A mancare sono invece, secondo lui, un penalty al Milan e uno all’Atalanta». Nel richiamo in fondo alla pagina si legge: «Da punire le mani di Vlasic con il Milan e la trattenuta su Rowe con la Juve».

Ampio spazio anche alle polemiche per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Mariella Scirea dice: «Che idiozia rovinare il minuto di silenzio. Il rispetto viene prima della rivalità». E aggiunge: «Gaetano si sarebbe vergognato di quel gesto». Il titolo scelto da Tuttosport è «Mazzola mi ricordava il mio Gaetano».

Anche la Repubblica torna sul caso, annunciando una possibile sanzione per quanto accaduto allo Stadium e titolando: «Uno dei punti più bassi. Ignoranza senza fine. Il rispetto va insegnato».

Infine, sul fronte azzurro, L’Eco di Bergamo e Tuttosport registrano la prima convocazione di Matteo Ruggeri nella nuova Nazionale di Roberto Mancini. Il titolo bergamasco è «Italia, inizia il Mancini 2. Dimarco ko, c’è Ruggeri».

Ad maiora