Atalanta-Kairat, nerazzurri in ritiro verso la Conference League: Scamacca torna in gruppo, nove giocatori ancora a parte

L’Atalanta cerca in Europa la svolta alla crisi di risultati e di gioco che sta caratterizzando la sua stagione. Dopo il pesante 3-0 incassato dal Parma, i nerazzurri sono tornati al lavoro questa mattina al Centro Bortolotti di Zingonia per preparare la sfida di giovedì alle 18.45 a Bergamo contro il Kairat Almaty, valida per la terza giornata della fase campionato di Conference League.

La squadra resta in ritiro a Zingonia, con l’obiettivo di ritrovare concentrazione e compattezza in vista dei due impegni che precedono la sosta per le nazionali: prima i kazaki, poi la trasferta di domenica a Monza.

Dall’allenamento di oggi arriva una buona notizia: Gianluca Scamacca ha lavorato con il gruppo. I giocatori impiegati contro il Parma hanno effettuato un lavoro differenziato di recupero, mentre gli altri si sono concentrati sul possesso palla e sugli sviluppi offensivi, prima di concludere la seduta con esercitazioni individualizzate.

Resta affollata l’infermeria. Raspadori, Kolasinac e Kessié hanno svolto lavoro personalizzato in campo; terapie per Gaetano, Bellanova e Kristensen, mentre Kossounou, Hien e Pompei si sono divisi tra terapie e palestra. Nove giocatori hanno quindi continuato a lavorare separatamente dal gruppo.

Il Kairat è intanto partito questa mattina da Almaty alla volta dell’Italia, con un viaggio che prevede uno scalo a Istanbul prima dell’arrivo a Milano. La formazione kazaka, allenata da Rafael Urazbakhtin, si presenta all’appuntamento con un solo punto conquistato nelle prime due giornate europee: pareggio per 1-1 sul campo del Riga all’esordio e pesante sconfitta casalinga per 5-1 contro il Panathinaikos.

Anche l’Atalanta deve riscattare l’ultima uscita europea. Dopo il successo per 3-1 contro il Pafos a Bergamo, la squadra di Sarri è stata battuta 2-0 dall’Ajax ad Amsterdam, restando a quota tre punti. La sfida con il Kairat diventa quindi decisiva per riprendere il cammino verso la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.

La direzione dell’incontro è stata affidata all’austriaco Julian Weinberger.

Domani, prima conferenza di Sarri ed Elmas e poi allenamento pomeridiano a Zingonia alle 15.45, a porte chiuse ma con i primi quindici minuti aperti ai media. Sarà l’occasione per verificare le condizioni degli infortunati e capire se Sarri potrà recuperare qualche elemento per una partita nella quale l’Atalanta è chiamata a dare un segnale di reazione.

Ad maiora

Atalanta, prima squadra e Primavera in crisi, Under 18 e Under 17 volano in testa: tutti i risultati delle formazioni nerazzurre

Mentre la prima squadra continua ad attraversare un periodo difficile e anche Primavera e l’Under 23 devono fare i conti con risultati negativi, arrivano soddisfazioni dai più giovani. Under 18 e Under 17 sono entrambe al comando dei rispettivi campionati, mentre le formazioni femminili continuano a segnare a raffica.

PRIMA SQUADRA – Pesante sconfitta per l’Atalanta di Maurizio Sarri, battuta 3-0 dal Parma allo stadio di Bergamo. Decidono la rete di Fabbian, l’autogol di Zappacosta e il sigillo di Lontani. I nerazzurri restano a 11 punti dopo dieci giornate, al tredicesimo posto, con 16 reti segnate e 20 subite. Sono in ritiro fino a domenica.

UNDER 23 – Sconfitta per 2-1 sul campo della capolista Spezia per la squadra allenata da Nicola Beati. I liguri passano con Bright e raddoppiano con Durmush, mentre Zanaboni accorcia le distanze al 90’, su assist di Bonanomi. L’Under 23 resta a quota 15 punti, al tredicesimo posto nel girone B della Serie C, a due lunghezze dalla zona playoff.

PRIMAVERA – Non riesce a invertire la rotta nemmeno la formazione di Giovanni Bosi, battuta 2-1 sul campo del Como. Inutile il gol di Olijars. La Primavera è diciottesima con appena 7 punti in nove partite, sei sconfitte e già 19 reti subite. Una partenza complicata.

UNDER 18 – Tutt’altra musica per i ragazzi di Tiziano Polenghi, che superano 3-2 il Napoli grazie ai gol di Edomwnoyi, Cavalleri e Amalfitano. Ottava vittoria nelle prime nove giornate, 25 punti e primo posto in classifica, con una lunghezza di vantaggio sulla Fiorentina. L’Atalanta è imbattuta.

UNDER 17 – Continua la marcia perfetta della formazione di Fautario, che nel posticipo di lunedì batte 2-0 il Como grazie alle reti di Koren e Meyou. Sette vittorie in sette partite, 21 punti, 25 gol realizzati e appena 8 subiti. I nerazzurri comandano il girone con tre punti di vantaggio proprio sul Como, che ha disputato una gara in più.

FEMMINILE UNDER 17 – Pareggio spettacolare per le ragazze nerazzurre, che chiudono sul 5-5 la sfida con il Calcio Gorle. A segno Occhio, Roveda, Centonze e Boncioli, oltre a un’autorete.

FEMMINILE UNDER 15 – Largo successo per 5-0 sul campo dell’Oratorio Cortenuova. Protagonista Nespoli con una doppietta, completano il tabellino Traini, Raineri e un’autorete. Entrambe le formazioni femminili partecipano al campionato provinciale maschile Under 14.

Ad maiora

Atalanta, Sarri peggio di Jurić dopo dodici partite. Domenica la sfida tra i due allenatori

Il confronto tra l’Atalanta di Maurizio Sarri e quella di Ivan Jurić di un anno fa, dopo dieci giornate di campionato e due partite europee, fotografa due partenze molto diverse. La squadra attuale ha vinto più partite, ma ha già perso sei volte tra Serie A e Conference League. Quella del tecnico croato aveva invece costruito il proprio avvio sui pareggi e su una maggiore solidità difensiva. Il paragone assume un significato particolare perché domenica 8 novembre, a Monza, Sarri si troverà di fronte proprio il suo predecessore sulla panchina nerazzurra.

IL CONFRONTO DOPO DIECI GIORNATE DI SERIE A

Punti: Jurić 13 – Sarri 11
Vittorie: Jurić 2 – Sarri 3
Pareggi: Jurić 7 – Sarri 2
Sconfitte: Jurić 1 – Sarri 5
Gol fatti: Jurić 13 – Sarri 16
Gol subiti: Jurić 8 – Sarri 20
Differenza reti: Jurić +5 – Sarri -4
Media punti: Jurić 1,30 – Sarri 1,10

Jurić aveva perso la sua prima partita di campionato soltanto alla decima giornata, il primo novembre 2025, sul campo dell’Udinese. Sarri, dopo il 3-0 subito in casa contro il Parma, è già arrivato alla quinta sconfitta. La sua Atalanta ha segnato tre reti in più rispetto a quella della passata stagione, ma ne ha incassate addirittura dodici in più. E ha mantenuto la porta inviolata soltanto due volte.

IL CONFRONTO EUROPEO

Un anno fa l’Atalanta partecipava alla Champions League: Jurić aveva perso 4-0 contro il Paris Saint-Germain e battuto 2-1 il Club Brugge. Sarri ha invece iniziato la Conference League vincendo 3-1 con il Pafos e perdendo 2-0 contro l’Ajax.

Jurić (Champions League 2025/26)

● Partite: 2

● Vittorie: 1

● Pareggi: 0

● Sconfitte: 1

● Gol fatti: 2

● Gol subiti: 5

● Differenza reti: -3

● Punti: 3

Sarri (Conference League 2026/27)

● Partite: 2

● Vittorie: 1

● Pareggi: 0

● Sconfitte: 1

● Gol fatti: 3

● Gol subiti: 3

● Differenza reti: 0

● Punti: 3

IL BILANCIO COMPLESSIVO DOPO DODICI PARTITE

Il rendimento in termini di punti è identico, ma il confronto deve tenere conto della differenza tra Champions e Conference, soprattutto considerando il livello degli avversari affrontati.

Jurić (2025/26)

● Vittorie: 3

● Pareggi: 7

● Sconfitte: 2

● Gol fatti: 15

● Gol subiti: 13

● Differenza reti: +2

● Media punti: 1,33

Sarri (2026/27)

● Vittorie: 4

● Pareggi: 2

● Sconfitte: 6

● Gol fatti: 19

● Gol subiti: 23

● Differenza reti: -4

● Media punti: 1,17

Il dato più preoccupante è quello difensivo. L’Atalanta di Sarri ha subito dieci gol in più nelle prime dodici partite ufficiali rispetto alla squadra di Jurić. In campionato, soprattutto, la situazione è peggiorata nelle ultime settimane: dodici reti incassate nelle ultime quattro giornate.

C’è poi una coincidenza che rende il confronto particolarmente significativo. Il 9 novembre 2025 l’Atalanta di Jurić perse 3-0 in casa contro il Sassuolo, nell’undicesima giornata. Il giorno successivo arrivò l’esonero del tecnico croato, che aveva raccolto 13 punti. A distanza di quasi un anno, il 2 novembre 2026, la squadra di Sarri ha subito lo stesso risultato contro il Parma, fermandosi a 11 punti dopo dieci giornate.

Le situazioni non sono identiche, soprattutto per il numero di indisponibili che ha condizionato la stagione attuale. Ma il confronto evidenzia un problema: l’Atalanta di Jurić faticava a vincere, quella di Sarri continua a perdere. E soprattutto subisce molti più gol.

JURIĆ, UN ANNO DOPO: IL MONZA È TERZULTIMO

Il destino ha voluto che il prossimo avversario dell’Atalanta sia proprio Ivan Jurić. Il tecnico croato, dopo l’esonero di Bergamo, è ripartito dal Monza, ma anche la sua nuova esperienza è cominciata tra molte difficoltà. Dopo dieci giornate i brianzoli sono terzultimi con appena 7 punti, frutto di due vittorie, un pareggio e sette sconfitte. Hanno segnato 17 gol e ne hanno subiti 24, quattro in più dell’Atalanta.

Il Monza ha perso quattro delle ultime cinque partite, interrompendo la serie negativa soltanto con il successo per 4-0 sul Cagliari. Nell’ultimo turno è stato sconfitto 2-1 a Bologna, dopo essere passato in vantaggio e aver fallito, con Cutrone, nel finale il rigore del possibile pareggio.

Domenica al Brianteo andrà quindi in scena una sfida particolare: due tecnici in difficoltà, separati da quattro punti in classifica e accomunati da un avvio di stagione difficile (quella dei brianzoli poi prevedibile di quella dei bergamaschi, che un anno fa erano in Champions). Una sconfitta porterebbe la Dea praticamente in zona salvezza.

Ad maiora

Serie A, classifica delle multe dopo dieci giornate: Lecce sempre più primo, Bologna secondo e Como terzo. Atalanta sempre sesta

Il Lecce continua ad allungare nella classifica delle ammende alle società di Serie A. Dopo dieci giornate i salentini raggiungono quota 60mila euro, davanti al Bologna, secondo con 24.500 euro, e al Como, terzo con 21mila. L’Atalanta resta al sesto posto con 15mila euro, senza nuove sanzioni dopo la sconfitta casalinga contro il Parma.

Il Comunicato del 3 novembre registra sei nuove ammende alle società. Il Lecce viene multato di 5mila euro per il lancio di tre petardi sul terreno di gioco nella partita contro il Genoa.

Altri 5mila euro di multa per il Napoli, per cori beceri intonati da un gruppo di sostenitori nei confronti dei tifosi avversari al termine della gara contro la Juventus.

Le altre quattro sanzioni riguardano il ritardo nell’inizio delle partite. Il Frosinone riceve 4mila euro per avere provocato un ritardo di circa tre minuti nell’avvio del primo tempo. Cagliari e Lazio vengono multati di 3mila euro ciascuno per ritardi di circa due minuti, mentre il Bologna paga 2mila euro per il lancio di due bottigliette nel recinto di gioco da parte dei propri tifosi.

Nessuna nuova ammenda per l’Atalanta. Il Giudice Sportivo segnala l’utilizzo di materiale pirotecnico da parte dei tifosi nerazzurri, ma decide di non adottare provvedimenti sanzionatori.

La classifica delle ammende dopo dieci giornate

1° Lecce — 60.000 euro
2° Bologna — 24.500 euro
3° Como — 21.000 euro
4° Fiorentina — 18.000 euro
4° Venezia — 18.000 euro
6° Atalanta — 15.000 euro
7° Napoli — 14.000 euro
8° Cagliari — 12.000 euro
9° Juventus — 10.000 euro
9° Lazio — 10.000 euro
11° Genoa — 9.500 euro
12° Frosinone — 9.000 euro
12° Roma — 9.000 euro
14° Torino — 8.000 euro
15° Milan — 7.000 euro
16° Udinese — 6.000 euro
17° Monza — 5.000 euro
18° Inter — 4.000 euro
19° Sassuolo — 3.000 euro
20° Parma — 2.000 euro

Le sanzioni personali: 2mila euro per simulazione a Da Silva

Tra i provvedimenti individuali spicca la multa di 2mila euro a Bruno Da Silva Kaiki del Como, ammonito per avere simulato di essere stato sottoposto a un intervento falloso nell’area di rigore avversaria.

Un turno di squalifica per Luca Marianucci del Napoli e Adam Obert del Cagliari, entrambi espulsi per doppia ammonizione.

Tra gli allenatori viene ammonito Eusebio Di Francesco del Lecce. Squalifica per una giornata anche al medico del Genoa Riccardo Saporiti, espulso per avere contestato platealmente una decisione arbitrale, alzandosi dalla panchina.

Ad maiora

Atalanta, il mercato estivo alla prova del campo: cinque acquisti, pochi protagonisti e tre già in infermeria

Dovevano essere i volti del nuovo ciclo. Cinque acquisti per accompagnare il passaggio dall’Atalanta di ieri a quella di Sarri, colmare le partenze di alcuni protagonisti e dare nuove soluzioni alla squadra. Dopo dieci giornate di campionato, il bilancio del mercato estivo nerazzurro presenta però più interrogativi che certezze. Anche perché tre dei cinque nuovi arrivi sono ai box.

Gianluca Gaetano, Thomas Kristensen, Eljif Elmas, Franck Kessié e Jonathan Rowe: sono questi i cinque rinforzi individuati dalla società nell’estate 2026. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli aveva spiegato le ragioni delle operazioni, dichiarando di considerare la rosa migliorata rispetto alla stagione precedente. Il campo, finora, non ha restituito le risposte sperate.

Gaetano, qualche segnale prima dello stop. Arrivato dal Cagliari per dare qualità al centrocampo, il giocatore ha offerto qualche contributo concreto, senza essere ancora diventato un riferimento costante della manovra. L’infortunio accusato a Firenze contro la Fiorentina ne ha interrotto il percorso. Gli esami hanno evidenziato una distrazione di medio grado agli adduttori della coscia destra, con uno stop stimato di circa un mese.

Non è il primo problema muscolare per Gaetano. Nella stagione 2025/26, quando vestiva la maglia del Cagliari, aveva già subito due stop: uno alla coscia tra il 1° e il 16 ottobre 2025 e uno agli adduttori tra il 15 febbraio e il 12 marzo 2026. Complessivamente 42 giorni di indisponibilità e cinque partite saltate.

Kristensen, un investimento frenato dagli infortuni. Il difensore danese è stato acquistato dall’Udinese per contribuire alla ricostruzione del reparto arretrato. A Firenze è rimasto in campo soltanto due minuti prima di fermarsi per un problema ai flessori della coscia sinistra. Gli accertamenti hanno individuato una distrazione di basso grado, con uno stop previsto di almeno venti giorni.

Anche la sua precedente stagione è stata condizionata da problemi fisici. Leggendo i dati di Transfermarkt, nel 2025/26 aveva subito un infortunio al bicipite femorale che lo aveva tenuto fuori per 60 giorni, costringendolo a saltare otto partite. Un precedente che rende particolarmente importante la gestione del suo recupero.

Elmas, lampi di qualità ma poca continuità. Il macedone è uno dei nuovi acquisti che hanno lasciato qualche traccia concreta. Sua la rete segnata dopo appena 46 secondi contro il Pafos in Conference League. Non è però ancora riuscito a garantire una presenza determinante con regolarità. In una squadra che fatica a creare occasioni, le sue qualità tecniche potrebbero diventare una risorsa importante.

Kessié, il ritorno interrotto. Il gol contro il Venezia, arrivato dopo appena quattro minuti, aveva fatto pensare a un rientro capace di restituire forza ed esperienza al centrocampo. Il suo contributo è stato però limitato anche dall’infortunio al polpaccio destro che lo sta tenendo lontano dal campo.

Nella scorsa stagione, con l’Al-Ahli, l’ivoriano aveva avuto un solo stop registrato, tra il 6 e il 13 maggio 2026: otto giorni e una partita saltata. Il suo storico recente non presentava dunque una particolare frequenza di infortuni. All’Atalanta, invece, non è ancora riuscito a trovare continuità.

Rowe, l’investimento (gigantesco in termini economici) che finora non ha ripagato le attese. È probabilmente il caso più delicato. L’esterno inglese era stato scelto per aggiungere qualità negli ultimi trenta metri, ma contro il Parma ha confermato le difficoltà già emerse nelle precedenti partite. Fatica a saltare l’uomo, a creare superiorità numerica e soprattutto a trasformare le proprie iniziative in occasioni da gol. Non è una bocciatura definitiva dopo appena dieci giornate, ma il suo rendimento è lontano dalle aspettative.

Il bilancio deve naturalmente tenere conto delle difficoltà complessive della squadra. Gli infortuni hanno ulteriormente complicato il lavoro di Sarri. Ma il dato resta: dei cinque acquisti estivi, tre sono attualmente indisponibili e gli altri due non hanno ancora trovato la continuità necessaria per cambiare il rendimento della squadra.

Vedremo se saranno i nuovi o i vecchi a tirare fuori la Dea dalle sabbie mobili.

Ad maiora.