Atalanta-Cagliari, recupero e infermerie a confronto: terapie per Hien e Sulemana, Mina torna parzialmente in gruppo

L’Atalanta lavora a Zingonia, il Cagliari ha già ripreso ad allenarsi dopo la (bella) vittoria di ieri contro il Lecce. Le due squadre si preparano alla sfida di sabato alle 20.45 alla New Balance Arena, ma con tempi di recupero differenti: i nerazzurri hanno giocato sabato a Roma, i rossoblù appena ieri.

Sarri ha diretto una doppia seduta. Al mattino circuito di forza in campo e lavori differenziati in base ai ruoli, con esercitazioni sulla linea difensiva e specifiche per i reparti offensivi. Nel pomeriggio attivazione tecnica, lavoro tecnico-tattico, difesa della porta, attacco della metà campo e partitella a ranghi misti.

Hien e Sulemana hanno proseguito con le terapie. Contro il Cagliari mancherà sicuramente Gaetano, squalificato per una giornata dopo l’espulsione rimediata al termine della partita contro la Roma.

Situazione in evoluzione anche sul fronte sardo. Il Cagliari ha iniziato questa mattina la preparazione dividendosi in due gruppi: scarico per chi ha giocato maggiormente contro il Lecce, lavoro tecnico, possessi e partitelle ad alta intensità per gli altri.

Pisacane ha ritrovato parzialmente Yerry Mina, che ha svolto una parte dell’allenamento con i compagni. Kevin Carlos è tornato a lavorare al centro sportivo, mentre Riyad Idrissi prosegue il percorso di recupero. Riposo e accertamenti, invece, per Mattia Felici, uscito dalla partita contro il Lecce dopo aver avvertito una «brutta sensazione».

I rossoblù arrivano a Bergamo con 6 punti conquistati nelle prime tre giornate. Dopo il successo all’esordio contro il Parma e la sconfitta con l’Inter, il Cagliari ha battuto 1-0 il Lecce, reagendo anche all’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Verona. Pisacane ha sottolineato soprattutto il ritrovato «furore» della squadra e ha indicato in organizzazione difensiva, energia e corsa senza palla le basi della formazione sarda.

Domani entrambe le squadre torneranno in campo nel pomeriggio: seduta a porte chiuse a Zingonia per l’Atalanta, nuovo allenamento al Crai Sport Center per il Cagliari.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Serie A, la classifica delle multe dopo tre giornate: Lecce sempre primo, Bologna insegue. Squalifica più multa per Gaetano: 10mila euro

Terza giornata di Serie A e nuovo aggiornamento della classifica delle ammende inflitte dal Giudice Sportivo alle società.

Questa settimana sono cinque le società colpite da multe: 4mila euro al Venezia, 3mila al Milan, 2mila alla Roma e 1.500 euro ciascuno a Bologna e Genoa. 

La classifica dopo la 3ª giornata

  1. Lecce — € 20.000
  2. Bologna — € 15.500
  3. Atalanta — € 10.000
  4. Como — € 8.000
  5. Venezia — € 8.000
  6. Frosinone — € 3.000
  7. Milan — € 3.000
  8. Roma — € 2.000
  9. Genoa — € 1.500

Il Lecce conserva dunque il comando con 20mila euro, tutti accumulati nella seconda giornata. Alle sue spalle il Bologna passa da 14mila a 15.500 euro, mentre l’Atalanta rimane ferma a 10mila e occupa il terzo posto.

Il movimento più consistente della settimana è quello del Venezia: ai 4mila euro già accumulati ne aggiunge altrettanti per aver provocato un ritardo di circa tre minuti nell’inizio del primo tempo e raggiunge il Como a quota 8mila. Il Milan entra invece in classifica con 3mila euro per il ritardo di circa due minuti nell’inizio della ripresa. 

Primi ingressi anche per Roma e Genoa. I giallorossi ricevono 2mila euro per aver provocato circa un minuto di ritardo nell’inizio del primo tempo; il Genoa 1.500 euro per il lancio sul terreno di gioco di una bottiglietta di plastica. Il Bologna aggiunge invece altri 1.500 euro per un fumogeno lanciato nel recinto di gioco. 

Gaetano: 10mila euro e una giornata

Fuori dalla classifica delle società c’è infine una sanzione pesante che riguarda l’Atalanta. Gianluca Gaetano viene squalificato per una giornata per l’espulsione e multato di 10mila euro per avere, al termine di Roma-Atalanta, rivolto all’arbitro «un’espressione gravemente irrispettosa». 

Ad maiora

Atalanta, tra le sei avversarie di Conference sorridono Pafos e Kairat: sconfitte Ajax, Borac e Mjällby, pari per il Riga

Dopo la sconfitta maturata sabato sul campo della Roma, l’Atalanta può consolarsi soltanto in parte guardando ai risultati ottenuti dalle sei avversarie che incontrerà nella fase campionato di Conference League. Il loro ultimo bilancio racconta infatti due vittorie, un pareggio e tre sconfitte: hanno festeggiato Pafos e Kairat Almaty, il Riga FC è stato fermato sul pari, mentre sono caduti Ajax, Borac Banja Luka e Mjällby.

Festeggia il Pafos, primo ostacolo europeo dei nerazzurri il 15 ottobre a Bergamo. La formazione cipriota non ha giocato in campionato nel fine settimana, ma giovedì ha conquistato la prima Supercoppa nazionale della propria storia, battendo 1-0 l’Omonia Nicosia. In campionato è ancora imbattuta: quattro punti nelle prime due giornate, con tre reti segnate e nessuna subita.

La battuta d’arresto più significativa è quella dell’Ajax, che il 22 ottobre riceverà l’Atalanta ad Amsterdam. La squadra allenata da Míchel ha perso 3-1 in casa contro il PSV nel primo grande scontro diretto della stagione olandese. Dopo il vantaggio ospite di Pepi, Tolu Arokodare ha trovato il momentaneo pareggio; Geertruida e Bajraktarević hanno poi deciso la partita. Per l’Ajax è la prima sconfitta in campionato: i lancieri sono settimi con sette punti in quattro gare. La serata è stata segnata anche dal grave infortunio subito dal giovane difensore Aaron Bouwman.

Decisamente migliore il momento del Kairat Almaty, atteso a Bergamo il 5 novembre. I kazaki hanno ottenuto la terza vittoria consecutiva in campionato, imponendosi 3-0 sul campo del Kaspiy Aktau dopo il 2-0 contro lo Yelimay e il 3-1 sull’Ulytau. Il Kairat tornerà già in campo mercoledì contro lo Zhenis.

Ha perso invece il Borac Banja Luka, che ospiterà l’Atalanta il 26 novembre. I bosniaci sono stati battuti 1-0 dal Sarajevo, a segno con Caraballo al 55’. Il Borac arrivava dal successo per 2-0 sullo Željezničar, ma nelle ultime settimane ha mostrato un rendimento piuttosto discontinuo.

Non attraversa un periodo brillante neppure il Riga FC, avversario della Dea il 10 dicembre in Lettonia. Dopo la vittoria per 3-2 nel derby contro l’RFS, che gli ha consegnato la qualificazione alla finale della Coppa nazionale, il Riga è stato fermato sull’1-1 in casa dal Daugavpils. È il terzo turno consecutivo senza vittorie in campionato per la seconda forza della Virslīga, ora distante quattro punti dalla capolista RFS.

Il quadro si chiude con il Mjällby, ultimo avversario della fase campionato: arriverà a Bergamo il 17 dicembre. I campioni di Svezia in carica sono caduti 2-0 in casa contro il Djurgården e occupano soltanto il dodicesimo posto dell’Allsvenskan.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 8 settembre: Kessié torna a casa, Giuntoli traccia il nuovo corso. «Ci vorrà tempo»

La presentazione di Franck Kessié e il bilancio del mercato di Cristiano Giuntoli occupano gran parte dello spazio dedicato all’Atalanta sui giornali di oggi. Sullo sfondo c’è già il Cagliari, prossimo avversario della Dea, vittorioso ieri sera sul Lecce.

L’Eco di Bergamo apre con Cristiano Giuntoli: «Ci vorrà tempo ma la strada è quella giusta». Il direttore sportivo insiste soprattutto sulla necessità di costruire una nuova identità: «Dobbiamo ritrovare un’identità chiara e forte, poi individueremo i nostri obiettivi». E sul mercato appena concluso spiega: «Siamo convinti di aver migliorato la rosa».

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio Kessié: «È un centrocampista totale che ha qualità fisiche e tecniche per giocare da mezzala come da regista. Per noi è una pietra su cui costruire la nuova Atalanta». Una definizione che Giuntoli accompagna alla spiegazione del cambio di filosofia avviato con Sarri: il passaggio dall’orientamento sull’uomo a quello sulla palla «non è facile né immediato». 

Nella pagina successiva L’Eco di Bergamo lascia la parola al protagonista: «Kessié atto 2, nove anni dopo. “Qui per lottare su tutto”». Massimiliano Bogni racconta il ritorno dell’ivoriano a Bergamo, dove era stato lanciato nel grande calcio. «L’Atalanta mi ha cambiato la vita, voglio restituire quanto ricevuto da ragazzo», dice Kessié. E ancora: «Giocare qui è anche realizzare il sogno di Willy Ta Bi. Tornare era nel mio destino». Sul futuro non mette limiti: «Troppo presto per fissare obiettivi, ma alcuni capisaldi non sono in discussione: l’Atalanta sarà sempre calda, con lo stadio rinnovato e un po’ più vicini al campo e non può che farci piacere».

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, titola «Nuovo ciclo Atalanta. Giuntoli esalta Sarri e Kessié: “Qui è casa”». Giuntoli considera Sarri l’uomo su cui fondare il nuovo corso e ribadisce che Kessié può diventare uno degli uomini centrali del progetto. L’ivoriano racconta la decisione estiva: «L’Atalanta è stata una scelta di cuore». Ha parlato con altri club, ma quando si è presentata la possibilità di Bergamo la decisione è diventata semplice: «Torno a casa». 

La Gazzetta ci proietta già a sabato sera. Il Cagliari batte il Lecce 1-0 grazie al primo gol in Serie A di Daniel Maldini, che tornerà da ex. Il titolo è «Ci pensa Maldini», con l’analisi di Matteo Pierelli: i sardi partono forte, colpiscono due pali e trovano il vantaggio al 29’. Un successo che porta la squadra di Pisacane a 6 punti (come la Dea) prima della trasferta di Bergamo.

Corriere della Sera – Bergamo, con Marina Belotti, sintetizza la giornata con «Kessié: voglio tutto. Giuntoli: ripartiamo». Kessié parla di un’Atalanta pronta a competere: «Qui si lotta per tutto». Giuntoli resta invece più prudente sugli obiettivi e ribadisce la fiducia nel progetto Sarri, sottolineando anche la scelta di non aggiungere un altro centrale: il recupero di Hien procede e la crescita di Obrić ha convinto il club a non sovraccaricare il reparto.

Nella rubrica «Oltre la diagonale», Pietro Serina si concentra invece sul campo: «I 74 tiri sin qui concessi e il mancato filtro a metà». Il dato delle prime tre giornate apre una riflessione sui problemi difensivi della nuova Atalanta: non soltanto il reparto arretrato, ma anche la necessità di trovare maggiore protezione davanti alla difesa.

Corriere dello Sport dedica alla Dea una pagina dello speciale «Regine di coppe». Patrick Iannarelli titola «Mau in pole con la Dea»: Sarri parteciperà per la prima volta alla Conference League e l’Atalanta viene indicata tra le favorite della competizione. Il quotidiano ricostruisce il cammino europeo, dalle fatiche dei playoff fino alla League Phase, e sottolinea come il cambio di filosofia renda questa prima parte della stagione una fase ancora di costruzione.

Tuttosport, con Fabio Gennari, sceglie invece «Kessié totale. E vale per due». Giuntoli descrive il nuovo acquisto come un giocatore utilizzabile sia da mezzala sia davanti alla difesa e ribadisce: «È una pietra su cui costruire la nuova Atalanta». Kessié, dal canto suo, torna sulla concorrenza di mercato e sulla decisione di rientrare a Bergamo: quando è arrivata l’Atalanta, la scelta è stata «di cuore». 

Sempre Tuttosport torna su Giuntoli anche parlando di Juventus. Cristiano Corbo titola «Tutto sulle spalle di Koop e Douglas. E Giuntoli se la ride». Il dirigente nerazzurro non si lascia trascinare troppo sul passato: «Adesso penso solo all’Atalanta, ma sono contento dei ragazzi che avevo preso io alla Juventus. Vedo che ora trovano spazio…».

Ad maiora

Kessié: «È stata una scelta di cuore: torno a casa». Giuntoli: «Una pietra per costruire la nuova Atalanta»

Frank Kessié riparte dai sentimenti. Torna a Bergamo dopo nove anni, con una carriera completamente diversa alle spalle e con la consapevolezza di ritrovare il luogo dove tutto è cominciato.

«Per me è un po’ particolare essere qua. Devo ringraziare tutta la società che mi ha dato la possibilità di giocare qua, a casa mia. Sono molto, molto felice di tornare qui e di far parte del nuovo progetto».

Era partito ragazzo e si ripresenta da uomo. «Quando sono andato via ero un bambino, adesso sono cambiato tanto perché sono diventato un uomo».

Bergamo, la prima casa europea

Il legame con Bergamo attraversa tutta la presentazione. È qui che Kessié ha scoperto il calcio europeo dopo essere arrivato giovanissimo dalla Costa d’Avorio.

«Per me Bergamo è la prima città d’Europa che ho conosciuto. Quando sono andato via dalla Costa d’Avorio a 18 anni, la prima città che ho conosciuto è qui. È qui che ho iniziato il calcio professionistico. Per me la città è tutto».

Un rapporto che ha pesato anche nella scelta di questa estate. Le possibilità non mancavano, ma quando si è presentata l’Atalanta la decisione è diventata semplice.

«Quando c’è mercato e un giocatore è libero è normale parlare con altre squadre. Certo, ho parlato con altre squadre. Quando è arrivata l’Atalanta l’ho scelta perché è stata una scelta di cuore. Per me la decisione non è stata durissima, è stata facile: vado lì, torno a casa».

Da ragazzo da aiutare a uomo d’esperienza

Kessié ritrova anche un’Atalanta profondamente cambiata. Lui stesso, del resto, non è più il ventenne che impressionava per le progressioni a tutto campo.

«Prima avevo vent’anni, adesso sono quasi trenta, però sono lo stesso».

È diverso soprattutto il peso che può avere nello spogliatoio. Dieci anni di calcio ad alto livello gli consentono ora di restituire ai più giovani quello che aveva ricevuto nella sua prima esperienza nerazzurra.

«Quello che i giocatori più grandi hanno fatto con me, adesso io devo aiutare quelli più giovani, sul campo e fuori dal campo, nello spogliatoio».

La presentazione offre anche un momento più intimo con il ricordo di Willy Ta Bi, il giovane ivoriano scomparso nel 2021 e al quale Kessié era legato personalmente: «Certo che ho pensato a Willy. Con lui avevo un rapporto personale. Era un bravo ragazzo».

Sarri e il nuovo ruolo

C’è poi il Kessié che dovrà entrare nel calcio di Maurizio Sarri. Mezzala oppure regista: l’ivoriano non pone limiti alla propria collocazione.

«Sarri è un grande allenatore. Lavoriamo ogni giorno con lui e lui sa bene, con il suo sistema, dove Frank può essere molto utile. Per me non c’è problema a giocare da mezzala o da regista. Sono a disposizione e sono pronto a dare il massimo per la squadra e per la città».

Anche l’esperienza in Arabia Saudita viene ricordata positivamente. «È stata una bella esperienza. Per un calciatore andare fuori dall’Europa è un’esperienza. Là ho vinto tre trofei, per me è stata una grande esperienza».

Adesso, però, c’è nuovamente l’Atalanta. E Kessié non abbassa l’asticella quando si parla di obiettivi: «Siamo qui per lottare su tutto».

Vale anche per la Conference League: «Siamo qui per lottare. Andiamo fino alla fine in tutte le competizioni e facciamo i conti a fine maggio».

E quando il discorso arriva persino alla possibilità di chiudere un giorno la carriera a Bergamo, la risposta è breve: «Perché no? Non è male».

Giuntoli: «Un centrocampista totale»

Il ritorno di Kessié è uno dei tasselli del mercato appena concluso da Cristiano Giuntoli. Il direttore sportivo parte dalla scelta di Maurizio Sarri, individuato come uomo attorno al quale «andare su un nuovo percorso, un nuovo ciclo», e ripercorre poi le operazioni dell’estate.

Gaetano è arrivato come regista italiano, Kristensen dopo l’addio di Djimsiti, Elmas per la possibilità di ricoprire più ruoli. Quindi Kessié dopo la partenza di de Roon e Rowe per aggiungere un esterno alto a sinistra di piede destro e qualità negli ultimi trenta metri.

Su Kessié, Giuntoli è molto chiaro: «Frank credo che non abbia problemi a giocare da nessuna parte. È un calciatore totale, un centrocampista totale, che ha qualità fisiche e tecniche per poter giocare sia come regista sia come mezzala».

E aggiunge: «Rappresenta per noi un tassello, un mattone pesante, una pietra per costruire nella nuova Atalanta».

La sua personalità servirà anche a riempire il vuoto lasciato da de Roon. Giuntoli spiega così la separazione: «Quando c’è un calciatore di intelligenza che esprime la sua volontà, credo che sia doveroso ascoltarlo. Ci dispiace, però abbiamo voltato subito pagina e abbiamo pensato di inserire un calciatore del livello di Frank, anche per sopperire all’interno dello spogliatoio, sul campo, con la sua personalità».

Il mercato si è chiuso senza un ulteriore difensore centrale. Giuntoli spiega che la società ha valutato alcune opportunità, ma ha scelto di non «soffocare il reparto», considerando i progressi nel recupero di Hien e la crescita degli altri elementi a disposizione. Conferma inoltre che Alajbegovic e Romagnoli sono stati giocatori seguiti dall’Atalanta, senza che si arrivasse all’operazione.

Resta soprattutto il cambio di filosofia introdotto da Sarri. «Passare da un orientamento sull’uomo a un orientamento sulla palla è veramente l’opposto». Per questo Giuntoli continua a chiedere tempo al nuovo corso.

E fissa il primo vero traguardo della stagione: «Dobbiamo trovare una nostra identità, dobbiamo ritrovare un’identità chiara e forte e da quella poi si può andare a capire quali obiettivi si possano raggiungere».