Day: 15 settembre 2026

Sarri, partenze tra alti e bassi: dai 2 punti dell’Empoli ai 12 di Napoli e Chelsea, l’Atalanta a 6 è nel mezzo

Due vittorie e due sconfitte, sei punti. La partenza dell’Atalanta di Maurizio Sarri non è tra le migliori della carriera del tecnico, ma nemmeno tra le peggiori. Vediamo come sono andate le prime quattro giornate da quando Sarri allena tra i professionisti.

Il viaggio comincia nel 2003-04 con la Sangiovannese, in Serie C2. L’avvio vale 7 punti: 0-0 a Bellaria, 1-0 al Grosseto, sconfitta 1-0 a Castelnuovo e vittoria 1-0 sulla Rosetana.

L’anno successivo, con la Sangiovannese salita in Serie C1, i punti scendono a 5: 1-1 sul campo del Vittoria, 0-0 con il Grosseto, 3-0 al Lumezzane e sconfitta 1-0 a Mantova.

Nel 2005-06 Sarri passa al Pescara in Serie B e raccoglie 4 punti: sconfitte 2-0 con il Torino e 2-1 a Bologna, vittoria 3-1 sul Vicenza e 2-2 a Terni.

Dopo alcuni subentri, Sarri inizia un campionato dalla prima giornata nel 2010-11 con l’Alessandria, Lega Pro. Sono 8 punti: 1-1 sul campo dello Spezia, 1-0 alla Cremonese, 3-0 a tavolino contro il Lumezzane e 0-0 con il Como. A Lumezzane l’Alessandria aveva in realtà perso 1-0, per il rigore trasformato da Fausto Ferrari. Ma proprio Ferrari era stato schierato nonostante una giornata di squalifica della stagione precedente. Il ricorso dei piemontesi viene accolto e la partita trasformata nello 0-3 che porta Sarri a 8 punti dopo quattro giornate.

Nel 2011-12 Sarri resta in Prima Divisione di Lega Pro e passa al Sorrento. Qui arriva il precedente numericamente identico all’Atalanta di oggi: 6 punti. Il Sorrento vince 3-0 a Monza, pareggia 2-2 con il Pavia e con il Como e fa 0-0 contro il Taranto. Stesso bottino della Dea, dunque, ma ottenuto con una vittoria e tre pareggi anziché con due vittorie e due sconfitte.

Poi comincia il capitolo Empoli, in Serie B, quello che forse racconta meglio gli alti e bassi delle partenze di Sarri. Nel 2012-13 arrivano appena 2 punti: 1-1 con la Reggina, 2-2 a Novara, 0-3 contro il Sassuolo e 4-2 a Livorno. Nessuna vittoria dopo quattro giornate. Eppure quell’Empoli cambia completamente passo, chiude quarto e raggiunge la finale playoff per la Serie A.

Dodici mesi dopo, sempre in Serie B, succede quasi l’opposto: 3-1 al Latina, 2-1 a Palermo, 1-1 con il Trapani e 2-0 a Carpi. Sono 10 punti su 12 e a fine stagione arriva la promozione diretta.

Al debutto in Serie A con l’Empoli, nel 2014-15, Sarri riparte invece con soli 2 punti: sconfitte 2-0 a Udine e 1-0 con la Roma, quindi due pareggi per 2-2 contro Cesena e Milan.

Anche l’inizio dell’avventura a Napoli in Serie A è tutt’altro che travolgente. Nel 2015-16 Sarri raccoglie 5 punti: perde 2-1 con il Sassuolo, pareggia 2-2 con Sampdoria ed Empoli e alla quarta giornata travolge 5-0 la Lazio.

Un anno dopo il suo Napoli parte decisamente più forte: 2-2 a Pescara, 4-2 al Milan, 3-0 a Palermo e 3-1 al Bologna. Dieci punti.

Nel 2017-18 arriva invece una delle due partenze perfette della carriera di Sarri: 3-1 a Verona, 3-1 all’Atalanta, 3-0 a Bologna e 6-0 al Benevento. Dodici punti su dodici e 15 gol segnati nelle prime quattro giornate.

Sarri ripete il percorso netto l’anno successivo in Premier League con il Chelsea. Gli inglesi battono 3-0 l’Huddersfield, 3-2 l’Arsenal, 2-1 il Newcastle e 2-0 il Bournemouth: 12 punti su 12.

Alla Juventus, al suo ritorno in Serie A nel 2019-20, sono invece 10: 1-0 a Parma, 4-3 contro il Napoli, 0-0 a Firenze e 2-1 sul Verona. Quella stagione si chiude con lo scudetto. Il titolo non basta a garantirgli la conferma: per via dell’eliminazione agli ottavi di Champions contro il Lione, il club lo esonera l’8 agosto 2020, chiudendo la sua esperienza bianconera dopo una sola stagione.

Poi arriva la Lazio. Nel 2021-22, in Serie A, Sarri raccoglie 7 punti: 3-1 a Empoli, 6-1 allo Spezia, sconfitta 2-0 con il Milan e 2-2 contro il Cagliari.

Nel 2022-23 diventano 8: 2-1 al Bologna, 0-0 a Torino, 3-1 all’Inter e 1-1 con la Sampdoria.

L’anno successivo il crollo: appena 3 punti. La Lazio perde 2-1 a Lecce e 1-0 con il Genoa, vince 2-1 a Napoli e cade 3-1 contro la Juventus.

Anche il ritorno sulla panchina laziale un anno fa, 2025-26, comincia con 3 punti: sconfitte 2-0 a Como, 1-0 con il Sassuolo e 1-0 nel derby con la Roma, intervallate soltanto dal 4-0 al Verona.

Ora Bergamo, con 6 punti dopo quattro giornate.

Insomma, prima di arrivare all’Atalanta Sarri inizia dalla prima giornata 17 campionati tra i professionisti: in otto raccoglie meno dei 6 punti attuali, in uno – la Prima Divisione 2011-12 con il Sorrento – ne conquista esattamente 6 e in otto ne fa di più.

La Dea si trova quindi esattamente nel mezzo delle partenze di Sarri. Agli estremi ci sono i 2 punti dell’Empoli in Serie B 2012-13 e in Serie A 2014-15 e i 12 su 12 del Napoli in Serie A 2017-18 e del Chelsea in Premier League 2018-19.

Il precedente più interessante resta forse proprio il primo Empoli: 2 punti e nessuna vittoria dopo quattro giornate di Serie B, poi quarto posto e finale playoff. La conferma che, nella storia di Sarri, la partenza non sempre anticipa quello che succede dopo.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 15 settembre: Samardzic cresce, i numeri preoccupano

Dopo il ko col Cagliari, i giornali analizzano i problemi dell’Atalanta: pochi tiri prodotti e troppi concessi. Ma Sarri trova segnali positivi da Samardzic e Scamacca.

L’Eco di Bergamo apre con Matteo Spini e «Samardzic atto terzo. Ora è pronto al decollo». Dopo «due anni fra lampi e pause», con l’arrivo di Sarri il serbo è «al centro del progetto» e «finora ha sempre giocato e si sta trovando a suo agio nel nuovo ruolo di mezzala tecnica».

Il quotidiano sottolinea la continuità finalmente trovata: Samardzic è uno dei sei giocatori sempre presenti nelle prime quattro giornate. Il nuovo ruolo sembra adattarsi alle sue caratteristiche: «Mezzala alla Luis Alberto: questo il progetto in testa fin da subito al Comandante». Quattro presenze su quattro e già il gol decisivo contro il Bologna.

Ma sulla pagina successiva L’Eco di Bergamo mette a fuoco il problema principale: «I tiri sono la nota dolente. Pochi fatti, tanti subiti». I numeri sono eloquenti: «Nei primi quattro incontri in media 12 tiri a partita, di cui 3,75 nello specchio» per l’Atalanta; sul fronte opposto sono «quasi 20 conclusioni per match verso Carnesecchi (6,5 nello specchio)».

Soltanto cinque squadre hanno concluso meno dell’Atalanta, mentre nessuna ha concesso più tiri. Un piccolo miglioramento arriva però dalle ultime due partite: 15 conclusioni con il Sassuolo e altrettante con il Cagliari, dopo le nove contro il Bologna e le tre dell’Olimpico contro la Roma.

Oggi intanto si torna a Zingonia. L’Eco di Bergamo annuncia «Oggi la ripresa con una seduta a porte aperte a Zingonia»: allenamento visibile al pubblico dalle 17.30. Hien e Sulemana restano fermi per infortunio.

Il tema della difesa domina anche sul Corriere della Sera – Bergamo, dove Marina Belotti titola «Difesa, cosa non va». Dopo quattro giornate l’Atalanta di Sarri ha subito sei reti, contro le otto incassate nello stesso periodo dalla squadra di Juric nella scorsa stagione. Il confronto riguarda anche la classifica: allora i nerazzurri avevano otto punti, oggi ne hanno sei.

Pietro Serina, in «Oltre la diagonale», guarda invece alle alternative tattiche: «Questa Atalanta ha tante soluzioni, anche il 4-2-3-1. Sugli esterni questione di gamba». È il sistema provato nel finale contro il Cagliari, con Raspadori, Samardzic e Rowe alle spalle della punta. Serina osserva che potrebbe dare «più velocità offensiva», ma per utilizzarlo con continuità servono interpreti adatti soprattutto sulle fasce.

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, guarda già alla prossima sfida: «L’Atalanta sorride: Scamacca segna e ora punta la Juve». Il centravanti si è finalmente sbloccato in campionato e il quotidiano ricorda i suoi due gol nelle prime quattro giornate. Oggi sarà alla ripresa a Zingonia, mentre domenica pomeriggio arriverà la trasferta contro la Juventus.

Ed è proprio la prossima avversaria della Dea a occupare gran parte dei quotidiani nazionali.

La Gazzetta dello Sport apre con «Spalletti in rosso»: «La Juve ha finito i bonus. I tifosi sognano Conte». Guglielmo Buccheri racconta il momento difficile dopo il ko con il Sassuolo, mentre Giovanni Carnevali difende l’allenatore: «Non sono uno che cambia allenatore…».

Corriere dello Sport, con Fabrizio Patania, titola «Carnevali blinda la Juve». Il messaggio è netto: «Lucio straordinario: per costruire un ciclo tempo e pazienza». Nelle pagine successive si ragiona anche sui correttivi: «Uno in più: il correttivo di Spalletti», con l’ipotesi di rinforzare il centrocampo, mentre Filippo Bonsignore titola «Scossa d’Europa. Si cambia».

la Repubblica, con Emanuele Gamba, sceglie «La Juve spericolata è piena di guai ma Carnevali blinda Spalletti». Carnevali ribadisce: «Spalletti è un tecnico straordinario, uno dei migliori. Cambiare allenatore non è nel mio spirito, bisogna dare tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari».

La Stampa sintetizza: «Juve, la quiete dopo la tempesta. “Spalletti resta, conta solo vincere”». Anche qui la linea è quella della continuità: «Per programmare e costruire servono tempo e pazienza. Dovremo ingoiare dei bocconi amari».

Infine Tuttosport apre con «Ribaltone Juve» e all’interno propone «Testa e 3-4-2-1. Così Spalletti scuote la Juve». Paolo Pirisi racconta che il tecnico ha parlato alla squadra davanti ai dirigenti e sta pensando a una struttura più prudente per ritrovare equilibrio.

Chiudo col caso Maldini, con l’incidente (all’alba) post vittoria sulla Dea (con gol decisivo).

La Gazzetta dello Sport, con Francesco Velluzzi, titola «La difesa di Maldini» e mette in evidenza le parole del giocatore: «I miei esami sono negativi e il Cagliari sta con lui». Maldini ha pubblicato sui social i risultati dei nuovi test effettuati dopo l’incidente di domenica mattina.

Anche Corriere dello Sport torna sulla vicenda: «Maldini in campo dopo l’incidente. E posta sui social il test negativo». Il quotidiano riferisce che il giocatore è tornato regolarmente ad allenarsi con il Cagliari e che «gli esami effettuati al rientro sono risultati negativi».

Ad maiora