Day: 23 settembre 2026

Atalanta, come cambia l’impiego con Sarri: più spazio a Ederson e Scalvini, scendono Pasalic e Krstovic

Sette partite ufficiali per misurare come cambia l’impiego dei giocatori dell’Atalanta. Il confronto comprende cinque giornate di Serie A e due incontri europei per ciascuna stagione: nel 2026/27 le sfide di Conference con l’Hapoel e le gare di campionato contro Sassuolo, Bologna, Roma, Cagliari e Juventus; nel 2025/26 Pisa, Parma, Lecce, Torino e Juventus, più le partite di Champions contro Paris Saint-Germain e Club Brugge. Il massimo individuale è di 630 minuti, recuperi esclusi.

Il salto più netto è quello di Ederson: dai 79 minuti del precedente avvio passa a 598, con un incremento di 519. È il giocatore di movimento più utilizzato da Sarri. Cresce anche Scalvini, da 273 a 566 minuti: 293 in più. I numeri raccontano il loro peso nella squadra, ma risentono anche della diversa disponibilità fisica nei due periodi.

Scamacca passa da 137 a 341 minuti, guadagnandone 204. Krstovic scende invece da 435 a 289, perdendone 146. Nelle prime sette gare di questa stagione i due centravanti si dividono esattamente i 630 minuti disponibili, senza essere utilizzati insieme.

Aumenta lo spazio di Samardzic, da 261 a 396 minuti. Salgono anche Kossounou, da 415 a 540, Bernasconi, da 184 a 292, e De Ketelaere, da 323 a 386. Bernasconi,

Atalanta, come cambia l’impiego con Sarri: più spazio a Ederson e Scalvini, scendono Pasalic e Krstovic

Sette partite ufficiali per misurare come cambia l’impiego dei giocatori dell’Atalanta. Il confronto comprende cinque giornate di Serie A e due incontri europei per ciascuna stagione: nel 2026/27 le sfide di Conference con l’Hapoel e le gare di campionato contro Sassuolo, Bologna, Roma, Cagliari e Juventus; nel 2025/26 Pisa, Parma, Lecce, Torino e Juventus, più le partite di Champions contro Paris Saint-Germain e Club Brugge. Il massimo individuale è di 630 minuti, recuperi esclusi.

Il salto più netto è quello di Ederson: dai 79 minuti del precedente avvio passa a 598, con un incremento di 519. È il giocatore di movimento più utilizzato da Sarri. Cresce anche Scalvini, da 273 a 566 minuti: 293 in più. I numeri raccontano il loro peso nella squadra, ma risentono anche della diversa disponibilità fisica nei due periodi.

Scamacca passa da 137 a 341 minuti, guadagnandone 204. Krstovic scende invece da 435 a 289, perdendone 146. Nelle prime sette gare di questa stagione i due centravanti si dividono esattamente i 630 minuti disponibili, senza essere utilizzati insieme.

Aumenta lo spazio di Samardzic, da 261 a 396 minuti. Salgono anche Kossounou, da 415 a 540, Bernasconi, da 184 a 292, e De Ketelaere, da 323 a 386. Bernasconi nelle prime cinque giornate dello scorso campionato aveva giocato appena quattro minuti, ma aveva disputato per intero entrambe le gare di Champions, grande intuizione di Juric.

Il calo maggiore tra i giocatori impiegati in entrambe le stagioni riguarda Pasalic: da 582 a 220 minuti, 362 in meno. Il croato aveva giocato per intero le due prime partite di Champions del 2025/26. Scendono anche Bellanova, da 575 a 461 minuti, e Zappacosta, da 250 a 197. Zalewski sale invece leggermente, da 251 a 280: nel dato attuale pesano sopratutto i 162 minuti raccolti nelle due gare di Conference.

Il confronto individuale, nell’ordine 2025/26 → 2026/27:

Carnesecchi: 630 → 630, invariato.
Ederson: 79 → 598, +519.
Scalvini: 273 → 566, +293.
Kossounou: 415 → 540, +125.
Bellanova: 575 → 461, −114.
Samardzic: 261 → 396, +135.
De Ketelaere: 323 → 386, +63.
Scamacca: 137 → 341, +204.
Kolasinac: 0 → 310, +310.
Bernasconi: 184 → 292, +108.
Krstovic: 435 → 289, −146.
Zalewski: 251 → 280, +29.
Pasalic: 582 → 220, −362.
Zappacosta: 250 → 197, −53.
Hien: 388 → 0, −388.
Kamaldeen: 295 → 0, −295.
Sportiello: 0 → 0.
Obrić: 0 → 0.

Gli scarti non dipendono sempre da una scelta tecnica. Kolasinac era indisponibile per infortunio all’inizio della scorsa stagione: il passaggio da zero a 310 minuti dipende anzitutto dal suo ritorno in campo. Anche Scamacca arrivava da un percorso di recupero dopo l’infortunio al ginocchio, che ne aveva limitato preparazione e impiego. Scalvini stava aumentando gradualmente il minutaggio dopo il lungo stop della stagione precedente. La situazione si rovescia per Hien e Kamaldeen: i loro zero minuti in questo avvio sono condizionati dai problemi fisici.

Raspadori resta fuori dal confronto con le prime sette partite del 2025/26 perché arrivato a metà stagione. I suoi 328 minuti attuali descrivono il suo impiego nella squadra di Sarri.

Tra chi c’era e c’è ci sono comunque differenze: Ederson è diventato (oltre che Capitano) il riferimento per minuti giocati, Samardzic e De Ketelaere hanno più spazio, mentre Pasalic ne ha molto meno.

Vedremo se le cose cambieranno dopo la sosta.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 23 settembre: le gerarchie di Sarri, gli assenti verso il Venezia e l’omaggio degli ultras dell’Avellino al Bocia

La sosta lascia spazio ad argomenti diversi nelle pagine di oggi. Si discute di chi ha guadagnato spazio nell’Atalanta di Sarri e di come affrontare le assenze in difesa alla ripresa contro il Venezia. Continua il confronto sulla multa alla Juventus per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Dalla prima pagina bergamasca del Corriere della Sera arriva anche una storia di tifo: il viaggio degli ultras dell’Avellino per rendere omaggio al Bocia. Ieri il video è rimbalzato in mille chat di tifosi nerazzurri.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Bellanova è la sorpresa. Kessié già un punto fermo». Matteo Spini traccia un primo bilancio delle gerarchie nerazzurre: Bellanova è «diventato inamovibile», Kessié si è inserito subito a centrocampo e Kristensen offre garanzie in difesa. Carnesecchi resta una certezza. Il quotidiano si aspetta invece di più da Gaetano, Scalvini, De Ketelaere e Raspadori.

Nella stessa pagina, L’Eco di Bergamo titola «Tredici giorni, 13 nerazzurri». Sono i giocatori dell’Atalanta impegnati con le nazionali durante la sosta; il primo a scendere in campo è Samardzic con la Serbia. Il notiziario registra anche il riposo concesso a Scalvini nel ritiro azzurro dopo il fastidio alla caviglia accusato contro la Juventus. Secondo il giornale, il problema non desta preoccupazione e il difensore resta con la Nazionale.

Roberto Belinghieri, sempre sull’Eco, sposta l’attenzione dalla disponibilità dei giocatori al carattere della squadra. La sua analisi si intitola «Le motivazioni per una squadra non possono essere un optional». Sarri, scrive, cerca di «stanare» il potenziale dei nerazzurri; per riuscirci servono risposte anche dai calciatori nei momenti difficili.

La Gazzetta dello Sport guarda alla difesa nell’articolo di Matteo Brega: «Kossounou e Hien salteranno 9 partite. Atalanta, c’è Obrić». Il lungo stop di Kossounou e il recupero di Hien riducono le alternative di Sarri. Il giornale riferisce che la società non intende cercare un rinforzo tra gli svincolati: il tecnico dovrà lavorare con i difensori a disposizione, tra i quali l’accentramento di Kolasinac e pensand al giovane Obrić, fin qui inutilizzato. Nella guida alla sosta, la Gazzetta segnala tre giorni di riposo prima della ripresa a Zingonia. Il prossimo avversario sarà il Venezia. E a tal proposito sempre La Gazzetta dello Sport scrive che Giovanni Stroppa resta in panchina dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate. Alla ripresa il Venezia arriverà a Bergamo in cerca dei primi punti, mentre Sarri dovrà ricomporre soprattutto la difesa.

La prima pagina bergamasca del Corriere della Sera dà spazio a «Bocia, l’omaggio ultrà arrivato da Avellino». Il giornale racconta del viaggio degli ultras irpini che hanno percorso oltre 300 chilometri per raggiungere Claudio Galimberti, da anni condannato a stare lontano da Bergamo e dall’Atalanta. Gli ultras hanno approfittato della trasferta ad Ascoli per portargli il loro omaggio nel paese marchigiano in cui vive. Un gesto che dice che passano gli anni ma il Bocia non è stato dimenticato, neanche lontano dalle Orobie.

Resta centrale anche quanto accaduto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola in Juventus-Atalanta. L’Eco di Bergamo titola «Violato il silenzio per Mazzola: Juventus multata». La Gazzetta dello Sport parla di «Sentenza morbida» e di «una mini multa per la vergogna ultras». Tuttosport, con Stefano Lanzo, sceglie «Spalle voltate a Mazzola. La Juve pagherà la multa». La sanzione è di 10 mila euro: nella decisione pesano la presa di distanza della società e la reazione del resto dello stadio. Sul Corriere della Sera, edizione Bergamo, compare anche la condanna a sei mesi di un tifoso atalantino per l’uso di torce durante una festa di fine campionato.

I giornali sportivi dedicano infine ampio spazio a Baldini e all’Under 21. La Gazzetta dello Sport, con Alex Frosio, mette al centro i cinque convocati del Frosinone e le parole del ct sulla squadra di Alvini: «Il Frosinone ci rappresenta». Il Corriere dello Sport, nell’articolo di Andrea Losapio, titola «Baldini dice over» e racconta il ritorno del tecnico agli Azzurrini dopo l’esperienza in Nazionale maggiore. Tuttosport, con Alessia Scurati, sceglie per il titolo le sue parole: «È questa la mia Italia. E sarà pure di Mancini».

Chiude il commento di Alessandro Vocalelli sulla Gazzetta dello Sport, «La battuta di Baldini sul Frosinone italiano è come un manifesto». La sua riflessione parte dalla fiducia nei vivai: «I club non devono avere paura a impiegare i giovani di casa nostra».

Ad maiora