L’infortunio di Kossounou e il rigore non concesso allo Stadium dominano le pagine dedicate alla Dea. Spazio anche alla partenza lenta dell’Atalanta e alla lunga sosta che dovrà servire a Sarri per accelerare la trasformazione della squadra.
L’Eco di Bergamo apre con «Difesa, piove sul bagnato. Kossounou fermo due mesi». Matteo Spini scrive che, «nella migliore delle ipotesi», l’ivoriano potrà rientrare alla fine di novembre. Per almeno dieci partite gli unici centrali disponibili saranno Scalvini, Kristensen e il giovane Obrić, mentre Hien «non sarà pronto prima di fine novembre».
Il quotidiano osserva che «il vero problema difensivo è al centro e non riguarda solo l’emergenza». Scalvini deve ancora adattarsi alla linea a quattro, mentre Kristensen, rientrato bene contro la Juventus, «ha mostrato i limiti in fase difensiva quando affronta giocatori tecnici». La sosta servirà dunque per lavorare su «un reparto che è un chiodo fisso di Sarri».
A Zingonia restano appena dieci giocatori della prima squadra. Il titolo è «Squadra in campo senza 13 nazionali. Ripresa a ottobre con il Venezia». Rowe, Ederson, Kristensen, Gaetano, Zappacosta, Bellanova e Bernasconi lavorano con Sportiello, Pompei e alcuni ragazzi del vivaio.
Nella pagina successiva L’Eco di Bergamo torna sulla classifica: «Partenze al rallenty? Il sorriso arriva in coda». Matteo Spini ricorda che i sei punti attuali non rappresentano l’avvio peggiore dell’ultimo decennio: «Il primo Gasp fu peggiore, poi iniziò il volo». Nel 2016-17 l’Atalanta aveva tre punti dopo cinque giornate e quattro sconfitte, prima di risalire fino al quarto posto.
In apertura trova spazio anche la riunione tra società e vertici arbitrali: «Gli arbitri confermano: “Il fallo su Rowe era da rigore”». Il contatto tra Kalulu e l’atalantino «era rigore», mentre il mancato intervento del Var viene inserito tra gli errori dell’ultima giornata.
Corriere della Sera – Bergamo unisce le due notizie nel titolo «Kossounou out 2 mesi. Orsato: rigore su Rowe». Marina Belotti sottolinea che la lesione di medio-alto grado del bicipite femorale sinistro priva Sarri di un altro centrale proprio mentre la difesa ha incassato sette gol nelle ultime tre giornate.
Sull’episodio dello Stadium, il quotidiano riporta la valutazione espressa durante l’incontro di Lissone: «Il Var doveva intervenire». Orsato ha ribadito che il fallo di Kalulu era da rigore e che Zufferli avrebbe dovuto essere richiamato al monitor.
Pietro Serina firma invece l’analisi «Pochi punti (pure troppi…). Ma l’Atalanta è in crescita». Il giudizio resta severo: «Dopo cinque gare brutte, con qualche attenuante, due prove positive». I risultati e il gioco sono inferiori alle attese, ma contro Cagliari e Juventus la squadra mostra qualche progresso. Il problema è che «Sarri non sta ancora dando l’Atalanta» e che il gruppo continua ad avere difficoltà nelle due aree.
Serina distingue però gli obiettivi reali dalle aspettative: prima di parlare di Europa bisogna attendere «segnali significativi e con l’obiettivo di confermarsi in Europa». Il riquadro tattico è altrettanto netto: «Gaetano è regista ma non è ancora da Atalanta. Kessié è da Atalanta ma non è regista».
La Gazzetta dello Sport dedica un’intera pagina all’incontro di Lissone: «La linea Orsato spiegata ai club: “Rigore su Rowe”». Matteo Dalla Vite scrive che il designatore ha mostrato gli episodi più discussi del turno. Il verdetto sullo Stadium è esplicito: «Era rigore, Zufferli non lo ha notato abbastanza e doveva intervenire il Var Marini». Orsato ha spiegato che, se l’arbitro non vede un contatto evidente, la tecnologia deve richiamarlo.
Sulla Dea, il titolo della Gazzetta è «Atalanta bloccata: esperimenti finiti, Sarri deve decollare». Matteo Brega scrive che «alla Dea manca l’intensità nel gioco» e che, dopo tre sconfitte consecutive, il laboratorio deve lasciare spazio ai risultati: «Avanti col toscano, ma ora servono i punti».
Sarri approfitterà della sosta per «fare ordine, dare certezze e trovare gli elementi principali assenti». Secondo il quotidiano, la partita con il Venezia diventa già importante: servirà «un’Atalanta più convinta, più intensa e maggiormente organizzata».
Alex Frosio, nell’analisi sulla pausa per le Nazionali, titola: «La maxi sosta non piace ai tecnici, ma farà bene a Milan, Napoli e Dea». L’Atalanta è inserita fra le squadre che possono trarne maggiore beneficio: «La Dea ha tutto totalmente da ricostruire tattico con Sarri», oltre a recuperare alcuni giocatori.
Corriere dello Sport insiste sul nuovo indirizzo arbitrale: «Orsato ha riportato il calcio al Medioevo: basta gare dirette alla tv. Ma servirebbe una via di mezzo». La critica riguarda il rischio di trasformare la ricerca della fluidità in impunità. Nella pagina successiva il designatore ribadisce: «Io non arretro». Tra gli errori ammessi vengono indicati anche il rigore per l’Atalanta e quello per il Milan.
Tuttosport riassume così la riunione: «Per il designatore il mancato fischio in Bologna-Torino non è stato un errore. A mancare sono invece, secondo lui, un penalty al Milan e uno all’Atalanta». Nel richiamo in fondo alla pagina si legge: «Da punire le mani di Vlasic con il Milan e la trattenuta su Rowe con la Juve».
Ampio spazio anche alle polemiche per quanto accaduto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola. Mariella Scirea dice: «Che idiozia rovinare il minuto di silenzio. Il rispetto viene prima della rivalità». E aggiunge: «Gaetano si sarebbe vergognato di quel gesto». Il titolo scelto da Tuttosport è «Mazzola mi ricordava il mio Gaetano».
Anche la Repubblica torna sul caso, annunciando una possibile sanzione per quanto accaduto allo Stadium e titolando: «Uno dei punti più bassi. Ignoranza senza fine. Il rispetto va insegnato».
Infine, sul fronte azzurro, L’Eco di Bergamo e Tuttosport registrano la prima convocazione di Matteo Ruggeri nella nuova Nazionale di Roberto Mancini. Il titolo bergamasco è «Italia, inizia il Mancini 2. Dimarco ko, c’è Ruggeri».
Ad maiora