Month: ottobre 2026

Atalanta, i giornali di martedì 6 ottobre: Scamacca torna al gol con l’Italia, Sarri prepara Rowe. Il Pafos avverte la Dea, proposta per ritirare il 7 di Stromberg e festa U21

Scamacca ritrova il gol in Nazionale, Sarri prepara Rowe per la ripartenza dell’Atalanta. Intanto l’Under 21 travolge la Polonia e vola all’Europeo.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «L’Italia mette la terza. Tris contro la Turchia». A Bologna gli azzurri vincono 3-1: Scamacca sblocca la partita, Calafiori e Pio Esposito rispondono al momentaneo pareggio di Simsir.

Il giornale sottolinea il significato nerazzurro della serata: «Di rimando sorride anche Sarri che ritrova Scamacca versione bomber e può sperare di sfruttare la scia azzurra nell’imminente ripartenza nerazzurra dell’Atalanta».

Matteo Spini approfondisce con «Scamacca, gol con record di presenze in Nazionale». Il centravanti raggiunge Pessina e Toloi a quota quattordici partite disputate in azzurro da giocatore dell’Atalanta. Con due reti raggiunge invece Retegui e Longoni, alle spalle delle quattro di Pessina.

Il gol arriva con un destro al volo dopo una respinta della difesa turca. Spini ricorda che il precedente centro azzurro di Scamacca risale a Wembley, nell’ottobre 2023, contro l’Inghilterra. L’attaccante resta in campo 55 minuti, mentre Scalvini e Carnesecchi non si alzano dalla panchina.

La Gazzetta dello Sport raccoglie le sue parole con Matteo Dalla Vite: «Felicità Scamacca: “Contava solo vincere”». Il centravanti dice: «Sono felicissimo di questo risultato», poi mette davanti la squadra: «Più che il mio gol che ha sbloccato la gara è importante aver vinto, contava quello».

Sulla concorrenza in attacco: «Conta farsi trovare pronti ed è l’unico mio pensiero, dare il massimo per la Nazionale».

L’Atalanta torna intanto a Zingonia. L’Eco di Bergamo titola «Il tour de force dei nerazzurri con nove partite in 27 giorni». Matteo Spini mette a confronto i due estremi del calendario: «Tra la Juventus e il Venezia, l’Atalanta sta attendendo ventidue giorni: nessuna partita per via della maxi-sosta per le nazionali. Tra il Venezia e il Monza di giorni ne trascorreranno appena una manciata in più, ventisette, ma si giocheranno nove partite».

Si riparte lunedì 12 ottobre con il Venezia, poi subito il Pafos e il Milan. «In maniera schizofrenica si passa dalla calma piatta (nazionali a parte) al tour de force estremo: tra campionato ed Europa, tra weekend e turni infrasettimanali, l’Atalanta non potrà mai riposare».

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, precisa i tempi con Marina Belotti: «I nazionali nerazzurri, rientro alla spicciolata: al completo solo giovedì». Sarri potrà quindi contare sul gruppo riunito soltanto a ridosso della ripresa. Pasalic ed Elmas hanno ancora gli ultimi impegni con Croazia e Macedonia del Nord.

Nel sommario compare anche una conseguenza sul lavoro tattico: «Salta l’esperimento di Elmas come vice CDK». Il giornale spiega che gli impegni del macedone hanno impedito di provarlo durante la sosta in quella posizione. Sempre indisponibili Raspadori, Hien, Sulemana, Kossounou e Pompei.

Sulla Gazzetta dello Sport, Matteo Brega concentra l’attenzione su chi è rimasto a lavorare a Bergamo: «Serve più continuità. Rowe, lezioni da Sarri per lo sprint Atalanta». Il sommario: «L’ala inglese ha lavorato a Zingonia nella sosta. Tattica e preparazione atletica per tornare al top».

Brega ricorda l’investimento per l’inglese e i primi «sprazzi di qualità», dopo un ambientamento comprensibilmente difficile.

Il giornale riprende il paragone di Zappacosta: «Jonathan ricorda il primo Ademola Lookman». E il ragionamento del compagno: «Quando arrivò all’Atalanta era simile, cercava di saltare due-tre avversari ogni volta che riceveva palla. Con il passare del tempo ha imparato a giocare con la squadra, a essere decisivo anche con gli assist».

Brega distingue però i contesti: Lookman si inserisce in una squadra con automatismi già consolidati, mentre Rowe affronta insieme ai compagni l’inizio di un nuovo ciclo. «Gli aiuti devono essere reciproci e bidirezionali».

Sul Corriere della Sera bergamasco c’è anche l’intervista di Stefano Arosio al direttore sportivo del Pafos, Cristiano Giaretta: «Attenti al mio Pafos».

Giaretta vede già il lavoro del nuovo allenatore: «Le idee del nuovo allenatore le vedi, anche banalmente nell’insistenza della costruzione dal basso. Sono concetti ben chiari e delineati, quelli di Sarri». Sull’avvio nerazzurro aggiunge: «In questa fase è normale affidarsi ai singoli, però questo è un altro problema: De Ketelaere non era ancora al top, Kessie nemmeno. Ma penso fosse tutto previsto».

Il giudizio sulle possibilità europee è netto: «L’Atalanta ha tutto per stare tra le prime quattro della competizione». Il Pafos, però, vuole giocarsi le proprie carte: «Noi dovremo usare le nostre armi: siamo una squadra di qualità e molto veloce, capace di far male nelle ripartenze e nelle transizioni».

Sulla sfida del 15 ottobre: «Vedo un Pafos con un baricentro basso e che poi riparte per fare male». E sull’obiettivo dei ciprioti: «Per noi sarà molto difficile, ma il nostro obiettivo è proseguire il più possibile nella competizione».

L’Eco di Bergamo dedica poi spazio a una proposta che riguarda la storia nerazzurra: «L’invito all’Atalanta: “Ritira la maglia di Stromberg”». Federico Errante racconta l’iniziativa del Comitato Coppa Quarenghi, presentata a San Pellegrino durante il Premio al medico sportivo.

Il presidente Giampietro Salvi spiega: «Crediamo che molti atalantini sarebbero felici se venisse ritirata la maglia di Glenn. Parliamo di una leggenda vivente, di un simbolo per la Dea e per Bergamo tanto che i tifosi si identificano in lui».

Stromberg risponde commosso: «Mi scappa la lacrimuccia, perché sarebbe stupendo, emozionante non solo per me. Sarebbe un gesto fantastico, davvero indimenticabile».

Gli altri nazionali trovano spazio sull’Eco con «Kolasinac batte Zalewski nel finale». La Bosnia supera la Polonia 1-0 grazie a un rigore di Basic; entrambi gli atalantini giocano tutta la partita. De Ketelaere parte invece dalla panchina ed entra nella ripresa nella sconfitta del Belgio per 4-1 contro la Francia.

L’Under 21 si prende le pagine dei tre quotidiani sportivi dopo il 6-2 alla Polonia e la qualificazione diretta all’Europeo. La Gazzetta dello Sport apre il servizio con «Azzurrini spettacolo» e «Italia bellissima, 6 gol ed è Europeo».

Alex Frosio comincia così la sua analisi: «Liberate il talento e il talento si paleserà». E descrive il lavoro di Baldini: «Il calcio è semplice, se lo liberi». Segnano Koleosho, Ndour due volte, Lipani, Fini e Cherubini; l’Italia chiude il girone davanti alla Polonia.

Il Corriere dello Sport, con Fabio Massimo Splendore, titola «Magia Under 21, magico Ndour». La seconda rete del centrocampista, dalla propria metà campo, domina fotografie e racconti. Le distanze indicate dai giornali non coincidono: 65,5 metri per il Corriere, 75 per la Gazzetta, 72 per Tuttosport.

Nella pagina delle dichiarazioni, Splendore raccoglie l’emozione di Baldini: «Ho ragazzi speciali, straordinari, meritano questa soddisfazione. Hanno fatto 15 giorni da grandi professionisti». Ndour ricambia: «Devo tanto a Baldini e tutti gli vogliamo bene. Persona straordinaria, grande allenatore».

La Gazzetta dello Sport guarda già alla fase finale con «Baldini sicuro: “Andiamo all’Europeo per vincerlo”». Il tecnico chiarisce: «Intanto ci andiamo, e poi fin dal primo giorno sono convinto di vincerlo».

Sempre sulla Gazzetta, G.B. Olivero firma il commento «La metamorfosi di Ndour e la lezione dell’Under: divertimento e vittorie». Il punto centrale è il modo in cui arriva il successo: «La partita dell’Under 21 ci ha lasciato un sapore dolce in bocca non tanto per il punteggio largo e nemmeno per la qualificazione all’Europeo, ma per il modo in cui sono arrivati quasi tutti i gol: dribbling, fantasia, inserimenti senza palla, immaginazione».

Prima delle aperture, il ricordo di un volto della televisione sportiva. La Gazzetta dello Sport dedica a Ennio Vitanza, scomparso a 92 anni, «90° di nostalgia». Germano Bovolenta firma «Se ne va anche Vitanza, il pianista gentile della squadra di Valenti».

Il sommario lo ricorda come «Telecronista misurato ed elegante, milanista e grande amico di Rivera». Il racconto attraversa il calcio giocato nelle giovanili del Torino, la passione per il pianoforte e il jazz, gli anni in Rai e la squadra di 90° minuto. Bovolenta ne riassume il modo di lavorare in tre parole: «Stile, semplicità e rispetto».

La carrellata delle aperture sportive celebra le due nazionali. La Gazzetta dello Sport sceglie «Bella forza»: «L’Italia ne fa altri 3 alla Turchia: è seconda». In alto, sul caso federale, «Il commissario Malagò». Il Corriere dello Sport apre con «La gioia è doppia»: «Vince Mancini (3-1), stravince Baldini (6-2): raggiunti due obiettivi». Tuttosport titola «Festival d’Italia», con «Scamacca, Calafiori e Pio stendono la Turchia: 3-1» e il richiamo «FantaNdour e 6 gol! Under 21 all’Europeo».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di lunedì 5 ottobre: Sarri aspetta il vero De Ketelaere, Scamacca torna titolare con l’Italia.

De Ketelaere ritrova brillantezza con il Belgio e l’Atalanta aspetta di rivederlo protagonista anche in nerazzurro. Scamacca si prepara a guidare l’attacco dell’Italia contro la Turchia, mentre Sarri attende il rientro dei nazionali per cominciare la settimana che porta al Venezia. Sul mercato compare il colombiano Viveros. A Pescara, intanto, l’Under 21 affronta la Polonia per la qualificazione all’Europeo.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Sulla rampa di lancio»: «Stasera Italia-Turchia, fra una settimana torna la Serie A». All’interno, Matteo Spini scrive «L’Atalanta rivuole il vero De Ketelaere». Il sommario: «Il belga sta giocando bene in nazionale, mentre in nerazzurro incide poco. Sarri ha bisogno della sua qualità e quello del ruolo è un falso problema».

Nel testo si approfondisce: «Che dal Belgio rientri il vero Cdk. È quel che spera l’Atalanta, che due settimane fa ha fatto partire il fratello grigio di Charles e ora rivuole l’originale, che a Bergamo non si vede da molto».

Il nodo, secondo Spini, non è la collocazione: «Quello del ruolo è in realtà un falso dilemma, visto che in nerazzurro ha praticamente sempre giocato sulla destra e forse semmai il riferimento possono essere alle consegne tattiche che lo tengono più largo». Anche l’assist contro la Turchia nasce da un’iniziativa sulla fascia, dopo che è entrato Lukaku.

Pesano i numeri: nel 2026 De Ketelaere ha segnato una sola rete con l’Atalanta, il 10 gennaio contro il Torino. «Lunedì, con il Venezia, saranno passati più di nove mesi, per la precisione 275 giorni». La conclusione di Spini: «Charles Godot è dato in arrivo alla stazione di Bergamo. E l’Atalanta ha tanto bisogno della sua qualità».

La Gazzetta dello Sport affronta lo stesso tema con Davide Giovanzana: «La sosta ti fa bello». Il titolo dedicato al belga è «Questo è il vero Cdk. La Dea lo aspetta. Sarri prende appunti».

Il quotidiano riprende le dichiarazioni a La Dernière Heure: «Se mi chiedessero quale sia il mio ruolo nel calcio, risponderei centravanti». De Ketelaere aggiunge: «Mi sento meglio centralmente che vicino alla linea laterale, dove non riesco a dare il massimo».

E ancora: «Era da molto tempo che non giocavo sulla fascia, ma il calcio è uno sport di squadra e la squadra viene prima di tutto. Io non sono una persona che pensa soltanto a sé stessa, è una delle mie qualità, è così che ho costruito la mia carriera».

Oltre al ruolo in campo CDK è rientrato tardi dai Mondiali e poi si è fatto male. «Recuperarlo al 100% a livello fisico per Sarri è fondamentale ancora prima di capire come utilizzarlo al meglio».

Sul mercato, L’Eco di Bergamo segnala un nome colombiano: «Ai nerazzurri piace il centravanti Viveros». Kevin Viveros, ventiseienne dell’Athletico Paranaense, viene descritto come «un centravanti ben strutturato, che sa mettersi a disposizione della squadra, gioca in profondità e ha un buon fiuto del gol».

Il quotidiano indica una valutazione intorno ai 20 milioni e riferisce dell’interesse anche di Aston Villa, Brighton e Sunderland. Nel campionato brasiliano del 2026 Viveros ha segnato 18 reti in 26 partite. Per l’Atalanta «potrebbe essere un’idea per il futuro nerazzurro, visto che il suo profilo è apprezzato».

Il notiziario dell’Eco annuncia la ripresa degli allenamenti domani pomeriggio, dopo due giorni di riposo. Cominceranno a rientrare i nazionali, mentre contro il Venezia sono previste almeno cinque assenze: Raspadori, Sulemana, Hien, Kossounou e Pompei.

Dei lagunari parla la Gazzetta dello Sport. Michele Contessa firma «Venezia unica squadra a 0 punti. Adams e Yeboah per il rilancio». Il sommario: «I due attaccanti hanno segnato solo una rete a testa finora. Stroppa si affida ancora a loro».

Il Venezia arriva alla ripresa dopo cinque sconfitte e tredici gol subiti. Mancano i gol: Adams e Yeboah hanno segnato una volta ciascuno in campionato.

Stasera l’attenzione passa a Bologna. L’Eco di Bergamo titola «Mancini si affida a Scamacca per battere ancora la Turchia». Con Pio Esposito destinato al riposo e Kean indisponibile, si apre la possibilità di partire dall’inizio per il centravanti atalantino. La partita comincia alle 20.45, in diretta su Rai 1.

La Gazzetta dello Sport, con Guglielmo Buccheri, propone «Tocca a Scamacca. Pio parte in panchina. Kean ko: torna a casa». Nel sommario: «L’attaccante dell’Atalanta adesso è pronto: cerca la prima rete nel nuovo corso di Mancini».

Anche Tuttosport indica «Kean non c’è: occasione Scamacca». Il Corriere dello Sport presenta le possibili novità con «Ecco Vergara, Scamacca e Doumbia», prospettando invece un turno di riposo per Scalvini.

Per gli altri nerazzurri, L’Eco di Bergamo scrive «Samardzic dal 1’ perde in Olanda. Nove in campo fra oggi e domani». Il fantasista gioca 73 minuti nella sconfitta per 2-1 della Serbia, tornando titolare dopo tre incontri consecutivi iniziati in panchina.

Stasera ci sono anche Francia-Belgio per De Ketelaere e Bosnia-Polonia, con l’incrocio fra Kolasinac e Zalewski. Domani toccherà a Krstovic contro l’Armenia, a Pasalic contro la Spagna e a Elmas contro la Svizzera.

L’Under 21 occupa le pagine di tutti e tre i quotidiani sportivi. La Gazzetta dello Sport titola «Azzurrini da impresa». Alex Frosio firma «Baldini sceglie Cisse-Liberali. “I miei ragazzi senza paura”».

Il commissario tecnico racconta il rapporto con il gruppo: «La mia fiducia nella squadra è illimitata». E aggiunge: «Ho già detto ai ragazzi che non aspetterò il risultato per dire se sono bravi o no: sono speciali perché mi dimostrano grande affetto, grande stima».

La formazione è stata annunciata in conferenza stampa: Cisse al centro dell’attacco, con Liberali e Koleosho ai lati. Terzini saranno Ahanor e Bartesaghi; a centrocampo Faticanti Lipani, che non sta bene, con la fascia di capitano a Ndour.

Il Corriere dello Sport apre la pagina con «L’Europeo si fa oggi». Fabio Massimo Splendore raccoglie le parole di Baldini: «Per voler bene a questo gruppo non mi serve un risultato». Il tecnico presenta così l’appuntamento: «Questi ragazzi vogliono un bene dell’anima per mille ragioni, una su tutte: in un momento molto difficile della mia vita a livello personale mi hanno dato la possibilità di risentirmi normale e felice».

Su Tuttosport, Alessia Scurati scrive «Baldini: “Uno stadio magico per un’Italia speciale”». Pescara ritrova l’allenatore della promozione in Serie B del 2025 e risponde con le tribune praticamente esaurite e l’apertura della Curva Sud.

Baldini spiega il suo modo di stare con i ragazzi: «Non mi voglio vendere né allenatore né insegnante: io sono suggeritore. Cerco di suggerire quel che li può aiutare, perché quello che serve a questi ragazzi è essere aiutati a capire che il calcio non è solo denaro e fama».

Italia-Polonia comincia alle 18.15, in diretta su Rai 2. Una vittoria con due gol di scarto garantirebbe il primo posto e il pass diretto per l’Europeo; con un solo gol di margine entrerebbe in gioco il confronto fra le seconde degli altri gironi.

Prima delle aperture, il commento di Roberto Belingheri sull’Eco: «Questo assurdo tempo sospeso prima del tritacarne». La critica riguarda la lunga interruzione dei campionati: «Bloccare i campionati dopo solo un mese abbondante di partite». Il rischio, scrive, è creare «squilibri interni tra chi giocherà tantissimo e chi starà a guardare per 20 giorni».

La carrellata dei titoli inizia dalla Gazzetta dello Sport, che apre sulla Formula 1 con «Kimi prende più!»: Antonelli secondo a Sepang, con il Mondiale più vicino. Per Italia-Turchia il richiamo è «Non fermiamoci più!». Il Corriere dello Sport sceglie «L’ora è giunta», riunendo gli appuntamenti delle due nazionali e il voto su Malagò: «Mancini per quota 7. Baldini vuole il pass. Domani Malagò ai voti». Tuttosport prosegue l’intervista a Spalletti con «Alajbegovic vi stupirà»; in alto, per gli azzurri, «Italia, rifacci divertire».

Ad maiora

Italia-Polonia U21, Baldini annuncia la formazione e si affida alla magia di Pescara: «Fiducia illimitata in questi ragazzi, sono la mia famiglia»

Silvio Baldini non aspetta il risultato di Italia-Polonia per giudicare la sua Under 21. «La fiducia è illimitata. Questi ragazzi per me sono una famiglia. Qualunque risultato faranno domani sera, li porterò sempre nel mio cuore». Alla vigilia dell’ultima partita del girone di qualificazione all’Europeo, lunedì alle 18.15 all’Adriatico, in diretta su Rai 2, il commissario tecnico parte dal legame con il gruppo. Poi annuncia subito la formazione.

Giocheranno Palmisani; Ahanor, Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Faticanti, Pisilli, Ndour; Liberali, Cissè e Koleosho. Cissè, decisivo nel recupero in Armenia, partirà quindi al centro dell’attacco. Dal primo minuto anche Liberali, mentre Camarda e il capitano Lipani inizieranno dalla panchina.

Baldini, però, corregge subito la definizione: «Titolare è una brutta parola, perché vorrebbe dire che gli altri sono riserve. Non è così: sono tutti titolari». Gli undici annunciati saranno quelli chiamati a dare il primo contributo a una partita nella quale l’Italia cerca una vittoria con due gol di scarto per conquistare il primo posto.

A Pescara il tecnico ritrova lo stadio della promozione in Serie B del giugno 2025. E il confronto con quella finale contro la Ternana gli suggerisce una lettura ottimista della vigilia: «Credo che sia più facile domani sera». Ricorda le assenze di allora, l’inferiorità numerica e la forza degli avversari. «Dal punto di vista del gioco e dei valori che scenderanno in campo abbiamo molte più possibilità rispetto a quella partita».

La città risponde. All’inizio della conferenza stampa i biglietti emessi sono 7.300, compresi quelli della curva Sud, aperta nel pomeriggio. Baldini si aspetta almeno diecimila persone e torna sulla parola che accompagna il suo rapporto con Pescara: magia.

«I giocatori dell’Under 21 devono percepire che questo è uno stadio dove c’è la magia. Ci sarà un grande tifo, ci aiuteranno fino alla fine a cercare questa vittoria». Il suo desiderio va oltre il risultato: «Voglio che si ricordino di questo posto per il calore che la gente porterà allo stadio».

Il passaggio più personale arriva quando gli chiedono quali corde toccherà nel discorso alla squadra. «Non starò a vedere il risultato finale per dire se sono bravi o no. Ho detto loro che sono speciali». Poi spiega: «In un momento particolare della mia vita questi ragazzi mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale, felice di quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli. Sono stati una grande ricchezza, non solo tecnica ma soprattutto interiore».

Anche la sofferta vittoria in Armenia viene riletta attraverso il carattere del gruppo. Baldini non cancella gli errori, ma mette in evidenza le rincorse di Ndour, Pisilli e Fini per fermare le ripartenze avversarie. «Queste partite esistono e il più delle volte si perdono. Voi siete stati bravi a vincerla perché siete un grande gruppo».

È qui che il ct chiarisce come interpreta il proprio ruolo: «Sono un suggeritore». La tattica si studia e si allena, ma il compito di chi guida ragazzi così giovani, per Baldini, comprende altro: «Vanno aiutati a capire che il calcio non procura solamente denaro e fama. Il lavoro aiuta anche a capire chi sei e cosa vuoi». Il paragone è con un pittore che nel quadro esprime la propria anima: «Sono sognatori che fin da bambini volevano diventare grandi calciatori. La loro anima ha bisogno di essere nutrita di questo amore e di questa passione».

La Polonia, intanto, è stata studiata. Baldini si aspetta un 4-2-3-1 e un piano simile a quello dell’andata: attirare fuori i centrali azzurri e cercare lo spazio alle spalle della difesa. Ahanor e Bartesaghi avranno un compito importante nelle coperture. «Sono due ragazzi molto veloci». L’Italia dovrà sfruttare le linee di passaggio che lo schieramento avversario concederà.

C’è spazio anche per la Nazionale maggiore e per le due amichevoli guidate a giugno. «Il mio scopo era dare un premio a questi ragazzi: in diciannove hanno debuttato». Baldini elogia Mancini per la reazione dopo la sconfitta con il Belgio: «Ha dimostrato lo spessore di un grande tecnico. In una settimana è riuscito a ribaltare la negatività».

I successivi risultati azzurri, secondo il ct dell’Under 21, possono incoraggiare anche i club a dare più spazio ai giovani. Intanto, dai suoi ragazzi arriva il segnale che voleva prima della Polonia: «Sento che fra loro c’è la convinzione di vincere. Affronteranno la partita senza paura, liberi mentalmente, per giocarsela e non avere rimpianti».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di domenica 4 ottobre: Sarri studia il 4-2-3-1 per ritrovare i gol, Scalvini e Scamacca inseguono i record azzurri, la Juventus insiste su Bernasconi

Sarri pensa a un cambio di modulo per dare più forza all’attacco dell’Atalanta. Scalvini e Scamacca si avvicinano a due primati nerazzurri in Nazionale, mentre il mercato riporta Bernasconi nel mirino della Juventus.

La Gazzetta dello Sport mette al centro le soluzioni offensive: «Atalanta, adesso i gol. Sarri cambia modulo per accendere la Dea». Davide Giovanzana firma l’articolo, con il sommario: «Al rientro dalla sosta, il tecnico darà spazio al 4-2-3-1. Obiettivo, sfruttare la qualità dei suoi uomini migliori».

Il punto di partenza è il tempo necessario per cambiare: «Una partenza lenta era prevedibile. Cambiare radicalmente l’impostazione del gioco di una squadra è un processo che richiede tempo, specie se il mutamento è così significativo». Giovanzana riprende le parole di Giuntoli: «Sarri ha bisogno di tempo per cucire l’abito giusto all’Atalanta, il nostro è un percorso e puntiamo a prenderci soddisfazioni nel medio termine».

Il giornale individua soprattutto un problema davanti: «L’Atalanta è sembrata troppo statica là davanti». E aggiunge: «L’attacco alla profondità non si è praticamente mai visto e la squadra ha fatto fatica ad arrivare velocemente nella trequarti avversaria».

A sostegno dell’analisi, il dato dei gol attesi: 4,08, escludendo i rigori, nelle prime cinque giornate. Soltanto Parma e Genoa fanno registrare valori inferiori nella graduatoria riportata dal quotidiano. «A causare la poca produttività offensiva non è stata soltanto la lentezza del reparto. Alcuni singoli sono apparsi spenti, fisicamente indietro e poco inclini a rischiare la giocata».

Da qui l’ipotesi tattica: «Il cambio di veste dal 4-3-3 al 4-2-3-1 potrebbe essere la chiave giusta». Secondo Giovanzana, permetterebbe a Scamacca, Samardzic, Rowe e De Ketelaere «di avvicinarsi maggiormente e di connettersi per andare a concludere verso la porta avversaria». Un’anticipazione, scrive, si è vista nel finale della partita di Torino contro la Juventus.

Fra i segnali positivi della sosta, il giornale cita De Ketelaere, apparso brillante soprattutto fisicamente con il Belgio, i gol di Krstovic con il Montenegro e Kessie utilizzato da regista dalla Costa d’Avorio.

L’Eco di Bergamo apre invece lo sport con «Italia, per Scalvini e Scamacca c’è già profumo di record». Matteo Spini ricostruisce la presenza nerazzurra in Nazionale: «I quattro nerazzurri convocati dal ct Roberto Mancini in questa tornata di partite sono valsi una prima di fatto».

L’infortunio di Raspadori riduce poi il gruppo, ma l’Italia fa in tempo a impiegare quattro diversi atalantini nelle prime due partite: Scalvini contro il Belgio; Scalvini, Raspadori e Scamacca in Turchia. In quest’ultima gara, per la terza volta nella storia, scendono in campo tre giocatori dell’Atalanta, per la prima volta con due titolari.

A Parigi Scalvini e Scamacca si ritrovano insieme nel finale. Spini guarda ora alla gara di domani a Bologna: «Se domani giocherà almeno un minuto contro la Turchia, Gianluca Scamacca diventerà l’atalantino più utilizzato nella storia dalla Nazionale, raggiungendo Pessina e Toloi che contano 14 gettoni».

Scalvini insegue invece il primato dei minuti giocati in azzurro da atalantino. Il quotidiano lo indica a quota 769, con Toloi a 824. Resta anche l’attesa per Carnesecchi: Spini scrive che il portiere «merita l’esordio azzurro, almeno a partita in corso».

Sul mercato, sempre L’Eco di Bergamo titola «La Juve pensa a Bernasconi. Trattativa possibile». L’interesse bianconero viene descritto come «un’idea sorta nei mesi scorsi e tornata d’attualità negli ultimi giorni».

Il giornale scrive che Bernasconi «non è intoccabile a Bergamo: sta giocando poco ed è sostituibile», ma precisa: «L’Atalanta non fa sconti: per il ragazzo costruito in casa vuole 20-25 milioni». Fra le ipotesi compare uno scambio con Cabal più conguaglio. Il colombiano, ricorda il quotidiano, è già stato seguito a Zingonia e può giocare sia da terzino sinistro sia da centrale.

Il notiziario dell’Eco segnala due giorni di riposo, oggi e domani, con ripresa martedì pomeriggio. L’ultima seduta propone una partitella undici contro undici a campo ridotto con l’Under 23. I cinque giocatori infortunati sono indicati come assenti per la ripresa contro il Venezia: Raspadori, Sulemana, Hien, Pompei e Kossounou.

Per Raspadori il quotidiano parla di una o due partite da saltare, qualcuna in più per Sulemana. Più lunghi i tempi per gli altri tre. Pompei, che ha riportato una frattura a una falange, è in attesa dell’intervento.

Si parla degli impegni internazionali dei nerazzurri, non azzurri. Sempre L’Eco titola «Pasalic, 45’ da incubo. Serata no anche per Elmas». Il croato entra all’intervallo contro l’Inghilterra, sullo 0-4, e partecipa alla sconfitta finale per 7-0. Elmas gioca dall’inizio alla fine nel 2-0 subito dalla Macedonia del Nord contro la Scozia. Kessie resta invece in panchina nell’amichevole persa dalla Costa d’Avorio contro il Camerun.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, segue il calendario dei rientri con Marina Belotti: «Nerazzurri con le nazionali, gare fino a martedì. Kessie spremuto, Scamacca riposato». Gli ultimi incontri saranno Svizzera-Macedonia del Nord e Croazia-Spagna, martedì sera, con Elmas e Pasalic destinati a tornare per ultimi a Zingonia. Scamacca cerca una maglia da titolare contro la Turchia dopo l’ingresso all’89’ in Francia.

L’Under 21 trova spazio su Tuttosport con Alessia Scurati: «E Palmisani vuole stupire ancora». Il portiere del Frosinone presenta la sfida di domani a Pescara contro la Polonia: «Davanti a me ho un reparto davvero forte che mi fa prendere pochi tiri».

Palmisani racconta il momento degli azzurrini: «Ci giochiamo tantissimo ma lo facciamo con la giusta serenità, consapevoli che abbiamo preparato bene la partita. Arriviamo a Pescara con grande entusiasmo e voglia di far festa davanti alla nostra gente». E sul lavoro del commissario tecnico: «Baldini ci lascia liberi di scegliere e di essere noi stessi, questa è la nostra vera arma segreta».

Il giornale ricorda che una vittoria con due gol di scarto garantirebbe all’Italia il primo posto nel girone e la qualificazione all’Europeo.

La carrellata delle tre aperture sportive comincia dalla Gazzetta dello Sport, che nella testata domenicale La Gazzetta Sportiva sceglie «Milan su Endrick»: «Prepara il blitz a gennaio». Il Corriere dello Sport apre con «Yildiz, c’è un piano» e «Real Madrid in agguato: un affare da 100 milioni»; in alto, il richiamo alla Nazionale è «Italia, la bella gioventù». Tuttosport dedica la copertina a «TuttoSpalletti», dopo tre ore dell’allenatore della Juventus in redazione. Fra le sue parole: «Qui non si vive di calcio, ma di Juve: in competizione con noi stessi, non con gli altri».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di sabato 3 ottobre: Giuntoli rilancia Sarri e Gaetano, Raspadori punta al Pafos, la Juventus segue Bernasconi. Scalvini convince nell’Italia che ferma la Francia

La fiducia di Giuntoli in Sarri, il recupero di Raspadori e le voci di mercato su Bernasconi attraversano la rassegna nerazzurra. Da Trento il direttore sportivo racconta il cambiamento dell’Atalanta, mentre a Bergamo i tifosi fanno la fila per Ederson e Gaetano. Le nazionali restituiscono una buona prova di Scalvini e un assist di De Ketelaere. Le tre aperture sportive celebrano l’Italia dopo l’1-1 in Francia.

La Gazzetta dello Sport dedica una pagina all’intervento di Cristiano Giuntoli al Festival dello Sport: «La mia nuova Dea». Simone Battaggia firma il servizio, accompagnato dal titolo «Giuntoli non ha dubbi: “Sarri scelta giusta. Gaetano vale l’azzurro”».

Il direttore sportivo spiega il passaggio fra due modi di interpretare il calcio: «Le idee di Gasperini e di Sarri sono l’opposto. Per tanti anni qui hanno seguito la marcatura a uomo e invece adesso si devono orientare sulla palla, un lavoro completamente diverso che ha bisogno del suo tempo».

La fiducia nell’allenatore resta piena: «Sarri a Bergamo sta bene. Lo conoscete, lui non è mai contento, che vinca o che perda non si capisce mai l’umore. Ma è concentrato, sa del percorso che abbiamo davanti».

Giuntoli indica i miglioramenti e il lavoro ancora da fare: «Nelle ultime partite la squadra è stata più corta, ha alzato il baricentro. Non siamo ancora perfetti, ma dopo Cagliari ci siamo alzati tantissimo. Ci mancano gli ultimi 30 metri, i più difficili, ma sappiamo che non è colpa dei giocatori singoli. È la squadra che si deve liberare e pensare meno».

Fra i nuovi acquisti, una candidatura azzurra per Gaetano: «Lo conoscevamo come attaccante e trequartista, da centrocampista si adatta benissimo alle idee di Sarri. Grande lavoratore, vale la Nazionale». Sul futuro del club: «Il settore giovanile è una miniera, si investe tanto denaro e c’è cura maniacale su ogni squadra. Abbiamo ancora tanti ragazzi di livello da lanciare».

Accanto a Giuntoli c’è Davide Zappacosta, che ritrova Sarri dopo l’esperienza al Chelsea: «Lavora molto, cura i dettagli in modo scrupoloso per cercare di raggiungere la perfezione». L’esterno parla anche di Rowe: «Vuole la palla, cerca di saltare gli uomini. Sono sicuro che si avvicinerà sempre più alla porta».

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, riprende l’incontro con Marina Belotti: «Giuntoli e la linea Sarri: “Adesso si segue la palla. Prima invece l’uomo”». Il direttore sportivo descrive il lavoro della società: «Il modello Percassi è un esempio di lavoro, completo e intenso: si lavora dalla mattina alla sera a testa bassa, con un confronto continuo fra dirigenti e giocatori».

Anche L’Eco di Bergamo dà spazio alle sue parole: «Giuntoli: “Sarri sulla strada giusta. Ne usciremo”». Il passaggio: «Anche dopo le prime vittorie avevo chiesto tempo: la squadra sta facendo ciò che chiede Sarri e sta migliorando nonostante i ko».

Sul fronte degli infortunati, la Gazzetta dello Sport titola «Al rientro nove partite in 27 giorni. Raspadori punta la Conference». Davide Giovanzana indica come obiettivo per l’attaccante, fermato da una distrazione di basso grado al bicipite femorale destro, la partita con il Pafos di giovedì 15 ottobre.

Sulemana si avvicina al rientro: secondo il quotidiano dovrebbe mancare poco più di una settimana. Per Kossounou e Hien, invece, viene indicata la seconda metà di novembre. Alla ripresa l’Atalanta affronterà nove partite in ventisette giorni, cominciando lunedì 12 ottobre contro il Venezia e chiudendo domenica 8 novembre sul campo del Monza.

L’Eco di Bergamo segnala un altro infortunio: «Anche Pompei è ko. Dito rotto e intervento». Il terzo portiere si fa male durante l’allenamento: gli esami evidenziano una frattura alla falange intermedia dell’anulare sinistro. Sono previsti un intervento chirurgico e un’assenza di circa un mese e mezzo o due.

Nella stessa pagina compare il mercato: «Occhi su Chiesa. Vuole tornare in Italia». Il quotidiano riferisce del poco spazio dell’esterno nel Liverpool e della possibilità di un ritorno in Serie A. Fra i club interessati vengono citati Atalanta, Inter e Lazio; l’eventuale arrivo di un esterno a Bergamo viene collegato anche alle possibili uscite nel reparto offensivo.

Il Corriere dello Sport guarda invece ai nerazzurri attraverso i programmi della Juventus. Andrea Losapio scrive: «Mercato più italiano: già seguiti Palmisani, Bernasconi e Udogie». Per Bernasconi il giornale riferisce di relazioni positive degli osservatori bianconeri, ricordando però che l’Atalanta punta molto sul giocatore. La valutazione indicata è fra 20 e 25 milioni, anche in relazione alla crescita sotto la guida di Sarri. Nell’articolo viene citato pure Scalvini, con una valutazione definita molto alta.

Proprio Scalvini è fra le note positive della bella serata azzurra. L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Italia di cuori e Bastoni. Gran pari in Francia». Nel sommario: «Donnarumma decisivo, ma il gioco c’è. Bene Scalvini, Scamacca entra nel finale». Il difensore nerazzurro gioca tutti i novanta minuti nell’1-1 di Saint-Denis, mentre l’attaccante entra all’89’.

La pagina successiva segue gli altri nazionali: «I nerazzurri quasi tutti titolari. Assist di Cdk e il Belgio vince». De Ketelaere serve a Lukaku il pallone del definitivo 3-0 sulla Turchia. Anche Zalewski firma un assist, per Lewandowski, nel successo della Polonia sulla Romania.

A Bergamo, intanto, è il pomeriggio dei tifosi. Massimiliano Bogni racconta sull’Eco l’incontro con Ederson e Gaetano: «“Ederson ti amiamo”. Attesa ed estasi allo Store». I duecento accessi garantiti si esauriscono già verso le 18, mentre la fila arriva all’incrocio con via d’Alzano. Maglie, fotografie, autografi e ragazzi in coda fin dopo le 20.

Fra le brevi, Carnesecchi viene premiato come miglior atalantino di settembre dai tifosi, davanti a Bellanova ed Ederson. Elmas racconta invece la scelta nerazzurra: «L’Atalanta è la scelta giusta per me, anche perché gioco lo stesso tipo di calcio che praticavo a Napoli». E sulla posizione: «Mi sento un dieci, ma va bene giocare come ala sinistra».

Il Corriere della Sera bergamasco propone anche un viaggio nel vivaio: «Gli immortali della Dea». Pietro Serina costruisce quattro formazioni con i giocatori cresciuti nel settore giovanile, distinguendo epoche e percorsi. La premessa chiarisce lo spirito dell’iniziativa: «Qui nessuno ha torto o ragione, è solo un gioco e tutti possono comporre la propria squadra del cuore. L’importante è che sia composta da figli dell’Atalanta».

Spazio all’Under 21. Sul Corriere dello Sport, Antonello Gioia racconta Alphadjo Cisse dopo il gol decisivo in Armenia: «Posso crescere ancora». Il talento del Milan dice: «Ho mostrato solamente il settanta per cento del mio reale potenziale».

Nella stessa pagina, Andrea Losapio firma «Due infortuni: in U21 Baldini chiama Ahanor». Favasuli e Fortini lasciano il raduno, mentre il difensore che ha giocato un anno nell’Atalanta torna con gli azzurrini in vista della partita di lunedì contro la Polonia.

Sulla Gazzetta dello Sport, Alex Frosio intervista Mattia Liberali: «Imparo da Paz». Il giocatore del Como, al debutto con l’Under 21, racconta il lavoro con Baldini: «Era la prima volta con mister Baldini, e l’allenamento è una parte fondamentale. Come ti alleni in settimana, poi lo riporti in campo il weekend». Sulla prossima avversaria: «Squadra rocciosa, gioca con intensità molto alta e ha giocatori di qualità. Non va sottovalutata».

Sempre sulla Gazzetta, Frosio firma il commento «Under 21, qualità e più maturità. La mano di Baldini». Parte dalla vittoria sofferta a Yerevan: «È nelle difficoltà che si cresce, mica quando ti viene tutto semplice e facile». Il giornalista sottolinea le scelte del commissario tecnico: «Silvio Baldini, in panchina, aveva interpretato i segnali come si annusa l’aria nei boschi».

La conclusione guarda alla Polonia: «Nel frattempo però la maturità è aumentata e la qualità è salita: è sbocciato Cisse, ha esordito Liberali. Magari ci sarà da soffrire, ma gli azzurrini sono pronti».

Sulla Gazzetta dello Sport, Mimmo Cugini raccoglie anche le parole di Gian Piero Gasperini a Trento: «Inter favorita. Ma la mia Roma ora è più vicina». L’ex allenatore nerazzurro torna sulla crescita dei giovani: «Per un ragazzo veder giocare quelli della prima squadra è un esempio enorme». Nella pagina accanto, Andrea Pugliese segnala l’occasione per un altro ex atalantino: «Cristante ai box. Salta Como e Real. Spazio a De Roon».

Prima delle aperture, una notizia bergamasca che unisce calcio e integrazione. L’Eco di Bergamo titola «Lo Shakhtar apre l’Academy. “Qui, calcio e integrazione”». La scuola calcio al Villaggio degli Sposi sarà inaugurata domenica 11 ottobre, con attività per bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni. Tetiana Mitfakhova spiega: «È una scuola di calcio aperta a tutte le famiglie, ma anche un luogo di integrazione».

La carrellata delle tre aperture sportive celebra la Nazionale. La Gazzetta dello Sport sceglie «Questa è Italia», accompagnato da «Azzurri alla pari contro la super Francia». Il Corriere dello Sport titola «Così bella da amare»: «Mette sotto la Francia: un pareggio spettacolare». Tuttosport apre con «Italia sì!» e sottolinea: «Bastoni risponde a Olise: grande prestazione a Saint-Denis contro la Francia dei fenomeni».

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