Day: 3 settembre 2026

Roma-Atalanta, le ultime: Kristensen torna in gruppo, dubbi per Ndicka

A quarantotto ore da Roma-Atalanta, in programma sabato alle 20.45 all’Olimpico, cominciano a prendere forma le scelte di Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini. Le due squadre hanno lavorato oggi rispettivamente a Zingonia e Trigoria e da entrambi i campi arrivano novità.

Kristensen torna con i compagni

La notizia migliore per Sarri riguarda Thomas Kristensen. Il difensore danese, reduce dal trauma distorsivo alla caviglia, è tornato oggi a lavorare in gruppo e può quindi rientrare tra le soluzioni per Roma.

Alla seduta hanno partecipato anche i tre giocatori arrivati nelle ultime ore del mercato: Franck Kessie, Jonathan Rowe e Marco Pompei. Per Kessie e Rowe, in particolare, comincia la corsa contro il tempo per capire quanto possano essere utilizzati già sabato sera.

Restano invece fuori Isak Hien e Kamaldeen Sulemana, che hanno proseguito con le terapie. L’Atalanta ha lavorato come sempre sulla fase difensiva, oltre all’esercitazione tecnico-tattica e alla partitella su metà campo.

Domani mattina ultima seduta a porte chiuse al Centro Bortolotti, poi conferenza e partenza per Roma.

A Trigoria recuperano Rensch e Pellegrini

Buone indicazioni anche per Gasperini. Devyne Rensch e Lorenzo Pellegrini si sono allenati con il gruppo: entrambi puntano alla convocazione, anche Pellegrini dovrebbe partire dalla panchina. 

Più delicata la situazione di Evan Ndicka. Gli esami hanno escluso lesioni dopo il problema accusato prima della partita di Lecce: si tratta di un’infiammazione all’adduttore. La sua presenza contro l’Atalanta resta però in dubbio e Ghilardi è pronto a sostituirlo (come nell’ultima giornata).

De Roon verso la panchina, davanti c’è Malen

Le indicazioni sulle possibili scelte di Gasperini portano verso una Roma con Svilar in porta, Mancini, Ghilardi ed Hermoso dietro, Cristante e Koné in mezzo e Dybala e Mora alle spalle di Malen

Proprio l’attaccante olandese è l’uomo del momento: cinque gol nelle prime due giornate, nelle quali la Roma ha segnato otto reti senza subirne, battendo 4-0 prima la Fiorentina e poi il Lecce. 

Per Marten de Roon si profila invece almeno inizialmente la panchina. L’ex capitano nerazzurro potrebbe dunque vivere da subentrato il primo confronto dell’Olimpico con l’Atalanta dopo l’addio di questa settimana.

Domani sarà soprattutto giornata di parole: Gasperini parlerà a Trigoria alle 13.30, mentre alle 15 a Zingonia toccherà a Sarri sciogliere almeno qualcuno degli ultimi dubbi. 

Ad maiora

Atalanta, Roma favorita all’Olimpico. Ma Gasperini contro il suo passato ha già sofferto

Sulla carta c’è poco da discutere: sabato la favorita è la Roma. Gioca all’Olimpico, viene da una stagione chiusa al terzo posto e con il ritorno in Champions League, si è ulteriormente rinforzata sul mercato e ha cominciato il nuovo campionato in maniera impressionante. Due partite, due 4-0: prima contro la Fiorentina e poi a Lecce. Sei punti, otto gol segnati e nessuno subito. Malen capocannoniere con 5 gol. Nell’ultima partita Gasperini ha potuto anche far esordire Marten de Roon, appena arrivato dall’Atalanta. Fra poco tornerà anche ad ascoltare la musica della Champions.

Con in panchina c’è un allenatore che l’Atalanta la conosce forse meglio di chiunque altro. Per la squadra di Sarri, ancora nel pieno della trasformazione tecnica e tattica cominciata in estate, non sembra esattamente il momento migliore per presentarsi all’Olimpico.

C’è solo un ma.

Da ex, Gasperini non ha ancora battuto la sua Atalanta

È successo proprio nella scorsa stagione. Nei primi due confronti da avversario con la squadra allenata per nove anni, il Mister di Grugliasco non è ancora riuscito a vincere.

Il 3 gennaio 2026, nel suo primo ritorno a Bergamo, la Roma perde 1-0 contro l’Atalanta di Palladino. Decide Scalvini al 12’.

Al ritorno, il 18 aprile all’Olimpico, finisce invece 1-1. Krstovic porta avanti la Dea al 12’, dopo un recupero di de Roon — pensa te — e Hermoso pareggia prima dell’intervallo.

Il bilancio della prima stagione di Gasperini contro quella che è diventata la sua ex è dunque semplice: due partite, nessuna vittoria, un pareggio e una sconfitta. Un punto su sei. Ma è un dato che sembra prolungare una curiosa difficoltà di Gasp contro alcune squadre del proprio passato.

Prima dell’Atalanta, il grande tabù Inter

L’Inter è stata una parentesi brevissima e tormentata della carriera di Gian Piero Gasperini, chiusa con l’esonero nel settembre 2011. Ma da quel momento Gasp non arriva direttamente a Bergamo: passa prima dal Palermo, quindi torna al Genoa, prima di cominciare nel 2016 i suoi nove anni all’Atalanta.

Ed è proprio seguendo questo percorso che il rapporto con la sua ex Inter diventa interessante.

Il primo incrocio dopo l’esonero arriva sulla panchina del Palermo, il 2 dicembre 2012: l’Inter di Stramaccioni vince 1-0 a San Siro grazie a un’autorete di Garcia.

Poi Gasperini torna al Genoa nell’autunno 2013. Contro l’Inter gioca sei volte in campionato e il bilancio è perfettamente in equilibrio: tre vittorie e tre sconfitte. I successi arrivano tutti a Marassi: 1-0 nel gennaio 2014, 3-2 nel maggio 2015 e ancora 1-0 nell’aprile 2016.

È soprattutto a Bergamo, dunque, che l’Inter diventa una vera bestia nera.

Gasperini riesce inizialmente anche a batterla: 2-1 nell’ottobre 2016 e soprattutto il memorabile 4-1 dell’11 novembre 2018. Ma in mezzo c’è una delle sconfitte più pesanti dell’intera era Gasp: il 7-1 di San Siro del 12 marzo 2017, con le triplette di Icardi e Banega, il gol dell’ex Gagliardini e la rete atalantina di Freuler.

Quella disfatta, però, produce una delle immagini che meglio raccontano il rapporto che si stava creando tra Gasperini e Bergamo. Al ritorno da Milano oltre mille tifosi aspettano la squadra a Zingonia: niente contestazione, ma cori, fumogeni e applausi per sostenere un gruppo che stava comunque costruendo una stagione destinata a riportare l’Atalanta in Europa.

Il 4-1 del novembre 2018 sarà invece l’ultima vittoria di Gasperini contro l’Inter per tutto il resto della sua esperienza atalantina. Da quel momento alla separazione del 2025, Gasp non riuscirà più a battere la sua vecchia squadra.

Naturalmente non tutte le ex hanno fatto soffrire Gasperini. Anzi.

Contro il Genoa, dove Gasp ha trascorso due lunghi periodi della propria carriera, il bilancio è nettamente positivo: 21 partite, 12 vittorie, 6 pareggi e soltanto 3 sconfitte.

Ancora più netto il rapporto con il Crotone, la prima vera esperienza di Gasperini tra i professionisti: dopo averlo lasciato, lo ha affrontato con l’Atalanta e ha sempre vinto. Nel 2016/17 arrivano il 3-1 e l’1-0, l’anno successivo il 5-1 a Bergamo. C’è inoltre l’1-0 di Coppa Italia del 2016: quattro confronti, quattro vittorie.

Più complicato, invece, il rapporto con il Palermo: contro i rosanero Gasperini conta 14 precedenti, con 4 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte.

Nessuna maledizione valida per tutte le vecchie squadre, dunque. Ma due delle sue ex gli hanno dato parecchio fastidio: prima l’Inter e, da quando ha lasciato Bergamo, l’Atalanta.

Con la Dea il conto da ex dice un solo punto su sei. Sappiamo che già dopodomani cercherà di invertire il trend.

Ad maiora

Perché proprio la Roma? Da Gasperini a de Roon, quel filo che rende gli addii ancora più dolorosi per i tifosi dell’Atalanta

Sabato l’Atalanta va all’Olimpico. E ancora una volta lo farà senza il cuore della propria tifoseria: la vendita del settore ospiti è subordinata alla tessera del tifoso e la Nord/Pisani non seguirà la squadra.

Una trasferta già particolare diventa quest’anno ancora più carica di significati. Dall’altra parte ci saranno Gian Piero Gasperini e, per la prima volta, Marten de Roon. Due simboli dell’Atalanta più importante della sua storia finiti proprio alla Roma.

Ed è quel proprio a spiegare molto.

Un asse sempre più trafficato

Il percorso Bergamo-Roma non comincia con Gasperini. Nel 2018 parte Bryan Cristante, l’anno successivo Gianluca Mancini. Due giocatori esplosi nell’Atalanta gasperiniana e diventati poi colonne giallorosse: entrambi hanno appena rinnovato il contratto con la Roma. 

Il peso degli ultimi addii è però cambiato. Nel 2025 è Gasperini a scegliere Roma dopo nove anni a Bergamo. Quest’estate lo raggiunge Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Atalanta per quattro stagioni. Infine, negli ultimi giorni del mercato, arriva capitan de Roon, ceduto per un milione e immediatamente riabbracciato dal suo vecchio allenatore. 

Undici stagioni, 445 presenze, la fascia, l’Europa League: Marten è stato molto più di un giocatore. E proprio per questo il suo addio ha fatto male.

Lo si è visto anche ieri. Il videomessaggio con cui ha spiegato di essere rimasto fuori dal nuovo progetto e di voler «chiudere giocando» è stato accompagnato da commenti anche molto duri dei suoi ex sostenitori. Alisa Jalize, moglie di Berat Djimsiti, è intervenuta per difenderlo, invitando i tifosi a essere riconoscenti per quanto dato dall’olandese a Bergamo. 

Daniele Belotti ha sintetizzato il sentimento della parte di molti tifosi: «Se de Roon fosse andato in tante altre squadre, ci sarebbe potuto stare. Ma va alla Roma». 

Ma perché proprio la Roma provoca una reazione così forte?

Quando atalantini e romanisti erano amici

Per capirlo bisogna tornare indietro di oltre quarant’anni. Perché atalantini e romanisti, prima di diventare rivali, erano stati addirittura amici.

Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta esisteva un gemellaggio tra componenti importanti delle due curve. Tutto cambia il 30 settembre 1984, quando l’Atalanta appena tornata in Serie A ospita la Roma al Comunale.

Quel rapporto non è più condiviso da tutto il tifo bergamasco. I Wild Kaos intonano cori a favore del Liverpool, che pochi mesi prima aveva sconfitto la Roma nella finale di Coppa dei Campioni all’Olimpico. Seguono provocazioni, la sottrazione di uno striscione e scontri. Il gemellaggio finisce e non verrà più ricomposto. Anzi.

Da allora Atalanta-Roma diventa una delle rivalità più sentite dal tifo bergamasco. E forse proprio l’antica amicizia contribuisce a spiegare la profondità della frattura. E delle tensioni.

Negli anni successivi, infatti, la contrapposizione non rimane confinata a cori e striscioni. Il momento più drammatico arriva il 10 gennaio 1993: dopo Atalanta-Roma, Celestino Colombi, 42 anni, rimane coinvolto nelle cariche della polizia e muore per un infarto. Un episodio rimasto nella memoria della tifoseria bergamasca. Che ogni anno si trova nel punto in cui Colombi (che era un passante, non un tifoso) è deceduto, per ricordarlo con lo slogan che attraversò tutti gli stadi italiani: la morte è uguale per tutti.

Vent’anni dopo quegli scontri fuori dallo stadio, un’altra scena racconterà ancora una volta come la Roma sia ormai entrata nella geografia delle rivalità atalantine. Alla Festa della Dea del 2013 un mezzo blindato schiaccia due automobili dipinte con i colori di Roma e Brescia. A bordo ci sono anche Giulio Migliaccio e Glenn Strömberg. La scena fa il giro d’Italia e porta successivamente al deferimento di Migliaccio e dell’Atalanta. 

Che piaccia o no, il tifoso reagisce in base a memoria, appartenenza e rivalità. Bergamo è da sempre abituata a essere una piattaforma di lancio di grandi giocatori. Ma la tua accoglienza nel momento del ritorno, dipende da come te ne vai (pensiamo a Koop) e a dove vai (Roma, lato giallorosso del Tevere).

Sabato sera la sfida, davanti alle tv dei bar dí Bergamo, si porterà dietro tutto questo fardello.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di giovedì 3 settembre: la rivoluzione di Sarri passa da Kessie e Rowe, più soluzioni in attacco e un centrocampo tutto nuovo. Ma tiene banco l’amaro addio di de Roon

Il mercato è alle spalle, ma continua inevitabilmente a occupare le pagine dedicate all’Atalanta. La nuova squadra con l’inserimento di Rowe e Kessie, l’addio di de Roon e le prime scelte di Sarri sono i temi principali di una mattinata in cui trova spazio anche la lista consegnata alla UEFA per la Conference League.

L’Eco di Bergamo apre con «Più rotazioni in attacco in una rivoluzione parziale». L’arrivo di Jonathan Rowe aumenta le possibilità offensive e rende l’Atalanta più «sarriana». Rispetto alla rosa che ha concluso la scorsa stagione sono cambiati sei uomini e soprattutto alcuni ingranaggi importanti. Dietro, invece, la rivoluzione non c’è stata: Carnesecchi resta il riferimento tra i pali e la struttura difensiva mantiene una forte continuità.

Il quotidiano individua nel centrocampo il reparto maggiormente trasformato. «Kessie chiave in mezzo»: l’ivoriano può giocare davanti alla difesa oppure da interno e consente diverse combinazioni con Ederson e Gaetano. Davanti, invece, Sarri dispone ormai di almeno due alternative praticamente per ogni posizione: De Ketelaere, Scamacca e Rowe compongono sulla carta il tridente di riferimento, con Raspadori, Krstovic, Zalewski, Elmas e gli altri pronti a entrare nelle rotazioni.

Sempre L’Eco di Bergamo dedica spazio a Lazar Samardzic dopo il gol al 96’ contro il Bologna: «Zona Cesarini? No Samardzic. Terzo gol decisivo dopo il 90’». Negli ultimi dieci anni l’Atalanta ha segnato 17 reti dal novantesimo in poi e il serbo è l’unico ad averne realizzata più di una: tre.

In evidenza anche la lista UEFA. L’Eco di Bergamo sottolinea la presenza di tutti i nuovi acquisti, compreso Rowe. Restano fuori dalla lista A i giovani Levak e De Nipoti, utilizzabili attraverso la lista B se ne ricorreranno le condizioni. La rosa europea comprende 17 giocatori liberi, quattro cresciuti in Italia e quattro formati nel vivaio atalantino.

C’è poi ancora Marten de Roon. L’Eco di Bergamo riprende il suo messaggio di saluto via social: «Mai avrei pensato che potesse finire così». L’olandese spiega che il passaggio alla Roma è arrivato all’improvviso e racconta la difficoltà di lasciare Bergamo dopo undici anni: «Ero fuori dal progetto, ma volevo chiudere giocando: così ho scelto Gasperini».

Il Corriere della Sera – Bergamo insiste proprio sulla separazione dall’ex capitano. «Un’estate di affari e novità. Il triste finale di de Roon»: una sessione che ha cambiato parecchio la squadra e che si è chiusa con la partenza del giocatore simbol. Il quotidiano ricostruisce anche gli altri passaggi del mercato, dagli arrivi di Kessie e Rowe alle operazioni che hanno ridisegnato il gruppo di Sarri.

Ma sul caso de Roon c’è anche la polemica social. Il Corriere della Sera – Bergamo titola «Marten sotto attacco. Lady Djimsiti: siate riconoscenti», raccontando le critiche ricevute dall’olandese dopo il suo video di commiato e la presa di posizione di Alisa Djimsiti, moglie dell’ex difensore nerazzurro, a sostegno dell’ex capitano (e prossimo avversario).

Il Corriere dello Sport guarda infatti alla ripresa del campionato: «Ora Gasp fa l’esame alla Dea». Dopo la sosta trasferta a Roma, contro l’ex allenatore. Sarri vuole passi avanti soprattutto nei meccanismi difensivi. Da capire anche se Jonathan Rowe potrà essere già utilizzato.

La Gazzetta dello Sport concentra l’attenzione sul nuovo centrocampo: «Kessie-Ederson, si va sul sicuro. Gaetano al timone». L’ivoriano dovrebbe garantire intensità, pressione e anche capacità di inserimento, mentre Sarri aspetta da Ederson un rendimento più vicino ai suoi standard e vede in Gaetano un elemento centrale nella costruzione della nuova Atalanta.

Nella pagina dedicata al confronto con la Roma, La Gazzetta mette anche de Roon: «Roma e Dea che motori. Koné-Cristante coppia perfetta, de Roon già spinge». L’ex capitano viene indicato come una delle possibili alternative nel centrocampo di Gasperini.

Infine Tuttosport torna sul caso Kessie e sulla polemica con la Juventus. L’agente George Atangana replica al club bianconero: «La scelta è stata solo di Kessie». Secondo il procuratore non sarebbe corretto sostenere che sia stata la Juve a rinunciare al giocatore: Kessie avrebbe scelto Bergamo per convinzione personale e per il progetto atalantino.

Sul fondo resta anche la Coppa Italia. L’Udinese ha eliminato il Venezia rimontando e vincendo 2-1: saranno quindi i friulani gli avversari dell’Atalanta negli ottavi di finale. La Gazzetta dello Sport sintetizza: «Ribaltone Udinese», mentre L’Eco di Bergamo ricorda che la sfida si giocherà a Bergamo.

Ad maiora