Baldini riparte dall’Under 21 e sottolinea: domenica ho fatto il tifo per il Frosinone, rappresenta il nostro calcio più del Como

Il ritorno in Under 21, per Silvio Baldini, è soprattutto una questione di continuità. Dopo l’esperienza di giugno con la Nazionale maggiore, il tecnico ritrova a Tirrenia i ragazzi con cui prepara le sfide decisive contro Armenia e Polonia. E nella conferenza stampa mette al centro un’idea: dare fiducia ai giovani significa permettere loro di dimostrare quanto valgono.

«Per me la Nazionale sono questi ragazzi. Se avessi allenato la Nazionale avrei sempre continuato con loro questa avventura». È il passaggio che spiega meglio il suo pensiero. Cambiano gli impegni e la categoria, rimane il legame con una squadra nella quale si riconosce: «Sono questi i ragazzi che mi riempiono di gioia quando li alleno e di orgoglio quando li vedo giocare».

Secondo il commissario tecnico, il lavoro in Under 21 aiuta i ragazzi «a credere di più in se stessi, a maturare più velocemente e a dimostrare che possono stare anche loro nel grande calcio». La convocazione offre un’occasione; per trasformarla in una crescita duratura servono poi partite, continuità e responsabilità.

Il caso che Baldini sceglie per dare concretezza al ragionamento è il Frosinone. Cinque convocati arrivano dalla squadra di Massimiliano Alvini, protagonista di un avvio di campionato positivo e della vittoria sul Como: «Il Frosinone sta vincendo in una maniera straordinaria, tramite il gioco», osserva. Un riconoscimento che acquista peso proprio nella valutazione dell’avversaria: Baldini definisce il Como «la migliore squadra della Serie A dal punto di vista del gioco». Da qui nasce anche la dichiarazione più netta della conferenza: «Non ho niente contro il Como, però ho fatto il tifo per il Frosinone, per Alvini, perché sento che il nostro calcio è più rappresentato dal Frosinone che non dal Como».

Baldini insiste sulla strada compiuta da Alvini, dagli amatori alla Serie A, riconoscendo il valore di una crescita costruita attraverso categorie ed esperienze diverse: «Solo questo percorso merita un premio».

Il Frosinone diventa quindi un esempio. I suoi cinque giocatori possono raccontare ai compagni che competere ad alto livello è possibile, purché l’ambizione trovi riscontro nel lavoro quotidiano. «Per continuare a stare in alto bisogna sognare, ma lavorare. Possono aiutare tanti ragazzi che sono qui con la loro esperienza diretta: niente è impossibile».

È su questo rapporto tra opportunità e rendimento che Baldini costruisce la sua difesa dei giovani. «Le società hanno potuto capire che sono una risorsa, non un problema».

Anche il rapporto con Roberto Mancini rientra in questa continuità. Baldini ritiene che il commissario tecnico della maggiore abbia tenuto conto dell’importanza delle prossime qualificazioni nel lasciare alcuni ragazzi a disposizione dell’Under: «Credo che questa volta diversi me li abbia lasciati proprio perché abbiamo queste partite importanti».

La prospettiva resta però quella di accompagnarli al passaggio successivo. «Magari nella prossima sosta certi ragazzi che oggi sono qui, spero, saranno in Nazionale maggiore». Una promozione che rappresenterebbe il risultato del lavoro svolto, anche a costo di cambiare nuovamente gli equilibri del gruppo.

Prima c’è da preparare il doppio appuntamento con Armenia e Polonia. La sosta più lunga offre a Baldini una possibilità insolita per un allenatore di Nazionale: lavorare sui dettagli con maggiore calma e verificarli in due amichevoli, contro le Primavera di Empoli e Spezia. «Posso curare certi dettagli, mettere a fuoco concetti che fai fatica a organizzare nei pochi giorni che normalmente hai a disposizione».

La porta, intanto, rimane aperta a chi saprà mettersi in evidenza. Baldini richiama il lavoro degli osservatori e del settore giovanile coordinato da Maurizio Viscidi, ma affida al rendimento la scelta finale: «È il campo che deve dire se c’è qualcuno che deve arrivare». Vale per chi cerca la prima convocazione e per chi, passando dall’Under 21, vuole conquistare un posto stabile nella Nazionale maggiore.

Ad maiora

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