Day: 21 settembre 2026

Kossounou, lesione di medio-alto grado al bicipite femorale sinistro. Tredici atalantini partono per le Nazionali

Arriva la diagnosi per Odilon Kossounou, costretto a saltare la trasferta contro la Juventus dopo il problema muscolare accusato nell’ultimo allenamento.

Gli accertamenti evidenziano una «lesione di medio-alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra». Il difensore ha già iniziato il percorso riabilitativo. L’Atalanta non indica tempi di recupero.

Intanto sono tredici i nerazzurri convocati in Nazionale: dodici nelle selezioni maggiori e uno nell’Under 21. Con l’Italia partono Carnesecchi, Raspadori, Scalvini e Scamacca. Convocati anche De Ketelaere nel Belgio, Kolašinac nella Bosnia, Kessié nella Costa d’Avorio, Pašalić nella Croazia, Elmas nella Macedonia del Nord, Krstović nel Montenegro, Zalewski nella Polonia e Samardžić nella Serbia. Obrić raggiunge invece la Slovenia Under 21.

Il campionato si ferma per tre settimane: l’Atalanta torna in campo lunedì 12 ottobre alla New Balance Arena contro il Venezia.

Ad maiora

Atalanta, le pagelle dei giornali e dei siti: Carnesecchi salva tutti, Krstovic e Scalvini bocciati. Kessié divide, PrimaBergamo promuove Sarri

Carnesecchi è il migliore, Krstovic e Scalvini i più bocciati. Il confronto tra quotidiani e siti dopo Juventus-Atalanta conferma le difficoltà nerazzurre, ma rivela anche giudizi molto diversi su Bellanova, Kessié e Sarri.

L’Eco di Bergamo, nelle pagelle di Matteo Spini, sceglie una lettura meno negativa di Bellanova e Kessié: «Bellanova e Kessie le note liete. Scalvini insicuro, attacco a salve». Entrambi prendono 6,5, come Carnesecchi, ma il riconoscimento di migliore va al terzino. Kristensen e Gaetano ottengono 6. In fondo ci sono Scalvini, Bernasconi, De Ketelaere e Krstovic, tutti da 5. Samardzic, Éderson, Rowe, Raspadori e Scamacca si fermano a 5,5.

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega e Guglielmo Buccheri, alza invece il voto di Carnesecchi a 7,5: è la valutazione più alta ricevuta dal portiere nel campione confrontato. Kristensen e Rowe prendono 6. Per Bellanova arriva un 5, un punto e mezzo sotto l’Eco. Stesso voto a Scalvini, Samardzic, De Ketelaere, Krstovic e Raspadori. Il belga viene indicato come peggiore: «Vaga per il terreno di gioco senza una meta apparente».

Il Corriere dello Sport, nelle pagelle di Fabrizio Patania, titola «Nico è al top, Kessie al trotto». L’ivoriano è il peggiore con 5: un altro scarto di un punto e mezzo rispetto all’Eco. Con lui, a 5, finiscono Scalvini, Samardzic e Krstovic. Carnesecchi e Rowe sono i migliori nerazzurri con 6,5; Kristensen, Raspadori e Gaetano prendono 6.

Tuttosport, con Lorenzo Aprile, premia Carnesecchi con 7: «Tiene in piedi, come può, la Dea parando tutto il parabile. E forse anche qualcosa di più». Gaetano riceve 6,5, Kristensen, Bernasconi e Raspadori 6. I voti peggiori sono i 5 di De Ketelaere e Scamacca. Tutti gli altri nerazzurri valutati prendono 5,5.

PrimaBergamo, nelle pagelle di Fabio Gennari, sceglie questo titolo: «Il migliore è (di nuovo) Carnesecchi, poco altro da salvare nella gara contro la Juve». Il portiere prende 6,5, Bellanova, Kristensen, Kessié e Rowe 6. Scalvini e Krstovic sono i peggiori con 5; gli altri giocatori valutati si fermano a 5,5.

CalcioAtalanta, con Giordano Signorelli, assegna 6,5 a Carnesecchi e 6 a Bellanova e Kristensen. È più severo su Rowe, da 5, come Bernasconi, Samardzic, De Ketelaere, Krstovic e Raspadori.

TMW, nelle valutazioni nerazzurre di Marco Pieracci, concede soltanto due sufficienze: Carnesecchi 6,5 e Bellanova 6. Krstovic prende 5, tutti gli altri giocatori valutati 5,5.

Sky Sport, con Maurizio Compagnoni, assegna invece 6 a Carnesecchi, Bellanova, Bernasconi, Éderson, De Ketelaere e Gaetano. Gli altri prendono 5,5: nessun 5, ma neppure un voto superiore alla sufficienza.

Il risultato del confronto numerico è netto. Nelle sei testate che valutano entrambe le squadre — Eco, Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport, Sky e TMW — Carnesecchi guida con 6,67. Krstovic chiude a 5,17, preceduto da Scalvini a 5,25. Samardzic e De Ketelaere sono appaiati a 5,33.

ATALANTA – MEDIA VOTI

Carnesecchi 6,67; Gaetano 5,92; Kristensen 5,83; Bellanova 5,75; Rowe 5,75; Bernasconi 5,58; Kessié 5,58; Éderson 5,58; Raspadori 5,58; Scamacca 5,42; Samardzic 5,33; De Ketelaere 5,33; Scalvini 5,25; Krstovic 5,17.

JUVENTUS – MEDIA VOTI

Bremer 7,08; Conceição 7,00; Kolo Muani 6,92; Çelik 6,75; Lucumí 6,58; McKennie 6,58; Sarr 6,58; Vicario 6,50; Nico González 6,50; Zhegrova 6,50; Douglas Luiz 6,33; Kalulu 6,25; Alajbegovic 6,17; Koopmeiners 6,00.

ALLENATORI

L’Eco di Bergamo: Spalletti 6,5; Sarri 5,5.
Gazzetta dello Sport: Spalletti 7; Sarri 5.
Corriere dello Sport: Spalletti 7; Sarri 5.
Tuttosport: Spalletti 7,5; Sarri 5.
Sky Sport: Spalletti 7; Sarri 5,5.
TMW: Spalletti 7; Sarri 5.

PrimaBergamo Sarri 6

CalcioAtalanta Sarri 5

Media allenatori: Spalletti; Sarri 5,25 

MEDIA DELLE SQUADRE

Juventus 6,56.
Atalanta 5,63.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di lunedì 21 settembre: «Affondata», terzo ko e allarme personalità. Il rigore negato a Rowe mette tutti d’accordo, la vergogna per Mazzola

La terza sconfitta consecutiva, le preoccupazioni di Sarri e il rigore negato a Rowe. Il 2-0 della Juventus lascia l’Atalanta con molti interrogativi alla sosta. Sui giornali, anche la condanna dei cori durante il ricordo di Sandro Mazzola.

L’Eco di Bergamo apre con «Atalanta, serata no»: «I nerazzurri non brillano, ma sono anche penalizzati dagli episodi». All’interno, «Affondata. L’Atalanta cede alla Juve». Matteo Spini descrive una squadra «più solida che propositiva», che «regge ad armi pari nella prima mezz’ora, poi va sotto e non riesce mai a rientrare veramente in partita, pur senza naufragare».

Il problema è nella manovra: «Tatticamente è molto ordinata, addirittura geometrica, il fraseggio prova a essere insistito, ma non si va oltre». E ancora: «Mancano fluidità e quella personalità rivendicata dallo stesso allenatore». La conclusione: «Il punto è che i passi avanti sono timidi e il processo è lento».

Luca Bonzanni approfondisce il tema difensivo: «La fase difensiva così non va. La buona notizia è Kristensen». «Non è una questione di singoli o di un solo reparto, ma di meccanismi da affinare, a livello individuale e collettivo». Il danese, pur frenato dall’ammonizione, «ha trasmesso un generale senso di sicurezza». Ma «serve però alzare l’asticella in generale: in avanti, certo, ma le fondamenta si gettano dalla difesa».

La Gazzetta dello Sport titola «Juve ci sei. La vetta è a 3 punti», accompagnato da «Conceição-Bremer, Spalletti riparte. La Dea è in crisi». Fabio Licari scrive che dopo il Nec della rinascita della Juventus «ne ha fatto le spese un’Atalanta anonima, irriconoscibile non solo rispetto a quella del Gasp ma anche di Palladino: non pochi la accomunano a problemi d’identità».

Il giudizio resta netto anche considerando gli episodi: «Un paio di strappi di Rowe e la testata di Kristensen “parata” sulla linea da Kolo Muani spiegano che gli episodi sono stati bianconeri, compreso il possibile rigore non dato a Rowe. Però niente può mettere in discussione il successo».

Su Repubblica, Emanuele Gamba osserva: «L’Atalanta è sarriana solo a tratti, i progressi sono timidi. La rivoluzione tattica richiede tempo, ma quanto se ne può ancora consumare?». I nerazzurri «non hanno sfruttato la lunga superiorità iniziale a centrocampo, numerica e nel palleggio, perché poi l’azione a ridosso dell’area non è mai stata fluida».

Il Corriere dello Sport sceglie «Lucio, sembra vera», con il richiamo «Atalanta affondata ma Sarri accusa». Fabrizio Patania scrive: «Spalletti ha riacceso la Juve. Sarri ha spento l’Atalanta o forse non ha ancora trovato l’interruttore, produce un calcio triste, senza coraggio e divertimento». Nel commento «Segnali da Signora», Vittorio Oreggia definisce la Dea «non più un esame da dentista».

Le parole dell’allenatore trovano spazio su tutte le testate. L’Eco di Bergamo titola: «Ci manca personalità. Siamo indietro, ma è normale». Sarri spiega: «La sensazione è che fin qui siamo cresciuti dal punto di vista tattico e tecnico, ma dobbiamo farlo anche dal punto di vista della personalità, della fiducia, dell’esuberanza di prendere più iniziative».

E pone un dubbio: «Non vorrei che un processo di apprendimento di situazioni nuove abbia spento il bambino che è nei giocatori». La preoccupazione, ripresa anche dalla Gazzetta, è «non vedere iniziative e personalità».

Sull’Eco, Éderson offre una lettura diversa: «Non la vedo così. Io penso invece che abbiamo tanti giocatori di personalità in squadra». Il brasiliano aggiunge: «Siamo pronti anche per sbloccarci a livello offensivo. Davanti abbiamo tanta qualità e giocatori importanti. È arrivato il momento di fare un passo in più».

Sul fallo di Kalulu su Rowe, le moviole concordano. La Gazzetta, con Matteo Pierelli, titola: «Trattenuta netta. Il rigore c’era». Il Corriere dello Sport, con Edmondo Pinna: «Zufferli si perde un rigore chiaro e almeno 2 gialli». La spiegazione: «La trattenuta di Kalulu a Rowe è non solo plateale, ma anche sostanziale».

Anche Tuttosport rileva: «Sul taglio è evidente la trattenuta di maglia di Kalulu. Zufferli non fischia, il Var non interviene». Il Corriere della Sera, nell’analisi di Alessandro Bocci, allarga il discorso: «Orsato, chi ha spento la Var? Non correggersi è diabolico». E nel sommario: «Il metro arbitrale aiuta il gioco, ma i falli sono falli: troppi errori decisivi».

La protesta di Sarri diventa titolo su Tuttosport: «Se il Var non chiama certe cose, va abolito». Éderson precisa: «Non è l’episodio che ha deciso la partita ma saremmo andati sull’1-1. Poi noi dobbiamo fare qualcosa di meglio».

Il quotidiano torinese celebra invece i bianconeri con «La Juve è già tornata». Paolo Pirisi parla di «vittoria e gestione da grande squadra». Lorenzo Aprile raccoglie le parole di Kolo Muani: «Questione di mentalità: in campo siamo come fratelli. Se non riesco a segnare, posso sempre evitare che lo facciano gli avversari». Bremer gli riconosce il merito del salvataggio sulla linea: «Randal è stato il migliore con quel salvataggio».

Spazio anche alle altre squadre nerazzurre. L’Eco di Bergamo titola «Il Ravenna resta indigesto, Atalanta U23 ko». Dopo lo 0-2, Nicola Beati ammette: «Non siamo mai stati padroni, volevamo un ritmo alto ma ci è mancata energia». Per la Primavera, «Atalanta battuta dal Genoa: ora è ultima». L’unica nota positiva arriva dalla Serie B: Tuttosport dedica il titolo a Vanja Vlahovic, in prestito al Mantova, «Vlahovic ti salva con il Pisa», dopo il gol del 2-2 a tempo scaduto.

La condanna dei cori e la curva che dà le spalle durante il minuto di silenzio per Mazzola attraversa tutte le testate. Il Corriere della Sera titola: «Juventus, la curva rovina il “silenzio” per Mazzola. È una macchia sulla vittoria». Tuttosport: «Stadium, uno sfregio. Le spalle per Mazzola». La Gazzetta: «Vergogna in curva».

Su L’Eco di Bergamo, Piero Vailati scrive «Cari contestatori, chiedete chi era Gaetano Scirea»: «Il primo a disapprovare e ad andarsene sotto la sua curva per zittirla, ieri, sarebbe stato proprio lui».

Su Repubblica, Maurizio Crosetti firma «La vergogna di dividersi sulla morte»: «Il dolore che dovrebbe unire, cancellando colori di maglie e bandiere per diventare terra di tutti, usato invece come argomento contro i nemici da stadio, come segno di offesa e disprezzo».

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