L’Atalanta domina nel possesso palla, tira il doppio degli avversari e batte nove angoli contro due. Ma alla fine raccoglie soltanto un pareggio. L’1-1 contro il Kairat racconta ancora una volta le difficoltà della squadra di Maurizio Sarri nel trasformare la superiorità territoriale in occasioni da gol.
I numeri della partita sono eloquenti. L’Atalanta chiude con il 63% di possesso palla contro il 37% dei kazaki. I passaggi tentati sono addirittura 707, contro i 312 degli avversari. Quelli completati 640, con una precisione del 91%. Una circolazione del pallone continua, che però non riesce a scardinare la difesa del Kairat.
La differenza emerge soprattutto negli ultimi metri. La Dea conclude 16 volte verso la porta, contro le 8 degli ospiti. I tiri nello specchio sono 7 contro 4. Ma il dato più significativo è quello delle grandi occasioni: appena una per l’Atalanta, nessuna per il Kairat.
Un altro numero fotografa le difficoltà offensive: 36 cross tentati, soltanto 8 riusciti. Una percentuale di precisione del 22%. La squadra bergamasca cerca ripetutamente di aggirare la difesa avversaria attraverso le fasce, senza trovare però la necessaria efficacia.
Anche il conteggio degli attacchi è nettamente favorevole ai nerazzurri: 61 contro 20. I calci d’angolo sono 9 contro 2, mentre il portiere del Kairat deve intervenire sei volte, contro le tre parate di quello atalantino.
È proprio la qualità della manovra il problema sottolineato da Sarri nel dopopartita. Il tecnico ha chiesto maggiore velocità, sia nella trasmissione del pallone sia nelle scelte dei giocatori, per evitare che le difese avversarie abbiano il tempo di organizzarsi.
I numeri confermano la sensazione: l’Atalanta tiene tanto il pallone, lo perde raramente nei passaggi, arriva spesso nella metà campo avversaria, ma fatica a creare vere opportunità.
Il possesso palla, da solo, non fa vincere le partite. E contro il Kairat, al termine di una gara dominata statisticamente, è arrivata un’altra dimostrazione.
Ad maiora