Day: 4 settembre 2026

Quando Sarri aveva il posto auto riservato: il libro che racconta le origini dell’allenatore dell’Atalanta

Prima della Serie A, dello scudetto con la Juventus, dell’Europa e delle grandi panchine (ora quella bergamasca) c’erano Stia, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese. E persino un posto auto davanti a un piccolo stadio toscano che nessuno doveva permettersi di occupare.

Non è un libro nuovo, ma riletto oggi, con Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta, diventa una piccola miniera di storie. È Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera, scritto da Francesca Muzzi: un viaggio negli anni nei quali l’attuale tecnico nerazzurro costruiva il proprio mestiere lontanissimo dai riflettori del grande calcio.

A indicare fin dall’inizio il senso del racconto è Renzo Ulivieri, autore della prefazione. Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori parte da una considerazione: dei personaggi diventati famosi si racconta quasi sempre la parte più alta della carriera. Questo libro sceglie invece la strada opposta, andando a cercare Sarri dentro una realtà «spesso e volentieri paesana».

E Ulivieri si concede anche una confidenza che racconta bene il rapporto fra i due. Parla del «compagno» Sarri, aggiungendo tra parentesi: «se ancora lo posso chiamare “compagno”». Soprattutto individua un filo che unisce l’allenatore dei piccoli campi toscani a quello arrivato ai vertici: le persone naturalmente cambiano, scrive, ma «l’essenza rimane».

Ed è proprio quell’essenza che emerge pagina dopo pagina.

A Tegoleto Sarri ha il suo posto per la macchina davanti allo stadio. E guai a occuparlo. Il libro racconta di una domenica nella quale qualcuno parcheggia proprio lì: bisogna rintracciare il proprietario dell’auto e farla spostare. Un episodio minuscolo, ma già molto sarriano.

Poi c’è la Sansovino. Nello spogliatoio Sarri prende da parte Nario Cardini e gli comunica una decisione destinata a cambiare la sua vita: «Nario voglio lasciare il lavoro in banca e dedicarmi solo ad allenare. Che dici?».

Con la Sansovino arriva anche la Coppa Italia di Serie D nella stagione 2002-03. Una delle fotografie del volume immortala Sarri mentre alza il trofeo. Un’altra curiosità sembra anticipare l’iconografia che lo accompagnerà nel grande calcio: allo stadio Le Fonti compare un cartello che invita a non gettare a terra i mozziconi. L’autrice si domanda ironicamente se fosse un messaggio subliminale rivolto all’accanito fumatore Sarri.

Poi la Sangiovannese e il professionismo. Tra i documenti riprodotti c’è il primo contratto da allenatore professionista di Maurizio Sarri, relativo alla stagione 2003-04. Nel giugno 2004 arriva la presentazione della squadra in piazza a San Giovanni Valdarno.

Il libro va anche più indietro. Una fotografia della Castelnuovese della stagione 1989-90 mostra Sarri in seconda fila, primo da destra. Ci sono Loris Beoni e tanti altri personaggi incontrati lungo una gavetta che sembra appartenere a un calcio lontanissimo da quello di oggi.

È questo il pregio maggiore del volume di Francesca Muzzi. Non spiegare il Sarri famoso attraverso le vittorie, ma andare a cercare quello che c’era prima: campi di provincia, dirigenti, calciatori, sigarette, spogliatoi, fotografie ingiallite, contratti e ricordi. Nell’introduzione l’autrice lo definisce efficacemente «un ultimo che è diventato un primo».

Oggi quell’allenatore è arrivato a Bergamo. E rileggere adesso queste storie permette anche di riconoscere qualcosa del Sarri che ogni giorno si presenta a Zingonia. Sono cambiati gli stadi, i giocatori e la dimensione del calcio. Forse, come scrive Ulivieri, l’essenza è rimasta.

Ad maiora

Francesca Muzzi, Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera
Prefazione di Renzo Ulivieri
Ultra, collana Ultra Sport, 2019

Roma-Atalanta, Sarri e Gasperini lanciano la sfida: «Malen un problema». «Vale l’Europa che conta»

Due allenatori, due storie molto diverse e una partita che, nonostante sia soltanto la terza giornata, ha già il sapore di un primo esame importante. Roma e Atalanta arrivano all’Olimpico a punteggio pieno e Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini raccontano la sfida da prospettive differenti.

Per Sarri il primo problema ha un nome preciso: Donyell Malen, cinque gol nelle prime due giornate. «Un modo per fermare i giocatori forti non esiste. È in stato di grazia e quindi sarà un problema», spiega il tecnico nerazzurro.

Sarri sottolinea soprattutto la differenza nel percorso delle due squadre. La Roma ha alle spalle «13 mesi di lavoro», mentre la sua Atalanta lavora insieme da appena una quarantina di giorni. E nelle prime settimane i nerazzurri hanno dovuto affrontare anche un calendario particolarmente compresso: quattro partite in undici giorni, con i playoff di Conference superati.

Dall’altra parte Gasperini alza immediatamente l’asticella. «Più che una prova di maturità, sarà una prova di forza e di valore». E attribuisce alla sfida un peso che va ben oltre la terza giornata: «Affrontiamo una squadra di valore che è partita bene. È un incontro che vale l’Europa che conta». 

Inevitabile il ritorno sul suo passato. Gasperini ricorda quanto sia cresciuta l’Atalanta negli anni, arrivando a superare diverse concorrenti dirette. Ma parla anche della nuova vita romana: «Sono innamorato di questo gruppo e di questi giocatori». Dopo nove anni a Bergamo, spiega, sentiva che non c’erano più le condizioni per dare qualcosa in più e aveva «voglia di sentirmi di nuovo vivo». 

Anche a Sarri viene chiesto quanto sia ancora presente a Zingonia l’eredità del suo predecessore. La risposta è netta: dopo nove anni nei quali un allenatore ha inciso così profondamente è inevitabile che qualcosa rimanga. Ma la società ha scelto un’altra strada e ora ha il compito è accompagnare questo nuovo percorso.

Nessuna contrapposizione personale, però. Sarri riconosce la distanza tra le rispettive filosofie calcistiche ma ribadisce la grande stima per Gasperini, definendolo un allenatore fortissimo.

Poi c’è il presente dell’Atalanta. E Sarri regala una definizione importante di Charles De Ketelaere: «Io lo considero un fuoriclasse». Un fuoriclasse, però, che secondo l’allenatore ha mostrato finora soltanto circa il 60/70% delle proprie possibilità: può essere più dentro le partite, più continuo e più risolutivo.

Sul mercato Sarri è prima di tutto sollevato che sia terminato: «Sono contentissimo che sia finito». Quanto alle operazioni dell’Atalanta, si dice soddisfatto, pur ammettendo che ogni allenatore vorrebbe sempre qualcosa in più. Kessie viene considerato un giocatore forte e utilizzabile in più posizioni, mentre i nuovi arrivati hanno inevitabilmente condizioni differenti a seconda del lavoro svolto nelle ultime settimane.

Gasperini deve invece sciogliere soprattutto il dubbio Dybala. Gli esami non hanno evidenziato problemi e l’argentino proverà a essere disponibile, ma dovrà sentirsi completamente sicuro. Ndicka, secondo il tecnico romanista, sta invece molto meglio e può rientrare. 

I 22 di Sarri

L’Atalanta è partita per Roma con 22 convocati. Ci sono i nuovi Kessie, Rowe e Pompei e torna a disposizione Kristensen. Restano fuori Hien e Kamaldeen Sulemana, che proseguono le terapie.

Prima della partenza i nerazzurri hanno svolto l’ultima seduta a Zingonia. Sarri vede progressi anche nella trasformazione della linea difensiva. Con una delle sue battute: nelle esercitazioni i suoi difensori «cominciano a essere guardabili». Adesso, però, arriva la prova in campo. E sotto pressione.

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Atalanta, i giornali di venerdì 4 settembre: Gasperini ritrova la Dea, «È ora di batterla»

È Gian Piero Gasperini il protagonista assoluto dei giornali alla vigilia di Roma-Atalanta. La Gazzetta dello Sport gli dedica la prima pagina e le prime due pagine interne con la lunga intervista di Luigi Garlando: «Gasp! Malen è da record. La mia Roma sogna». E naturalmente si arriva alla partita di domani: «La sfida all’Atalanta? È ora di batterla…». 

Gasperini definisce l’Atalanta «fortissima, con il potere economico di una big» e paragona il ritrovarla alla sensazione dell’innamorato che rivede la ex: «Ma ci siamo lasciati al momento giusto. Io rischiavo di appiattirmi, la Roma mi ha dato nuovi traguardi. Qui sono felice». Ricorda che negli ultimi otto anni la Roma è sempre arrivata dietro ai nerazzurri e sottolinea quanto la società bergamasca sia cresciuta.

Garlando ricorda a Gasperini che non si può arrivare a Roma senza vedere il Papa; il tecnico risponde: «Organizzeremo, ci andremo».

Il Corriere della Sera – Bergamo parte invece da un suggestivo confronto con il passato: «La Roma del Gasp sembra la Dea 2020». La squadra giallorossa viene accostata all’Atalanta 2019-20, quella che chiuse il campionato a un solo punto dal secondo posto. Pressione, aggressività, recupero del pallone e verticalità sono alcuni dei tratti che ricordano quella squadra.

Ma sulla prima pagina bergamasca del Corriere della Sera trova spazio anche l’episodio più clamoroso della vigilia: «De Roon, falò con la maglia». Un imprenditore ha dato alle fiamme una maglia dell’olandese acquistata per duemila euro a un’asta benefica. Non è una vigilia come le altre.

L’Eco di Bergamo sceglie invece il confronto tra gli allenatori: «La sfida Sarri-Gasperini. Spettacolo in modi diversi». Sono i due tecnici più anziani della Serie A e propongono due idee differenti: Sarri ama la zona e il gioco palleggiato, Gasperini le marcature aggressive e l’intensità. Nei precedenti tra i due regna l’equilibrio: sette vittorie ciascuno e tre pareggi. 

Sempre L’Eco di Bergamo fa il punto su Zingonia. Kristensen è recuperato e dovrebbe partire dalla panchina; Kessié e Rowe sperano invece nella convocazione e quindi nella prima presenza in una lista di campionato con l’Atalanta. Hien e Kamaldeen Sulemana proseguono il recupero.

Ancora la Gazzetta dello Sport guarda soprattutto all’attacco nerazzurro con il titolo «Dea all’attacco». L’arrivo di Rowe amplia ulteriormente le alternative di Sarri: «Sei frecce più Samardzic, quante soluzioni per Sarri». Scamacca, Krstovic, De Ketelaere, Raspadori, Rowe e Zalewski compongono il ventaglio offensivo, al quale si aggiunge Samardzic, decisivo contro il Bologna.

Il Corriere dello Sport guarda Roma-Atalanta soprattutto dal punto di vista tecnico con «Roma, ora Gasperini fa l’esame all’Atalanta». La Dea arriva all’Olimpico con sei punti ma, nonostante abbia incassato appena un gol nelle prime quattro partite ufficiali, Sarri continua a chiedere progressi nella fase difensiva e soprattutto una squadra capace di non abbassarsi troppo. La pressione della Roma di Gasperini diventa così un test particolarmente significativo. Il quotidiano indica Kossounou e Scalvini verso la conferma, Kristensen recuperato ma inizialmente in panchina e Kessié e Rowe pronti alla prima convocazione. In attacco restano diverse soluzioni per Sarri. 

Infine Tuttosport intervista Giuseppe Riso, agente di diversi protagonisti dell’ultimo mercato. Il titolo riguarda l’ex nerazzurro Honest Ahanor, passato dall’Atalanta al Chelsea per una cifra indicata dal quotidiano intorno ai 40 milioni di sterline: «Ahanor in Premier? L’Italia sa crescere i talenti». Riso parla dell’operazione come esempio della capacità del calcio italiano di valorizzare giovani talenti, ricordando anche il percorso compiuto dal ragazzo prima del trasferimento in Inghilterra.

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