Atalanta, precisa nei passaggi ma poco pericolosa: i numeri della sconfitta con la Juventus spiegano le preoccupazioni di Sarri

L’Atalanta corre, sbaglia pochi passaggi e costruisce poco pericolo. Nei dati della Lega Serie A sul 2-0 della Juventus convivono i segnali che incoraggiano Sarri e quelli che lo preoccupano.

«Mi sentirei più tranquillo se vedessi la mia squadra con più personalità», dice il tecnico. La precisione non manca: i nerazzurri completano il 91% dei passaggi, contro l’88% dei bianconeri. Ma quando si arriva al tiro il rapporto si rovescia: l’Atalanta centra la porta con il 18% delle conclusioni, la Juventus con il 43%.

È qui che la partita si separa. I tentativi complessivi sono 14 contro 11, una distanza contenuta. Quelli nello specchio diventano sei contro due. E i gol attesi, che stimano la qualità delle opportunità costruite, segnano un divario ancora più netto: 1,49 per la Juventus, 0,59 per l’Atalanta. La squadra di Spalletti produce occasioni complessivamente più favorevoli, oltre a sfruttarle meglio.

Il colpo di testa di Kristensen respinto sulla linea da Kolo Muani resta un’occasione importante per cambiare la partita. Ma nell’arco della gara i nerazzurri non riescono a dare continuità alla pressione sulla porta di Vicario. La Juventus conta dieci conclusioni dall’interno dell’area contro sette e 23 tocchi nell’area avversaria contro 16. Da fuori, invece, entrambe provano quattro volte.

Sarri individua nella velocità della costruzione uno dei problemi: bisogna mettere gli attaccanti nelle condizioni di affrontare il proprio avversario prima che arrivi il raddoppio. I numeri sono coerenti con questa lettura. L’Atalanta completa 429 passaggi su 470, ma tanta accuratezza produce appena due conclusioni nello specchio. Il pallone viene conservato con maggiore efficacia di quanto venga trasformato in una minaccia.

Anche i dieci passaggi chiave, appena uno in meno della Juventus, vanno letti insieme alla qualità dei tiri che ne derivano. Arrivare a una conclusione non significa necessariamente liberare un giocatore in una posizione favorevole.

Nell’ultimo terzo di campo i bianconeri completano 106 passaggi su 125, i nerazzurri 95 su 112: per entrambe la precisione è vicina all’85%. L’Atalanta riesce dunque a scambiare il pallone anche nella zona offensiva, ma fatica a trovare la giocata che rompe l’organizzazione avversaria. Il 47% di possesso, contro il 53% juventino, descrive una partita abbastanza equilibrata nella gestione della palla, molto meno nelle occasioni.

C’è poi il capitolo fisico. «Ho visto una squadra che sta crescendo dal punto di vista tecnico», osserva Sarri, che nella sua analisi comprende anche i progressi atletici. Allo Stadium l’Atalanta percorre 117 chilometri, uno in meno della Juventus, ma fa registrare valori superiori ad alta intensità: 6,23 chilometri contro 5,33. Anche negli sprint è avanti, con 2,30 chilometri contro 2,01.

Importante anche il confronto nei contrasti: l’Atalanta ne riesce a vincere 12 su 19, la Juventus 15 su 17. Circa il 63% contro l’88%. I recuperi palla sono invece quasi identici, 36 contro 35, e i falli dieci per parte. I nerazzurri intervengono e recuperano palloni, ma nei contrasti registrati risultano meno efficaci.

«Mi preoccupa vedere la squadra senza personalità ed entusiasmo», insiste Sarri.

La sosta con tanti giocatori via non aiuterà granché. Nella settimana che precederà il Venezia occorrerà accelerare alcuni meccanismi. Il 91% di passaggi riusciti è una base. Per tornare a fare punti serve che quei passaggi portino più spesso davanti alla porta. E che si tiri di più.

Ad maiora

Lascia un commento