Il ritiro a Zingonia per ritrovare compattezza, fiducia e soprattutto una squadra capace di reagire alle difficoltà. Alla vigilia della sfida contro il Kairat, Maurizio Sarri ed Eljif Elmas fotografano il momento complicato dell’Atalanta, reduce da risultati negativi e da una preoccupante fragilità mentale.
«L’obiettivo del ritiro è costruire rapporti interpersonali più forti, ritrovare disponibilità e compattezza tra squadra, staff e società», spiega Sarri. Il tecnico individua soprattutto nella reazione agli episodi negativi il problema principale: «Dobbiamo riflettere sul perché un singolo episodio negativo ci porta a spegnerci. Siamo poco cattivi sia nella nostra area sia in quella avversaria». E aggiunge: «Se parliamo di calcio sono molto soddisfatto, ma ci sono aspetti che incidono sulle partite e che non sono assolutamente tattici».
Il riferimento è alla fragilità emotiva di una squadra che troppo spesso si arrende alle prime difficoltà. «Abbiamo smesso di crederci nei momenti in cui siamo andati sotto. Questo è quello che non mi piace». Sarri non esclude che nel gruppo debbano ancora emergere nuove figure di riferimento: «Ci sono giocatori con personalità importanti che possono dare qualcosa di più anche fuori dal campo».
Sul fronte degli infortunati, si prova a recuperare Scamacca: la decisione sarà presa dopo le ultime valutazioni.
Elmas difende apertamente l’allenatore e invita tutti alla pazienza. «Dopo dieci anni cambiare allenatore e sistema di gioco non è facile. Il mister è un grande allenatore, ha dimostrato quello che sa fare. Dobbiamo aiutarlo, non possiamo dire sempre che è colpa sua».
Il macedone riconosce le difficoltà della squadra, soprattutto nei momenti immediatamente successivi all’intervallo: «Prendere gol così velocemente nel secondo tempo fa veramente male. Siamo fragili e dobbiamo essere più maturi».
Infine, il rapporto con i tifosi, dopo la contestazione seguita all’ultima sconfitta. «Ci dispiace veramente. Dobbiamo dare molto di più e fare quello che i nostri tifosi meritano». Prima il Kairat, poi la trasferta di Monza: due occasioni ravvicinate per provare a uscire dalla crisi.
Ad maiora