Month: dicembre 2011

Surkov, l’ideologo putiniano che ha voltato le spalle a Khodorkovskij

Vladislav Surkov, da poco nominato vice primo ministro della Federazione russa è l’eminenza grigia del putinismo. Da quando Putin è diventato l’uomo forte della Russia, Surkov ne è stata l’ombra, il consigliere più ascoltato. E’ ovviamente ora nel mirino dell’opposizione. Gli esperti in Russia stanno cercando di valutare questo nuovo incarico di Surkov:

http://italian.ruvr.ru/2011/12/27/63011435.html

Surkov, 47 anni, sbarca al governo dopo essere stato per dieci anni vice capo dell’amministrazione del Cremlino. E’ lui l’inventore delle formule della “verticale del potere” o “democrazia guidata” (termini che stanno alla democrazia come la sedia alla sedia elettrica) e delle organizzazioni contro-rivoluzionarie (come i giovani Balilla dei Nashi) che hanno paralizzato la politica russa per tre lustri. Una formula – degna di Machiavelli –  che mixa nazionalismo con richiami sovietici, liberismo e statalismo.
Vladislav Surkov è da sempre un fan di Putin, che descrive come l’unto del Signore: “Penso che Putin sia l’uomo che Dio e il destino hanno inviato in Russia per questi tempi difficili”.
Il politico è arrivato al Cremlino negli ultimi mesi della presidenza Eltsin, nel 1999, quando Vladimir Putin allora capo del Fsb (Servizio di Sicurezza Federale che ha preso il posto del Kgb), è stato nominato primo ministro. Surkov è diventato ancor più potente dal 2000 quando Putin è stato eletto presidente della Federazione, venendo nominato capo dell’amministrazione presidenziale (carica che non lasciò nemmeno nel 2008, quando Putin andò alla Casa Bianca russa). Incarico che però ha perso il 15 dicembre, sotto la spinta delle manifestazioni delle opposizioni contro i brogli elettorali. 
Surkov sarebbe l’ideatore non solo di Russia Unita (il partito putiniano) ma anche del tandem Putin-Medvedev che – ora – sembra aver nauseato la maggioranza degli elettori russi.

La storia di Surkov diventa paradossale se si pensa ai suoi esordi. Da imprenditore collaborò (dal 1991 al 1996) con Mikhail Khodorkovskij. L’oligarca antiputiniano – accusato di ogni malversazione – è uno dei principali prigionieri politici della Russia di Putin.

Se il regime putiniano crollerà e Khodorkovskij uscirà di cella, è probabile che la parabola politica di Surkov (che ha sposato la sorella di Anatolij Chubais) volga al termine.

Potrà, nel caso, proseguire la sua carriera musicale, scrivendo altri testi per il gruppo Agati Kristi: http://agata.ru/

Ad maiora

Tymoshenko: “Sono viva in questa tomba”

Dalla sua prigione ucraina, l’ex primo ministro Yulia Tymoshenko scrive le sue memorie. Sono per lo più improntate a un sentimento religioso (forse anche per via delle feste natalizie passate in carcere) ma raccontano anche l’impressione che l’attivista trae, dalla cella, rispetto alla freddezza europea sul “nuovo” corso di Kiev.
In Italia l’articolo della leader politica filo-occidentale (che cita la poetessa Akhmatova, da cui traggo il titolo), è stato pubblicato oggi dalla Stampa, con richiamo in prima pagina:
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/435884/
Il pezzo è tratto da Project Syndacate ed è uscito qualche giorno fa, col titolo “A Prisoner’s Christmas”:
http://www.project-syndicate.org/commentary/tymoshenko22/English
Project Syndacate è un sito che offre commenti di leader mondiali. L’unica italiana “offerta” è Emma Bonino:
http://www.project-syndicate.org/about_us/who_we_are

Ad maiora

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L’Anpi ricorda Giorgio Bocca, partigiano e giornalista

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Milano per Giorgio Bocca, morto ieri nella sua casa milanese (nella foto con un altro giornalista e partigiano, Enzo Biagi).

R.I.P.

Ad maiora.

………………

L’ANPI Provinciale di Milano si unisce al profondo dolore dei familiari, degli antifascisti, del giornalismo italiano e di tutto il mondo della cultura per la scomparsa di Giorgio Bocca, partigiano, giornalista, scrittore. 

Nativo di Cuneo e cresciuto in una famiglia della borghesia piemontese, nel 1943 Bocca decide di aderire, nella clandestinità, al Partito d’azione. A questa scelta lo induce l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti.

L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944, con Benedetto Dalmastro, Luigi Ventre e Costanzo Picco partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944 a Colle Sautron. All’incontro faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate  il 22 maggio e il 30 maggio 1944.

Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”. Tra le sue numerose azioni, si ricorda quella che tra il 12 e 13 aprile 1945 conduce alla cattura, nella cittadina di Busca, della compagnia controcarro della Divisione “Littorio” della Repubblica Sociale Italiana.

Per l’attività partigiana Giorgio Bocca riceve la Medaglia d’Argento al valor militare. Dopo la Liberazione, Bocca si avvia alla carriera di giornalista, dapprima a Torino, nel quotidiano di Giustizia e Libertà e quindi, a Milano, come redattore del settimanale “Europeo” e come corrispondente del quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo”.

Quando nasce “Il Giorno”, nel 1956, ne diviene inviato. Nel 1976 è tra i fondatori del quotidiano “la Repubblica”. Il suo è un giornalismo militante, che attraverso reportage, inchieste, commenti e interviste, si propone di denunciare i guasti della società italiana. La sua critica si accentua negli anni più recenti, forte di una scrittura semplice ma dura, concreta e aspra, di intensa comunicazione, sostenuta da un’alta moralità e da un legame mai interrotto con l’esperienza resistenziale.

I suoi articoli sono diventati, spesso, traccia e ossatura dei suoi numerosi libri, tra reportage, ricerca storica, pamphlet e autobiografia.

Lo ricorderemo sempre tra le figure di spicco del movimento partigiano e per essere  rimasto sempre coerente a quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia maturata durante la Resistenza.

L’opposizione russa in piazza. Pensando a Khodorkovskij

Mentre Putin mostra i muscoli (altro non sa fare) ricordando di avere la maggioranza (ma dorvà dimostrarlo alle presidenziali di marzo) l’opposizione russa si prepara ad altre manifestazioni di protesta.

La Russia diventerà comunque un “paese normale” (mi spiace citare il leader Massimo) quando rimetterà in libertà Mikhail Khodorkovskij, in cella solo per essersi opposto a Putin.

L’ex oligarca è stato vittima di un processo irregolare come ammesso dallo stesso Consiglio dei diritti russo:

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/12_dicembre/21/russia_consiglio_diritti_annullare_ultima_condanna_khodorkovsky,32908170.html

L’uomo (che ha subito due condanne e non ha mai potuto usufruire di alcuno sconto di pena, pur incensurato) non ha ovviamente potuto partecipare alla gigantesca manifestazione moscovita di sabato.

Per lui, sul palco, ha preso la parola il suo legale, Yuri Schmidt:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111224_00004_NE.shtml

Molti manifestanti issavano l’icona di Khodorkovskij, quasi fosse un progioniero politico:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=353&ID_articolo=3&ID_sezione=761

L’ex oligarca, prevede la moglie, rimarrà in cella fino a quando Putin resterà al potere.

Dovesse essere scarcerato, sarebbe infatti un candidato alternativo certo più credibile di Prokhorov (che sabato è rimasto ovviamente nella sua dacia).

Ad maiora

Auguri. Da una slitta tirata dai cani

Nel farvi gli auguri linko questo video (in parte girato dall’erede) sulla scuola italiana di Sleddog, al Passo del Tonale.

Ad maiora

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