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Pino Daniele, che non calpestava i fiori nel deserto

1995, lavoravo al Tg di Videomusic e mi mandarono a intervistare Pino Daniele. Presentava “Non calpestare fiori nel deserto” al Rolling Stone (meravigliosa sala per concerti chiusa, purtroppo, qualche anno fa). Non ero abbastanza preparato per intervistarlo, soprattutto per una tv musicale (assurdamente chiusa anch’essa). Così chiamai decine di amici e colleghi per chiedere consigli e domande da porgli. Poi, dopo aver suonato e cantato qualche brano (il disco vendette 800mila copie!) tutto filò liscio. Lui gentile e cordiale. Come sanno essere tanti napoletani. Mi spiace quindi che i funerali saranno lontani dalla sua Napoli, la città che era in ogni sua canzone.
Domani sarò a Cesena a seguire gli azzurri. Immagino che i tifosi partenopei lo ricorderanno.
Come farò io.
Ad maiora

Da oggi anche Varsavia ha il suo Giardino dei Giusti

Alle 12, se la Lot non mi avesse stoppato a Malpensa, avrei partecipato, in qualità di fondatore dell’associazione Annaviva, alla cerimonia per la nascita del Giardino dei Giusti a Varsavia, in Polonia. Tra gli alberi piantati uno sarà dedicato ad Anna Politkovskaja. E uno anche per l’italiana Antonia Locatelli, missionaria uccisa in Ruanda.

Questo che segue è, anzi, sarebbe stato, il mio intervento di saluto.
Ricordando sempre che tutti sono importanti. Ma nessuno è indispensabile. Men che meno io…!
Ad maiora

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È con entusiasmo e con fiducia nel futuro che come fondatore dell’associazione Annaviva di Milano partecipo all’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Varsavia.

La nostra associazione, nata nel 2008 per ricordare Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie, è stata – nel suo piccolo – protagonista di tante iniziative. Molte delle quali per preservare la Memoria, quella com la M maiuscola.

Per questo abbiamo collaborato con Gariwo per non dimenticare la Politkovskaja e gli altri Giusti che sono finalmente commemorati nel Giardino dei Giusti di Milano.

Abbiamo voluto fare di più e, con una raccolta firme, siamo riusciti a ottenere, nel 2013, un Giardino per Anna Politkovskaja. Chi il prossimo anno verrà a Milano per Expo potrà, in fondo a corso Como, sedersi in uno spazio verde dedicato alla grande giornalista russa, uccisa per il suo lavoro. Di denuncia. Di coraggio.

Lo stesso coraggio che si commemora il 5 giugno a Varsavia, in questo nuovo Giardino dei Giusti che sorge nel distretto di Wola, nell’area in cui si trovava il Ghetto. Rivoli di (drammatiche) storie che si uniscono. Per dare forza a chi è ancora qui a lottare.

Credo infatti che la Memoria di cui parlavo, quella contro i totalitarismi, contro le dittature, contro i fanatismi, sia il bene più prezioso da tutelare da noi e da chi verrà dopo di noi. L‘Europa, per la quale c’è chi combatte e muore in queste ore in Ucraina, non può e non deve essere solo quella legata a freddi criteri economici. Ma è soprattutto quella dei cittadini, del loro spirito, della loro dignità.

Da Milano a Varsavia. Senza dimenticare Kiev e chi coltiva un sogno europeo. Di pace e dignità.

 

Ad maiora

I miei Ambrogini

ambrogini

 

Quest’anno sono andato alla tradizionale consegna delle civiche benemerenze di Milano per ragioni affettive.
Alcuni dei premiati hanno infatti a che fare con me.
Il primo è Nando dalla Chiesa, cui la città ha, finalmente, riconosciuto l’impegno antimafia.
Ho un debito di riconoscenza inestinguibile con Nando. Dopo i miei genitori (ai tempi di Società civile) è stato il primo adulto a credere in me, a darmi una possibilità. Se sono giornalista, lo devo (anche) a lui. Per questo, da 30 anni non l’ho mai perso di vista, non l’ho mai abbandonato, gli sono sempre stato al fianco.

Qui la premiazione:

http://www.youtube.com/watch?v=jzi7NFSQXQo&feature=share&list=UUOqMKmLDtju7Zkrxd6wZB9Q
La seconda medaglia d’oro che mi tocca da vicino, anche per ragioni professionali è quella a Denise Cosco, la figlia di Lea Garofalo. Grazie a Libera, in questi anni ho seguito la vicenda dell’omicidio della testimone di giustizia. La cronaca dei suoi funerali, pubblici, nel centro di Milano, è stato l’ultimo – per me davvero toccante – servizio che ho fatto prima di passare a Raisport.

Qui la premiazione (senza Denise, sotto protezione), dopo la standing ovation:

http://www.youtube.com/watch?v=wn8wnO0BYmY&feature=share&list=UUOqMKmLDtju7Zkrxd6wZB9Q&index=1

Tra i premiati a me cari c’è anche Massimo Mapelli, anzi don Massimo. Con lui, per anni, grazie alla Casa della carità, ho girato in lungo e in largo i campi Rom della città:

http://www.youtube.com/watch?v=dtVOQDngfIQ&feature=share&list=UUOqMKmLDtju7Zkrxd6wZB9Q
Chiudo con la storia di un attestato consegnato alla famiglia (nella foto) che da molti  lustri produce di ghiaccioli Kociss (piccola storica azienda milanese). Ho scoperto questa vicenda grazie a Filippo Solibello di Caterpillar. Poi dopo aver fatto il servizio per il Tg regionale, ho saputo (grazie a Maurizio Baruffi e Andrea Fanzago) che la città ha voluto riconoscere tra i suoi cittadini benemeriti anche questa famiglia arrivata dalla Puglia tanti anni fa.

Figli, anzi fratelli, di una città che sento ancora mia.
Ad maiora

Le Tele “visioni” di Sergio Calabrese

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Sergio Calabrese è stato per anni uno degli inviati di punta della Rai di Milano. Sia per il tg che per Raisport. La sua telecamera ha inquadrato ogni angolo del mondo dove accadessero fatti importanti, di cronaca, di politica e anche e soprattutto di sport (di calcio, in primis).
Sergio che è in pensione da un lustro ma che mi sembra attivo come prima ha pubblicato i suoi racconti di viaggio e le sue riflessioni in un libro dal titolo Tele “visioni”. Il sottotitolo sembra parte delle lezioni che tengo in università: Non appaio, dunque esisto.
È un libro divertente e intelligente pubblicato autonomamente dall’autore. Tanti spunti sul giornalismo televisivo (e non solo) ma anche sulla cronaca, sulla politica e sul costume. Tutti cambiati in questi anni, sotto gli occhi attenti e curiosi di Sergio.
La sua visione, caustica, della realtà, è ben sintetizzata in questa frase (inserita nel paragrafo dedicato a reality e talent): “Chi scrive ha avuto qualche decennale frequentazione del pianeta televisione e può affermare senza dubbio che la presenza di una telecamera altera i comportamenti e alimenta il narcisismo. Chiunque, in presenza della telecamera (anche quella del video-citofono) assume atteggiamenti e gestualità che altrimenti non si sognerebbe di adottare”.
Chi mi segue ricorderà che qualche post del buon Sergio Calabrese è stato ospitato anche su questo blog. Forse anche per questo, venerdì prossimo, 6 dicembre, avrò l’onore di presentare Tele “visioni” nella seconda casa di Sergio,il Tennis Club di Vigevano (via del Convento 15).
Chi è di quelle parti, venga. Non se ne pentirà.
Ad maiora

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Sergio Calabrese
Tele “visioni”
ilmiolibro.it
Pagg. 395
Euro 22

Giovane Riscassi

Quando giocavo nella squadra del Corriere (sì, quello di via Solferino…).
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Nella foto, ormai storica, altri colleghi noti…
Ad maiora