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#zappingmondiale dalla crisi che spegne i riscaldamenti all’amore di Pasolini per Roma

Fiom in piazzaMolti più pezzi di quanti prevedessi intorno all’Italia sui siti mondiali.
Partiamo dalla Frankfurter Allgemeine che in home page ha una foto del corteo di sabato della Fiom e un titolo che parla di “milioni di italiani in difficoltà”, aggiungendo che, causa crisi, un italiano su cinque non può riscaldare l’appartamento. Se almeno arrivasse ‘sta maledetta primavera!
Sky News ha invece in bella evidenza il rinvio a giudizio per Capitan Schettino. Il processo inizia il 9 luglio.
Un tema prettamente culturale campeggia sul Pais: l’amore di Pasolini per Roma. Il tutto perché Barcellona dedica al tema una mostra al Centro de Cultura Contemporánea.
Si parla di Cannes sulla Zeit, raccontando – in maniera critica – il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi.
Vari quotidiani approfondiscono invece l’argomento (a me caro) social network. Al Aabiya racconta delle misure di sicurezza adottate da Twitter dopo gli attacchi degli hacker vicini al regime siriano. L’Indipendent spiega invece che i giovani stanno abbandonando Facebook per approdare a Twitter. Era ora.
Per lo sport, El Mundo raccoglie le bellicose dichiarazioni di Alonso prima del GP di Montecarlo, mentre il Guardian celebra la vittoria di tappa di Visconti al Giro d’Italia.
Ad maiora

Fabrizio Corona, tra Haruki #Murakami e #QuartoOggiaro

“Quando la tempesta sarà finita”, inizia così la frase di Haruki Murakami pubblicata nel pomeriggio sulla pagina Facebook di Fabrizio Corona.
La citazione ha decine di commenti al minuto. Non tutti favorevoli al vip in fuga dalla giustizia.
I siti dicono che la citazione sia stata postata dall’autista, localizzato a Quarto Oggiaro.
In realtà per il social network californiano, gran parte degli utenti milanesi vivrebbe nel popoloso quartiere.
Il libro della citazione di Corona è comunque Kafka sulla spaggia scritto nel 2002 dal grande giapponese.
Un altro passaggio del libro recita: “Sono libero, penso. Eccomi qua, libero e solo come una nuvola che fluttua nel cielo”.
Ad maiora

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Come Facebook cementa l’opposizione russa

Alla Marcia dei milioni non mi sono stupito di vedere (e fotografare) bandiere che inneggiavano al social network.

Gran parte del successo delle manifestazioni delle opposizioni russe, da dicembre in poi, è iniziato proprio grazie a Twitter e a Facebook. Ma soprattutto per quest’ultimo.

Nel chiedere l’autorizzazione per le manifestazioni, i leader dell’opposizione hanno iniziato a portare alle autorità l’elenco di quanti, sul social network ora quotato in borsa, avevano preannunciato la propria presenza alla manifestazione. Mettendoci il nome e cognome e la faccia.

La piazza per i cortei era quindi parametrata al numero dei “parteciperò”. A differenza da quel che avviene in Italia, lì chi clicca poi partecipa.

Per quello, come scrive Radio Free Europe, in Russia Facebook ora “mi piace”:

http://www.rferl.org/content/russian-opposition-likes-facebook/24585388.html

Ad maiora

Facebook al Saturday Night: in un gioco di specchi

“The Social Network” è un film dove Mark Zuckerberg, l’ideatore di Facebook, il sito che ha rivoluzionato i rapporti umani in gran parte del mondo, non fa proprio una bella figura. Resta un genio assoluto, ma le accuse di aver parzialmente rubato l’idea viene confermata dalla pellicola (scritta su input degli studenti “gabbati”). L’inventore dell’amicizia virtuale sembra alla fine uno sfigato a caccia di rapporti umani (che alla fine rimbalza). Il trailer (con un errore d’italiano): http://www.youtube.com/watch?v=h6cUfQQMG4g

Il film ha avuto un successo clamoroso e continua a vincere premi su premi. Merito anche e soprattutto dell’attore che impersona Zuckerbeg, Jesse Eisenberg. Sabato sera l’inventore di Facebook, ha voluto riprendersi la sua immagine e con un clamoroso gioco degli specchi è andato a incontrare l’attore che lo impersona nel “Saturday Night Live”. Una scena incredibile (con anche un sosia in studio per aumentare la confusione tra reale e virtuale): http://www.youtube.com/watch?v=JA9QMgeyKR4

Già, ma alla fine qual è il vero Zuckerberg? Quello vero o la sua proiezione?

Ad maiora

I soliti sospetti si congratulano con Lukashenko

Ecco le notizie buone e cattive che arrivano dalla Bielorussia. Le riporta Denis Baranov che su Facebook scrive di non mandargli richieste di amicizia perché declina gli inviti di persone che non conosce personalmente,.

Partiamo dalle notizie cattive:

1. Niekliajeva Olga, la moglie di Vladimir, ha presentato una denuncia al Kgb e al procuratore generale per la mancanza di incontri con l’avvocato e l’assenza di notizie sulle condizioni del marito.

2. Il Tribunale di Minsk ha negato la richiesta di scarcerazione per 9 cittadini russi. Il tutto malgrado la sollecitazione in tal senso del ministero degli Esteri russo. Mosca ha fatto sapere che la decisione impatterà sulle relazioni bilaterali, già non buone negli ultimi anni.

3. Baranov ha ricevuto una sorta di risposta ufficiale da parte del Comitato internazionale della Croce Rossa. Dicono di essere al corrente della situazione. Ma la Bielorussia non ha mai firmato l’accordo sulla Croce Rossa che permette le visite nelle carceri.

4. Tre giovani attivisti sono stati condannati dopo il picchetto di solidarietà davanti al carcere del 21 dicembre. Passeranno capodanno in cella.

Notizie neutrali:

1. Due membri della Commissione elettorale della città di Minsk hanno scritto pareri dissenzienti sul verbale sottolineando come non abbiano potuto convalidare i risultati delle elezioni per la capitale. Entrambi sono (ovviamente, aggiungo io) membri dei partiti di opposizione.

2. Il governo ha rassegnato le dimissioni. Procedura normale dopo le presidenziali. Non è stata ancora però fissata la data d insediamento.

3. Alcuni partiti hanno formato un comitato di solidarietà e di sostegno per i prigionieri politici. A quanto pare, vogliono creare qualcosa di più permanente.

Buone notizie:

1. Dopo quasi 8 giorni di custodia da parte del Kgb, a Vladimir Niekliajev è stato concesso di incontrare il suo legale. È accaduto lunedì sera. L’avvocato ha detto che sembrava stanco. Il suo viso portava ancora i segni delle percosse.

2. Anatol Lebedko che è attualmente in sciopero della fame è sembrato – agli occhi del suo legale –  in buone condizioni di salute.

Notizia random:

Il sito web del presidente Lukashenko elenca solo 13 capi di Stato che si sono congratulati con lui per la vittoria elettorale. Sono i soliti sospetti: Turkmenistan, Tagikistan, Azerbaijan, Siria, Libia, Vietnam, Iran, Armenia, Uzbekistan, Cina, Turchia, Cuba e Russia.

Venezuela e Georgia hanno solo mandati i loro auguri.

Ad maiora.