Più Italia di quanto potessi supporre sulle pagine dei siti di informazione stranieri.
Scilipoti, sempre fedele agli esecutivi, è noto anche in Francia, altrimenti non si capirebbe come mai compaia nel titolo di un articolo di Le Monde.
Di politica italiana si occupa anche l’Independent che la legge in chiave economica: crisi più lontana, viste le difficoltà dell’impero berlusconiano.
La storia del ministro Kyenge (con le critiche e le speranze che suscita) campeggia invece sulle pagini digitali del Frankurter Allgemeine.
Venezia compare invece su più di un sito. Il Guardian si occupa delle nuove regole per le gondole dopo l’incidente mortale di qualche giorno fa.
I 70 anni del Festival di Venezia sono invece trattati dal Pais e sul Telegraph.
Chiudo con lo sport. La maglia rossa conquistata da Nibali alla Vuelta è in bella evidenza su El Mundo.
Ad maiora
In poche ore ieri la Shalabayeva (espulsa in fretta e furia qualche settimana dalle autorità italiane verso il Kazakhistan) ha ricevuto nella sua casa di Almaty la visita dell’inviato del Giornale Fausto Biloslavo e di una delegazione di parlamentari Cinque stelle. Questi ultimi hanno anche trasmesso in streaming l’intervista (che ora si trova sul blog di Beppe Grillo).
Il doppio incontro dimostra che il regime kazako non era tanto interessato alla donna, quanto al marito. E’ stata portata (dopo incredibili e indebiti pressioni) solo come ostaggio per fare pressione sull’uomo, ricercato per ragioni economiche e politiche.
Fatta sparire la Shalabayeva forse il regime kazako pensava che Ablyazov cercasse di raggiungerla.
L’arresto del’uomo in Francia è invece avvenuto sempre seguendo una donna, un’altra però: il suo avvocato che l’avrebbe raggiunto in Costa Azzurra.
L’assurdità dell’espulsione dal nostro paese della moglie del dissidente kazako risulta ora ancora più manifesta. Speriamo che il meritorio blitz di M5S possa permettere alla Shalabayeva di lasciare il Kazakhistan e tornare presto in Italia.
Ad maiora
La Camargue è il posto ideale per chi ama la natura. Io ci ero stato lo scorso millennio e devo dire che col passare del tempo non ha perso la sua dimensione “selvaggia” (con lumache persino sui segnali stradali).
Se volete passare qualche giorno qui, nel sud della Francia, ci sono cose che non potete non fare o vedere. Partiamo dall’albergo.
Con Booking, scegliendo in base ai giudizi dei clienti (e alla frase “si organizzano uscite a cavallo”) siamo finiti al’Auberge de La Fadaise (sulla strada da Arles, tra i primi che si incontrano, sulla destra). È un posto molto accogliente e si trova praticamente alla spalle di uno quei maneggi che organizzano le passeggiate a cavallo. Il posto ideale per Martastica. Non c’è Wifi ma il proprietario è gentile e le stanze (che dall’esterno paiono stalle) semplici e – abbastanza – pulite. Ah, c’è una piccola ma godibile piscina per gli ospiti. Dopo il bagno, guardate dalle finestrelle che si trovano sul muro: osserverete una colonia di fenicotteri rosa.
Il costo è di 61 euro a notte. La colazione costa 7 euro e consta di brioche, baguette, marmellate, spremuta d’arancia, yogurt e una bevanda calda (non è stagione, ma la cioccolata è ottima).
A cavallo.
Mentre attraversavo le distese della Camargue pensavo a quanti detti popolari siano rimasti nella nostra lingua anche se pochi ormai cavalcano: siamo a cavallo, a caval donato non si guarda in bocca etc. Un tempo questo era il mezzo di trasporto per tanti.
Due ore in sella, almeno per me, non sono poche. Mentre si cavalca il vento (una costante qui)impedisce di sentire gli altri e ti obbliga a guardarti intorno e a pensare. Da guardare c’è molto: oltre a tenere a bada il cavallo (si fermano a mangiare in continuazione, soprattutto quando capiscono che avete le briglie in mano ma non sapere come usarle) osserverete uccelli selvatici e mandrie di cavalli e tori (qui li allevano per mangiarli o farli combattere, non so cosa sia peggio).
Comunque sia, il giro a cavallo in Camargue è una esperienza da fare. Anzi, da ripetere se ce ne sarà l’occasione.
La nostra passeggiata a cavallo era organizzata da Le Petit Ranch de Marie (lepetitranchdemarie@laposte.net)
Sono tutti molto gentili e professionali (vi forniscono il cap, obbligatorio e vi istruiscono su come salire, scendere e andare a cavallo, che comunque va al passo).
Chi guidava la nostra comitiva a cavallo (eravamo in quattro) fumava in continuazione: insomma, come portare sul cavallo i tic che si hanno in macchina.
Il costo di due ore è di 30 euro, ma credo sia il modo migliore per vedere l’interno della Camargue. Unica alternativa: la bici. Ma non so quale sia più faticosa.
Il resto della natura. Cavalli a parte, se venite da queste parti non mancate il Parco Ornitologico (si trova proprio davanti all’Albergo Fadaise, dall’altra parte della strada): http://www.parcornitolotique.com. Ci sono due percorsi. Il primo, più breve (2,6 Km) è il più affollato, di persone, ma anche di uccelli.
Qui vicino centinaia di specie. Ma rimarrete incantati a guardare soprattutto i fenicotteri rosa. Sapendo che non sarei riusciti a descriverli, li ho filmati:
Nel parco potete osservare anche mandrie di cavalli bianchi e di castori europei.
La seconda tratta del parco è più selvaggia (camminerete in mezzo a farfalle e libellule) e vi mette più a contatto con questa regione poco abitata. I 4,3 km di cammino scoraggiano quasi tutti. Spero non chi legge questo post.
In città.
Saintes-Marie-de-la-Mer è la classica cittadina che si trasforma in estate riempiedosi di persone e di locali.
Non si contano i ristoranti dove si può mangiare all’aperto intorno alla chiesa di Notre-Dame. Qui c’ero stato anni fa, ai tempi di Europa (quanto mi manca, stupefacente che non sia stata sostituita da niente di neanche lontanamente simile) e avevo fatto un reportage sull’incredibile raduno degli zingari che si chiude con la processione fino al mare:
La sera, comunque, anche d’estate, se c’è qualche nuvola, si osserva un cielo che definirei africano.
Cosa mangiare.
Nell’elenco di ristoranti vegetariani gentilmente fornitomi dall’ufficio stampa dell’Ente per lo sviluppo del turismo francese, mancavano posti a Sainte-Marie-de-la-Mer. La cosa non mi stupisce. I ristoranti qui si alternano tra quelli che hanno come specialità la carne di toro e quelli con le cozze o frutti di mare.
Ci siamo quindi orientati verso una creperie (“La pequelette”, sul lungo mare) dove con una decina di euro e testa si possono mangiare omelette o crêpes, dolci e salate.
Per pranzo, se avete la macchina, abbandonate la statale Arles-Ste Marie e raggiungete Albaron per Le Paty de la Trinitè (cldeconbe@wanadoo.fr). La pizza (anche al Roquefort, come ho provato io) è cotta a legna ed è niente male e si pagano poco più di 10 euro a cranio. È aperto tutto l’anno. Decorato con la classica croce della Camargue.
Solo d’estate, a Sainte-Marie-de-la-Mer non perdetevi il gelato di Al’ma sul Boulevard De Gaulle. Il gusto alla lavanda vi farà terminare in dolcezza la vostra avventura provenzale.
Da non dimenticare.
In questa area paludosa fanno “vacanza” anche le zanzare. Chiudete sempre le finestre quando lasciate l’albergo e usate sostanze che le tengano lontane.
Ad maiora
Settimana prossima io e Marta andremo a Gibilterra in auto. La vacanza sarà anche e soprattutto il viaggio (di cui scriveremo), toccando il sud di Francia e Spagna?
Avete suggerimenti da darci? Ristoranti vegetariani da suggerire? Spiagge imperdibili?
Siamo qui.
Tenete conto che la prima tappa sara in Camargue (per i cavalli, ovviamente) e che salteremmo Barcellona, dove siamo entrambi stati.
Intanto grazie.
Ad maiora
Ps. La foto si riferisce all’ultimo tramonto che abbiamo visto in Egitto. 🙂
Depardieu è fuggito dalla Francia socialista per non pagar le tasse.
Qui spiega il perché .
Sfoggiando la stessa giacca (pur senza maniche) che abbiamo già visto indossare da un (allora sorridente) ex presidente del Consiglio italiano.
L’aquila (neo)imperiale russa piace.
Ai galli.
Ad maiora