
Non mi piacciono le guerre. Sono stato obiettore di coscienza quando non era così di moda. Penso che gli ultimi conflitti che hanno visto coinvolta la comunità internazionale si sarebbero potuti risolvere preventivamente, con le “armi” della politica e della mediazione.
Ma invece, in questi vent’anni, si è sempre fatto così: si ignora il problema finché esplode come un bubbone, e a quel punto si comincia a bombardare. Succederà anche con la Siria.
Chi in queste ore invoca l’Onu, comunque, non sa o finge di non sapere che come Organizzazione internazionale sia ormai superata. Poco efficace e poco credibile.
Tra quelli che parlano di ONU troviamo costantemente Putin. Improvvisamente scopertosi pacifista. Malgrado la guerra in Cecenia (chiamata operazione anti-terrorismo) e quella in Georgia (dove si bombardò Gori per difendere Batumi).
Non so se l’attacco franco-americano a Damasco scatenerà un conflitto regionale. So però che per evitare morti e distruzioni, qualche coraggioso dovrà ammettere che l’Onu, così come è -con il diritto di veto e le sue commissioni per i diritti umani gestite da chi li viola – non serve. E che al suo posto non ci possono essere club autoconvocati di grandi nazioni, come quello in corso a San Pietroburgo.
Ad maiora
Siria
Le bottiglie con le etichette nostalgiche (di Mussolini, Hitler e gerarchi) sul New York Times
Poca Italia sui siti informativi stranieri che sono giustamente (a differenza di molti dei nostri) orientati sulla politica estera e sul possibile attacco anglo-americano alla Siria.
Su Le Monde campeggia ancora un editoriale sul futuro politico di Silvio Berlusconi (o di come sbarazzarsi di lui).
Il New York Times manda invece un inviato a Colloredo di Prato, dove si producono vini con etichette nostalgiche per fascisti e nazisti. Nel titolo si parla di orrore. Tra le etichette si trovano non solo quelle per Hitler, ma anche per i gerarchi.
E’ lunedì e quindi inevitabilmente si parla di calcio. El Mundo, per quanto riguarda la Serie A, dice che il Napoli segna il territorio.
Per quanto riguarda i nostri allenatori da esportazione, Ancelotti un po’ preoccupato per il clima al Real, riferisce El Mundo, mentre sul Guardian le notti agitate del Sunderland di Di Canio.
Ad maiora
Piccoli siriani crescono
Ma come??
Ad maiora
#zappingmondiale dalla crisi che spegne i riscaldamenti all’amore di Pasolini per Roma
Molti più pezzi di quanti prevedessi intorno all’Italia sui siti mondiali.
Partiamo dalla Frankfurter Allgemeine che in home page ha una foto del corteo di sabato della Fiom e un titolo che parla di “milioni di italiani in difficoltà”, aggiungendo che, causa crisi, un italiano su cinque non può riscaldare l’appartamento. Se almeno arrivasse ‘sta maledetta primavera!
Sky News ha invece in bella evidenza il rinvio a giudizio per Capitan Schettino. Il processo inizia il 9 luglio.
Un tema prettamente culturale campeggia sul Pais: l’amore di Pasolini per Roma. Il tutto perché Barcellona dedica al tema una mostra al Centro de Cultura Contemporánea.
Si parla di Cannes sulla Zeit, raccontando – in maniera critica – il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi.
Vari quotidiani approfondiscono invece l’argomento (a me caro) social network. Al Aabiya racconta delle misure di sicurezza adottate da Twitter dopo gli attacchi degli hacker vicini al regime siriano. L’Indipendent spiega invece che i giovani stanno abbandonando Facebook per approdare a Twitter. Era ora.
Per lo sport, El Mundo raccoglie le bellicose dichiarazioni di Alonso prima del GP di Montecarlo, mentre il Guardian celebra la vittoria di tappa di Visconti al Giro d’Italia.
Ad maiora
Zapping mondiale: dalla scomparsa di Quirico alla fiducia a Letta

Molta politica italiana sui siti mondiali. Con una sola eccezione.
Al Arabiya ha ifatti in home page la notizia della scomparsa in Siria dell’inviato de La Stampa, Domenico Quirico. Sempre in tema Siria. il Guardian parla di attacchi cibernetici a siti occidentali fatti da hacker pro-regime.
Da più parti si parla della fiducia ottenuta da Letta ieri alla Camera. Lo fa Le Monde. E pure la Faz che titola sulla grande maggioranza. L’Indipendent cita una parte del discorso del neo presidente del Consiglio.
Il Corriere del Ticino spiega infine agli elettori svizzeri perché Letta ha la fiducia, ma non di M5S.
Per lo sport, molta attenzione viene data al primo coming-out nell’Nba. Sul NYT l’anuncio del centro dei Bulls, Collins.
Sulla Cnn si racconta invece del cappotto subito dal Sunderland di Di Canio, sconfitto 6-1 dall’Aston Villa.
Finisco con Mourinho (dai siti de El Pais e de El Mundo), che stasera tenta una remuntada anti-tedesca…
Ad maiora