Day: 11 dicembre 2011

Fuoco al campo Rom. Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti

C’è sempre il capro espiatorio. Ai tempi del duplice omicidio di Novi Ligure, Erika accusò inizialmente un albanese di averle ucciso madre e fratello (era stata lei col fidanzatino). Anche mille lustri fa nella meno drammatica vicenda degli “amanti di Capriolo”, a picchiare il marito cornificato non erano stati gli albanesi, subito accusati, ma i fedifraghi.
L’etnia albanese è passata di moda. Come era successo ai marocchini e, un tempo, ai terroni.
Ora il ruolo di Malaussene è stato conquistato dai Rom. Ieri la ragazzina scoperta a Torino per qualche minuto d’amore non ha trovato di meglio che parlare di stupro, puntando il dito contro due fantomatici zingari.
Detto fatto, presidio dei cittadini per bene e fuoco alle povere baracche del campo nomadi. La giovane si era inventata tutto. E questo, a sentire certi tg oggi, sembra la cosa peggiore. Non il fatto che qualcuno decida di farsi “giustizia” da se. Col fuoco nazista, peraltro. Anche a Opera, in provincia di Milano, finì così: fuoco alle baracche dei cattivi Rom.
Chi soffia sul fuoco delle paure ottiene forse qualche voto alle elezioni. Ma non è sulle braci che si fonda una società. Che non può pensare ci sia sempre qualcuno che è responsabile di tutto. Per assolvere tutti gli altri.

Ciao Faber:

Ad maiora

20111211-133442.jpg

A MOSCA UNA LAPIDE PER BUDANOV, L’ASSASSINO DI ELSA K.

Chi a novembre ha visto “Elsa K.” al teatro del Borgo di Milano ricorderà che una delle figure centrali era quella del colonnello Budanov, assassino e forse stupratore:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/10/22/elsa-k-ecco-la-clip-da-vedere-e-condividere/

E’ quindi con sconcerto che abbiamo appreso, di ritorno dalla missione di AnnaViva a Mosca, che a questo ufficiale russo (condannato per un crimine contro l’umanità e assassinato a sua volta qualche mese fa nel centro della capitale russa) è stata posta una lapide:

http://www.rferl.org/content/menmorial_erected_to_moscow_colonel_who_killed_chechen_teen/24406197.html

Nella prossima missione di “turismo responsabile” a Mosca (per le presidenziali) penso andremo a portare una foto di Elsa vicino alla lapide dell’uomo che, abusando del suo potere, le tolse la vita. A 18 anni. Colpevole solo di essere cecena.

Ad maiora