Usa

Lo strabismo dei media: esaltazione delle elezioni americane e rappresentazione degli immigrati (tesi)

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Ogni quattro anni, ogni volta che nel nostro paese si scatena l’attenzione isterica per le elezioni statunitensi, rimango perplesso: i media ci rendono partecipi come se potessimo votare e soprattutto come se il presidente a stelle e strisce alla fine ci rappresentasse.

Passata l’euforia mediatica poi, chiunque governi a Washington continua a fare solo ed esclusivamente gli interessi Usa. Che quasi mai peraltro collimano con quelli europei e italiani.

Anche di questo si occupa la tesi di Karim Antonietta Marazzina in discussione in questi giorni alla Statale di Milano. La Marazzina ha preso in esame tg e giornali del novembre 2012 per analizzare la ola che ha preceduto e seguito la rielezione di Obama.

Mettendola a confronto con la serie di stereotipi che caratterizzano invece le informazioni che riguardano i migranti che arrivano nel nostro paese. Dei quali si parla solo se commettono reati. Identificando i colpevoli con la loro provenienza geografica e creando in questo modo un pregiudizio nei confronti dei (supposti) diversi: romena stuprata da marocchino, è francamente una frase che non si vorrebbe più né leggere né sentire.

La tesi si conclude con un sondaggio nella quale la tesista ha verificato quando, ovviamente, i media influenzino il nostro moo di vedere, di percepire. Di pensare.

Ad maiora

Zapping mondiale: dalle risse leghiste alle rivoluzioni papali

Udienza generale di Papa FrancescoSempre poca italia sui quotidiani online in giro per il mondo. Sul Corriere del Ticino risse ed espulsioni nella Lega, anzi Liga veneta.
Su Le Monde, sempre nelle pagine digitali, ci si chiede se l’olio d’oliva salverà la nostra economia.
Il Pais parla invece della rivoluzione avviata da Papa Francesco. Un tema affrontato anche da El Mundo. Mentre la Zeit la definisce riforma.
L’immagine del nuovo Papa è alle stelle in Argentina.
La repressione dell’opposizione russa fa ancora notizia sul Guardian. Su Le Figaro si parla invece delle rappresaglie diplomatiche putiniane contro gli Usa.

Ad maiora

Pussy Riot e leggi omofobe. Human Rights First lancia un appello

L’ong si rivolge direttamente al Segretario di Stato Usa Hillary Clinton perché inervenga su Putin.

Questo l’appello da firmare:

http://actions.humanrightsfirst.org/p/dia/action3/common/public/?action_KEY=6463

Ad maiora

Do not enter

Nemmeno per mangiare un cono…
Ad maiora

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L’ambasciatore Usa in Russia, assediato dai giornalisti, perde le staffe

L’ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, ha denunciato di sentirsi osservato e controllato. Sopratutto dai giornalisti vicini al regime:

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwMzMwMTAzNjQ1LnhtbCI7fQ==

Un’intervista un po’ insistente gli ha fatto perdere le staffe e definire la Russia “paese di selvaggi”: Salvo poi (come un Monti qualsiasi) accusare la cativa traduzione (anzi, la sua cattiva conoscenza della lingua russa):

http://blog.quotidiano.net/baldini/2012/03/30/russia-paese-di-selvaggi-ambasciatore-usa/

Insomma, il clima da guerra fredda (“riferirò a Vladimir”) prosegue.

Se volete seguire l’ambasciator fumantino su twitter lo trovate qui: @McFaul

Ad maiora.