Spagna

A zonzo per la Spagna

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Chiudo con questo post, i miei racconti di viaggio sulla Spagna (e la Francia).
Quasi 4000 chilometri percorsi per andare da Milano a Jerez della Frontera. Avendo come filo conduttore per lo più il caro Mediterraneo.
Che ha riservato delle sorprese. Come quella della foto che apre questo post: Playa de las Arenas, omonima di quella

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È un posto meraviglioso e deserto che abbiamo scoperto per caso, non percorrendo l’autostrada ma la statale che da Gibilterra porta a Marbella.

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L’acqua risente dell’Oceano ed è quindi bella fredda. Forse anche per quello intorno a voi non avrete mai nessuno. Io e Marta abbiamo giocato quasi un’ora coi piedi ammollo a racchettoni senza doverci mai interrompere per il passaggio di anima viva.

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Parto da questo aspetto perché quella spiaggia mi è rimasta nel cuore. La Spagna è un grande paese, perfetto da girare in macchina. Ha strade molto belle, per lo più gratuite. Una volta superata i Pirenei abbiamo impedito al navigatore di farci pagare pedaggi. È stata un’ottima scelta. Non solo per ragioni economiche (ah, il gasolio qui costa molto meno che da noi: 50 euro il pieno, contro le 70 che pago nel paese delle tasse, il mio).
Girare l’Andalusia in auto permette di vedere panorami davvero interessanti. Con tanti tori. Veri e finti.

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Il toro nero che guarda fiero è diventato di fatto il logo della Spagna. Spesso negli adesivi viene messa al centro della bandiera nazionale.
Nel viaggio, oltre ai tori, abbiamo trovato molti volatili. Come questo, fotografato a Cordova.

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Tra i monumenti quello che mi ha affascinato di più è stata la Alhambra di Granada.

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Tra le città, quella per la quale avevo meno aspettative: Jerez de la Frontera.

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Il posto dove ho mangiato meglio il Las Piconeras di Cordova.

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Finisco con gli alberghi. Ne abbiamo provati parecchi, affidandoci sempre a Booking. Un sito che ha poteri “magici”.
È in grado di portare frotte di turisti nordici in una stamberga sopra un ristorante, come il Trabuco a Santiago della Ribera.

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Ma, va detto, grazie a Booking, abbiamo scoperto il b&b Aljibe del Albayzin a Granada.

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Ma soprattutto non ci saremmo mai fermati a Vinarós, e non avremmo scoperto il b&b Casa Amamos, posto davvero delizioso, a pochi metri da una bella spiaggia.

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Infine la radio che, salvo una vagonata di cd, ci ha accompagnato per tutto il viaggio: Europa FM (anzi, efeme). Passa musica pop (se volete sentire quella Rock, ce ne è una apposta: Rock FM).

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Ad maiora

Cordova, Mezquita e non solo

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Perdersi tra le assolate stradine del centro di Cordova è un’esperienza consigliabile a quanti visitino questa città andalusa.
Che ha un grande punto di attrazione: la Mezquita, ossia i resti di quella che fu la più grande moschea in Europa, trasformata dopo la “reconquista” nella cattedrale della città. Visitarla costa non poco: 8 euro per gli adulti e 4 per i minori di 12 anni.

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La parte islamica mantiene quasi intatto il suo fascino, anche se non si possono non notare gli interventi fatti dopo che è stata trasformata in una chiesa cattolica.

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Il mix architettonico può essere sconcertante, ma è anche la peculiarità di questo luogo di culto, dove all’interno di una gigantesca moschea si è costruita una cattedrale.

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L’effetto straniante è lo stesso che si prova nelle chiese di Cipro Nord, trasformate in moschee. Qui il procedimento è inverso, col campanile che sovrasta l’ex moschea.

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La commistione culturale sembra contraddistinguere Cordova, che ha dato i natali a due filosofi, uno musulmano, l’altro ebreo: Averroè e Maimonide.

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Le strade del centro di Cordova sono strette e affascinanti. I negozi vendono tutti la stessa cianfrusaglia (pure cara) e quindi potete evitarli o al più entrare anche solo per sfruttare un po’ di aria condizionata.

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Ah, anche se fa caldo, non perdetevi una passeggiata sul ponte romano.

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Non lontano da lì la Lonely indicava un ristorante vegetariano. Ma era misteriosamente chiuso. Abbiamo così optato per il Las Piconeras, dove abbiamo cenato con gazpacho e paella Veg, entrambi ottimi.

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Ad maiora

Cosa vedere a Jerez de la Frontera

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Non ci vanno molti turisti a Jerez de la Frontiera, da alcuni considerato il centro simbolo dell’Andalusia. E sbagliano.
La città, al di là di essere tappa del motomondiale, è davvero affascinante.

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Jerez ha una vivace vita notturna. Dal tardo pomeriggio in poi, tutte le vie del centro si riempiono di tavolini dove si possono fare ottimi aperitivi.

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In centro c’è una cerveceria che il mercoledì offre tutto a mezzo euro. Ovviamente gettonatissima quel giorno.

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Per chi beve, Jerez offre l’occasione di visitare la fabbrica dove si produce Tio Pepe, noto sherry spagnolo (orgoglio di queste zone).

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Un altro liquore locale, il brandy Fundador, campeggia sopra uno dei locali più noti di Jerez, El Gallo Azul.

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Alla sera, d’estate, Jerez offre molti concerti gratuiti nelle piazze centrali della città. Ci sono anche spettacoli di flamenco. A prezzi contenuti. Qui un pezzo di musica del cantante Jhosemaria De Niro durante le Noches del Verano:

Ma a Jerez non c’è solo intrattenimento. Nella piazza principale ogni mercoledì ci sono incontri di stampo sociale, sotto lo slogan: lottando per il cambiamento.

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Ognuno può intervenire e dire la sua. Anche sulla rivoluzione.

Ma la maggior parte delle persone che viene qui (moto a parte) lo fa per la scuola di equitazione.

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Si possono vedere sia gli spettacoli che le prove. L’accesso a queste ultime costa meno. Le scuderie sono sovrastate da molti nidi di cicogne:

Interessante anche visitare dove preparano le selle.

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Ci sono anche dei corsi di equitazione che durano una settimana.

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Si possono fare riprese e fotografie ovunque. Salvo che nella parte al coperto in cui addestrano i cavalli per gli spettacoli. Forse perché, per “educarli” a saltare su quattro zampe o camminare su due, usano parecchio la frusta lunga.
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La Alhambra di Granada

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Partiamo da un dato: non è vero che per visitare l’Alhambra occorre prenotare o presentarsi in biglietteria alle 7 del mattino. Così era invece scritto sulla Lonely Planet.
Noi ci siamo andati verso le 17, sperando che a quell’ora il caldo fosse meno soffocante. La salita che dal centro città porta a questa fortificazione che domina Granada e che per lungo tempo è stato un importante centro islamico è abbastanza tosta. Ma fortunatamente il ritorno sarà più semplice. E comunque anche la camminata sarà velocemente dimenticata una volta entrati nel Palacio Nazariès.

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Alcune parti dell’Alhambra sono visitabili gratuitamente. Ma per le aree migliori occorre pagare un biglietto di ingresso. Costa 12 euro per gli adulti (9 per i minori) e si può acquistare direttamente in biglietteria. La coda di chi ha prenotato anticipatamente è più lunga di chi va direttamente alle casse. Potere della Lonely!
Dopo la coda per pagare preparatevi a una seconda coda per vedere la residenza degli emiri, il Palacio Nazariès appunto.

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Ma anche questa coda verrà dimenticata quando vi troverete di fronte a questa meraviglia dell’architettura islamica.

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Finita la visita al Palacio non perdetevi il Generalife, giardino con splendidi giochi d’acqua.

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Ma torniamo a Granada. Una volta scesi dall’Alhambra, perdetevi nelle strade del quartiere di Albazyìn.

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Noi abbiamo dormito (grazie a
Booking) in questa zona, in una sorta di pensione chiamata Alijibe, che occupa una bella casa in stile islamico. Non è facile da trovare. Ma se urlate il nome Carlos, lui verrà ad aprirvi. La doppia costa 50 euro senza colazione (ma la doccia è sconsigliata se siete XXL).

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Infine la cena. Per ovviare ai rischi di tapas con carne (e per ripercorrere la storia di queste zone iberiche) siamo andati nel Restaurante Arrayanes, in cima a una via piena di nei negozietti di artigianato marocchino.

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Il cous cous vegetariano è veramente ottimo. E non perdetevi alla fine il tè alla menta. Si spendono una quindicina di euro a testa. Ah, non vengono serviti alcolici. Perfetto per me.

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Ad maiora

La spiaggia di San Juan di Alicante

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Se andate ad Alicante sulla Costa Blanca spagnola, cercate un albergo o una casa vicino alla spiaggia di San Juan.
È decisamente la più bella in zona. Ovviamente è molto frequentata.

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La spiaggia è libera. Si possono noleggiare ombrelloni per 2 euro anche se i più qui li portano da casa (insieme a piccole sdraio e borsa frigo, di solito piena di birre o bevande).
Pur non avendo stabilimenti balneari come fa noi, la spiaggia è presidiata da bagnini professionisti.

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Ah, non è una spiaggia piccola. Oltre a estendersi per chilometri è larga fino a un centinaio di metri. Chi malgrado il caldo voglia colpire una palla con i piedi o con le mani, non dovrà fare la fila.

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La Spagna su alcune cose è avanti: la spiaggia è pubblica, ma con i cestini per la raccolta differenziata.

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