Secondo giorno del Bloggerday di Ciasalpina.
Prima Gianluigi, accompagnatore del territorio trentino ha spiegato la storia di Moena dal Medioevo a oggi. E delle sue montagne.
Poi abbiamo intrapreso la “Viac Cultural de Moena”, un percorso attraverso gli scorci più belli e curiosi della cittadina principale della Val di Fassa.
Tra le foto si può scorgere quella del tradizionale Giardino delle rose del mitologico Re Laurino.
Negli altri scatti, chiese e case storiche di Moena, paese che – con gli altri della valle – ha mantenuto, da 900 anni, la tradizione della Magnifica comunità di Fiemme.
Dove oggi c’è Moena, un tempo c’era un lago: lo si nota bene nella foto dall’alto.
Infine il tradizionale quartiere “turco” di Moena. L’origine sembra da far risalire al fatto che un soldato ottomano, in ritirata dalla sconfitta di Vienna, si sarebbe fermato e stabilito qui.
Molti cittadini (e giornalisti) turchi vengono tutt’oggi in visita da queste parti.
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Turchia
Le bandiere del Fenerbahce
Al fianco della bandiere nazionale, in molte città turche sventolano i vessilli di quella che fino a maggio era la squadra più titolata del paese: il Fenerbahce (di Istanbul). A maggio, ha perso il primato, dato che i rivali del Galatasaray (sempre di Istanbul) li hanno raggiunti vincendo il diciottesimo scudetto.
Il tutto al termine di una partita finita con scontri fuori e dentro lo stadio:
http://www.ilpost.it/2012/05/13/gli-scontri-dopo-fenerbahce-galatasaray/
Il 12 agosto ci sarà la supercoppa sempre col derby tra Fenerbahce e Galatasaray.
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A due giornalisti turchi il premio per la libertà di stampa
L’associazione dei giornalisti turchi ha assegnato l’annuale Press Freedom Award a due colleghi incarcerati.
Si tratta di Bedri Adanir del quotidiano Ozgur Gundem:
http://bianet.org/english/freedom-of-expression/139283-journalist-bedri-adanir-still-under-arrest-after-three-years
E di Zeynep Kuray di BirGun:
http://www.ekurd.net/mismas/articles/misc2012/3/turkey3822.htm
Sono un centinaio i giornalisti turchi rinchiusi nelle carceri del loro paese.
Per loro la Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) ha lanciato una mobilitazione cercando di coinvolgere la distratta politica italiana (per non parlare di tg e quotidiani…):
http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=14639
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Guerra in Siria: Ankara ora teme i curdi
Dalla lettura dei giornali turchi, direi che attualmente, rispetto alla guerra civile in Siria, la principale preoccupazione di Ankara sia non tanto l’arrivo di rifugiati, quanto un risveglio dei curdi.
La chiusura della frontiera turco-siriana viene infatti motivata dal fatto che il Pkk avrebbe preso il controllo delle aree di confine in territorio siriano.
Quando una decina di anni fa andai nei territori curdi dell’Iraq in effetti, ci arrivai passando dalla Siria. L’attraversamento del fiume Tigri (confine naturale tra i due paesi) era già allora sotto il controllo dei curdi.
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Ataturk e bandiera rossa
Sono due elementi centrali del panorama turco. Il fondatore dalla Turchia moderna e la bandiera che qui chiamano Ay Yildiz, luna e stella.
Si vedono ovunque.
Anche nei bar dove si continuano a servire alcolici.
Un ragazzo, Mehmet, mi ha confessato che il suo ramadan consiste nel non bere alcolici.
Ad maiora










