
Questo titolo compare sul Fatto Quotidiano cartaceo di oggi. Peccato che lo stesso incontro ci fosse stato a Genova, organizzato da Nando Dalla Chiesa.
Due anni fa.
Ad maiora
Genova
Un Pasto di Varsavia per Genova
Alle 18.30 aperitivo russo con Annaviva a Genova
Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale oggi alle 18.30 al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13).
A tra poco!
Ad maiora
FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA
Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.
Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:
http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1
A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:
Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!
Ad maiora
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EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.
L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.
In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.
A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.
Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.
EL’SA K
Di Andrea Riscassi
regia di Alessia Gennari,
con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,
musiche di Federico Gon.
6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21
Teatro del Borgo
via Formentini 10, Milano
Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it
Chi ha pagato gli ultra’ serbi?
Il quotidiano serbo Politika (un tempo vi colaborava anche il premio Nobel Ivo Andrić) anche oggi dedica ampio spazio alle cronache riguardanti gli ultrà serbi. Secondo una fonte del giornale, sarebbero stati pagati più di 200 mila euro per finanziare il gruppo di sessanta teppisti che ha messo a ferro e fuoco il Marassi di Genova.
L’obiettivo potrebbe essere quello di destabilizzare la Serbia per impedire un suo – futuribile – ingresso nell’Unione europea. In questo caso, dietro gli scontri potrebbero essere due boss del traffico di cocaina (che attualmente si sono dati alla macchia).
Ma non si esclude che vi potrebbe essere un tentativo di far cadere la giunta che guida la Federcalcio serba (Fss). Anche in questo caso, ovviamente, per ragioni di business.
Gli agenti serbi, intervistati dai colleghi di Belgrado, ritengono che la polizia italiana sia stata colta di sopresa all’inizio e abbia reagito bene durante e dopo gli scontri. Dalla Serbia sono comunque partiti 1.100 ultrà. Alcuni si sono mossi fin dal 6 ottobre, anche se il grosso è partito l’11.
In cella vi sono attualmente Ivan Bogdanov (30 anni) da Belgrado, il capo-curva, Srdjan Jovetic (20 anni), montenegrino, Daniele Janice (28) nato a Lubiana e Nikoli Kličković (31), da Novi Sad. Questi tifosi erano stati denunciati (daspati, si direbbe da noi) dalla polizia serba per “comportamento violento in occasione di manifestazioni sportive”.
In carcere sono anche Goran Stanic (25) da Knin, Nenad Radovic (30), Strahinja Toljagić (24) da Belgrado e Delic, Vladimir (28) di Novi Sad.
Secondo Politika, Ivan Bogdanov sarebbe arrivato dalla Serbia – il 10 ottobre – passando attraverso la frontiera di Kelebija, in Voivodina, a pochi chilometri dall’Ungheria.
La polizia serba ha ne frattempo arrestato 46 tifosi, una volta rientrati dalla trafserta genovese. Tra loro Alexander Zagorčić (28 anni) di Novi Sad, che martedì era stato ripreso mentre cercava di sfondare il vetro antiproiettile dello stadio. E’ stato arrestato al valico di frontiera di Batrovci, anche questo in Voivodina, vicino all’Ungheria. La maggior parte degli arrestati sono di Belgrado, Novi Sad, Kragujevac, Nis. Il più giovane tra gli arrestati ha 19 anni, il più vecchio 34.





