Day: 3 dicembre 2011

FILM SU ANNA NEL CENTRO DI MOSCA: CAMBIA IL VENTO ANCHE IN RUSSIA?

Un evento, nella sera che precede il giorno delle elezioni per il parlamento russo, segna più di ogni altro il segno dei tempi.
Per la prima volta questa sera, in un cinema del centro di Mosca (il Khudozhestvennij, in piazza Arbatskaja, a cento passi dal Cremlino) è andato in scena “A bitter taste of freedom” di Marina Goldovskaja.
È un film sulla vita di Anna Politkovskaja. Sulla vita non sulla morte, di cui si accenna solo nelle prime scene quando vengono mostrati i tg sull’omicidio (compreso l’agghiacciante commento di Putin) e i funerali.
Poi la telecamera della sua amica Marina segue Anna in vari momenti della sua vita privata. Si vede una Politkovskaja allegra e sorridente, lontana da quell’immagine di giornalista fanatica che pure è stata rappresentata in questi anni.
Non fa sconti a nessuno Anna però, anche in queste immagini di vita privata, dove non mancano le interviste ai figli (Ilija presente e commosso in sala), la madre, la sorella e anche l’ex marito di cui si raccontano i successi professionali ai tempi della Perestrojka.
Da quelle immagini (commentate da un Gorbaciov molto invecchiato) è iniziato per il pubblico in sala una sorte di seduta psicanalitica di massa. Si vedono scorrere le immagini del fallito golpe, di Eltsin completamente ubriaco in un incontro pubblico e poi le due guerre cecene.
La scelta (condivisibile) della regista è far parlare per lo più donne: cecene che urlano il loro dolore, cecene e russe che difendono i diritti umani, avvocatesse, giornaliste. E persino le amiche di scuola. Donne diverse per raccontare una guerra atroce.
Di Putin dopo le prime inquadrature non si parla più.
Ma quell’applauso (con standing ovation) con cui la sala accoglie la fine del film fa il paio con i fischi che l’uomo forte del potere post-sovietico si è dovuto subire qualche settimana, mentre partecipava a una manifestazione sportiva.
La gente sembra avere aperto gli occhi.
A dispetto di quegli infami (russi) che a una manifestazione di AnnaViva e radicali dopo l’assassinio di Anastasia Baburova e Stanislav Markelov, ci invitavamo a “farci i cazzi nostri”.
Anna sta diventando un simbolo della protesta anche in Russia.
Un motivo in più per invitare tutti a firmare l’appello per chiedere al comune di Milano di dedicare una strada alla grande giornalista nella città che ospiterà l’Expo.
Mandate la vostra adesione a: unaviaperanna@gmail.com
Ad maiora

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FILM SU ANNA NEL CENTRO DI MOSCA: CAMBIA IL VENTO ANCHE IN RUSSIA?

Un evento, nella sera che precede il giorno delle elezioni per il parlamento russo, segna più di ogni altro il segno dei tempi.
Per la prima volta questa sera, in un cinema del centro di Mosca (il Khudozhestvennij, in piazza Arbatskaja, a cento passi dal Cremlino) è andato in scena “A bitter taste of freedom” di Marina Goldovskaja.
È un film sulla vita di Anna Politkovskaja. Sulla vita non sulla morte, di cui si accenna solo nelle prime scene quando vengono mostrati i tg sull’omicidio (compresa l’agghiacciante commento di Putin) e i funerali.
Poi la telecamera della sua amica Marina segue Anna in vari momenti della sua vita privata. Si vede una Politkovskaja allegra e sorridente, lontana da quell’immagine di giornalista fanatica che pure è stata rappresentata in questi anni.
Non fa sconti a nessuno Anna però, anche in queste immagini di vita privata, dove non mancano le interviste ai figli (Ilija presente e commosso in sala), la madre, la sorella e anche l’ex marito di cui si raccontano i successi professionali ai tempi della Perestrojka.
Da quelle immagini (commentate da un Gorbaciov molto invecchiato) è iniziato per il pubblico in sala una sorte di seduta psicanalitica di massa. Si vedono scorrere le immagini del fallito golpe, di Eltsin completamente ubriaco in un incontro pubblico e poi le due guerre cecene.
La scelta (condivisibile) della regista è far parlare per lo più donne: cecene che urlano il loro dolore, cecene e russe che difendono i diritti umani, avvocatesse, giornaliste. E persino le amiche di scuola. Donne diverse per raccontare una guerra atroce.
Di Putin dopo le prime inquadrature non si parla più.
Ma quell’applauso (con standing ovation) con cui la sala accoglie la fine del film fa il paio con i fischi che l’uomo forte del potere post-sovietico si è dovuto subire qualche settimana fa nella sua S.Pietroburgo.

Ecco gli applausi:

La gente sembra avere aperto gli occhi.
A dispetto di quei simpatici russi che a una manifestazione di AnnaViva e radicali dopo l’assassinio di Anastasia Baburova e Stanislav Markelov, ci invitavamo a farci i fatti nostri.
Anna sta diventando un simbolo della protesta anche in Russia.
Un motivo in più per invitare tutti a firmare l’appello per chiedere al comune di Milano di dedicare una strada alla grande giornalista nella città che ospiterà l’Expo.
Mandate la vostra adesione a: unaviaperanna@gmail.com
Ad maiora

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ANNAVIVA A MOSCA. PREOCCUPAZIONE NELLE REDAZIONI INDIPENDENTI

Giornata impegnativa e interessante per la delegazione di Annaviva. A Mosca per le elezioni politiche che si svolgeranno domani.
Questa mattina siamo stati all’Eco di Mosca, una delle principali emittenti radiofoniche della città, anzi della Federazione russa. “Non siamo un’emittente d’opposizione, ci dipinge così solo chi non vuole che facciamo informazione” spiega Timur Olevskij, uno dei cronisti della radio. Ci mostra le varie stanze della redazione. Il corridoio è ricoperto di foto di vip, russi per lo più ma anche internazionali che sono passati di qui e sono stati intervistati dall’Eco di Mosca. Per l’Italia si nota l’immarcescibile Gina Lollobrigida.
La redazione, quasi per sancire una pax fotografica, ha messo vicini Putin, Medvedev, Saakashvili e Jushenko.
Nelle varie stanze si sta preparando la prossima edizione, mentre il direttore Venediktov corre da una parte all’altra, indemoniato come i suoi capelli. E’ stato eletto per la terza (e ultima, c’è un tetto) direttore e sotto la sua foto in ufficio tiene, ironicamente, una frusta. Qui, fa notare giustamente Luca Bertoni, non si può non lavorare.
Il clima è in effetti teso. Gira voce che domattina verrà impedito con la forza ai giornalisti di entrare in redazione. Presumo più di uno dormirà in queste stanze.
Anche Olevskij, come ieri Bilunov, ci dice che a suo giudizio Russia Unita, grazie ai brogli, si avvicinerà al 60% dei consensi.
Non è di questo avviso Vitali Yaroshevskij, vice direttore della Novaja Gazeta che abbiamo incontrato subito dopo. Per lui i brogli non potranno superare il 10% del totale ed è convinto che Russia Unita faticherà a superare la maggioranza assoluta dei voti. “La gente è stufa di Putin e Russia Unita viene identificato come il partito di Putin”.
L’ottimismo di Vitali (che abbiamo invitato in Italia e cui il presidente, Roberto Felace, ha donato una maglietta di Annaviva) si infrange solo nel ricordo di Anna Politkovkskaja che lui conosceva anche prima che arrivasse alla Novaja: ” Dopo la sua morte, nessuno – neanche nella nostra redazione – ha più fatto il suo lavoro. Lei aveva una capacità di sopportazione del dolore altrui unica”. Ci parla mentre la delegazione di Annaviva è seduta al tavolo dove poco prima si è svolta la riunione di redazione, guidata dal direttore Muratov. Sopra le nostre teste campeggia la foto di Anna e di tutti i caduti di questo giornale unico nel panorama mondiale. Mai visto da nessun altra parte, un ingresso di un quotidiano con una teca dove vengono raccolti tutte le “reliquie” dei colleghi assassinati per il loro lavoro.
Anche qui si vivono con preoccupazione le ore che precedono l’apertura delle urne di domani. Nadia Prusenkova, della Novaja, ci spiega che si susseguono in queste ore arresti di oppositori. Il tutto per evitare manifestazioni post-elettorali. Il regime non può permettersi rivoluzioni arancioni o egiziane qui.
Il tamtam elettorale degli oppositori dice: votate qualunque partito possa prendere seggi, anche i comunisti. Il partito di Ziuganov potrebbe essere la vera sorpresa delle elezioni di domani.
Ad maiora.

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