Month: dicembre 2011

Appello degli amici per Roberto Straccia

L’amica Silvia Ilari mi gira questo appello ai mass media scritto dagli amici di Roberto Straccia, lo studente scomparso da molti giorni a Pescara.

Lo pubblichiamo sperando possa essere utile a farlo ritrovare.

Ad maiora.

…………………

Innanzitutto ringraziamo tutti coloro che stanno contribuendo alla ricerca del nostro amico Roberto.

Noi conosciamo Roberto da circa quattro anni, abbiamo cominciato con lui l’esperienza universitaria e insieme abbiamo mosso i primi passi verso quello che sarà il nostro primo traguardo di vita.

Lui questo traguardo lo sta raggiungendo, sta per laurearsi grazie a  tanta determinazione e sacrifici. Roberto ha sempre aiutato noi a non mollare mai, di fronte a qualsiasi difficoltà, di fronte a qualsiasi esame che ci sembrava impossibile da superare.

Lui c’è, Lui c’è sempre stato, per poche persone, perché i suoi affetti sono veri, sinceri; non si circonda di affetti ipocriti o deboli, non ne è capace.

Ci ricordiamo le prime volte in cui lo abbiamo visto a lezione, con la sua carnagione così scura, con i suoi folti capelli neri…è bastato soltanto guardarlo negli occhi e vedere il suo sorriso per capire la persona pura e speciale che è.

Tra serate trascorse insieme, noiose ore di lezione, lavori di gruppo…pian piano abbiamo capito che non avremmo potuto più fare a meno di lui e che sarebbe diventato un nostro punto di riferimento, perché in lui di instabile non c’è nulla.

È lui che porta stabilità nelle nostre vite, che porta ordine nei nostri disordini e nelle sregolatezze a cui qualsiasi ventenne può essere soggetto.

Roberto è più grande di noi, è quello più maturo, il portavoce di valori sani che rivendica con fierezza, capace di trovare il buono anche dove non c’è.

All’inizio ci sembrava così surreale la sua quasi “perfezione”, la sua precisione in tutto ciò che fa, il suo massimo rispetto per il prossimo: ma in questi giorni abbiamo capito tutto, grazie al contatto diretto con la sua famiglia, la sua meravigliosa famiglia.

Mario e Rita hanno fatto dei loro figli due persone esemplari, crescendoli in modo così semplice e naturale. La genuinità è la loro caratteristica principale. La bontà che li contraddistingue ci ha riempiti di gioia, ci sentiamo di ringraziarli perché senza loro non avremmo mai incrociato lungo il nostro cammino una persona speciale come Roberto.

Ci sentiamo davvero fortunati perché di persone così ce ne sono davvero poche, e una di esse è nostro amico. Rendere l’idea di chi sia questo piccolo grande uomo non è facile, ma ci abbiamo provato ed ora il nostro appello va a tutti voi: vi chiediamo di aiutarci, con tutti i mezzi che avete a disposizione, in qualsiasi modo vi sia possibile.

È un momento particolare questo…tra le festività natalizie e l’inizio di un nuovo anno…un’atmosfera speciale aleggia nell’aria, ma questi giorni di festa non saranno come quelli passati se lui non sarà con noi. Per questo, vi chiediamo di mantenere vivo anche durante le festività l’interesse per questa vicenda in modo che non passi inosservata.

Vi chiediamo collaborazione e di riferire a noi o alle forze dell’ordine tutto ciò che sapete, che avete visto o che eventualmente vedrete, anche ciò che vi potrebbe sembrare irrilevante. Soprattutto,però, vi domandiamo di fermarlo e intrattenerlo.

Siamo certi del vostro appoggio e ve ne siamo grati. Noi abbiamo bisogno di lui, abbiamo bisogno che lui torni, abbiamo bisogno della sua solarità e del suo immenso cuore.  Questo non è il nostro punto di arrivo ma di partenza.  Non ci fermeremo. Grazie.

Putin irride l’opposizione. Che insiste: via il presidente della Commissione elettorale

Il primo ministro russo Vladimir Putin ha respinto le richieste di colloqui con i leader dell’opposizione che hanno portato decine di migliaia di persone in piazza per chiedere la fine del putinismo.

Vladimir Putin, incontrando i giornalisti, ha detto di non sapere cosa vogliano i manifestanti cui si è rivolto in modo – more solito – sprezzante: “Dovrebbero formulare una sorta di piattaforma comune e una posizione comune, in modo che sia possibile capire a cosa ambiscano”. “C’è una piattaforma comune? No. Chi è lì per parlare e di cosa?’.

Putin non è stupido. Sa che la sorta di Cln nato nelle piazze moscovite è estremamente eterogeneo e ha un punto principale di aggregazione: il desiderio che Putin torni nella sua dacia dove potrà esercitarsi nelle attività ginniche che preferisce.

La seconda richiesta collettiva delle opposizioni è quella di ripetere le elezioni politiche viziate da numerosi ed evidenti brogli. Occorrerebbe anche cambiare legge elettorale. Il porcellum russo è peggio che una porcata e, oltre allo sbarramento del 7%, impedisce aggregazioni prelettorali e di fatto la nascita di nuovi partiti.

Le opposizioni chiedono però soprattutto, in queste ore, una vittima simbolica, ossia la testa di chi guida la commissione elettorale:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20111224_00094_NE.shtml

Vladimir Churov, presidente della Commissione elettorale, è d’altronde un putiniano di ferro. Ha lavorato al Comune di Pietroburgo e poi con Vladimir Putin. E’ stato anche membro della Duma per il partito “liberale” di Zhirinovskij.

Essendo laureato in fisica, per poter nominare Churov a guidare la commissione elettorale, lo staff di Putin ha dovuto cambiare la norma che prevedeva una laurea in legge per ricoprire quell’incarico.

Putin sta d’altronde cercando di serrare le fila per arrivare indenne alle presidenziali di marzo quando spera di conquistare il terzo mandato (non consecutivo).

Churov, rimanendo al suo posto, potrebbe dare quell’aiutino che permetta al buon Vladimir di evitare un imbarazzante ballottaggio.

Ad maiora.

Surkov, l’ideologo putiniano che ha voltato le spalle a Khodorkovskij

Vladislav Surkov, da poco nominato vice primo ministro della Federazione russa è l’eminenza grigia del putinismo. Da quando Putin è diventato l’uomo forte della Russia, Surkov ne è stata l’ombra, il consigliere più ascoltato. E’ ovviamente ora nel mirino dell’opposizione. Gli esperti in Russia stanno cercando di valutare questo nuovo incarico di Surkov:

http://italian.ruvr.ru/2011/12/27/63011435.html

Surkov, 47 anni, sbarca al governo dopo essere stato per dieci anni vice capo dell’amministrazione del Cremlino. E’ lui l’inventore delle formule della “verticale del potere” o “democrazia guidata” (termini che stanno alla democrazia come la sedia alla sedia elettrica) e delle organizzazioni contro-rivoluzionarie (come i giovani Balilla dei Nashi) che hanno paralizzato la politica russa per tre lustri. Una formula – degna di Machiavelli –  che mixa nazionalismo con richiami sovietici, liberismo e statalismo.
Vladislav Surkov è da sempre un fan di Putin, che descrive come l’unto del Signore: “Penso che Putin sia l’uomo che Dio e il destino hanno inviato in Russia per questi tempi difficili”.
Il politico è arrivato al Cremlino negli ultimi mesi della presidenza Eltsin, nel 1999, quando Vladimir Putin allora capo del Fsb (Servizio di Sicurezza Federale che ha preso il posto del Kgb), è stato nominato primo ministro. Surkov è diventato ancor più potente dal 2000 quando Putin è stato eletto presidente della Federazione, venendo nominato capo dell’amministrazione presidenziale (carica che non lasciò nemmeno nel 2008, quando Putin andò alla Casa Bianca russa). Incarico che però ha perso il 15 dicembre, sotto la spinta delle manifestazioni delle opposizioni contro i brogli elettorali. 
Surkov sarebbe l’ideatore non solo di Russia Unita (il partito putiniano) ma anche del tandem Putin-Medvedev che – ora – sembra aver nauseato la maggioranza degli elettori russi.

La storia di Surkov diventa paradossale se si pensa ai suoi esordi. Da imprenditore collaborò (dal 1991 al 1996) con Mikhail Khodorkovskij. L’oligarca antiputiniano – accusato di ogni malversazione – è uno dei principali prigionieri politici della Russia di Putin.

Se il regime putiniano crollerà e Khodorkovskij uscirà di cella, è probabile che la parabola politica di Surkov (che ha sposato la sorella di Anatolij Chubais) volga al termine.

Potrà, nel caso, proseguire la sua carriera musicale, scrivendo altri testi per il gruppo Agati Kristi: http://agata.ru/

Ad maiora

L’Anpi ricorda Giorgio Bocca, partigiano e giornalista

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Milano per Giorgio Bocca, morto ieri nella sua casa milanese (nella foto con un altro giornalista e partigiano, Enzo Biagi).

R.I.P.

Ad maiora.

………………

L’ANPI Provinciale di Milano si unisce al profondo dolore dei familiari, degli antifascisti, del giornalismo italiano e di tutto il mondo della cultura per la scomparsa di Giorgio Bocca, partigiano, giornalista, scrittore. 

Nativo di Cuneo e cresciuto in una famiglia della borghesia piemontese, nel 1943 Bocca decide di aderire, nella clandestinità, al Partito d’azione. A questa scelta lo induce l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti.

L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944, con Benedetto Dalmastro, Luigi Ventre e Costanzo Picco partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944 a Colle Sautron. All’incontro faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate  il 22 maggio e il 30 maggio 1944.

Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”. Tra le sue numerose azioni, si ricorda quella che tra il 12 e 13 aprile 1945 conduce alla cattura, nella cittadina di Busca, della compagnia controcarro della Divisione “Littorio” della Repubblica Sociale Italiana.

Per l’attività partigiana Giorgio Bocca riceve la Medaglia d’Argento al valor militare. Dopo la Liberazione, Bocca si avvia alla carriera di giornalista, dapprima a Torino, nel quotidiano di Giustizia e Libertà e quindi, a Milano, come redattore del settimanale “Europeo” e come corrispondente del quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo”.

Quando nasce “Il Giorno”, nel 1956, ne diviene inviato. Nel 1976 è tra i fondatori del quotidiano “la Repubblica”. Il suo è un giornalismo militante, che attraverso reportage, inchieste, commenti e interviste, si propone di denunciare i guasti della società italiana. La sua critica si accentua negli anni più recenti, forte di una scrittura semplice ma dura, concreta e aspra, di intensa comunicazione, sostenuta da un’alta moralità e da un legame mai interrotto con l’esperienza resistenziale.

I suoi articoli sono diventati, spesso, traccia e ossatura dei suoi numerosi libri, tra reportage, ricerca storica, pamphlet e autobiografia.

Lo ricorderemo sempre tra le figure di spicco del movimento partigiano e per essere  rimasto sempre coerente a quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia maturata durante la Resistenza.

L’opposizione russa in piazza. Pensando a Khodorkovskij

Mentre Putin mostra i muscoli (altro non sa fare) ricordando di avere la maggioranza (ma dorvà dimostrarlo alle presidenziali di marzo) l’opposizione russa si prepara ad altre manifestazioni di protesta.

La Russia diventerà comunque un “paese normale” (mi spiace citare il leader Massimo) quando rimetterà in libertà Mikhail Khodorkovskij, in cella solo per essersi opposto a Putin.

L’ex oligarca è stato vittima di un processo irregolare come ammesso dallo stesso Consiglio dei diritti russo:

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/12_dicembre/21/russia_consiglio_diritti_annullare_ultima_condanna_khodorkovsky,32908170.html

L’uomo (che ha subito due condanne e non ha mai potuto usufruire di alcuno sconto di pena, pur incensurato) non ha ovviamente potuto partecipare alla gigantesca manifestazione moscovita di sabato.

Per lui, sul palco, ha preso la parola il suo legale, Yuri Schmidt:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111224_00004_NE.shtml

Molti manifestanti issavano l’icona di Khodorkovskij, quasi fosse un progioniero politico:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=353&ID_articolo=3&ID_sezione=761

L’ex oligarca, prevede la moglie, rimarrà in cella fino a quando Putin resterà al potere.

Dovesse essere scarcerato, sarebbe infatti un candidato alternativo certo più credibile di Prokhorov (che sabato è rimasto ovviamente nella sua dacia).

Ad maiora