Per sport

L’oppio dei popoli.

Conference League, primi verdetti solo ai supplementari. Stasera l’Atalanta guarda a Katowice

Il terzo turno preliminare di Conference League entra nella fase decisiva e le prime due partite di ritorno hanno già mandato un messaggio piuttosto chiaro: nei preliminari europei non c’è risultato che consenta di sentirsi davvero al sicuro. Un avvertimento che riguarda soprattutto l’Hapoel Tel Aviv, atteso questa sera alle 18 sul campo del Katowice con due gol di vantaggio e con l’Atalanta spettatrice interessata.

Ieri sono serviti i tempi supplementari in entrambe le gare in programma. Il Panathinaikos, fermato sull’1-1 ad Atene dal CSKA 1948 nella partita d’andata, è riuscito a passare in Bulgaria soltanto oltre il novantesimo: 1-1 anche al termine dei tempi regolamentari, poi il gol di Dessers al 95’ ha consegnato ai greci il 2-1 e la qualificazione.

Nei playoff i greci affronteranno la vincente di Hradec Králové-Beşiktaş. 

Ancora più clamoroso quanto accaduto a Limassol. L’Apollon aveva vinto 1-0 in Norvegia contro il Brann e sembrava poter amministrare il vantaggio. È invece successo l’opposto. I norvegesi hanno portato la sfida ai supplementari e alla fine si sono imposti 4-2, ribaltando completamente il doppio confronto: 4-3 complessivo e Brann avanti. Il cammino è ancora in salita: ora se la vedrà con al vincente di PAOK-Anderlecht.

Due partite, due supplementari e soprattutto la conferma che il ritorno può cambiare gerarchie che dopo i primi novanta minuti sembravano già definite.

Ed è proprio quello che dovrà ricordare questa sera l’Hapoel Tel Aviv. Gli israeliani arrivano in Polonia forti del 2-0 dell’andata, risultato che li mette in una posizione di grande vantaggio. Ma il Katowice ha già dimostrato in questa Conference di saper reagire dopo una sconfitta esterna: nel turno precedente aveva perso 2-1 sul campo dello Žilina, per poi ribaltare la qualificazione con il 3-1 casalingo. 

L’Hapoel, dal canto suo, ha già eliminato un avversario importante come il Ludogorets: 2-0 nella gara disputata a Miskolc e 2-2 al ritorno. Un percorso che spiega perché gli israeliani siano arrivati a un passo dal playoff,. 

A Bergamo e Zingonia si aspetta. La vincente del doppio confronto sarà infatti l’avversaria dell’Atalanta nel playoff che vale l’ingresso nella fase campionato della Conference League. Si gioca alle 18 in un’Arena Katowice esaurita. I polacchi proveranno a sfruttare il fattore campo e dovranno farlo senza il portiere Rafał Strączek; nell’Hapoel risulta invece indisponibile l’attaccante David Owusu. 

Sempre oggi scendono in campo anche Rapid Vienna-Paide, con gli austriaci forti del 4-1 dell’andata, e Copenaghen-Debrecen, che riparte dal 3-0 ottenuto dai danesi nel primo confronto.

Ad maiora 

Atalanta, i giornali di mercoledì 12 agosto: Kristensen a un passo, stop per Sulemana

I giornali sportivi e bergamaschi si concentrano sul mercato, con Thomas Kristensen sempre più vicino all’Atalanta. Ma c’è spazio anche per le brutte notizie arrivate dall’infermeria e per la Conference League, con la Dea che questa sera conoscerà la propria avversaria nei playoff.

L’Eco di Bergamo apre la pagina sportiva con il difensore danese: «Kristensen, ormai ci siamo. In arrivo il granatiere danese». Restano da sistemare gli ultimi dettagli con l’Udinese, ma la trattativa è vicina alla conclusione. Il quotidiano sottolinea le caratteristiche del centrale: quasi due metri d’altezza e grande impatto fisico.

In basso, spazio all’infortunio di Kamaldeen Sulemana: «Brutte notizie. Stop di almeno due mesi». Gli esami hanno evidenziato una lesione di secondo grado del collaterale mediale del ginocchio sinistro. Una tegola per Sarri, soprattutto perché l’attaccante era tornato da poco a disposizione.

Anche il Corriere della Sera, nelle pagine bergamasche, punta sul mercato: «Il gigante Kristensen per alzare il muro». Il danese viene indicato come il rinforzo destinato a completare la difesa dopo l’uscita di Djimsiti.

La Gazzetta dello Sport dedica un’intera pagina all’operazione: «Atalanta, c’è Kristensen». Secondo la Rosea l’accordo con l’Udinese è stato raggiunto per 22 milioni più 3 di bonus e il difensore firmerà fino al 2031. Anche qui viene evidenziato lo stop di Sulemana per la lesione al collaterale.

Il Corriere dello Sport va ancora più avanti: «Kristensen è della Dea». L’operazione viene indicata in 25 milioni di euro più il 10% sulla futura rivendita, con contratto fino al 2031. Dopo l’addio di Djimsiti, Sarri avrebbe il nuovo centrale per la sua difesa.

Tuttosport conferma la stessa direzione: «Kristensen all’Atalanta», inserendo il danese nella formazione della nuova Dea di Sarri.

Infine la Conference League. Questa sera l’Atalanta conoscerà l’avversaria dei playoff: l’Hapoel Tel Aviv parte dal 2-0 ottenuto all’andata contro il GKS Katowice. La vincente affronterà i nerazzurri il 20 agosto a Bergamo e il 27 in trasferta, salvo l’eventuale anticipo al 26 in caso di passaggio dei polacchi (anche l’altra squadra, non solo il Katowice).

Ad maiora

Atalanta, tegola Sulemana: lesione al collaterale. A Zingonia intanto doppia seduta

Brutta notizia per l’Atalanta a pochi giorni dal Trofeo Bortolotti e soprattutto dall’inizio degli impegni ufficiali. Gli esami strumentali effettuati su Kamaldeen Sulemana dopo l’infortunio rimediato contro lo Schalke 04 hanno evidenziato una lesione di secondo grado del collaterale mediale del ginocchio sinistro. Da mercoledì l’attaccante inizierà l’iter riabilitativo. 

Il club non indica i tempi di recupero. Per una lesione di questa entità è comunque ipotizzabile uno stop di alcune settimane: Sulemana salterà certamente il Trofeo Bortolotti di venerdì contro l’Athletic Club e appare destinato a non esserci per il doppio confronto dei playoff di Conference League. Per stabilire con maggiore precisione la data del rientro bisognerà attendere l’evoluzione della riabilitazione.

Intanto Sarri continua a lavorare a Zingonia. Oggi doppia seduta al Centro Bortolotti: al mattino lavoro differenziato per reparti, con forza ed esercitazioni sulla linea per i difensori, mentre centrocampisti e attaccanti hanno alternato campo e lavoro personalizzato di forza. Nel pomeriggio attivazione tecnica, tattica, partita in spazi stretti e lavori individuali. 

Prosegue inoltre il programma di recupero di Isak Hien. Peccato per Sulemana che era appena tornato a disposizione ed era sembrato in forma.

Ad maiora

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, i giornali di martedì 11 agosto: l’addio di Djimsiti e una difesa da completare

L’addio di Berat Djimsiti e le mosse dell’Atalanta per completare la difesa sono i temi principali dei giornali di oggi. Spazio anche alle indicazioni arrivate dalle amichevoli e alla nuova collocazione di Samardzic nell’Atalanta di Maurizio Sarri.

L’Eco di Bergamo apre la pagina sportiva con il mercato delle rivali, ma dedica ampio spazio alla Dea. In primo piano c’è naturalmente Djimsiti, che saluta Bergamo dopo dieci anni: «È stato un onore», il messaggio del difensore albanese. La sua partenza lascia anche un problema tecnico, perché con Hien indisponibile l’Atalanta deve intervenire nel reparto arretrato. Sullo sfondo resta Thomas Kristensen dell’Udinese.

Sempre L’Eco torna sulla separazione con Andrea Fabris, direttore generale dell’Area Corporate: nel suo saluto parla di «due anni straordinari». Un altro cambiamento all’interno di una società che in questa estate ha modificato diverse caselle del proprio organigramma.

Il Corriere della Sera pagine di Bergamo parla difesa: «Atalanta al lavoro sulle retrovie. Un centrale e ricambi in avanti per non farsi trovare scoperti». L’uscita di Djimsiti, unita all’infortunio di Hien, rende necessario almeno un intervento. Il giornale sottolinea anche la necessità di trovare alternative sulle corsie.

La Gazzetta dello Sport dedica a Djimsiti il suo «Addio»: nove stagioni effettivamente giocate in nerazzurro e l’Europa League sollevata da capitano come immagine simbolo di un percorso entrato nella storia dell’Atalanta. Il trasferimento all’Al-Diriyah è ormai definito. 

Infine il Corriere dello Sport guarda alla nuova Atalanta di Sarri e in particolare a Lazar Samardzic. Il titolo è netto: «L’Atalanta si gode Samardzic». Il serbo viene provato da interno di centrocampo e la prestazione contro lo Schalke, impreziosita dal gol, sembra aver dato indicazioni interessanti al nuovo allenatore. Anche la Gazzetta sottolinea come il nuovo assetto stia cambiando compiti e gerarchie della squadra. 

In attesa del Trofeo Bortolotti di venerdì contro l’Athletic Bilbao, dunque, i temi sono chiari: salutato uno dei simboli del ciclo precedente, l’Atalanta deve completare la difesa mentre Sarri continua a costruire quella nuova.

Ad maiora

Djimsiti saluta l’Atalanta: «Bergamo è diventata casa». Si chiudono dieci anni nerazzurri

Adesso non ci sono più dubbi. Berat Djimsiti saluta l’Atalanta e Bergamo dopo dieci anni. Lo fa con un lungo messaggio pubblicato sui social, accompagnato dalle immagini che raccontano la sua storia nerazzurra: dall’arrivo nel 2016 alla notte indimenticabile di Dublino.

«Sono arrivato a Bergamo dieci anni fa come un giovane calciatore, con un sogno e tanta voglia di dimostrare il mio valore. Oggi me ne vado sapendo che questo posto mi ha dato molto più del calcio», scrive il difensore albanese.

È soprattutto un saluto alla città. Djimsiti ricorda di essere cresciuto a Bergamo «come giocatore, come uomo e come padre». Qui è cresciuta la sua famiglia, Bergamo è diventata casa e l’Atalanta «molto più di una squadra».

Arrivato dallo Zurigo nel gennaio 2016, dopo i prestiti ad Avellino e Benevento Djimsiti torna a Bergamo e diventa uno degli uomini simbolo dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Attraversa tutta la grande stagione europea della Dea: le qualificazioni in Champions League, le finali di Coppa Italia e soprattutto l’Europa League conquistata a Dublino il 22 maggio 2024. Negli ultimi minuti contro il Bayer Leverkusen porta anche la fascia da capitano.

Il bilancio racconta la dimensione della sua storia: 328 presenze ufficiali, che lo collocano al quarto posto nella classifica di tutti i tempi dell’Atalanta, dietro a Marten de Roon, Gianpaolo Bellini e Mario Pašalić. Numeri che ne fanno uno dei protagonisti assoluti dell’epoca più importante della storia nerazzurra.

Nel suo messaggio Djimsiti ringrazia compagni, allenatori, staff, famiglia Percassi, tifosi e tutta Bergamo. E sceglie una frase che vale probabilmente più di qualsiasi statistica: «Si può lasciare una squadra. Si può lasciare una città. Ma una casa ce la portiamo dentro».

Poi l’ultimo saluto: «Grazie di tutto, Bergamo. Grazie di tutto, Atalanta. Per sempre nel cuore».

Dieci anni dopo il suo arrivo, Djimsiti se ne va. Rimarrà nella storia del club. E nel cuore dei tifosi. In bocca al lupo Gimmi!

Ad maiora.

P.S. La foto l’ho scattata da bordocampo a Dublino, pochi minuti dopo il fischio finale. Djimsiti, con il 19 sulle spalle, festeggia con i compagni l’Europa League. Tra tante sue immagini, per me questa resta quella che racconta meglio la sua storia con l’Atalanta