Gli esami chiariscono l’entità dell’infortunio di Raspadori: distrazione di basso grado al bicipite femorale destro, con uno stop di circa due settimane. Il rientro cade proprio all’inizio di una serie di partite ravvicinate. Intanto Scalvini racconta perché ha scelto di restare a Bergamo e Sarri continua a lavorare con pochi giocatori a Zingonia.
L’Eco di Bergamo titola «Raspadori, stop breve nel momento sbagliato». Matteo Spini scrive che l’attaccante «non è propriamente un calciatore fortunato»: dopo l’arrivo in nerazzurro a mercato inoltrato, l’infortunio interrompe la sua crescita proprio mentre in Nazionale «stava giocando la sua migliore partita da tanto tempo».
La diagnosi è una «distrazione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra». Per una lesione di primo grado, spiega Spini, servono generalmente tre settimane; nel caso di Raspadori si parla di due. Salterà Venezia e Pafos, mentre il ritorno per la partita con il Milan del 18 ottobre dipenderà dal recupero. Il giornale sottolinea che, nell’attesa, Sarri dovrà trovare soluzioni anche per l’attacco.
Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, quantifica lo stop nel titolo: «Stop di 15 giorni per Raspadori». L’attaccante perde «la gara della Nazionale contro la Francia, domani a Parigi, e il ritorno con la Turchia», oltre alle prime partite dell’Atalanta dopo la sosta. Per Sarri si apre una possibilità in più per Rowe, che può trovare spazio già contro il Venezia.
Sulla stessa pagina dell’Eco, Giorgio Scalvini parla del rinnovo: «Ho rinnovato perché a Bergamo imparo». Il difensore spiega la scelta: «Sono sempre stato bene: se ho rinnovato è per questo motivo. Capisco anche chi va all’estero o cerca nuove esperienze in Italia: anche a me piacerebbe imparare cose nuove, ma pure nell’Atalanta posso farlo».
Scalvini racconta anche il lavoro con Mancini in Nazionale: «Sono uscito da un periodo complicato senza mai farmi prendere la testa, non perdendo mai d’animo e continuando a lavorare: devo tanto alla famiglia, agli amici e alla squadra». Sulla prossima partita azzurra contro la Francia: «Troveremo un modo per giocarcela a viso aperto».
In alto nella pagina successiva, L’Eco di Bergamo fotografa la ripresa degli allenamenti: «Atalanta sempre ridotta all’osso senza i nazionali». Sarri lavora con Kristensen, Bellanova, Zappacosta, Bernasconi, Gaetano ed Ederson, oltre ai portieri Sportiello e Pompei. Il quotidiano conta quattro indisponibili: Raspadori, Sulemana, Hien e Kossounou. I loro tempi di recupero, precisa, non sono uguali.
C’è spazio anche per l’Under 23. Lorenzo Sala intervista Nicola Beati, che dice: «Sarà un lungo percorso con grandi margini di crescita». Il tecnico racconta il rapporto con Sarri: «L’ho avuto ad Arezzo quando ero giocatore, è uno dei tecnici all’avanguardia in campo europeo». E sui ragazzi: «Sono ottimista perché ho trovato cultura del lavoro e buona predisposizione».
Sempre sull’Eco, un ricordo di Tarcisio Oberti, scomparso a 89 anni: «Addio a Oberti, mediano tutto grinta». È uno dei giocatori invitati alla festa per il Centenario dell’Atalanta nel 2007.
Fuori da Bergamo, l’attenzione va all’Under 21 impegnata oggi in Armenia. Sulla Gazzetta dello Sport, Alex Frosio titola «Camarda pensaci tu. Alla “piccola” Italia serve uno show». L’Italia di Baldini deve vincere con margine per tenere aperta la corsa al primo posto nel girone. Su Tuttosport, Alessia Scurati raccoglie le parole del commissario tecnico: «Sfideremo l’Armenia come fosse la Polonia. Tutti i ragazzi sanno che possono fare come Kayode». La partita a Yerevan comincia alle 20.30 locali (qui al momento c’è il sole), le 18.30 in Italia, in diretta su Rai 2.
Per chi segue la vita delle curve, su Tuttosport c’è anche una notizia da Torino: «Fumogeni in Maratona: otto Daspo». La Questura ha emesso i provvedimenti nei confronti di otto tifosi granata per l’accensione di torce e fumogeni durante Torino-Milan, partita che ha segnato il debutto in Serie A della squadra di Abate. Secondo il giornale, per uno di loro (dei TH) il Daspo allungato a cinque anni con obbligo di firma; gli altri sette apparterrebbero al gruppo «Agitati 1906».
La carrellata delle tre aperture sportive chiude la rassegna. La Gazzetta dello Sport sceglie il mercato: «L’Inter parla Romano», con il possibile interesse nerazzurro per il talento del Cagliari. Il Corriere dello Sport apre sulla Juventus e sulla pressione dopo l’aumento di capitale: «Juve, spalle al muro». Tuttosport resta sulla società bianconera con «Parametri Juve»; in alto presenta Francia-Italia con «La Francia vale il doppio» e «Italia, ti vogliamo feroce».
Ad maiora