Scamacca ritrova il gol in Nazionale, Sarri prepara Rowe per la ripartenza dell’Atalanta. Intanto l’Under 21 travolge la Polonia e vola all’Europeo.
L’Eco di Bergamo apre lo sport con «L’Italia mette la terza. Tris contro la Turchia». A Bologna gli azzurri vincono 3-1: Scamacca sblocca la partita, Calafiori e Pio Esposito rispondono al momentaneo pareggio di Simsir.
Il giornale sottolinea il significato nerazzurro della serata: «Di rimando sorride anche Sarri che ritrova Scamacca versione bomber e può sperare di sfruttare la scia azzurra nell’imminente ripartenza nerazzurra dell’Atalanta».
Matteo Spini approfondisce con «Scamacca, gol con record di presenze in Nazionale». Il centravanti raggiunge Pessina e Toloi a quota quattordici partite disputate in azzurro da giocatore dell’Atalanta. Con due reti raggiunge invece Retegui e Longoni, alle spalle delle quattro di Pessina.
Il gol arriva con un destro al volo dopo una respinta della difesa turca. Spini ricorda che il precedente centro azzurro di Scamacca risale a Wembley, nell’ottobre 2023, contro l’Inghilterra. L’attaccante resta in campo 55 minuti, mentre Scalvini e Carnesecchi non si alzano dalla panchina.
La Gazzetta dello Sport raccoglie le sue parole con Matteo Dalla Vite: «Felicità Scamacca: “Contava solo vincere”». Il centravanti dice: «Sono felicissimo di questo risultato», poi mette davanti la squadra: «Più che il mio gol che ha sbloccato la gara è importante aver vinto, contava quello».
Sulla concorrenza in attacco: «Conta farsi trovare pronti ed è l’unico mio pensiero, dare il massimo per la Nazionale».
L’Atalanta torna intanto a Zingonia. L’Eco di Bergamo titola «Il tour de force dei nerazzurri con nove partite in 27 giorni». Matteo Spini mette a confronto i due estremi del calendario: «Tra la Juventus e il Venezia, l’Atalanta sta attendendo ventidue giorni: nessuna partita per via della maxi-sosta per le nazionali. Tra il Venezia e il Monza di giorni ne trascorreranno appena una manciata in più, ventisette, ma si giocheranno nove partite».
Si riparte lunedì 12 ottobre con il Venezia, poi subito il Pafos e il Milan. «In maniera schizofrenica si passa dalla calma piatta (nazionali a parte) al tour de force estremo: tra campionato ed Europa, tra weekend e turni infrasettimanali, l’Atalanta non potrà mai riposare».
Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, precisa i tempi con Marina Belotti: «I nazionali nerazzurri, rientro alla spicciolata: al completo solo giovedì». Sarri potrà quindi contare sul gruppo riunito soltanto a ridosso della ripresa. Pasalic ed Elmas hanno ancora gli ultimi impegni con Croazia e Macedonia del Nord.
Nel sommario compare anche una conseguenza sul lavoro tattico: «Salta l’esperimento di Elmas come vice CDK». Il giornale spiega che gli impegni del macedone hanno impedito di provarlo durante la sosta in quella posizione. Sempre indisponibili Raspadori, Hien, Sulemana, Kossounou e Pompei.
Sulla Gazzetta dello Sport, Matteo Brega concentra l’attenzione su chi è rimasto a lavorare a Bergamo: «Serve più continuità. Rowe, lezioni da Sarri per lo sprint Atalanta». Il sommario: «L’ala inglese ha lavorato a Zingonia nella sosta. Tattica e preparazione atletica per tornare al top».
Brega ricorda l’investimento per l’inglese e i primi «sprazzi di qualità», dopo un ambientamento comprensibilmente difficile.
Il giornale riprende il paragone di Zappacosta: «Jonathan ricorda il primo Ademola Lookman». E il ragionamento del compagno: «Quando arrivò all’Atalanta era simile, cercava di saltare due-tre avversari ogni volta che riceveva palla. Con il passare del tempo ha imparato a giocare con la squadra, a essere decisivo anche con gli assist».
Brega distingue però i contesti: Lookman si inserisce in una squadra con automatismi già consolidati, mentre Rowe affronta insieme ai compagni l’inizio di un nuovo ciclo. «Gli aiuti devono essere reciproci e bidirezionali».
Sul Corriere della Sera bergamasco c’è anche l’intervista di Stefano Arosio al direttore sportivo del Pafos, Cristiano Giaretta: «Attenti al mio Pafos».
Giaretta vede già il lavoro del nuovo allenatore: «Le idee del nuovo allenatore le vedi, anche banalmente nell’insistenza della costruzione dal basso. Sono concetti ben chiari e delineati, quelli di Sarri». Sull’avvio nerazzurro aggiunge: «In questa fase è normale affidarsi ai singoli, però questo è un altro problema: De Ketelaere non era ancora al top, Kessie nemmeno. Ma penso fosse tutto previsto».
Il giudizio sulle possibilità europee è netto: «L’Atalanta ha tutto per stare tra le prime quattro della competizione». Il Pafos, però, vuole giocarsi le proprie carte: «Noi dovremo usare le nostre armi: siamo una squadra di qualità e molto veloce, capace di far male nelle ripartenze e nelle transizioni».
Sulla sfida del 15 ottobre: «Vedo un Pafos con un baricentro basso e che poi riparte per fare male». E sull’obiettivo dei ciprioti: «Per noi sarà molto difficile, ma il nostro obiettivo è proseguire il più possibile nella competizione».
L’Eco di Bergamo dedica poi spazio a una proposta che riguarda la storia nerazzurra: «L’invito all’Atalanta: “Ritira la maglia di Stromberg”». Federico Errante racconta l’iniziativa del Comitato Coppa Quarenghi, presentata a San Pellegrino durante il Premio al medico sportivo.
Il presidente Giampietro Salvi spiega: «Crediamo che molti atalantini sarebbero felici se venisse ritirata la maglia di Glenn. Parliamo di una leggenda vivente, di un simbolo per la Dea e per Bergamo tanto che i tifosi si identificano in lui».
Stromberg risponde commosso: «Mi scappa la lacrimuccia, perché sarebbe stupendo, emozionante non solo per me. Sarebbe un gesto fantastico, davvero indimenticabile».
Gli altri nazionali trovano spazio sull’Eco con «Kolasinac batte Zalewski nel finale». La Bosnia supera la Polonia 1-0 grazie a un rigore di Basic; entrambi gli atalantini giocano tutta la partita. De Ketelaere parte invece dalla panchina ed entra nella ripresa nella sconfitta del Belgio per 4-1 contro la Francia.
L’Under 21 si prende le pagine dei tre quotidiani sportivi dopo il 6-2 alla Polonia e la qualificazione diretta all’Europeo. La Gazzetta dello Sport apre il servizio con «Azzurrini spettacolo» e «Italia bellissima, 6 gol ed è Europeo».
Alex Frosio comincia così la sua analisi: «Liberate il talento e il talento si paleserà». E descrive il lavoro di Baldini: «Il calcio è semplice, se lo liberi». Segnano Koleosho, Ndour due volte, Lipani, Fini e Cherubini; l’Italia chiude il girone davanti alla Polonia.
Il Corriere dello Sport, con Fabio Massimo Splendore, titola «Magia Under 21, magico Ndour». La seconda rete del centrocampista, dalla propria metà campo, domina fotografie e racconti. Le distanze indicate dai giornali non coincidono: 65,5 metri per il Corriere, 75 per la Gazzetta, 72 per Tuttosport.
Nella pagina delle dichiarazioni, Splendore raccoglie l’emozione di Baldini: «Ho ragazzi speciali, straordinari, meritano questa soddisfazione. Hanno fatto 15 giorni da grandi professionisti». Ndour ricambia: «Devo tanto a Baldini e tutti gli vogliamo bene. Persona straordinaria, grande allenatore».
La Gazzetta dello Sport guarda già alla fase finale con «Baldini sicuro: “Andiamo all’Europeo per vincerlo”». Il tecnico chiarisce: «Intanto ci andiamo, e poi fin dal primo giorno sono convinto di vincerlo».
Sempre sulla Gazzetta, G.B. Olivero firma il commento «La metamorfosi di Ndour e la lezione dell’Under: divertimento e vittorie». Il punto centrale è il modo in cui arriva il successo: «La partita dell’Under 21 ci ha lasciato un sapore dolce in bocca non tanto per il punteggio largo e nemmeno per la qualificazione all’Europeo, ma per il modo in cui sono arrivati quasi tutti i gol: dribbling, fantasia, inserimenti senza palla, immaginazione».
Prima delle aperture, il ricordo di un volto della televisione sportiva. La Gazzetta dello Sport dedica a Ennio Vitanza, scomparso a 92 anni, «90° di nostalgia». Germano Bovolenta firma «Se ne va anche Vitanza, il pianista gentile della squadra di Valenti».
Il sommario lo ricorda come «Telecronista misurato ed elegante, milanista e grande amico di Rivera». Il racconto attraversa il calcio giocato nelle giovanili del Torino, la passione per il pianoforte e il jazz, gli anni in Rai e la squadra di 90° minuto. Bovolenta ne riassume il modo di lavorare in tre parole: «Stile, semplicità e rispetto».
La carrellata delle aperture sportive celebra le due nazionali. La Gazzetta dello Sport sceglie «Bella forza»: «L’Italia ne fa altri 3 alla Turchia: è seconda». In alto, sul caso federale, «Il commissario Malagò». Il Corriere dello Sport apre con «La gioia è doppia»: «Vince Mancini (3-1), stravince Baldini (6-2): raggiunti due obiettivi». Tuttosport titola «Festival d’Italia», con «Scamacca, Calafiori e Pio stendono la Turchia: 3-1» e il richiamo «FantaNdour e 6 gol! Under 21 all’Europeo».
Ad maiora