Day: 2 ottobre 2026

Under 21, cosa serve per andare all’Europeo: due gol di scarto alla Polonia oppure i conti con Grecia e Finlandia

Il successo in Armenia tiene aperta la corsa al primo posto. Lunedì a Pescara gli azzurrini possono conquistare la qualificazione diretta: tutte le combinazioni, il confronto tra le seconde e il peso della differenza reti.

Per lasciare la calcolatrice in panchina, all’Italia servono due gol di scarto. È questa la strada più breve verso l’Europeo Under 21 del 2027: battere così la Polonia lunedì 5 ottobre a Pescara, alle 18.15, in diretta su Rai 2.

Il gol di Cissé al 95’ in Armenia ha conservato agli azzurrini la possibilità di vincere il girone. La squadra di Silvio Baldini arriva all’ultima giornata con 24 punti, contro i 27 dei polacchi. Il secondo posto è già al sicuro, ma non garantisce l’accesso diretto alla fase finale in Albania e Serbia: passano le nove vincitrici dei gironi e soltanto la migliore seconda. Le altre otto seconde devono affrontare gli spareggi di novembre.

All’andata la Polonia ha vinto 2–1. Per questo un successo italiano con almeno due reti di vantaggio ribalterebbe gli scontri diretti, il primo criterio da considerare a parità di punti. Un 2–0, un 3–1 o qualsiasi vittoria più larga significherebbero primo posto e qualificazione.

Vincere di misura, invece, non basterebbe per scavalcare la Polonia. Gli scontri diretti tornerebbero in equilibrio e diventerebbe decisiva la differenza reti complessiva: oggi i polacchi sono a +24, l’Italia a +21. Con una vittoria azzurra di un gol, il conto finale sarebbe +23 per loro e +22 per noi.

Resterebbe però aperta la porta della migliore seconda. Qui bisogna cambiare conteggio: nei gironi a sei squadre vengono eliminati i risultati contro l’ultima classificata. All’Italia vengono quindi sottratti i sei punti e i cinque gol di differenza reti ottenuti contro l’Armenia.

Il confronto con le due inseguitrici più vicine diventa questo: Italia 18 punti e +16, Grecia 18 e +12, Finlandia 16 e +12. Tutte hanno una partita ancora da giocare.

Se l’Italia battesse la Polonia di un gol, salirebbe a 21 punti utili e +17. La Finlandia non potrebbe più raggiungerla. La Grecia, invece, potrebbe arrivare a quota 21 vincendo in Irlanda del Nord: per pareggiare la differenza reti italiana dovrebbe imporsi con cinque gol di scarto. A quel punto conterebbero le reti segnate. Un esempio concreto: con Italia–Polonia 1–0 e Irlanda del Nord–Grecia 0–5, passerebbero davanti i greci, con 23 gol fatti contro 21. Con sei reti di scarto avrebbero direttamente una differenza reti migliore. Questo confronto vale se la Grecia chiude seconda alle spalle della Germania.

Un pareggio con la Polonia lascerebbe l’Italia a 19 punti utili e +16. Una vittoria greca, qualora gli ellenici restassero secondi, sarebbe sufficiente per superarci. La Finlandia potrebbe invece raggiungerci a 19 vincendo in Kosovo: con quattro reti di scarto pareggerebbe la nostra differenza reti, con cinque la migliorerebbe. Con una sconfitta italiana resteremmo a 18, rendendo ancora più complicata la qualificazione diretta.

In questi ultimi due scenari andrebbe controllato l’intero quadro degli altri gironi, comprese eventuali inversioni tra prime e seconde: Germania e Spagna, per esempio, non hanno ancora conquistato matematicamente il primato.

C’è infine un dettaglio di calendario: l’Italia gioca lunedì, Grecia e Finlandia martedì. Conosceranno quindi il risultato da ottenere. Un motivo in più per provare a chiudere tutto a Pescara.

Atalanta, Venezia e Pafos in Nazionale: Krstovic e Kessie protagonisti, la Dea ha già accumulato 1.282 minuti

Mentre Sarri lavora a Zingonia con un gruppo ridotto, tredici giocatori dell’Atalanta sono impegnati con le rispettive Nazionali. La sosta coinvolge anche il Venezia, prossimo avversario in campionato lunedì 12 ottobre, e il Pafos, atteso a Bergamo tre giorni più tardi per la prima giornata della fase campionato di Conference League.

Il bilancio è ancora parziale, perché gli impegni internazionali proseguiranno fino al 6 ottobre. Fin qui c’è comunque una differenza netta: i nazionali dell’Atalanta hanno già totalizzato 1.282 minuti, quelli del Venezia 433, mentre i due giocatori della prima squadra del Pafos utilizzati dalle rispettive selezioni si sono fermati complessivamente a 158.

Il protagonista principale è Nikola Krstovic, che con il Montenegro ha raccolto 179 minuti, due gol (uno bellissimo, l’altro su rigore) e un assist. Bene anche Franck Kessie: 173 minuti, un gol su rigore e un assist con la Costa d’Avorio.

Eljif Elmas ha giocato entrambe le prime partite della Macedonia del Nord, arrivando a 180 minuti. Seguono Sead Kolasinac con 171, Charles De Ketelaere con 168 e Nicola Zalewski con 156.

Con l’Italia Giorgio Scalvini ha totalizzato 115 minuti, mentre Gianluca Scamacca ne ha giocati 14. Marco Carnesecchi è sempre in panchina, avendo davanti Donnarumma.

Giacomo Raspadori ha disputato 45 minuti prima di lasciare il raduno azzurro per una distrazione di basso grado al bicipite femorale della coscia destra. L’attaccante è rientrato a Zingonia e ha già iniziato il percorso riabilitativo.

Mario Pasalic ha raccolto 57 minuti con la Croazia, Lazar Samardzic 24 con la Serbia. Relja Obric, unico atalantino convocato da una selezione giovanile, è rimasto in panchina per tutta Slovenia-Israele Under 21, terminata 2-3. Oggi alle 17 avrà una seconda possibilità nella sfida casalinga contro l’Olanda.

Il Venezia è partito con sei convocati: Filip Stankovic, Redouane Halhal, Richie Sagrado, John Yeboah, Albion Rrahmani e Akor Adams. Successivamente si sono aggiunti Ridgeciano Haps, chiamato dal Suriname, e Thorir Helgason con l’Islanda.

Yeboah è il veneziano maggiormente utilizzato con 142 minuti giocati dall’Ecuador. Adams ne ha totalizzati 137 con la Nigeria, Rrahmani 69 con il Kosovo.

Helgason è partito titolare nella vittoria per 3-0 dell’Islanda in Lussemburgo ed è rimasto in campo per 85 minuti. Stankovic, Halhal, Sagrado e Haps non sono invece stati utilizzati nei primi incontri.

Il Pafos ha quattro convocati, ma soltanto due appartengono stabilmente alla prima squadra: Vlad Dragomir con la Romania e Ivan Sunjic con la Bosnia ed Erzegovina. I giovani Andreas Andreou e Georgios Michael sono invece impegnati con Cipro Under 19.

Dragomir è entrato nei minuti finali della sconfitta della Romania contro la Svezia e ha poi disputato per intero il 2-4 interno contro la Bosnia, raggiungendo 92 minuti complessivi.

Sunjic ha giocato 66 minuti nel pareggio per 0-0 della Bosnia in Polonia, ricevendo anche un’ammonizione. È rimasto in panchina nella successiva vittoria in Romania.

Il portiere diciottenne Andreou e il centrocampista diciassettenne Michael hanno trovato spazio nelle amichevoli disputate dalla selezione cipriota Under 19 contro la Moldova, ma non hanno ancora giocato nemmeno un minuto nella prima squadra del Pafos.

Il quadro cambierà ancora nei prossimi giorni, con molte Nazionali attese da altre due partite. L’Atalanta è però la squadra più esposta per numero di convocati, minuti giocati e peso dei calciatori coinvolti.

Sarri ritroverà diversi titolari soltanto al termine della sosta e dovrà prepararli per due partite ravvicinate: prima il Venezia in campionato, poi il Pafos in Conference League. Vedremo se stanchi o motivati dall’impiego nelle rispettive nazionali.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di venerdì 2 ottobre: ora tocca a Rowe, Kessié è il motore per la svolta. Il vivaio festeggia il trentesimo trofeo e Cisse salva l’Under 21

L’Atalanta aspetta dalla sosta una spinta per ripartire: Rowe lavora a Zingonia per entrare nei meccanismi di Sarri, Kessié ritrova continuità anche con la Costa d’Avorio. I giornali celebrano inoltre i trenta trofei nerazzurri e la vittoria dell’Under 21 in Armenia, arrivata nel recupero con Cisse. E da oggi c’è un rinforzo in più: l’ex nerazzurro Ahanor.

L’Eco di Bergamo apre con «Ora tocca a Rowe. L’Atalanta ha bisogno di lui». Matteo Spini racconta le settimane dell’inglese rimasto a Zingonia: «La sosta è servita soprattutto a lui: si è messo in pari e sta entrando in forma». Il sommario indica quello che la Dea si aspetta: «Sta sfruttando la sosta per integrarsi e capire il gioco di mister Sarri. Basilare per qualità, velocità e dribbling».

Il lavoro riguarda il campo e l’inserimento nel gruppo: «C’è il lato tecnico per entrare nei meccanismi di Sarri e pure quello umano, per integrarsi in un nuovo spogliatoio». Finora, scrive Spini, Rowe «ha fatto qua e là sfoggio delle sue qualità, con accelerazioni brucianti e iniziative brillanti, ma inevitabilmente a strappi». Alla ripresa dovrà essere un giocatore più «dentro» l’Atalanta.

L’infortunio di Raspadori rende ancora più importante la sua crescita: «Atalanta ha fretta di avere il vero Rowe: oggi è l’unico big sulla fascia sinistra». Per Spini, «l’Atalanta ha grande bisogno di idee e qualità là davanti, dopo un inizio in cui ha mostrato difficoltà a creare occasioni».

Nel notiziario, L’Eco segnala un passo avanti per due infortunati: «Sulemana e Hien iniziano con il lavoro in palestra». Restano alle terapie Kossounou e Raspadori. La squadra continua ad allenarsi con l’integrazione dell’Under 23, mentre si aspetta il rientro dei nazionali.

Sulla Gazzetta dello Sport, Davide Giovanzana firma «Kessié senza sosta. Il motore dell’Atalanta si prepara per la svolta». Il sommario: «Sempre titolare da capitano con la sua Costa d’Avorio. Ha recuperato la forma migliore dopo gli anni in Arabia».

Giovanzana racconta il ritorno a Bergamo dopo la conclusione del contratto con l’Al-Ahli: «Giuntoli e Luca Percassi l’hanno convinto mettendolo al centro del nuovo progetto Dea, affidato a Maurizio Sarri». Durante la sosta Kessié ha giocato dall’inizio contro Ghana e Somalia, contribuendo con un gol e un assist alla prima vittoria e con un altro assist alla seconda. Con la Nazionale viene utilizzato anche da regista: una soluzione che Sarri può valutare per la ripresa.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, dedica la pagina sportiva alla storia nerazzurra: «3 stelle» (con la foto di Lookman che alza l’Europa League). Pietro Serina parte dalla Supercoppa Primavera conquistata contro la Fiorentina: «L’Atalanta ha fatto 30, e non serve che faccia 31 per celebrarla». Il sottotitolo spiega il conteggio: «La Supercoppa vinta dalla Primavera è il 30° trofeo della storia dell’Atalanta. Dai pionieri del ’49 alla banda Prandelli».

Tre titoli appartengono alla prima squadra, 27 al settore giovanile. Serina ricorda il campionato di Prima Divisione del 1927/28, la Coppa Italia del 1963 e l’Europa League del 2024. Per il vivaio, il bilancio è di «19 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe». Una citazione particolare va a Mino Favini: «Più di lui (17) li ha conquistati il compianto Mino Favini come responsabile del vivaio». Spazio anche a Giancarlo Finardi, vincitore di due Coppe Italia Primavera da allenatore e protagonista di altri dieci titoli alla guida tecnica del settore giovanile.

Sul fronte delle Nazionali, L’Eco di Bergamo segnala «Samardzic ko con la Serbia in Germania. Oggi in scena altri 8». Il centrocampista entra al 67’ nella sconfitta per 2-0. Questa sera tocca anche agli azzurri contro la Francia, mentre il Corriere dello Sport, con Adriano Ancona, presenta «De Ketelaere fa il centravanti contro Montella»: il belga viene indicato ancora al centro dell’attacco nella sfida con la Turchia.

Per chi prepara la trasferta europea, L’Eco ricorda «Biglietti per l’Ajax. Vendita da giovedì». La partita di Amsterdam è in programma il 22 ottobre alle 21; la vendita parte l’11 ottobre alle 9 e termina il 19 alle 9. Ogni sostenitore deve acquistare il biglietto a proprio nome e poi ritirarlo presentando il documento.

L’Under 21 trova invece il successo in Armenia all’ultimo assalto. La Gazzetta dello Sport titola «All’ultimo respiro»: Alex Frosio scrive «Cisse salva l’Italia. L’Europeo subito è ancora possibile». Dopo il rigore sbagliato da Koleosho e i legni colpiti da Cisse e Comuzzo, il gol nel recupero decide lo 0-1. Lunedì a Pescara servirà battere la Polonia con due reti di scarto per conquistare la qualificazione diretta.

Il Corriere dello Sport, con Andrea Losapio, sceglie «Cisse gol fa felice l’Under» e «Colpo al 95’ in Armenia: Baldini e i suoi si giocano tutto con la Polonia». Su Tuttosport, Alessia Scurati titola «Urlo Cisse. L’Italia fatica ma è viva». Baldini difende i suoi: «Il gol è stato meritato. Dopo due legni, un rigore sbagliato e altre palle gol non sfruttate, queste sono le classiche partite che a volte perdi, ma dovevamo rimanere tranquilli».

Le tre aperture sportive sono tutte per Francia-Italia. La Gazzetta dello Sport titola «Zizou ancora tu», con la nuova Nazionale all’esame dei francesi. Il Corriere dello Sport sceglie «Tête-à-tête»: «Mancio, tre cambi rispetto alla Turchia. Zizou senza Mbappé». Tuttosport apre con «Zizou: non ho rimorsi», tornando sulle parole di Zidane e sulla testata a Materazzi nella finale mondiale del 2006.

Ad maiora