Month: settembre 2026

Atalanta, per Raspadori distrazione al bicipite femorale destro: possibile stop di due-tre settimane, riabilitazione già iniziata

L’Atalanta perde Giacomo Raspadori. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto l’attaccante hanno evidenziato una distrazione di basso grado del muscolo bicipite femorale della coscia destra. Il giocatore ha già iniziato il percorso riabilitativo.

Raspadori si è infortunato durante Turchia-Italia di Nations League, partita nella quale è stato sostituito all’intervallo dopo aver partecipato alla costruzione di due delle reti azzurre. Rientrato in anticipo dal raduno della Nazionale, è tornato a Zingonia per sottoporsi agli accertamenti e cominciare le cure.

Per un problema muscolare di questo tipo si può ipotizzare uno stop compreso fra due e tre settimane, indicativamente 15-20 giorni. Si tratta però di una stima: molto dipenderà dalla risposta del giocatore alla riabilitazione e dalla successiva ripresa del lavoro sul campo.

La presenza di Raspadori contro il Venezia, alla ripresa del campionato, appare quindi difficile. Anche la gara di Conference League contro il Pafos potrebbe arrivare troppo presto, mentre l’obiettivo più realistico può diventare il rientro nella seconda metà di ottobre. Lo staff nerazzurro non forzerà comunque i tempi, considerato il rischio di ricadute legato agli infortuni al bicipite femorale.

Nel frattempo la squadra di Sarri continua a lavorare al Centro Bortolotti senza i giocatori impegnati con le rispettive nazionali. Anche nella seduta di mercoledì i nerazzurri si sono allenati insieme all’Under 23.

Dopo l’attivazione tecnica, il programma ha previsto esercitazioni divise per reparti, lavoro sul possesso palla, una partita dieci contro dieci su campo ridotto e, in chiusura, una sessione differenziata di potenziamento aerobico.

Proseguono invece le terapie per Isak Hien, Odilon Kossounou e Kamaldeen Sulemana. Per giovedì 1° ottobre è in programma una doppia seduta a porte chiuse al Centro Bortolotti.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 30 settembre: Raspadori lascia la Nazionale per un guaio muscolare, Zingonia riempie la difesa azzurra. Orsato ammette l’errore sul fallo a Rowe

La notizia che preoccupa l’Atalanta è il rientro anticipato di Giacomo Raspadori: dopo la botta che lo ha costretto a uscire in Turchia, l’attaccante lascia il ritiro dell’Italia per un problema muscolare. Oggi sarà valutato a Zingonia. I giornali raccontano anche quanti giocatori cresciuti nel vivaio nerazzurro siano arrivati in Nazionale e tornano sul fallo a Rowe in Juventus-Atalanta: l’episodio figura tra gli errori arbitrali riconosciuti da Daniele Orsato.

L’Eco di Bergamo titola «Raspadori, guaio muscolare. Lascia il ritiro della Nazionale». Il giornale distingue la botta ricevuta durante la partita dal problema emerso successivamente: «L’infortunio rimediato nel primo tempo di Turchia-Italia costringe l’attaccante dell’Atalanta a fermarsi: c’è un problema muscolare che necessita nuovi accertamenti». Raspadori torna a casa e oggi viene valutato dal Centro Bortolotti. Solo gli esami potranno chiarire l’entità dello stop.

Anche la Gazzetta dello Sport scrive «Raspadori ko, con la Francia c’è Kean». Andrea Ramazzotti riferisce che il nerazzurro aveva lasciato il campo a Bursa «dopo essersi scontrato con un avversario», ma che il fastidio muscolare richiede un nuovo controllo. Per l’Italia salta la Francia; per l’Atalanta, prima di parlare di tempi di recupero, bisogna attendere gli accertamenti.

L’altro titolo dell’Eco è «Zingonia sbarca in azzurro. La difesa è stata colonizzata». Matteo Spini conta Scalvini, Bastoni e Ruggeri titolari contro la Turchia, Carnesecchi in panchina e Palestra indisponibile per infortunio. «Quanta Zingonia in azzurro: la difesa vista in Turchia-Italia è un esempio di un’Atalanta che prova a colonizzare la Nazionale», scrive. Nel gruppo ci sono anche gli ex Cambiaghi e Ahanor.

Sulla pagina successiva, lo stesso giornale guarda ai bergamaschi che hanno vestito l’azzurro: «I bergamaschi con l’Italia? 28. Ruggeri dopo Doumbia e Zoma». Sono tre gli esordienti nelle ultime due gare della Nazionale di Mancini; Ruggeri è il ventottesimo nato in provincia di Bergamo a raggiungere l’Italia maggiore.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, sceglie «CDK, Raspe e gli altri: nuovi ruoli in campo e lampi in Nazionale. Sarri prende appunti». Marina Belotti osserva De Ketelaere impiegato da centravanti con il Belgio, Raspadori in una posizione più arretrata con l’Italia e Krstovic ancora a segno con il Montenegro. Per Raspadori, però, la serata di Bursa si chiude con il ritorno anticipato a Zingonia: «L’azzurro cambia fascia, ma lascia il ritiro per infortunio».

Sulla Gazzetta dello Sport, Matteo Brega scrive «L’Atalanta chiama il gigante Kristensen per la difesa di Sarri». La Dea ha lavorato durante la sosta con il danese, rimasto a Zingonia dopo la mancata convocazione. Il titolo richiama le assenze dietro: «Senza Hien e Kossounou toccherà al danese far coppia con Scalvini davanti a Carnesecchi». È la principale opzione per la ripresa contro il Venezia.

C’è poi la questione arbitrale. L’Eco di Bergamo titola «Orsato: “Mai odiato il Var”. Fallo su Rowe: “era rigore”». Su Tuttosport, nel pezzo di Ivan Cardia, il designatore fa il bilancio delle prime cinque giornate: «Con le mie indicazioni finora soltanto 7 errori». Specifica però che alcuni non avrebbero dovuto esserci: «Me ne aspettavo di più. Ma quelli che ci sono stati sono di superficialità o posizionamento errato». Fra gli episodi elencati da Tuttosport c’è «la trattenuta di Rowe in Juventus-Atalanta».

Sugli altri atalantini impegnati con le Nazionali, L’Eco di Bergamo segnala il successo della Costa d’Avorio di Kessié sulla Somalia e le sconfitte della Macedonia del Nord di Elmas e della Bosnia di Kolasinac. Resta attesa anche per il rientro degli ultimi giocatori a Zingonia, mentre Sarri prepara la sfida con il Venezia.

Nelle tre aperture dei quotidiani sportivi nazionali c’è soprattutto la Juventus. La Gazzetta dello Sport titola «Rilancio Juve», per il nuovo aumento di capitale, e in alto celebra «Generazione Kayode». Il Corriere dello Sport apre con «Juve, e lui paga» riferito a Elkann e richiama anche la sfida politica attorno alla Federcalcio con «Italia, attenti al Coni». Tuttosport sceglie «Elkann, altri 250 milioni per la Juve»; sopra, spazio ai giovani azzurri: «Pio e Kayode esaltano l’Italia dei Golden Boy».

Ad maiora

Atalanta, Raspadori lascia il ritiro della Nazionale. Venerdì Ederson e Gaetano incontrano i tifosi allo Store

Giacomo Raspadori interrompe il raduno azzurro e torna all’Atalanta. Dopo gli esami strumentali, l’attaccante è stato dichiarato indisponibile per i prossimi impegni della Nazionale. La FIGC non specifica la natura del problema né i tempi di recupero.

Raspadori è rimasto completamente a riposo nella giornata della ripresa a Coverciano. Per Sarri si apre quindi un’attesa sulle condizioni dell’attaccante: prima di valutarne la disponibilità alla ripresa del campionato serviranno aggiornamenti sul suo recupero.

Intanto, venerdì 2 ottobre, due nerazzurri incontreranno i tifosi nel centro di Bergamo. Ederson e Gianluca Gaetano saranno all’Atalanta Store di viale Papa Giovanni XXIII 30, dalle 19 alle 20, per un appuntamento dedicato a foto, selfie e autografi. L’accesso sarà garantito ai primi 200 tifosi.

Ad maiora

Atalanta, ripresa a Zingonia con l’Under 23: Hien, Kossounou e Sulemana ancora in terapia. Da giovedì i biglietti per il Pafos

L’Atalanta torna al lavoro al Centro Bortolotti dopo la sconfitta contro la Juventus. Senza i giocatori impegnati con le rispettive Nazionali, la squadra di Maurizio Sarri ha svolto nel pomeriggio un allenamento congiunto con l’Under 23.

La seduta si e aperta con una fase di attivazione generale, tra mobilità agli ostacoli e stretching dinamico. Poi circuito tecnico e un’esercitazione dedicata al possesso palla, prima della partitella conclusiva dieci contro dieci su campo ridotto.

Non arrivano novità dall’infermeria. Isak Hien, Odilon Kossounou e Kamaldeen Sulemana proseguono le rispettive terapie e restano dunque indisponibili. Per domani, 30 settembre, è prevista un’altra seduta pomeridiana a porte chiuse.

La ripresa della preparazione apre il percorso verso il Venezia ma anche per il primo impegno della League Phase di Conference League. Giovedì 15 ottobre, alle 21, l’Atalanta riceve il Pafos allo stadio di Bergamo.

La vendita libera dei biglietti comincerà alle 10 di giovedì 1° ottobre e andrà avanti, salvo esaurimento, fino al calcio d’inizio. I tagliandi sono disponibili online, nei punti vendita autorizzati e al Ticketing Point dello stadio.

Il prezzo intero è di 20 euro per Curva Nord Pisani e Curva Sud Morosini, con ridotto Under 16 a 14 euro. Il Parterre Rinascimento costa 18 euro, la Tribuna Rinascimento 35, il suo settore G invece 30, la Tribuna Ovest 28, la Tribuna d’Onore e il Pitch View 70 euro. Per i pacchetti hospitality il prezzo è di 200 euro.

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Morbegno in Cantina, tre cartoline e due incontri: le storie di Luca e Pierangelo tra un assaggio e l’altro

Di Luca non so se ci abbia raccontato il vero. Di Pierangelo sappiamo anche dove è sepolta la moglie. Li abbiamo conosciuti a Morbegno, tra una cantina e l’altra. Eravamo andati per il vino.

Io e Ale siamo seduti sui gradini della ferramenta, a mangiare formaggio e a finire un assaggio, quando Luca si mette a parlare con noi. Un ragazzo palermitano che vende cartoline e vorrebbe andare a lavorare in Germania. Prima, però, ci ha raccontato del carcere.

Ci è finito, ci ha detto, perché coltivava marijuana. E per un’«infamata». Parlando della persona che, a suo dire, lo aveva tradito, ha portato tre dita sotto il naso, come a disegnare dei baffetti. Quel gesto è quello che ci è più impresso (ora se qualcuno fa una bastardata possiamo comunicarcelo senza parlare).

Adesso Luca (sarà il suo vero nome?) gira per l’Italia con le sue cartoline (gli servono anche per mantenere il figlio, la cui foto campeggia sulla home del suo telefonino). In Germania ha un cugino che potrebbe offrirgli una base d’appoggio. Vorrebbe raggiungerlo e trovare lavoro.

La storia sembrava credibile. Alla fine gli abbiamo comprato tre cartoline. Poi ci siamo abbracciati. E gli abbiamo augurato buona fortuna.

Pierangelo, invece, voleva sapere del bicchiere. Quello che portavamo appeso al collo: dopo gli assaggi sarebbe rimasto a noi? (La risposta è sì).

Lo abbiamo incontrato davanti alla casa di riposo dove vive da quando è morta sua moglie. Ci ha chiesto come funzionasse il giro delle cantine. Noi gli abbiamo fatto altre domande e, dal vino, siamo passati alla sua vita.

Classe 1942, ha fatto il vigile urbano a Morbegno e nei dintorni. Ci ha raccontato del lavoro, della moglie, di quando è morta e di dove è sepolta. Dei figli e dei nipoti che vengono spesso a trovarlo.

Luca ci ha parlato di un posto dove vorrebbe andare. Pierangelo dei luoghi in cui ha vissuto e dove continua a trascorrere la sua vita. Uno cerca di cavarsela vendendo cartoline, l’altro ci ha raccontato i suoi anni da vigile. Ci sono sembrati agli antipodi, eppure ci hanno lasciato la stessa sensazione: tranquillità. Malgrado tutto quello che avevano da raccontare. Abbiamo condiviso il tempo di due conversazioni, in una giornata dedicata a fare altro (ma chiacchierare con sconosciuti credo che sia una delle attività migliori che si possano fare). E infatti sono stati, insieme agli assaggi e all’andare in giro mano nella mano per la splendida cittadina valtellinese, i momenti più belli.

Il vino, peraltro, meritava il viaggio: ottimi rossi di nebbiolo, che qui si chiama chiavennasca (abbiamo tenuto botta, salvo per l’orange che un po’ ci ha tagliato le gambe). L’occasione era Morbegno in Cantina, che tornerà anche nei fine settimana del 2–4 e del 9–11 ottobre 2026.

Noi ci siamo portati a casa anche tre cartoline. E due nomi: Luca e Pierangelo. Se andate e sarete fortunati troverete sconosciuti con cui chiacchierare anche voi

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