Sarri valuta il 4-2-3-1 per ripartire contro il Venezia. De Ketelaere potrebbe avvicinarsi a Scamacca, mentre Caldara invita alla pazienza: cambiare abitudini richiede tempo.
L’Eco di Bergamo apre lo sport con l’intervista di Matteo Spini a Mattia Caldara: «Atalanta, il cammino sarà lungo e difficile. Il Venezia va rispettato». L’ex difensore, che ha giocato con entrambe le squadre, spiega le difficoltà della trasformazione nerazzurra: «Da atalantino sapevo che l’inizio non sarebbe stato facile e immagino che se lo aspettasse anche la società: era logico che non si potesse subito andare forte, visto il cambio di filosofia».
Il passaggio centrale riguarda il lavoro dell’allenatore: «È cambiato tutto: ora si fa l’opposto di ciò che è stato fatto per dieci anni. Sarri è un perfezionista e a livello tattico dà tante nozioni, che vanno in conflitto con ciò che era stato appreso in precedenza. Ci sono giocatori che vanno in difficoltà più di altri».
Caldara non indica scadenze: «È difficile resettare: spero che duri poco e che il tecnico riesca a entrare nella testa di tutti. Mi auguro di tornare a vedere un’Atalanta che gioca per vincere e che diverte, che ci mette la grinta e va all’attacco». Del Napoli di Sarri conserva il ricordo di «un gran calcio» e aggiunge: «Mi aspetto un’altra Atalanta. E già nelle ultime partite ho iniziato a vedere qualcosa».
Il confronto con la svolta del 2016, vissuta in prima persona, non è automatico: «Vedo troppe differenze: noi superammo il momento perché andavamo al doppio degli altri, in primis era una questione fisica. Ma ora tutti si allenano di più e non c’è quell’ingrediente: si può trovare in altri aspetti, come qualche dettaglio tattico. Spero che l’Atalanta esca alla svelta, ma non è così automatico».
Caldara racconta anche le proprie difficoltà nel passaggio alla difesa a quattro al Milan: «I principi di Gasperini sono assimilabili in un paio di mesi: è facile capire che devi stare appiccicato all’uomo. Ma tornare indietro è molto più complicato».
Per lunedì, però, l’ex difensore mette davanti a tutto il risultato: «Se io fossi l’allenatore, in questo momento penserei prima ai punti: va bene anche sfangarla giocando male, perché pure questo aiuta il morale e il gioco può arrivare anche dopo». Senza sottovalutare l’avversaria: «Il Venezia va rispettato: Stroppa fa giocare la squadra a viso aperto e non merita di essere senza punti».
C’è anche una riflessione sulla partenza di de Roon: «Al suo posto io sarei rimasto all’Atalanta, restando tranquillo a dare una mano alla squadra, facendo la chioccia, anche a costo di giocare meno». Caldara precisa di non conoscere tutti i retroscena: «Non mi aspettavo questa scelta di Marten, ma magari è successo qualcosa di cui non sono a conoscenza».
E a proposito dell’ex capitano sul Corriere dello Sport, Jacopo Aliprandi scrive: «De Roon, tagliando su misura». Il sommario annuncia che domani, contro il Como, l’olandese giocherà la prima partita da titolare con la Roma.
Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Sarri mescola le carte». Il tema è la possibile novità tattica contro il Venezia: «Per avere più concretezza e suonare la sveglia, Sarri pensa al piano B. Non è un tecnico a cui piace cambiare il suo modulo 4-3-3, ma il 4-2-3-1 lo stuzzica da un po’ e potrebbe già sperimentarlo col Venezia per svoltare la classifica».
Il ragionamento ruota soprattutto attorno a De Ketelaere. Sarri non vorrebbe rinunciare a Scamacca, candidato a tornare titolare, e potrebbe sistemare il belga alle sue spalle, «un po’ come seconda punta». A destra c’è l’opzione Elmas, con Samardzic come alternativa; a sinistra è pronto Rowe. In mezzo, Belotti indica Ederson e Kessie. E prosegue: «È quindi dall’attacco che Sarri si attende le risposte più importanti, più automatismi, più creatività, una maggiore leggerezza davanti alla porta, per migliorare quella media di un gol segnato a gara».
Anche la Gazzetta dello Sport insiste sulla stessa possibilità. Matteo Brega titola «Le riflessioni di Sarri. L’Atalanta cambia volto. Con CDK trequartista». Il sommario: «La Dea ripartirà lunedì in casa contro il Venezia. Il belga può giocare dietro la punta nel 4-2-3-1».
Brega osserva che «non è automatico che aumentando gli uomini offensivi si ottenga più facilità a raggiungere la porta avversaria». Ma l’Atalanta vista prima della sosta «sembrava bisognosa di una spinta filosofica, di una leggerezza mentale che magari il cambio potrebbe aiutare».
La soluzione prenderebbe forma avvicinando De Ketelaere al centravanti, con Scamacca favorito su Krstovic. Il belga cerca ancora il primo gol stagionale nel club: lunedì saranno trascorsi 275 giorni dall’ultima rete in nerazzurro.
Il giornale riprende le parole pronunciate da CDK in Nazionale: «Mi sento molto bene da centravanti, gioco da tempo in quel ruolo. Posso girare da tutti i lati, mi piace giocare al centro». Nel nuovo assetto potrebbe agire da sottopunta, scambiandosi di posizione con il centravanti. Brega chiude così: «Magari con meno pensieri, per essere meno cerebrali e più veloci. Per ripartire servirà anche questo».
Il notiziario dell’Eco titola «Scamacca può partire dal 1’ contro il Venezia». La squadra potrebbe assomigliare a quella schierata contro la Juventus, con il ritorno dell’attaccante al posto di Krstovic. Kristensen è indicato accanto a Scalvini, mentre Samardzic resta in vantaggio su Gaetano.
Cinque gli indisponibili: Raspadori, Sulemana, Hien, Pompei e Kossounou. Per Raspadori resta possibile il recupero contro il Pafos; anche la Gazzetta dello Sport conferma l’obiettivo di giovedì, precisando che «la cautela resta prioritaria».
Sempre sull’Eco, Luca Persico intervista Pierluigi Tami: «Il segreto della mia Svizzera è aver imitato l’Atalanta». Il direttore tecnico delle Nazionali elvetiche, che lascerà l’incarico a fine anno, riconosce il valore del modello nerazzurro: «Il segreto della “mia” Svizzera? Imitare l’Atalanta dei tempi di Gasp: siete stati un modello unico».
Tami allarga il discorso al calcio italiano: «Il problema del calcio italiano secondo me non è la mancanza di talenti, che ci sono: servono soprattutto idee chiare, coraggio e metodo». Il suo lavoro è passato dalla costruzione di una linea comune: «Condividendo principi comportamentali, di gioco e mentalità, partendo dalle relazioni umane, base di tutto».
E torna sull’esempio bergamasco: «Noi ci siamo ispirati all’Atalanta: visione chiara, identità di gioco, società forte». Nell’intervista trova spazio anche la scelta azzurra di Alessandro Romano: «Lo seguivamo da quando aveva 15 anni, era in un progetto talento che da noi esiste dal lontano 2004». Tami gli augura un percorso di successo, ricordando quanto il doppio passaporto sia diffuso fra i nazionali svizzeri.
Per la Primavera, l’Eco presenta la partita delle 13 a Zingonia: «La Primavera all’assalto del Milan. Serve una svolta». Dopo quattro sconfitte e una sola vittoria nelle prime cinque giornate, i nerazzurri cercano punti contro i rossoneri. Il precedente stagionale è favorevole: il successo nella Supercoppa contro la Fiorentina resta l’unico lampo di un avvio complicato.
Il Corriere della Sera, nell’edizione bergamasca, ricorda Stefania Corna: «Stefania Corna, minuto di silenzio». La Federazione pallavolo ha disposto un minuto di raccoglimento nelle gare in Italia di oggi e domani per l’ex giocatrice bergamasca, morta a 35 anni.
Ecco qualche spunto dalle pagine sportive, partendo dalla Gazzetta dello Sport, che saluta il ritorno del campionato con «Rieccoli!». Al centro l’Inter contro il Parma, con Thuram titolare. Fra gli altri richiami, «Milan 50 milioni» per l’aumento di capitale e «Lombardia il grande show», dedicato alla corsa da Bergamo a Como.
Il Corriere dello Sport apre con l’intervista di Ivan Zazzaroni a Mourinho: «È un’Inter da triplete». La frase di richiamo: «Ha tutto per farcela, anche se spero di no». In basso «Inter, Chivu si affida a Thuram», «Napoli, Allegri riparte da Neres» e «Turchia, esonerato Montella».
Tuttosport sceglie l’intervista al direttore sportivo del Cagliari Accardi: «Romano a gennaio no. Dopo…». In alto «Chivu, occhio a Gila», sulla sfida fra Inter e Parma. Spazio anche al successo delle azzurre: «Azzurre, 2-0 alla Bielorussia. Un passo verso il Mondiale».
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