Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio Under 21 Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Morbegno in Cantina, tre cartoline e due incontri: le storie di Luca e Pierangelo tra un assaggio e l’altro

Di Luca non so se ci abbia raccontato il vero. Di Pierangelo sappiamo anche dove è sepolta la moglie. Li abbiamo conosciuti a Morbegno, tra una cantina e l’altra. Eravamo andati per il vino.

Io e Ale siamo seduti sui gradini della ferramenta, a mangiare formaggio e a finire un assaggio, quando Luca si mette a parlare con noi. Un ragazzo palermitano che vende cartoline e vorrebbe andare a lavorare in Germania. Prima, però, ci ha raccontato del carcere.

Ci è finito, ci ha detto, perché coltivava marijuana. E per un’«infamata». Parlando della persona che, a suo dire, lo aveva tradito, ha portato tre dita sotto il naso, come a disegnare dei baffetti. Quel gesto è quello che ci è più impresso (ora se qualcuno fa una bastardata possiamo comunicarcelo senza parlare).

Adesso Luca (sarà il suo vero nome?) gira per l’Italia con le sue cartoline (gli servono anche per mantenere il figlio, la cui foto campeggia sulla home del suo telefonino). In Germania ha un cugino che potrebbe offrirgli una base d’appoggio. Vorrebbe raggiungerlo e trovare lavoro.

La storia sembrava credibile. Alla fine gli abbiamo comprato tre cartoline. Poi ci siamo abbracciati. E gli abbiamo augurato buona fortuna.

Pierangelo, invece, voleva sapere del bicchiere. Quello che portavamo appeso al collo: dopo gli assaggi sarebbe rimasto a noi? (La risposta è sì).

Lo abbiamo incontrato davanti alla casa di riposo dove vive da quando è morta sua moglie. Ci ha chiesto come funzionasse il giro delle cantine. Noi gli abbiamo fatto altre domande e, dal vino, siamo passati alla sua vita.

Classe 1942, ha fatto il vigile urbano a Morbegno e nei dintorni. Ci ha raccontato del lavoro, della moglie, di quando è morta e di dove è sepolta. Dei figli e dei nipoti che vengono spesso a trovarlo.

Luca ci ha parlato di un posto dove vorrebbe andare. Pierangelo dei luoghi in cui ha vissuto e dove continua a trascorrere la sua vita. Uno cerca di cavarsela vendendo cartoline, l’altro ci ha raccontato i suoi anni da vigile. Ci sono sembrati agli antipodi, eppure ci hanno lasciato la stessa sensazione: tranquillità. Malgrado tutto quello che avevano da raccontare. Abbiamo condiviso il tempo di due conversazioni, in una giornata dedicata a fare altro (ma chiacchierare con sconosciuti credo che sia una delle attività migliori che si possano fare). E infatti sono stati, insieme agli assaggi e all’andare in giro mano nella mano per la splendida cittadina valtellinese, i momenti più belli.

Il vino, peraltro, meritava il viaggio: ottimi rossi di nebbiolo, che qui si chiama chiavennasca (abbiamo tenuto botta, salvo per l’orange che un po’ ci ha tagliato le gambe). L’occasione era Morbegno in Cantina, che tornerà anche nei fine settimana del 2–4 e del 9–11 ottobre 2026.

Noi ci siamo portati a casa anche tre cartoline. E due nomi: Luca e Pierangelo. Se andate e sarete fortunati troverete sconosciuti con cui chiacchierare anche voi

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 29 settembre: Raspadori inventa, Scalvini riparte con l’Italia, Krstovic segna ancora. A Bergamo Sarri aspetta i gol di Rowe e De Ketelaere

L’Italia vince 4-1 in Turchia e la serata azzurra parla anche bergamasco: Scalvini torna titolare, Raspadori dirige l’attacco per un tempo e Carnesecchi segue dalla panchina. Krstovic segna ancora con il Montenegro, mentre De Ketelaere perde con il Belgio contro la Francia. Oggi, dopo cinque giorni di pausa, l’Atalanta riprende gli allenamenti a Zingonia.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «L’Italia d’incanto si trasforma e rifila un poker alla Turchia». Roberto Mancini cambia dopo la sconfitta con il Belgio e la partita prende subito un’altra direzione: Bastoni, Frattesi e Kayode segnano nei primi 27 minuti, Pio Esposito firma il quarto gol nella ripresa. Il quotidiano osserva che «sono Bastoni e Scalvini i due centrali» scelti per la nuova difesa, mentre Raspadori parte titolare al posto di Cambiaghi.

Nel pezzo «Raspadori in versione lusso. Regista d’attacco per 45’», L’Eco mette a fuoco la prova del nerazzurro: «Già all’intervallo esce a causa di una botta che non desta troppa preoccupazione, ma fa molto bene».

Altre notizie per l’Atalanta arrivano dalle altre Nazionali. L’Eco di Bergamo titola «Krstovic ci ha preso gusto, Cdk beffato nel finale». L’attaccante segna nel 3-2 del Montenegro sull’Armenia: «È il secondo gol consecutivo dopo il rigore contro Cipro». Il Belgio di De Ketelaere, invece, viene battuto in casa dalla Francia con una rete di Olise nel finale.

In alto, il giornale guarda già a Zingonia: «Oggi la ripresa dopo cinque giorni di stop. In campo in 9». Al Centro Bortolotti Sarri ritrova i giocatori rimasti fuori dalle convocazioni delle rispettive Nazionali. Per il primo impegno dei nerazzurri alla ripresa del campionato, contro il Venezia, c’è ancora tempo: si gioca il 12 ottobre.

La Gazzetta dello Sport sposta l’attenzione sull’attacco della Dea. Matteo Brega firma «Non solo Scamacca. L’Atalanta di Sarri ha bisogno di Rowe»: «Per ora 5 reti in 5 turni: il rilancio della Dea passa anche dalla scossa dell’inglese e di CDK». La pausa offre a Sarri giorni di lavoro per trovare più soluzioni offensive e più gol.

Brega scrive che «con un gol di media a partita non si possono ampliare gli orizzonti». Rowe, arrivato a fine mercato, deve ancora trovare continuità; De Ketelaere cerca di riportare a Bergamo la vivacità mostrata con il Belgio.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, torna sul rinnovo di Giorgio Scalvini. Marina Belotti titola «Scalvini profeta in patria. Rinnovi, 2028 anno clou». Il difensore ha firmato fino al 2031 e, scrive il giornale, può puntare a entrare «nella top 10 delle presenze» con l’Atalanta. Per ora sono 144 in prima squadra: il prolungamento dà una prospettiva lunga al rapporto fra il ragazzo cresciuto a Zingonia e il club.

Ancora L’Eco di Bergamo, con Matteo Spini, segue un ex nerazzurro: «Bakker può tornare a casa. L’olandese in prova al Nec». Dopo la risoluzione consensuale con l’Atalanta, l’esterno si allena con il club di Nimega. Spini ricorda il percorso a Bergamo e le difficoltà incontrate nelle stagioni successive: Bakker cerca adesso una nuova squadra in cui ripartire.

Spazio a un altro ex su Tuttosport, che racconta la scelta del Papu Gomez di lasciare l’Italia: «Il Papu nella B degli Emirati Arabi». L’argentino saluta il Padova per la Virtus di Setti, formazione della seconda divisione emiratina. Nel pezzo torna anche il ricordo della sua Atalanta: «Con la maglia del club di Bergamo il Papu senza neanche troppi rimpianti».

Infine, uno sguardo al prossimo avversario della Dea. Sulla Gazzetta dello Sport, Simone Battaggia titola «Il Venezia rivede la difesa: il faro è Juan Jesus». Il difensore, arrivato dal Napoli, è chiamato a guidare il reparto della squadra di Stroppa, che attende l’Atalanta dopo la sosta.

Le prime pagine sportive sono tutte per la vittoria dell’Italia. La Gazzetta dello Sport celebra i giovani con «Fior d’Italia»; il Corriere dello Sport titola «Così, Mancio, così!»; Tuttosport punta sull’esultanza di Kayode: «Mamma l’Italia!».

Ad maiora

Under 21, la strada per l’Europeo passa da Armenia e Polonia: le combinazioni per qualificarsi e le due sfide in esclusiva Rai

Due partite per prendersi l’Europeo senza passare dagli spareggi. L’Under 21 di Silvio Baldini affronta l’Armenia giovedì 1° ottobre a Yerevan, alle 18.30 italiane (senza Bartesaghi, squalificato), le 20.30 locali, poi riceve la Polonia lunedì 5 ottobre alle 18.15 allo stadio Adriatico di Pescara. Entrambe le gare sono trasmesse in diretta e in esclusiva Rai, su Rai 2.

Gli azzurrini hanno già la certezza di chiudere fra le prime due del girone, ma l’obiettivo è la qualificazione diretta alla fase finale del 2027 in Albania e Serbia. La classifica vede la Polonia a 24 punti e l’Italia a 21, entrambe dopo otto partite. Accedono direttamente all’Europeo le vincitrici dei nove gironi e la migliore seconda. Le altre otto seconde si giocano gli ultimi quattro posti nei playoff di novembre.

Il primo appuntamento da seguire arriva prima della partita degli azzurrini: mercoledì 30 settembre si gioca Polonia-Svezia. Un pareggio o una vittoria svedese renderebbero più semplice il compito dell’Italia. Vincendo in Armenia, infatti, a Baldini basterebbe poi battere la Polonia con qualsiasi punteggio per conquistare il primo posto.

Se invece i polacchi superano anche la Svezia, l’Italia deve vincere entrambe le proprie partite e fare i conti con il 2-1 subito all’andata. A Pescara un successo con almeno due gol di scarto garantirebbe il sorpasso: a parità di punti, gli azzurrini sarebbero avanti negli scontri diretti.

Una vittoria con un solo gol di margine aprirebbe invece il confronto sulla differenza reti generale. Non c’è un vantaggio legato al gol segnato in trasferta all’andata: con due successi di misura, uno per parte, il bilancio degli scontri diretti sarebbe in perfetto equilibrio.

Oggi l’Italia ha una differenza reti di più 20, la Polonia di più 21. Il conto è questo: se entrambe vincono la prossima partita, agli azzurrini basta ottenere in Armenia uno scarto almeno uguale a quello dei polacchi contro la Svezia, per poi conquistare il girone battendoli anche di un solo gol. Un esempio: Polonia-Svezia 2-0, Armenia-Italia 0-2 e Italia-Polonia 1-0 significherebbero primo posto azzurro.

Esiste però anche la strada della migliore seconda. E qui cambia il modo di leggere la classifica: nei gironi da sei squadre vengono cancellati i risultati contro l’ultima. L’Armenia è già certa del sesto posto, quindi nel confronto fra seconde non contano né il 5-1 dell’andata né il risultato della prossima trasferta.

L’Italia ha così 18 punti utili: diventerebbero 21 battendo la Polonia, 19 pareggiando, mentre resterebbero 18 in caso di sconfitta. Segnare tanto in Armenia può aiutare a vincere il girone, ma non migliora la differenza reti nella graduatoria delle seconde.

La rivale da osservare con maggiore attenzione è la Grecia, attualmente seconda dietro la Germania. Tolte le due vittorie contro Malta, i greci hanno 15 punti utili e devono ancora affrontare la Lettonia, il 1° ottobre, e l’Irlanda del Nord, il 6. Due successi li porterebbero a 21; una vittoria e un pareggio a 19; una vittoria e una sconfitta a 18. A parità di punti diventerebbero decisivi la differenza reti e, successivamente, i gol segnati.

Anche la Finlandia resta da seguire, soprattutto se l’Italia non dovesse battere la Polonia: può raggiungere quota 19 nel confronto fra seconde. Un suo passo falso contro Romania o Kosovo favorirebbe gli azzurrini. Il quadro resta comunque legato alle classifiche finali: se la Grecia supera la Germania, per esempio, è la nazionale tedesca a entrare nel confronto.

Baldini ha però una combinazione che permette di evitare qualsiasi attesa: vincere in Armenia e battere la Polonia con almeno due gol di scarto. Sarebbe primo posto, con il biglietto per l’Europeo già in tasca. Il doppio appuntamento per seguirci è su Rai 2: giovedì 1° ottobre alle 18.30 e lunedì 5 alle 18.15.

Ad maiora

Atalanta e Venezia, la sosta delle nazionali: Samardzic ancora a secco di minuti, Pasalic vince e Adams trova spazio con la Nigeria

Atalanta e Venezia si sfideranno lunedì 12 ottobre alla New Balance Arena. Intanto la preparazione alla ripresa passa anche dalle nazionali: gol, minuti nelle gambe e panchine per i giocatori delle due squadre, con una nuova giornata di Nations League in programma oggi.

L’ultima notizia nerazzurra riguarda Lazar Samardzic, che resta senza minuti anche nella seconda partita della Serbia. Dopo il ko contro la Grecia, arriva un’altra sconfitta per 2-1, questa volta contro l’Olanda: decide la doppietta di Meerdink, intervallata dal momentaneo pareggio di Jovic. Il centrocampista dell’Atalanta segue ancora tutta la gara dalla panchina. Le prossime occasioni saranno le trasferte contro Germania e Olanda, il primo e il 4 ottobre.

Il sabato sorride invece Mario Pasalic. La Croazia vince 2-1 a Praga contro la Repubblica Ceca e il nerazzurro entra al 63’. Serata opposta per Eljif Elmas, in campo dall’inizio alla fine nella sconfitta casalinga per 3-0 della Macedonia del Nord contro la Svizzera. Entrambi torneranno a giocare martedì: i croati contro la Spagna, i macedoni contro la Slovenia.

Restano le prove più produttive quelle di Nikola Krstovic e Franck Kessie. L’attaccante firma un gol e un assist nel 2-1 del Montenegro su Cipro, giocando 89 minuti. Stesso contributo per il centrocampista nel 2-0 della Costa d’Avorio sul Ghana: prima l’assist, poi il raddoppio su rigore.

Oggi il Montenegro affronta l’Armenia, mentre Kessie è atteso martedì dalla Somalia nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa.

Per i quattro atalantini dell’Italia c’è invece la trasferta in Turchia. Nella sconfitta contro il Belgio trova spazio soltanto Giorgio Scalvini, entrato al 65’: restano fuori Carnesecchi, Raspadori e Scamacca. Sul fronte opposto De Ketelaere disputa 84 minuti e festeggia il successo per 2-0. Questa sera il suo Belgio ospita la Francia.

Tornano in campo anche Kolasinac e Zalewski, dopo lo 0-0 tra Bosnia e Polonia: il primo ga giocato tutta la partita con la fascia di capitano, il secondo è entrato al 24’. Oggi affrontano rispettivamente Romania e Svezia. Martedì comincia infine il programma di Relja Obric con la Slovenia Under 21, impegnata contro Israele nelle qualificazioni europee.

Anche il Venezia segue i propri giocatori lontano da casa. Akor Adams ha giocato 61 minuti nella vittoria della Nigeria per 2-1 sul Madagascar. Per l’attaccante il prossimo appuntamento è domani contro la Guinea Bissau, sempre per le qualificazioni alla Coppa d’Africa.

John Yeboah ha giocato invece 75 minuti nell’amichevole persa dall’Ecuador per 3-0 contro la Corea del Sud. Il suo calendario prevede poi la sfida con il Giappone del primo ottobre: una trasferta asiatica da considerare anche nella gestione del rientro verso il campionato.

Nella Serbia di Samardzic c’è il portiere veneziano Filip Stankovic, rimasto in panchina contro l’Olanda, con Milinkovic-Savic tra i pali. Non trova spazio neppure Albion Rrahmani nelle prime due uscite del Kosovo: vittoria per 1-0 sull’Irlanda e sconfitta per 3-1 contro l’Austria. Seguiranno Israele e ancora Austria.

Redouane Halhal resta tra le riserve non utilizzate nel successo del Marocco per 2-0 sul Gabon: martedì arriva la sfida con il Lesotho. Richie Sagrado è invece nel gruppo del Belgio Under 21, atteso dal Galles il 29 settembre e dalla Danimarca il 6 ottobre.

Prima di ritrovarsi a Bergamo, molti dei giocatori di Sarri e Stroppa hanno ancora delle partite da affrontare con le rispettive nazionali.

Atalanta, i giornali di lunedì 28 settembre: Scalvini rinnova fino al 2031 e si prepara a riprendersi l’Italia, De Ketelaere cerca la ricarica in Nazionale

Il rinnovo di Giorgio Scalvini riporta l’Atalanta sulle pagine di tutti i quotidiani sportivi. Il difensore si lega al club fino al 2031 e stasera potrebbe ritrovare una maglia da titolare nell’Italia impegnata in Turchia. La sosta è anche un’occasione per recuperare il miglior De Ketelaere, mentre a Zingonia si aspetta la ripresa degli allenamenti di domani.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con la fotografia di Scalvini e il titolo «C’è voglia di ripartire». Il richiamo: «L’Atalanta guarda avanti: prolungato fino al 2031 il contratto di Scalvini. A soli 22 anni il difensore ha già collezionato 118 presenze in A».

All’interno, Matteo Spini firma «Scalvini rinnova fino al 2031. “Felice, sono in una famiglia”». L’accordo, scrive, «era da tempo nell’aria ed è stato reso noto ieri dal club nerazzurro, che negli scorsi anni non era solito comunicare i rinnovi: questa è stata l’occasione giusta per farlo, visto che quella con Scalvini è una storia speciale».

Una storia cominciata undici anni fa, con l’arrivo dal Brescia. E che adesso passa anche dalle richieste dell’allenatore: «Mister Sarri lo vuole come leader della nuova retroguardia, chiedendogli maggiore personalità». Spini ricorda le proposte respinte e precisa che il rinnovo non esclude sviluppi di mercato: «Le vie del mercato sono infinite, ma l’idea è di costruire il futuro con il ragazzo cresciuto in casa».

Scalvini racconta il suo legame con Bergamo: «Per me l’Atalanta è una famiglia: mi sento a casa e mi sono sempre trovato benissimo con tutti, anche con chi lavora dietro le quinte». E sui ricordi più belli: «Sicuramente i più belli sono stati l’Europa League vinta, una notte indimenticabile, e poi l’esordio in Serie A».

Il quotidiano dedica al difensore anche l’approfondimento «È il più giovane centenario della storia dei nerazzurri». Le presenze complessive sono 144, con otto gol. In Serie A, fra i giocatori che non hanno ancora compiuto 23 anni, Scalvini guida la graduatoria riportata dal giornale con 118 partite, davanti a Yildiz, fermo a 99.

Sul Corriere dello Sport, Patrick Iannarelli titola «Scalvini e l’Atalanta si giurano fedeltà». Il rinnovo accompagna il percorso di un giocatore «cresciuto nel settore giovanile di Zingonia», passato dalla prima squadra di Gasperini alla Nazionale. Fra le sue parole: «Non avrei mai pensato di arrivare fino a qui, è un sogno trasformato in realtà».

Anche Tuttosport riprende la notizia con Fabio Gennari: «Per l’atalantino anche la spinta del rinnovo».

Nella stessa pagina, Stefano Lanzo presenta Turchia-Italia con «Difesa nuova per tre quarti e tanti dubbi»: «Tocca a Bastoni, Scalvini e Kayode». Davanti resta il «Ballottaggio Pio-Scamacca», mentre Raspadori viene indicato in vantaggio su Cambiaghi. La prima pagina sceglie le parole di Tonali: «Siamo vivi, siamo forti».

La Gazzetta dello Sport guarda invece all’altro nerazzurro protagonista della sfida di venerdì a Roma. Matteo Brega firma «De Ketelaere, vitamina nazionale. Ricarica col Belgio per l’Atalanta». Il sommario: «Da 10 gennaio a secco con la Dea. La pausa può dargli più entusiasmo per ripartire forte».

Brega scrive che «la vivacità mostrata venerdì sera a Roma contro l’Italia è un segnale buonissimo per l’Atalanta». Il belga cerca una ripartenza dopo i problemi alla caviglia e un avvio senza reti nel club. CDK spiega: «Mi piace giocare al centro, posso girare da tutti i lati. Mi sento molto bene, gioco da tempo in quel ruolo». Per Sarri, osserva Brega, servono anche i suoi gol: «Ottobre sarà intenso e serviranno i suoi gol».

Ancora L’Eco di Bergamo propone un’analisi di Massimiliano Bogni: «In Serie A si gioca meglio e di più. Ben 68’10” in Atalanta-Bologna». È il primato di tempo effettivo delle prime cinque giornate; subito dietro, con 66’23”, c’è Atalanta-Cagliari. Il dato medio del campionato è di 59’31”, «oltre 5 minuti e 30 secondi più dei valori dell’ultimo biennio».

Infine, nella rubrica di Piero Vailati, una riflessione sui giovani e sulla Nazionale: «Il talento è innato. La vera bravura è non rovinarlo». Il passaggio centrale: «Il talento è dote innata, non è merito di un movimento, il cui ruolo sarebbe invece mettere il talento nelle condizioni migliori per esprimersi».

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