Atalanta-Frosinone 4-4, otto gol e una difesa da incubo. La Dea non sa più vincere, fischi per Sarri

Otto gol, continui ribaltamenti di fronte e una difesa nerazzurra in enorme difficoltà. Atalanta e Frosinone pareggiano 4-4 al termine di una partita spettacolare, ma il risultato lascia soprattutto l’amaro in bocca alla squadra di Sarri, chiamata a reagire dopo due sconfitte consecutive. Il Frosinone di Alvini, invece, non smette mai di correre e crederci, conquistando un pareggio meritato.

Passano appena 27 secondi quando Ederson regala di fatto il pallone a Schmid, che si presenta solo davanti a Carnesecchi e lo supera senza esitazioni. Una partenza imbarazzante per l’Atalanta, che al 6’ rischia addirittura il raddoppio: Ghedjemis, tutto solo, calcia alto.

La Dea reagisce al 14’. De Ketelaere finalizza un contropiede servendo Krstović, che controlla davanti a Palmisani e firma l’1-1. Ma l’equilibrio dura appena tre minuti. Ancora Schmid, questa volta su assist di Ghedjemis, riporta avanti il Frosinone. Marinelli attende il controllo del VAR per uno scontro tra Obric e Raimondo a inizio azione, poi convalida l’1-2.

Al 20’ De Ketelaere sfiora il pareggio con un colpo di tacco, ma Oyono salva sulla linea. Al 27’ Bellanova viene trattenuto da Kvernadze, ammonito nell’occasione, e si infortuna. Sarri manda in campo Bernasconi sulla sinistra, spostando Zappacosta a destra.

Alla mezz’ora il tocco di mano di Cittadini su un colpo di testa di De Ketelaere porta Marinelli, dopo un lungo consulto al VAR, ad assegnare il rigore. Dal dischetto Ederson si riscatta dall’errore iniziale e spiazza Palmisani: 2-2 al 33’.

L’Atalanta insiste. Al 40’ Ederson tenta una rovesciata sulla sponda di Krstović, togliendo praticamente il pallone a Rowe, meglio posizionato. Quattro minuti dopo è lo stesso montenegrino a sfiorare il gol di testa. Il sorpasso arriva al 45’: Zappacosta serve Krstović, che con una splendida giocata firma la doppietta personale. All’intervallo è 3-2 davanti a 21.400 spettatori.

Alvini inserisce Terzić per l’ammonito Bracaglia e il Frosinone trova subito il pareggio. Dopo appena tre minuti Ghedjemis semina ancora il panico sulla fascia e serve Calò, che con un perfetto tiro a giro supera Carnesecchi.

La risposta dell’Atalanta è immediata. Al 50’ De Ketelaere inventa un’azione personale e serve Krstović, che questa volta veste i panni dell’assistman per Elmas: 4-3. Una partita senza esclusione di colpi.

Sarri prova a cambiare qualcosa inserendo Zalewski e Pašalić al posto di Rowe, mai entrato veramente in partita, e Gaetano, autore invece di una buona prestazione. Al 62’ Palmisani impedisce a Krstović di realizzare la tripletta. Alvini risponde con Zerbin e Cichella per Kvernadze e Masini.

Il Frosinone però continua a mettere in difficoltà la difesa nerazzurra. Al 70’ Zalewski impegna Palmisani, poi Carnesecchi deve intervenire prima su Ghedjemis e quindi su una conclusione al volo di Schmid. Sarri inserisce Scamacca e Samardžić per Krstović e De Ketelaere, ma la squadra non riesce a gestire il vantaggio.

All’81’ Elmas salva sulla linea evitando il pareggio degli ospiti. Che arriva comunque un minuto dopo. Ancora Ghedjemis, imprendibile sulla fascia, mette in mezzo per Terzić, che firma il quarto gol ciociaro. Carnesecchi è battuto anche da una deviazione di Kristensen.

Il Frosinone esce da Bergamo con un punto e la consapevolezza di aver giocato alla pari con l’Atalanta. Per Sarri, invece, i problemi continuano. La sua squadra segna quattro gol ma ne subisce altrettanti, mostrando ancora una volta enormi fragilità difensive.

Nel finale arrivano i fischi per l’allenatore e l’invito dei tifosi ai giocatori a tirare fuori gli attributi. Un segnale inequivocabile del clima che si respira a Bergamo.

Ad maiora

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