Il rinnovo di Giorgio Scalvini riporta l’Atalanta sulle pagine di tutti i quotidiani sportivi. Il difensore si lega al club fino al 2031 e stasera potrebbe ritrovare una maglia da titolare nell’Italia impegnata in Turchia. La sosta è anche un’occasione per recuperare il miglior De Ketelaere, mentre a Zingonia si aspetta la ripresa degli allenamenti di domani.
L’Eco di Bergamo apre lo sport con la fotografia di Scalvini e il titolo «C’è voglia di ripartire». Il richiamo: «L’Atalanta guarda avanti: prolungato fino al 2031 il contratto di Scalvini. A soli 22 anni il difensore ha già collezionato 118 presenze in A».
All’interno, Matteo Spini firma «Scalvini rinnova fino al 2031. “Felice, sono in una famiglia”». L’accordo, scrive, «era da tempo nell’aria ed è stato reso noto ieri dal club nerazzurro, che negli scorsi anni non era solito comunicare i rinnovi: questa è stata l’occasione giusta per farlo, visto che quella con Scalvini è una storia speciale».
Una storia cominciata undici anni fa, con l’arrivo dal Brescia. E che adesso passa anche dalle richieste dell’allenatore: «Mister Sarri lo vuole come leader della nuova retroguardia, chiedendogli maggiore personalità». Spini ricorda le proposte respinte e precisa che il rinnovo non esclude sviluppi di mercato: «Le vie del mercato sono infinite, ma l’idea è di costruire il futuro con il ragazzo cresciuto in casa».
Scalvini racconta il suo legame con Bergamo: «Per me l’Atalanta è una famiglia: mi sento a casa e mi sono sempre trovato benissimo con tutti, anche con chi lavora dietro le quinte». E sui ricordi più belli: «Sicuramente i più belli sono stati l’Europa League vinta, una notte indimenticabile, e poi l’esordio in Serie A».
Il quotidiano dedica al difensore anche l’approfondimento «È il più giovane centenario della storia dei nerazzurri». Le presenze complessive sono 144, con otto gol. In Serie A, fra i giocatori che non hanno ancora compiuto 23 anni, Scalvini guida la graduatoria riportata dal giornale con 118 partite, davanti a Yildiz, fermo a 99.
Sul Corriere dello Sport, Patrick Iannarelli titola «Scalvini e l’Atalanta si giurano fedeltà». Il rinnovo accompagna il percorso di un giocatore «cresciuto nel settore giovanile di Zingonia», passato dalla prima squadra di Gasperini alla Nazionale. Fra le sue parole: «Non avrei mai pensato di arrivare fino a qui, è un sogno trasformato in realtà».
Anche Tuttosport riprende la notizia con Fabio Gennari: «Per l’atalantino anche la spinta del rinnovo».
Nella stessa pagina, Stefano Lanzo presenta Turchia-Italia con «Difesa nuova per tre quarti e tanti dubbi»: «Tocca a Bastoni, Scalvini e Kayode». Davanti resta il «Ballottaggio Pio-Scamacca», mentre Raspadori viene indicato in vantaggio su Cambiaghi. La prima pagina sceglie le parole di Tonali: «Siamo vivi, siamo forti».
La Gazzetta dello Sport guarda invece all’altro nerazzurro protagonista della sfida di venerdì a Roma. Matteo Brega firma «De Ketelaere, vitamina nazionale. Ricarica col Belgio per l’Atalanta». Il sommario: «Da 10 gennaio a secco con la Dea. La pausa può dargli più entusiasmo per ripartire forte».
Brega scrive che «la vivacità mostrata venerdì sera a Roma contro l’Italia è un segnale buonissimo per l’Atalanta». Il belga cerca una ripartenza dopo i problemi alla caviglia e un avvio senza reti nel club. CDK spiega: «Mi piace giocare al centro, posso girare da tutti i lati. Mi sento molto bene, gioco da tempo in quel ruolo». Per Sarri, osserva Brega, servono anche i suoi gol: «Ottobre sarà intenso e serviranno i suoi gol».
Ancora L’Eco di Bergamo propone un’analisi di Massimiliano Bogni: «In Serie A si gioca meglio e di più. Ben 68’10” in Atalanta-Bologna». È il primato di tempo effettivo delle prime cinque giornate; subito dietro, con 66’23”, c’è Atalanta-Cagliari. Il dato medio del campionato è di 59’31”, «oltre 5 minuti e 30 secondi più dei valori dell’ultimo biennio».
Infine, nella rubrica di Piero Vailati, una riflessione sui giovani e sulla Nazionale: «Il talento è innato. La vera bravura è non rovinarlo». Il passaggio centrale: «Il talento è dote innata, non è merito di un movimento, il cui ruolo sarebbe invece mettere il talento nelle condizioni migliori per esprimersi».
Ad maiora