Per sport

L’oppio dei popoli.

Italia-Polonia U21, Baldini annuncia la formazione e si affida alla magia di Pescara: «Fiducia illimitata in questi ragazzi, sono la mia famiglia»

Silvio Baldini non aspetta il risultato di Italia-Polonia per giudicare la sua Under 21. «La fiducia è illimitata. Questi ragazzi per me sono una famiglia. Qualunque risultato faranno domani sera, li porterò sempre nel mio cuore». Alla vigilia dell’ultima partita del girone di qualificazione all’Europeo, lunedì alle 18.15 all’Adriatico, in diretta su Rai 2, il commissario tecnico parte dal legame con il gruppo. Poi annuncia subito la formazione.

Giocheranno Palmisani; Ahanor, Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Faticanti, Pisilli, Ndour; Liberali, Cissè e Koleosho. Cissè, decisivo nel recupero in Armenia, partirà quindi al centro dell’attacco. Dal primo minuto anche Liberali, mentre Camarda e il capitano Lipani inizieranno dalla panchina.

Baldini, però, corregge subito la definizione: «Titolare è una brutta parola, perché vorrebbe dire che gli altri sono riserve. Non è così: sono tutti titolari». Gli undici annunciati saranno quelli chiamati a dare il primo contributo a una partita nella quale l’Italia cerca una vittoria con due gol di scarto per conquistare il primo posto.

A Pescara il tecnico ritrova lo stadio della promozione in Serie B del giugno 2025. E il confronto con quella finale contro la Ternana gli suggerisce una lettura ottimista della vigilia: «Credo che sia più facile domani sera». Ricorda le assenze di allora, l’inferiorità numerica e la forza degli avversari. «Dal punto di vista del gioco e dei valori che scenderanno in campo abbiamo molte più possibilità rispetto a quella partita».

La città risponde. All’inizio della conferenza stampa i biglietti emessi sono 7.300, compresi quelli della curva Sud, aperta nel pomeriggio. Baldini si aspetta almeno diecimila persone e torna sulla parola che accompagna il suo rapporto con Pescara: magia.

«I giocatori dell’Under 21 devono percepire che questo è uno stadio dove c’è la magia. Ci sarà un grande tifo, ci aiuteranno fino alla fine a cercare questa vittoria». Il suo desiderio va oltre il risultato: «Voglio che si ricordino di questo posto per il calore che la gente porterà allo stadio».

Il passaggio più personale arriva quando gli chiedono quali corde toccherà nel discorso alla squadra. «Non starò a vedere il risultato finale per dire se sono bravi o no. Ho detto loro che sono speciali». Poi spiega: «In un momento particolare della mia vita questi ragazzi mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale, felice di quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli. Sono stati una grande ricchezza, non solo tecnica ma soprattutto interiore».

Anche la sofferta vittoria in Armenia viene riletta attraverso il carattere del gruppo. Baldini non cancella gli errori, ma mette in evidenza le rincorse di Ndour, Pisilli e Fini per fermare le ripartenze avversarie. «Queste partite esistono e il più delle volte si perdono. Voi siete stati bravi a vincerla perché siete un grande gruppo».

È qui che il ct chiarisce come interpreta il proprio ruolo: «Sono un suggeritore». La tattica si studia e si allena, ma il compito di chi guida ragazzi così giovani, per Baldini, comprende altro: «Vanno aiutati a capire che il calcio non procura solamente denaro e fama. Il lavoro aiuta anche a capire chi sei e cosa vuoi». Il paragone è con un pittore che nel quadro esprime la propria anima: «Sono sognatori che fin da bambini volevano diventare grandi calciatori. La loro anima ha bisogno di essere nutrita di questo amore e di questa passione».

La Polonia, intanto, è stata studiata. Baldini si aspetta un 4-2-3-1 e un piano simile a quello dell’andata: attirare fuori i centrali azzurri e cercare lo spazio alle spalle della difesa. Ahanor e Bartesaghi avranno un compito importante nelle coperture. «Sono due ragazzi molto veloci». L’Italia dovrà sfruttare le linee di passaggio che lo schieramento avversario concederà.

C’è spazio anche per la Nazionale maggiore e per le due amichevoli guidate a giugno. «Il mio scopo era dare un premio a questi ragazzi: in diciannove hanno debuttato». Baldini elogia Mancini per la reazione dopo la sconfitta con il Belgio: «Ha dimostrato lo spessore di un grande tecnico. In una settimana è riuscito a ribaltare la negatività».

I successivi risultati azzurri, secondo il ct dell’Under 21, possono incoraggiare anche i club a dare più spazio ai giovani. Intanto, dai suoi ragazzi arriva il segnale che voleva prima della Polonia: «Sento che fra loro c’è la convinzione di vincere. Affronteranno la partita senza paura, liberi mentalmente, per giocarsela e non avere rimpianti».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di domenica 4 ottobre: Sarri studia il 4-2-3-1 per ritrovare i gol, Scalvini e Scamacca inseguono i record azzurri, la Juventus insiste su Bernasconi

Sarri pensa a un cambio di modulo per dare più forza all’attacco dell’Atalanta. Scalvini e Scamacca si avvicinano a due primati nerazzurri in Nazionale, mentre il mercato riporta Bernasconi nel mirino della Juventus.

La Gazzetta dello Sport mette al centro le soluzioni offensive: «Atalanta, adesso i gol. Sarri cambia modulo per accendere la Dea». Davide Giovanzana firma l’articolo, con il sommario: «Al rientro dalla sosta, il tecnico darà spazio al 4-2-3-1. Obiettivo, sfruttare la qualità dei suoi uomini migliori».

Il punto di partenza è il tempo necessario per cambiare: «Una partenza lenta era prevedibile. Cambiare radicalmente l’impostazione del gioco di una squadra è un processo che richiede tempo, specie se il mutamento è così significativo». Giovanzana riprende le parole di Giuntoli: «Sarri ha bisogno di tempo per cucire l’abito giusto all’Atalanta, il nostro è un percorso e puntiamo a prenderci soddisfazioni nel medio termine».

Il giornale individua soprattutto un problema davanti: «L’Atalanta è sembrata troppo statica là davanti». E aggiunge: «L’attacco alla profondità non si è praticamente mai visto e la squadra ha fatto fatica ad arrivare velocemente nella trequarti avversaria».

A sostegno dell’analisi, il dato dei gol attesi: 4,08, escludendo i rigori, nelle prime cinque giornate. Soltanto Parma e Genoa fanno registrare valori inferiori nella graduatoria riportata dal quotidiano. «A causare la poca produttività offensiva non è stata soltanto la lentezza del reparto. Alcuni singoli sono apparsi spenti, fisicamente indietro e poco inclini a rischiare la giocata».

Da qui l’ipotesi tattica: «Il cambio di veste dal 4-3-3 al 4-2-3-1 potrebbe essere la chiave giusta». Secondo Giovanzana, permetterebbe a Scamacca, Samardzic, Rowe e De Ketelaere «di avvicinarsi maggiormente e di connettersi per andare a concludere verso la porta avversaria». Un’anticipazione, scrive, si è vista nel finale della partita di Torino contro la Juventus.

Fra i segnali positivi della sosta, il giornale cita De Ketelaere, apparso brillante soprattutto fisicamente con il Belgio, i gol di Krstovic con il Montenegro e Kessie utilizzato da regista dalla Costa d’Avorio.

L’Eco di Bergamo apre invece lo sport con «Italia, per Scalvini e Scamacca c’è già profumo di record». Matteo Spini ricostruisce la presenza nerazzurra in Nazionale: «I quattro nerazzurri convocati dal ct Roberto Mancini in questa tornata di partite sono valsi una prima di fatto».

L’infortunio di Raspadori riduce poi il gruppo, ma l’Italia fa in tempo a impiegare quattro diversi atalantini nelle prime due partite: Scalvini contro il Belgio; Scalvini, Raspadori e Scamacca in Turchia. In quest’ultima gara, per la terza volta nella storia, scendono in campo tre giocatori dell’Atalanta, per la prima volta con due titolari.

A Parigi Scalvini e Scamacca si ritrovano insieme nel finale. Spini guarda ora alla gara di domani a Bologna: «Se domani giocherà almeno un minuto contro la Turchia, Gianluca Scamacca diventerà l’atalantino più utilizzato nella storia dalla Nazionale, raggiungendo Pessina e Toloi che contano 14 gettoni».

Scalvini insegue invece il primato dei minuti giocati in azzurro da atalantino. Il quotidiano lo indica a quota 769, con Toloi a 824. Resta anche l’attesa per Carnesecchi: Spini scrive che il portiere «merita l’esordio azzurro, almeno a partita in corso».

Sul mercato, sempre L’Eco di Bergamo titola «La Juve pensa a Bernasconi. Trattativa possibile». L’interesse bianconero viene descritto come «un’idea sorta nei mesi scorsi e tornata d’attualità negli ultimi giorni».

Il giornale scrive che Bernasconi «non è intoccabile a Bergamo: sta giocando poco ed è sostituibile», ma precisa: «L’Atalanta non fa sconti: per il ragazzo costruito in casa vuole 20-25 milioni». Fra le ipotesi compare uno scambio con Cabal più conguaglio. Il colombiano, ricorda il quotidiano, è già stato seguito a Zingonia e può giocare sia da terzino sinistro sia da centrale.

Il notiziario dell’Eco segnala due giorni di riposo, oggi e domani, con ripresa martedì pomeriggio. L’ultima seduta propone una partitella undici contro undici a campo ridotto con l’Under 23. I cinque giocatori infortunati sono indicati come assenti per la ripresa contro il Venezia: Raspadori, Sulemana, Hien, Pompei e Kossounou.

Per Raspadori il quotidiano parla di una o due partite da saltare, qualcuna in più per Sulemana. Più lunghi i tempi per gli altri tre. Pompei, che ha riportato una frattura a una falange, è in attesa dell’intervento.

Si parla degli impegni internazionali dei nerazzurri, non azzurri. Sempre L’Eco titola «Pasalic, 45’ da incubo. Serata no anche per Elmas». Il croato entra all’intervallo contro l’Inghilterra, sullo 0-4, e partecipa alla sconfitta finale per 7-0. Elmas gioca dall’inizio alla fine nel 2-0 subito dalla Macedonia del Nord contro la Scozia. Kessie resta invece in panchina nell’amichevole persa dalla Costa d’Avorio contro il Camerun.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, segue il calendario dei rientri con Marina Belotti: «Nerazzurri con le nazionali, gare fino a martedì. Kessie spremuto, Scamacca riposato». Gli ultimi incontri saranno Svizzera-Macedonia del Nord e Croazia-Spagna, martedì sera, con Elmas e Pasalic destinati a tornare per ultimi a Zingonia. Scamacca cerca una maglia da titolare contro la Turchia dopo l’ingresso all’89’ in Francia.

L’Under 21 trova spazio su Tuttosport con Alessia Scurati: «E Palmisani vuole stupire ancora». Il portiere del Frosinone presenta la sfida di domani a Pescara contro la Polonia: «Davanti a me ho un reparto davvero forte che mi fa prendere pochi tiri».

Palmisani racconta il momento degli azzurrini: «Ci giochiamo tantissimo ma lo facciamo con la giusta serenità, consapevoli che abbiamo preparato bene la partita. Arriviamo a Pescara con grande entusiasmo e voglia di far festa davanti alla nostra gente». E sul lavoro del commissario tecnico: «Baldini ci lascia liberi di scegliere e di essere noi stessi, questa è la nostra vera arma segreta».

Il giornale ricorda che una vittoria con due gol di scarto garantirebbe all’Italia il primo posto nel girone e la qualificazione all’Europeo.

La carrellata delle tre aperture sportive comincia dalla Gazzetta dello Sport, che nella testata domenicale La Gazzetta Sportiva sceglie «Milan su Endrick»: «Prepara il blitz a gennaio». Il Corriere dello Sport apre con «Yildiz, c’è un piano» e «Real Madrid in agguato: un affare da 100 milioni»; in alto, il richiamo alla Nazionale è «Italia, la bella gioventù». Tuttosport dedica la copertina a «TuttoSpalletti», dopo tre ore dell’allenatore della Juventus in redazione. Fra le sue parole: «Qui non si vive di calcio, ma di Juve: in competizione con noi stessi, non con gli altri».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di sabato 3 ottobre: Giuntoli rilancia Sarri e Gaetano, Raspadori punta al Pafos, la Juventus segue Bernasconi. Scalvini convince nell’Italia che ferma la Francia

La fiducia di Giuntoli in Sarri, il recupero di Raspadori e le voci di mercato su Bernasconi attraversano la rassegna nerazzurra. Da Trento il direttore sportivo racconta il cambiamento dell’Atalanta, mentre a Bergamo i tifosi fanno la fila per Ederson e Gaetano. Le nazionali restituiscono una buona prova di Scalvini e un assist di De Ketelaere. Le tre aperture sportive celebrano l’Italia dopo l’1-1 in Francia.

La Gazzetta dello Sport dedica una pagina all’intervento di Cristiano Giuntoli al Festival dello Sport: «La mia nuova Dea». Simone Battaggia firma il servizio, accompagnato dal titolo «Giuntoli non ha dubbi: “Sarri scelta giusta. Gaetano vale l’azzurro”».

Il direttore sportivo spiega il passaggio fra due modi di interpretare il calcio: «Le idee di Gasperini e di Sarri sono l’opposto. Per tanti anni qui hanno seguito la marcatura a uomo e invece adesso si devono orientare sulla palla, un lavoro completamente diverso che ha bisogno del suo tempo».

La fiducia nell’allenatore resta piena: «Sarri a Bergamo sta bene. Lo conoscete, lui non è mai contento, che vinca o che perda non si capisce mai l’umore. Ma è concentrato, sa del percorso che abbiamo davanti».

Giuntoli indica i miglioramenti e il lavoro ancora da fare: «Nelle ultime partite la squadra è stata più corta, ha alzato il baricentro. Non siamo ancora perfetti, ma dopo Cagliari ci siamo alzati tantissimo. Ci mancano gli ultimi 30 metri, i più difficili, ma sappiamo che non è colpa dei giocatori singoli. È la squadra che si deve liberare e pensare meno».

Fra i nuovi acquisti, una candidatura azzurra per Gaetano: «Lo conoscevamo come attaccante e trequartista, da centrocampista si adatta benissimo alle idee di Sarri. Grande lavoratore, vale la Nazionale». Sul futuro del club: «Il settore giovanile è una miniera, si investe tanto denaro e c’è cura maniacale su ogni squadra. Abbiamo ancora tanti ragazzi di livello da lanciare».

Accanto a Giuntoli c’è Davide Zappacosta, che ritrova Sarri dopo l’esperienza al Chelsea: «Lavora molto, cura i dettagli in modo scrupoloso per cercare di raggiungere la perfezione». L’esterno parla anche di Rowe: «Vuole la palla, cerca di saltare gli uomini. Sono sicuro che si avvicinerà sempre più alla porta».

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, riprende l’incontro con Marina Belotti: «Giuntoli e la linea Sarri: “Adesso si segue la palla. Prima invece l’uomo”». Il direttore sportivo descrive il lavoro della società: «Il modello Percassi è un esempio di lavoro, completo e intenso: si lavora dalla mattina alla sera a testa bassa, con un confronto continuo fra dirigenti e giocatori».

Anche L’Eco di Bergamo dà spazio alle sue parole: «Giuntoli: “Sarri sulla strada giusta. Ne usciremo”». Il passaggio: «Anche dopo le prime vittorie avevo chiesto tempo: la squadra sta facendo ciò che chiede Sarri e sta migliorando nonostante i ko».

Sul fronte degli infortunati, la Gazzetta dello Sport titola «Al rientro nove partite in 27 giorni. Raspadori punta la Conference». Davide Giovanzana indica come obiettivo per l’attaccante, fermato da una distrazione di basso grado al bicipite femorale destro, la partita con il Pafos di giovedì 15 ottobre.

Sulemana si avvicina al rientro: secondo il quotidiano dovrebbe mancare poco più di una settimana. Per Kossounou e Hien, invece, viene indicata la seconda metà di novembre. Alla ripresa l’Atalanta affronterà nove partite in ventisette giorni, cominciando lunedì 12 ottobre contro il Venezia e chiudendo domenica 8 novembre sul campo del Monza.

L’Eco di Bergamo segnala un altro infortunio: «Anche Pompei è ko. Dito rotto e intervento». Il terzo portiere si fa male durante l’allenamento: gli esami evidenziano una frattura alla falange intermedia dell’anulare sinistro. Sono previsti un intervento chirurgico e un’assenza di circa un mese e mezzo o due.

Nella stessa pagina compare il mercato: «Occhi su Chiesa. Vuole tornare in Italia». Il quotidiano riferisce del poco spazio dell’esterno nel Liverpool e della possibilità di un ritorno in Serie A. Fra i club interessati vengono citati Atalanta, Inter e Lazio; l’eventuale arrivo di un esterno a Bergamo viene collegato anche alle possibili uscite nel reparto offensivo.

Il Corriere dello Sport guarda invece ai nerazzurri attraverso i programmi della Juventus. Andrea Losapio scrive: «Mercato più italiano: già seguiti Palmisani, Bernasconi e Udogie». Per Bernasconi il giornale riferisce di relazioni positive degli osservatori bianconeri, ricordando però che l’Atalanta punta molto sul giocatore. La valutazione indicata è fra 20 e 25 milioni, anche in relazione alla crescita sotto la guida di Sarri. Nell’articolo viene citato pure Scalvini, con una valutazione definita molto alta.

Proprio Scalvini è fra le note positive della bella serata azzurra. L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Italia di cuori e Bastoni. Gran pari in Francia». Nel sommario: «Donnarumma decisivo, ma il gioco c’è. Bene Scalvini, Scamacca entra nel finale». Il difensore nerazzurro gioca tutti i novanta minuti nell’1-1 di Saint-Denis, mentre l’attaccante entra all’89’.

La pagina successiva segue gli altri nazionali: «I nerazzurri quasi tutti titolari. Assist di Cdk e il Belgio vince». De Ketelaere serve a Lukaku il pallone del definitivo 3-0 sulla Turchia. Anche Zalewski firma un assist, per Lewandowski, nel successo della Polonia sulla Romania.

A Bergamo, intanto, è il pomeriggio dei tifosi. Massimiliano Bogni racconta sull’Eco l’incontro con Ederson e Gaetano: «“Ederson ti amiamo”. Attesa ed estasi allo Store». I duecento accessi garantiti si esauriscono già verso le 18, mentre la fila arriva all’incrocio con via d’Alzano. Maglie, fotografie, autografi e ragazzi in coda fin dopo le 20.

Fra le brevi, Carnesecchi viene premiato come miglior atalantino di settembre dai tifosi, davanti a Bellanova ed Ederson. Elmas racconta invece la scelta nerazzurra: «L’Atalanta è la scelta giusta per me, anche perché gioco lo stesso tipo di calcio che praticavo a Napoli». E sulla posizione: «Mi sento un dieci, ma va bene giocare come ala sinistra».

Il Corriere della Sera bergamasco propone anche un viaggio nel vivaio: «Gli immortali della Dea». Pietro Serina costruisce quattro formazioni con i giocatori cresciuti nel settore giovanile, distinguendo epoche e percorsi. La premessa chiarisce lo spirito dell’iniziativa: «Qui nessuno ha torto o ragione, è solo un gioco e tutti possono comporre la propria squadra del cuore. L’importante è che sia composta da figli dell’Atalanta».

Spazio all’Under 21. Sul Corriere dello Sport, Antonello Gioia racconta Alphadjo Cisse dopo il gol decisivo in Armenia: «Posso crescere ancora». Il talento del Milan dice: «Ho mostrato solamente il settanta per cento del mio reale potenziale».

Nella stessa pagina, Andrea Losapio firma «Due infortuni: in U21 Baldini chiama Ahanor». Favasuli e Fortini lasciano il raduno, mentre il difensore che ha giocato un anno nell’Atalanta torna con gli azzurrini in vista della partita di lunedì contro la Polonia.

Sulla Gazzetta dello Sport, Alex Frosio intervista Mattia Liberali: «Imparo da Paz». Il giocatore del Como, al debutto con l’Under 21, racconta il lavoro con Baldini: «Era la prima volta con mister Baldini, e l’allenamento è una parte fondamentale. Come ti alleni in settimana, poi lo riporti in campo il weekend». Sulla prossima avversaria: «Squadra rocciosa, gioca con intensità molto alta e ha giocatori di qualità. Non va sottovalutata».

Sempre sulla Gazzetta, Frosio firma il commento «Under 21, qualità e più maturità. La mano di Baldini». Parte dalla vittoria sofferta a Yerevan: «È nelle difficoltà che si cresce, mica quando ti viene tutto semplice e facile». Il giornalista sottolinea le scelte del commissario tecnico: «Silvio Baldini, in panchina, aveva interpretato i segnali come si annusa l’aria nei boschi».

La conclusione guarda alla Polonia: «Nel frattempo però la maturità è aumentata e la qualità è salita: è sbocciato Cisse, ha esordito Liberali. Magari ci sarà da soffrire, ma gli azzurrini sono pronti».

Sulla Gazzetta dello Sport, Mimmo Cugini raccoglie anche le parole di Gian Piero Gasperini a Trento: «Inter favorita. Ma la mia Roma ora è più vicina». L’ex allenatore nerazzurro torna sulla crescita dei giovani: «Per un ragazzo veder giocare quelli della prima squadra è un esempio enorme». Nella pagina accanto, Andrea Pugliese segnala l’occasione per un altro ex atalantino: «Cristante ai box. Salta Como e Real. Spazio a De Roon».

Prima delle aperture, una notizia bergamasca che unisce calcio e integrazione. L’Eco di Bergamo titola «Lo Shakhtar apre l’Academy. “Qui, calcio e integrazione”». La scuola calcio al Villaggio degli Sposi sarà inaugurata domenica 11 ottobre, con attività per bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni. Tetiana Mitfakhova spiega: «È una scuola di calcio aperta a tutte le famiglie, ma anche un luogo di integrazione».

La carrellata delle tre aperture sportive celebra la Nazionale. La Gazzetta dello Sport sceglie «Questa è Italia», accompagnato da «Azzurri alla pari contro la super Francia». Il Corriere dello Sport titola «Così bella da amare»: «Mette sotto la Francia: un pareggio spettacolare». Tuttosport apre con «Italia sì!» e sottolinea: «Bastoni risponde a Olise: grande prestazione a Saint-Denis contro la Francia dei fenomeni».

Ad maiora

Under 21, cosa serve per andare all’Europeo: due gol di scarto alla Polonia oppure i conti con Grecia e Finlandia

Il successo in Armenia tiene aperta la corsa al primo posto. Lunedì a Pescara gli azzurrini possono conquistare la qualificazione diretta: tutte le combinazioni, il confronto tra le seconde e il peso della differenza reti.

Per lasciare la calcolatrice in panchina, all’Italia servono due gol di scarto. È questa la strada più breve verso l’Europeo Under 21 del 2027: battere così la Polonia lunedì 5 ottobre a Pescara, alle 18.15, in diretta su Rai 2.

Il gol di Cissé al 95’ in Armenia ha conservato agli azzurrini la possibilità di vincere il girone. La squadra di Silvio Baldini arriva all’ultima giornata con 24 punti, contro i 27 dei polacchi. Il secondo posto è già al sicuro, ma non garantisce l’accesso diretto alla fase finale in Albania e Serbia: passano le nove vincitrici dei gironi e soltanto la migliore seconda. Le altre otto seconde devono affrontare gli spareggi di novembre.

All’andata la Polonia ha vinto 2–1. Per questo un successo italiano con almeno due reti di vantaggio ribalterebbe gli scontri diretti, il primo criterio da considerare a parità di punti. Un 2–0, un 3–1 o qualsiasi vittoria più larga significherebbero primo posto e qualificazione.

Vincere di misura, invece, non basterebbe per scavalcare la Polonia. Gli scontri diretti tornerebbero in equilibrio e diventerebbe decisiva la differenza reti complessiva: oggi i polacchi sono a +24, l’Italia a +21. Con una vittoria azzurra di un gol, il conto finale sarebbe +23 per loro e +22 per noi.

Resterebbe però aperta la porta della migliore seconda. Qui bisogna cambiare conteggio: nei gironi a sei squadre vengono eliminati i risultati contro l’ultima classificata. All’Italia vengono quindi sottratti i sei punti e i cinque gol di differenza reti ottenuti contro l’Armenia.

Il confronto con le due inseguitrici più vicine diventa questo: Italia 18 punti e +16, Grecia 18 e +12, Finlandia 16 e +12. Tutte hanno una partita ancora da giocare.

Se l’Italia battesse la Polonia di un gol, salirebbe a 21 punti utili e +17. La Finlandia non potrebbe più raggiungerla. La Grecia, invece, potrebbe arrivare a quota 21 vincendo in Irlanda del Nord: per pareggiare la differenza reti italiana dovrebbe imporsi con cinque gol di scarto. A quel punto conterebbero le reti segnate. Un esempio concreto: con Italia–Polonia 1–0 e Irlanda del Nord–Grecia 0–5, passerebbero davanti i greci, con 23 gol fatti contro 21. Con sei reti di scarto avrebbero direttamente una differenza reti migliore. Questo confronto vale se la Grecia chiude seconda alle spalle della Germania.

Un pareggio con la Polonia lascerebbe l’Italia a 19 punti utili e +16. Una vittoria greca, qualora gli ellenici restassero secondi, sarebbe sufficiente per superarci. La Finlandia potrebbe invece raggiungerci a 19 vincendo in Kosovo: con quattro reti di scarto pareggerebbe la nostra differenza reti, con cinque la migliorerebbe. Con una sconfitta italiana resteremmo a 18, rendendo ancora più complicata la qualificazione diretta.

In questi ultimi due scenari andrebbe controllato l’intero quadro degli altri gironi, comprese eventuali inversioni tra prime e seconde: Germania e Spagna, per esempio, non hanno ancora conquistato matematicamente il primato.

C’è infine un dettaglio di calendario: l’Italia gioca lunedì, Grecia e Finlandia martedì. Conosceranno quindi il risultato da ottenere. Un motivo in più per provare a chiudere tutto a Pescara.

Atalanta, Venezia e Pafos in Nazionale: Krstovic e Kessie protagonisti, la Dea ha già accumulato 1.282 minuti

Mentre Sarri lavora a Zingonia con un gruppo ridotto, tredici giocatori dell’Atalanta sono impegnati con le rispettive Nazionali. La sosta coinvolge anche il Venezia, prossimo avversario in campionato lunedì 12 ottobre, e il Pafos, atteso a Bergamo tre giorni più tardi per la prima giornata della fase campionato di Conference League.

Il bilancio è ancora parziale, perché gli impegni internazionali proseguiranno fino al 6 ottobre. Fin qui c’è comunque una differenza netta: i nazionali dell’Atalanta hanno già totalizzato 1.282 minuti, quelli del Venezia 433, mentre i due giocatori della prima squadra del Pafos utilizzati dalle rispettive selezioni si sono fermati complessivamente a 158.

Il protagonista principale è Nikola Krstovic, che con il Montenegro ha raccolto 179 minuti, due gol (uno bellissimo, l’altro su rigore) e un assist. Bene anche Franck Kessie: 173 minuti, un gol su rigore e un assist con la Costa d’Avorio.

Eljif Elmas ha giocato entrambe le prime partite della Macedonia del Nord, arrivando a 180 minuti. Seguono Sead Kolasinac con 171, Charles De Ketelaere con 168 e Nicola Zalewski con 156.

Con l’Italia Giorgio Scalvini ha totalizzato 115 minuti, mentre Gianluca Scamacca ne ha giocati 14. Marco Carnesecchi è sempre in panchina, avendo davanti Donnarumma.

Giacomo Raspadori ha disputato 45 minuti prima di lasciare il raduno azzurro per una distrazione di basso grado al bicipite femorale della coscia destra. L’attaccante è rientrato a Zingonia e ha già iniziato il percorso riabilitativo.

Mario Pasalic ha raccolto 57 minuti con la Croazia, Lazar Samardzic 24 con la Serbia. Relja Obric, unico atalantino convocato da una selezione giovanile, è rimasto in panchina per tutta Slovenia-Israele Under 21, terminata 2-3. Oggi alle 17 avrà una seconda possibilità nella sfida casalinga contro l’Olanda.

Il Venezia è partito con sei convocati: Filip Stankovic, Redouane Halhal, Richie Sagrado, John Yeboah, Albion Rrahmani e Akor Adams. Successivamente si sono aggiunti Ridgeciano Haps, chiamato dal Suriname, e Thorir Helgason con l’Islanda.

Yeboah è il veneziano maggiormente utilizzato con 142 minuti giocati dall’Ecuador. Adams ne ha totalizzati 137 con la Nigeria, Rrahmani 69 con il Kosovo.

Helgason è partito titolare nella vittoria per 3-0 dell’Islanda in Lussemburgo ed è rimasto in campo per 85 minuti. Stankovic, Halhal, Sagrado e Haps non sono invece stati utilizzati nei primi incontri.

Il Pafos ha quattro convocati, ma soltanto due appartengono stabilmente alla prima squadra: Vlad Dragomir con la Romania e Ivan Sunjic con la Bosnia ed Erzegovina. I giovani Andreas Andreou e Georgios Michael sono invece impegnati con Cipro Under 19.

Dragomir è entrato nei minuti finali della sconfitta della Romania contro la Svezia e ha poi disputato per intero il 2-4 interno contro la Bosnia, raggiungendo 92 minuti complessivi.

Sunjic ha giocato 66 minuti nel pareggio per 0-0 della Bosnia in Polonia, ricevendo anche un’ammonizione. È rimasto in panchina nella successiva vittoria in Romania.

Il portiere diciottenne Andreou e il centrocampista diciassettenne Michael hanno trovato spazio nelle amichevoli disputate dalla selezione cipriota Under 19 contro la Moldova, ma non hanno ancora giocato nemmeno un minuto nella prima squadra del Pafos.

Il quadro cambierà ancora nei prossimi giorni, con molte Nazionali attese da altre due partite. L’Atalanta è però la squadra più esposta per numero di convocati, minuti giocati e peso dei calciatori coinvolti.

Sarri ritroverà diversi titolari soltanto al termine della sosta e dovrà prepararli per due partite ravvicinate: prima il Venezia in campionato, poi il Pafos in Conference League. Vedremo se stanchi o motivati dall’impiego nelle rispettive nazionali.

Ad maiora