Per sport

L’oppio dei popoli.

Atalanta, i giornali di mercoledì 7 ottobre: Sarri chiude il tempo degli alibi, chiede una squadra libera e apre al 4-2-3-1. «Da lunedì voglio vedere giocare a calcio»

Sarri chiede all’Atalanta di sbloccarsi, mentre i nazionali tornano a Zingonia. Le interviste del tecnico occupano parecchie pagine dei giornali locali. Segno che si è a caccia di riscatto. Già da lunedì.

L’Eco di Bergamo porta Sarri anche in prima pagina: «Atalanta, ora devi sciogliere le briglie». All’interno, Piero Vailati firma la lunga intervista collettiva: «Il tempo non sia un alibi, voglio un’Atalanta che giochi libera».

Il tecnico parte dalle difficoltà: «La squadra è stata completamente destrutturata, e ancora non c’è una struttura definita nel nuovo modo di pensare. Quindi è una squadra che va in difficoltà e finisce per subire le partite. Era inevitabile che succedesse: è una squadra che si era costruita un modo di pensare non per sei mesi, ma per tante, tante stagioni».

Sarri aggiunge: «Mi dispiace per la società, che ci sta aiutando in tutti i modi. E mi dispiace per i tifosi. Però adesso smettiamo di dire che abbiamo bisogno di tempo, perché questo potrebbe diventare un alibi per tutti».

I segnali positivi riguardano il possesso e la posizione della squadra: «Rispetto alle prime partite abbiamo alzato il baricentro di più di 20 metri, abbiamo alzato il possesso palla e la supremazia territoriale. Però il tutto rimane abbastanza poco incisivo, perché poi ci manca l’interpretazione, quella vera, delle situazioni».

Il passaggio decisivo: «In questo momento la sensazione che ricevo dalla partita è che siamo più con la testa a pensare dove stiamo mettendo i piedi che non a giocare a calcio. Il passo ora deve essere quello di sbloccarsi, prendere l’iniziativa, giocare e poi vedere cosa funziona e cosa non funziona».

Sulle caratteristiche dell’organico: «Penso sia una via di mezzo. Ha giocatori in grande accelerazione, però ha anche diversi giocatori abbastanza tecnici, forse non palleggiatori, ma comunque dotati di buona tecnica. Dobbiamo trovare ancora la nostra identità». Il 4-2-3-1 resta un’opzione: «Può essere una soluzione, può essere un’alternativa».

Il tema è anche la libertà negli ultimi metri: «Il mio compito è portare la squadra agli ultimi 25 metri, e il compito del giocatore è risolvere le situazioni negli ultimi 25 metri». Su Rowe: «È un istintivo, uno di quei giocatori a cui va lasciata la possibilità di esprimere se stesso senza imbrigliarlo».

Per De Ketelaere, che preferisce il centro dell’attacco, Sarri non esclude soluzioni, ma ricorda la concorrenza: «Se Charly vuole giocare attaccante centrale bisogna che ne parli prima con Scamacca e con Krstovic, e magari anche con Raspadori. Non sono giocatori che possiamo accantonare».

Proprio Raspadori viene descritto così: «Questa è la forza di Raspadori: può fare tanti ruoli. Ma può anche essere il suo limite: non è mai riuscito a specializzarsi in un ruolo ben definito».

Su Scalvini: «Secondo me Scalvini ha più caratteristiche per fare quello che sta facendo ora e non l’altro. Lui non è un super aggressivo, ma è un tecnico, uno che ha letture». E sul ritorno di Kolasinac: «Sicuramente lo può fare per personalità, per carattere, per aggressività. Poi sì, gli manca qualche centimetro, ma soprattutto si tratta di trasformare un giocatore istintivo in un giocatore di lettura».

La chiusura guarda al Venezia: «Mi piacerebbe vedere una squadra che gioca a calcio. La parola d’ordine è: testa libera per giocare a calcio. Perché se ci rilib­eriamo la testa può anche darsi che lunedì non ci venga un gran risultato, ma in futuro ci verrà sicuramente».

Accanto all’intervista, Roberto Belingheri firma il commento «Meno pensieri. Più responsabilità». Scrive: «Non è scontato metterci la faccia in una situazione non positiva. Ma Sarri dimostra che le difficoltà si affrontano senza nascondersi». Il tema è «l’assunzione di responsabilità collettiva»: «Adesso la palla è nei piedi dei giocatori».

Anche il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, dedica ampio spazio al tecnico. Marina Belotti e Pietro Serina firmano insieme: «Il tempo degli alibi è finito: voglio vedere giocare a calcio».

Sarri ribadisce l’obiettivo: «Resto convinto che questa Atalanta abbia un organico competitivo, che vale la lotta per la zona Europa. Ma finora non abbiamo dimostrato di meritarla, e questo è il mio grande rammarico».

Sul modulo precisa: «Io non amo cambiare troppi moduli, il lavoro va curato bene, l’assetto di una squadra non si improvvisa se conta anzitutto l’organizzazione. Ma il 4-2-3-1 per noi può essere una soluzione, anche da inizio partita. Dipende dalle singole situazioni».

Per Rowe le aspettative sono esplicite: «Da Rowe, oltre che un aiuto nella fase difensiva, mi aspetto che poi giochi da cavallo imbizzarrito là davanti». Per Scalvini: «È più adatto a questo calcio che non al precedente e deve diventare un leader emotivo di questa squadra».

C’è anche il capitolo delle partenze: «La partenza di Djimsiti per me è stata una sorpresa. Solo dopo ho scoperto che da un paio d’anni aveva l’opzione Arabia nelle prospettive. De Roon con me non ha mai parlato, lui si rivolgeva direttamente alla società».

Le coppe restano obiettivi concreti: «Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri, non lasceremo nulla al caso. Gli impegni internazionali e infrasettimanali ci faranno crescere. Non giocheremo mai amichevoli, siamo l’Atalanta».

La Gazzetta dello Sport, che non ha Sarri, sceglie di concentrarsi su Ederson. Matteo Brega titola «Inossidabile Ederson. Atalanta, il capitano è l’ancora di Sarri». Il sommario: «Mezzala nel 4-3-3 o mediano nel 4-2-3-1: il brasiliano, titolare 7 volte su 7, punta a far risalire subito la Dea». Brega sottolinea che «la fascia da capitano irrobustisce in Ederson il senso di responsabilità».

Ancora su L’Eco di Bergamo, Matteo Spini firma «Scamacca, un gol in azzurro per salire sulla rampa di lancio». Il gol alla Turchia può diventare un punto di partenza anche per il club: «Se si è sbloccato lì, è pronto a farlo anche a Bergamo: il teorema va dimostrato nelle prossime settimane».

Spini richiama la necessità di continuità: «Scamacca è un talento discontinuo: pur essendo un nove, segue le curvature dei dieci geniali, come Ilicic che non sapevi mai con che piede era sceso dal letto». Ora, però, può ripartire senza gli intoppi fisici che ne condizionano a lungo il rendimento: «Da lunedì l’Atalanta si tuffa in un mese compresso e già fondamentale e decisivo: ha bisogno Sarri e il miglior Scamacca».

Il notiziario dell’Eco annuncia «Da oggi squadra quasi al completo». Kessie, Samardzic e Obric sono già rientrati; gli ultimi saranno Elmas e Pasalic. Restano cinque infortunati: Hien, Sulemana, Kossounou, Raspadori e Pompei. Per il terzo portiere, operato alla mano destra, il quotidiano indica uno stop di un mese e mezzo-due.

Uno sguardo al prossimo avversario arriva dalla Gazzetta dello Sport. Simone Battaggia titola «Hainaut non manca mai. Il Venezia verso Bergamo: a destra c’è una garanzia». Dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate, Stroppa cerca la svolta. Antoine Hainaut è sempre titolare e quasi sempre in campo per novanta minuti; maggiori dubbi riguardano la fascia sinistra, con Haps da valutare e Correia candidato a partire dall’inizio.

L’Under 21 continua a occupare le pagine dei quotidiani dopo la qualificazione all’Europeo. Sulla Gazzetta dello Sport, Alex Frosio firma «Non ci sono solo Ndour e Koleosho. I talenti dell’Under pronti al salto». Il sommario: «Gli azzurrini il serbatoio da cui Mancini può attingere subito: a novembre spazio ai ragazzi».

Frosio ricorda che Baldini accompagna diversi giovani al debutto nella maggiore e osserva: «Chi sono Ndour e l’uomo-copertina, se non altro per l’immaginifica gittata del suo gol». Fra i profili segnalati ci sono Cisse, Pisilli, Liberali e Ahanor, oltre a Koleosho. Per l’attaccante il giudizio è netto: «Quasi necessario poi una rinfrescata sulle fasce. E tra gli azzurrini la scelta è di grande qualità».

Sul Corriere dello Sport, Fabio Massimo Splendore propone «Calcio e anima, il Fattore Baldini». La sua Under «è corale in campo perché inizia ad esserlo da quando si allenano: Silvio, più d’un maestro».

Il punto centrale dell’analisi è il rapporto con i ragazzi: «Baldini ha presente che fosse un modo ispirato alla condivisione, al calcio e non solo: i 15 giorni che hanno condotto al traguardo del pass per l’Europeo sono il manifesto che guida questi ragazzi e tutto lo staff». E ancora: «Abbiamo parlato tanto di questo, mi hanno dato tanto, non con la forma, con la sostanza».

La carrellata finale parte dalla Gazzetta dello Sport, che apre su Sinner con «Torna così!» e «Ci rivediamo nel 2027». In alto, «L’Italia vede il futuro»; sulla Figc, «Sempre Malagò».

Il Corriere dello Sport sceglie Pio Esposito: «T’amo Pio Bobo», con Mancini che dice «Potrà essere il nuovo Vieri». In alto il commissariamento federale: «Da Malagò a Malagò».

Tuttosport dedica l’apertura calcistica al mercato: «Azzurro Juve», sulle manovre per Romano, Doumbia e Ndour. In alto «Sinner, l’anno che verrà»; sul commissariamento, «Da presidente a commissario. La mandrakata».

Ad maiora

L’Under 21 supera il milione: Italia-Polonia conquista il 7,9% di share e firma il record del ciclo Baldini

La qualificazione all’Europeo, il 6-0 alla Polonia e anche un risultato importante davanti alla televisione. La serata di Pescara porta all’Italia Under 21 il miglior ascolto del ciclo guidato da Silvio Baldini.

La partita, trasmessa in diretta su Rai 2, è stata seguita da 1.046.000 spettatori con il 7,9% di share. È stata la seconda gara di qualificazione all’Europeo Under 21 più vista in Italia negli ultimi dieci anni.

Un dato ancora più significativo considerando l’orario preserale e la contemporanea presenza nei palinsesti dei tradizionali programmi di intrattenimento e informazione. Gli Azzurrini hanno superato il muro del milione accompagnando la crescita degli ascolti con quella mostrata sul campo.

Il precedente primato del ciclo Baldini apparteneva a Polonia-Italia del novembre 2025, vista su Rai 3 da 724.000 spettatori con il 7,78% di share. La sfida di Pescara ha quindi guadagnato oltre 300.000 spettatori, confermando il crescente interesse intorno alla squadra.

Il largo successo contro la Polonia ha consegnato agli Azzurrini il primo posto nel girone e la qualificazione diretta alla fase finale dell’Europeo. Sei gol, una prestazione dominante e più di un milione di persone davanti alla televisione: l’Under 21 di Baldini non conquista soltanto la partecipazione al torneo, ma anche il cuore del pubblico.

Ad maiora

Atalanta, da Venezia al Pafos in 75 ore: primi rientri a Zingonia e oltre duemila minuti nelle Nazionali

L’Atalanta riparte a ranghi ancora incompleti. Sarri ha ritrovato Kessié, Samardžić e Obrić, ma deve preparare due partite alla New Balance Arena separate da appena 75 ore: lunedì 12 ottobre contro il Venezia e giovedì 15 contro il Pafos, all’esordio in Conference League.

Dopo due giorni di riposo, la squadra ha svolto palestra, circuiti tecnici, esercitazioni con il pallone, una partitella undici contro undici su campo ridotto e lavoro aerobico.

Hien e Sulemana hanno proseguito tra terapie e palestra, mentre Kossounou e Raspadori si sono limitati alle terapie. L’attaccante italiano sta recuperando dalla distrazione di basso grado al bicipite femorale della coscia destra rimediata in Nazionale.

Thomas Pompei è stato invece operato per la frattura della falange intermedia del quarto dito della mano destra. L’intervento è riuscito e il portiere inizierà nei prossimi giorni la riabilitazione.

I tredici atalantini convocati hanno già accumulato 2.164 minuti, con un bilancio ancora provvisorio. I più utilizzati sono Kolasinac con 351 minuti, Krstović con 337, Elmas con 270, De Ketelaere con 264 e Zalewski con 246. Quindi hanno speso energie ma non si può dire che non siano pronti a giocare.

Krstović ha realizzato due gol e fornito un assist. A segno anche Scamacca con l’Italia e Kessié con la Costa d’Avorio. Carnesecchi e Obrić non sono scesi in campo: il difensore sloveno è quindi tornato a Zingonia senza minuti nelle gambe.

Il Venezia arriva alla ripresa dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate di campionato. Durante la sosta la squadra di Stroppa, confermato dalla società nonostante l’ultimo posto, ha perso 1-0 anche l’amichevole disputata a Pola contro l’NK Istra.

Sette gli arancioneroverdi impegnati con le Nazionali. Yeboah ha giocato 142 minuti con l’Ecuador, Adams 137 con la Nigeria e Rrahmani 69 con il Kosovo. Minutaggio ridotto o nullo per Stanković, Halhal, Sagrado e Haps.

Prima di partire per Bergamo, il Pafos affronterà domenica 11 ottobre l’Anorthosis a Larnaca. La squadra cipriota avrà un giorno di recupero in più rispetto all’Atalanta, ma dovrà aggiungere il viaggio verso l’Italia.

Tra i giocatori impegnati con le Nazionali ci sono Vlad Dragomir, Ivan Šunjić e Ken Sema. Andreas Andreou e Georgios Michael hanno invece giocato con Cipro Under 19, ma non sono elementi stabilmente utilizzati dalla prima squadra.

Insomma, il Venezia arriverà a Bergamo con meno fatica internazionale, ma con l’assillo di interrompere la serie negativa. Dal canto suo il Pafos si presenterà alla New Balance Arena dopo una partita di campionato e una trasferta da organizzare in pochi giorni.

Foto: Atalanta B.C.

Atalanta, i giornali di martedì 6 ottobre: Scamacca torna al gol con l’Italia, Sarri prepara Rowe. Il Pafos avverte la Dea, proposta per ritirare il 7 di Stromberg e festa U21

Scamacca ritrova il gol in Nazionale, Sarri prepara Rowe per la ripartenza dell’Atalanta. Intanto l’Under 21 travolge la Polonia e vola all’Europeo.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «L’Italia mette la terza. Tris contro la Turchia». A Bologna gli azzurri vincono 3-1: Scamacca sblocca la partita, Calafiori e Pio Esposito rispondono al momentaneo pareggio di Simsir.

Il giornale sottolinea il significato nerazzurro della serata: «Di rimando sorride anche Sarri che ritrova Scamacca versione bomber e può sperare di sfruttare la scia azzurra nell’imminente ripartenza nerazzurra dell’Atalanta».

Matteo Spini approfondisce con «Scamacca, gol con record di presenze in Nazionale». Il centravanti raggiunge Pessina e Toloi a quota quattordici partite disputate in azzurro da giocatore dell’Atalanta. Con due reti raggiunge invece Retegui e Longoni, alle spalle delle quattro di Pessina.

Il gol arriva con un destro al volo dopo una respinta della difesa turca. Spini ricorda che il precedente centro azzurro di Scamacca risale a Wembley, nell’ottobre 2023, contro l’Inghilterra. L’attaccante resta in campo 55 minuti, mentre Scalvini e Carnesecchi non si alzano dalla panchina.

La Gazzetta dello Sport raccoglie le sue parole con Matteo Dalla Vite: «Felicità Scamacca: “Contava solo vincere”». Il centravanti dice: «Sono felicissimo di questo risultato», poi mette davanti la squadra: «Più che il mio gol che ha sbloccato la gara è importante aver vinto, contava quello».

Sulla concorrenza in attacco: «Conta farsi trovare pronti ed è l’unico mio pensiero, dare il massimo per la Nazionale».

L’Atalanta torna intanto a Zingonia. L’Eco di Bergamo titola «Il tour de force dei nerazzurri con nove partite in 27 giorni». Matteo Spini mette a confronto i due estremi del calendario: «Tra la Juventus e il Venezia, l’Atalanta sta attendendo ventidue giorni: nessuna partita per via della maxi-sosta per le nazionali. Tra il Venezia e il Monza di giorni ne trascorreranno appena una manciata in più, ventisette, ma si giocheranno nove partite».

Si riparte lunedì 12 ottobre con il Venezia, poi subito il Pafos e il Milan. «In maniera schizofrenica si passa dalla calma piatta (nazionali a parte) al tour de force estremo: tra campionato ed Europa, tra weekend e turni infrasettimanali, l’Atalanta non potrà mai riposare».

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, precisa i tempi con Marina Belotti: «I nazionali nerazzurri, rientro alla spicciolata: al completo solo giovedì». Sarri potrà quindi contare sul gruppo riunito soltanto a ridosso della ripresa. Pasalic ed Elmas hanno ancora gli ultimi impegni con Croazia e Macedonia del Nord.

Nel sommario compare anche una conseguenza sul lavoro tattico: «Salta l’esperimento di Elmas come vice CDK». Il giornale spiega che gli impegni del macedone hanno impedito di provarlo durante la sosta in quella posizione. Sempre indisponibili Raspadori, Hien, Sulemana, Kossounou e Pompei.

Sulla Gazzetta dello Sport, Matteo Brega concentra l’attenzione su chi è rimasto a lavorare a Bergamo: «Serve più continuità. Rowe, lezioni da Sarri per lo sprint Atalanta». Il sommario: «L’ala inglese ha lavorato a Zingonia nella sosta. Tattica e preparazione atletica per tornare al top».

Brega ricorda l’investimento per l’inglese e i primi «sprazzi di qualità», dopo un ambientamento comprensibilmente difficile.

Il giornale riprende il paragone di Zappacosta: «Jonathan ricorda il primo Ademola Lookman». E il ragionamento del compagno: «Quando arrivò all’Atalanta era simile, cercava di saltare due-tre avversari ogni volta che riceveva palla. Con il passare del tempo ha imparato a giocare con la squadra, a essere decisivo anche con gli assist».

Brega distingue però i contesti: Lookman si inserisce in una squadra con automatismi già consolidati, mentre Rowe affronta insieme ai compagni l’inizio di un nuovo ciclo. «Gli aiuti devono essere reciproci e bidirezionali».

Sul Corriere della Sera bergamasco c’è anche l’intervista di Stefano Arosio al direttore sportivo del Pafos, Cristiano Giaretta: «Attenti al mio Pafos».

Giaretta vede già il lavoro del nuovo allenatore: «Le idee del nuovo allenatore le vedi, anche banalmente nell’insistenza della costruzione dal basso. Sono concetti ben chiari e delineati, quelli di Sarri». Sull’avvio nerazzurro aggiunge: «In questa fase è normale affidarsi ai singoli, però questo è un altro problema: De Ketelaere non era ancora al top, Kessie nemmeno. Ma penso fosse tutto previsto».

Il giudizio sulle possibilità europee è netto: «L’Atalanta ha tutto per stare tra le prime quattro della competizione». Il Pafos, però, vuole giocarsi le proprie carte: «Noi dovremo usare le nostre armi: siamo una squadra di qualità e molto veloce, capace di far male nelle ripartenze e nelle transizioni».

Sulla sfida del 15 ottobre: «Vedo un Pafos con un baricentro basso e che poi riparte per fare male». E sull’obiettivo dei ciprioti: «Per noi sarà molto difficile, ma il nostro obiettivo è proseguire il più possibile nella competizione».

L’Eco di Bergamo dedica poi spazio a una proposta che riguarda la storia nerazzurra: «L’invito all’Atalanta: “Ritira la maglia di Stromberg”». Federico Errante racconta l’iniziativa del Comitato Coppa Quarenghi, presentata a San Pellegrino durante il Premio al medico sportivo.

Il presidente Giampietro Salvi spiega: «Crediamo che molti atalantini sarebbero felici se venisse ritirata la maglia di Glenn. Parliamo di una leggenda vivente, di un simbolo per la Dea e per Bergamo tanto che i tifosi si identificano in lui».

Stromberg risponde commosso: «Mi scappa la lacrimuccia, perché sarebbe stupendo, emozionante non solo per me. Sarebbe un gesto fantastico, davvero indimenticabile».

Gli altri nazionali trovano spazio sull’Eco con «Kolasinac batte Zalewski nel finale». La Bosnia supera la Polonia 1-0 grazie a un rigore di Basic; entrambi gli atalantini giocano tutta la partita. De Ketelaere parte invece dalla panchina ed entra nella ripresa nella sconfitta del Belgio per 4-1 contro la Francia.

L’Under 21 si prende le pagine dei tre quotidiani sportivi dopo il 6-2 alla Polonia e la qualificazione diretta all’Europeo. La Gazzetta dello Sport apre il servizio con «Azzurrini spettacolo» e «Italia bellissima, 6 gol ed è Europeo».

Alex Frosio comincia così la sua analisi: «Liberate il talento e il talento si paleserà». E descrive il lavoro di Baldini: «Il calcio è semplice, se lo liberi». Segnano Koleosho, Ndour due volte, Lipani, Fini e Cherubini; l’Italia chiude il girone davanti alla Polonia.

Il Corriere dello Sport, con Fabio Massimo Splendore, titola «Magia Under 21, magico Ndour». La seconda rete del centrocampista, dalla propria metà campo, domina fotografie e racconti. Le distanze indicate dai giornali non coincidono: 65,5 metri per il Corriere, 75 per la Gazzetta, 72 per Tuttosport.

Nella pagina delle dichiarazioni, Splendore raccoglie l’emozione di Baldini: «Ho ragazzi speciali, straordinari, meritano questa soddisfazione. Hanno fatto 15 giorni da grandi professionisti». Ndour ricambia: «Devo tanto a Baldini e tutti gli vogliamo bene. Persona straordinaria, grande allenatore».

La Gazzetta dello Sport guarda già alla fase finale con «Baldini sicuro: “Andiamo all’Europeo per vincerlo”». Il tecnico chiarisce: «Intanto ci andiamo, e poi fin dal primo giorno sono convinto di vincerlo».

Sempre sulla Gazzetta, G.B. Olivero firma il commento «La metamorfosi di Ndour e la lezione dell’Under: divertimento e vittorie». Il punto centrale è il modo in cui arriva il successo: «La partita dell’Under 21 ci ha lasciato un sapore dolce in bocca non tanto per il punteggio largo e nemmeno per la qualificazione all’Europeo, ma per il modo in cui sono arrivati quasi tutti i gol: dribbling, fantasia, inserimenti senza palla, immaginazione».

Prima delle aperture, il ricordo di un volto della televisione sportiva. La Gazzetta dello Sport dedica a Ennio Vitanza, scomparso a 92 anni, «90° di nostalgia». Germano Bovolenta firma «Se ne va anche Vitanza, il pianista gentile della squadra di Valenti».

Il sommario lo ricorda come «Telecronista misurato ed elegante, milanista e grande amico di Rivera». Il racconto attraversa il calcio giocato nelle giovanili del Torino, la passione per il pianoforte e il jazz, gli anni in Rai e la squadra di 90° minuto. Bovolenta ne riassume il modo di lavorare in tre parole: «Stile, semplicità e rispetto».

La carrellata delle aperture sportive celebra le due nazionali. La Gazzetta dello Sport sceglie «Bella forza»: «L’Italia ne fa altri 3 alla Turchia: è seconda». In alto, sul caso federale, «Il commissario Malagò». Il Corriere dello Sport apre con «La gioia è doppia»: «Vince Mancini (3-1), stravince Baldini (6-2): raggiunti due obiettivi». Tuttosport titola «Festival d’Italia», con «Scamacca, Calafiori e Pio stendono la Turchia: 3-1» e il richiamo «FantaNdour e 6 gol! Under 21 all’Europeo».

Ad maiora

Atalanta, i giornali di lunedì 5 ottobre: Sarri aspetta il vero De Ketelaere, Scamacca torna titolare con l’Italia.

De Ketelaere ritrova brillantezza con il Belgio e l’Atalanta aspetta di rivederlo protagonista anche in nerazzurro. Scamacca si prepara a guidare l’attacco dell’Italia contro la Turchia, mentre Sarri attende il rientro dei nazionali per cominciare la settimana che porta al Venezia. Sul mercato compare il colombiano Viveros. A Pescara, intanto, l’Under 21 affronta la Polonia per la qualificazione all’Europeo.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Sulla rampa di lancio»: «Stasera Italia-Turchia, fra una settimana torna la Serie A». All’interno, Matteo Spini scrive «L’Atalanta rivuole il vero De Ketelaere». Il sommario: «Il belga sta giocando bene in nazionale, mentre in nerazzurro incide poco. Sarri ha bisogno della sua qualità e quello del ruolo è un falso problema».

Nel testo si approfondisce: «Che dal Belgio rientri il vero Cdk. È quel che spera l’Atalanta, che due settimane fa ha fatto partire il fratello grigio di Charles e ora rivuole l’originale, che a Bergamo non si vede da molto».

Il nodo, secondo Spini, non è la collocazione: «Quello del ruolo è in realtà un falso dilemma, visto che in nerazzurro ha praticamente sempre giocato sulla destra e forse semmai il riferimento possono essere alle consegne tattiche che lo tengono più largo». Anche l’assist contro la Turchia nasce da un’iniziativa sulla fascia, dopo che è entrato Lukaku.

Pesano i numeri: nel 2026 De Ketelaere ha segnato una sola rete con l’Atalanta, il 10 gennaio contro il Torino. «Lunedì, con il Venezia, saranno passati più di nove mesi, per la precisione 275 giorni». La conclusione di Spini: «Charles Godot è dato in arrivo alla stazione di Bergamo. E l’Atalanta ha tanto bisogno della sua qualità».

La Gazzetta dello Sport affronta lo stesso tema con Davide Giovanzana: «La sosta ti fa bello». Il titolo dedicato al belga è «Questo è il vero Cdk. La Dea lo aspetta. Sarri prende appunti».

Il quotidiano riprende le dichiarazioni a La Dernière Heure: «Se mi chiedessero quale sia il mio ruolo nel calcio, risponderei centravanti». De Ketelaere aggiunge: «Mi sento meglio centralmente che vicino alla linea laterale, dove non riesco a dare il massimo».

E ancora: «Era da molto tempo che non giocavo sulla fascia, ma il calcio è uno sport di squadra e la squadra viene prima di tutto. Io non sono una persona che pensa soltanto a sé stessa, è una delle mie qualità, è così che ho costruito la mia carriera».

Oltre al ruolo in campo CDK è rientrato tardi dai Mondiali e poi si è fatto male. «Recuperarlo al 100% a livello fisico per Sarri è fondamentale ancora prima di capire come utilizzarlo al meglio».

Sul mercato, L’Eco di Bergamo segnala un nome colombiano: «Ai nerazzurri piace il centravanti Viveros». Kevin Viveros, ventiseienne dell’Athletico Paranaense, viene descritto come «un centravanti ben strutturato, che sa mettersi a disposizione della squadra, gioca in profondità e ha un buon fiuto del gol».

Il quotidiano indica una valutazione intorno ai 20 milioni e riferisce dell’interesse anche di Aston Villa, Brighton e Sunderland. Nel campionato brasiliano del 2026 Viveros ha segnato 18 reti in 26 partite. Per l’Atalanta «potrebbe essere un’idea per il futuro nerazzurro, visto che il suo profilo è apprezzato».

Il notiziario dell’Eco annuncia la ripresa degli allenamenti domani pomeriggio, dopo due giorni di riposo. Cominceranno a rientrare i nazionali, mentre contro il Venezia sono previste almeno cinque assenze: Raspadori, Sulemana, Hien, Kossounou e Pompei.

Dei lagunari parla la Gazzetta dello Sport. Michele Contessa firma «Venezia unica squadra a 0 punti. Adams e Yeboah per il rilancio». Il sommario: «I due attaccanti hanno segnato solo una rete a testa finora. Stroppa si affida ancora a loro».

Il Venezia arriva alla ripresa dopo cinque sconfitte e tredici gol subiti. Mancano i gol: Adams e Yeboah hanno segnato una volta ciascuno in campionato.

Stasera l’attenzione passa a Bologna. L’Eco di Bergamo titola «Mancini si affida a Scamacca per battere ancora la Turchia». Con Pio Esposito destinato al riposo e Kean indisponibile, si apre la possibilità di partire dall’inizio per il centravanti atalantino. La partita comincia alle 20.45, in diretta su Rai 1.

La Gazzetta dello Sport, con Guglielmo Buccheri, propone «Tocca a Scamacca. Pio parte in panchina. Kean ko: torna a casa». Nel sommario: «L’attaccante dell’Atalanta adesso è pronto: cerca la prima rete nel nuovo corso di Mancini».

Anche Tuttosport indica «Kean non c’è: occasione Scamacca». Il Corriere dello Sport presenta le possibili novità con «Ecco Vergara, Scamacca e Doumbia», prospettando invece un turno di riposo per Scalvini.

Per gli altri nerazzurri, L’Eco di Bergamo scrive «Samardzic dal 1’ perde in Olanda. Nove in campo fra oggi e domani». Il fantasista gioca 73 minuti nella sconfitta per 2-1 della Serbia, tornando titolare dopo tre incontri consecutivi iniziati in panchina.

Stasera ci sono anche Francia-Belgio per De Ketelaere e Bosnia-Polonia, con l’incrocio fra Kolasinac e Zalewski. Domani toccherà a Krstovic contro l’Armenia, a Pasalic contro la Spagna e a Elmas contro la Svizzera.

L’Under 21 occupa le pagine di tutti e tre i quotidiani sportivi. La Gazzetta dello Sport titola «Azzurrini da impresa». Alex Frosio firma «Baldini sceglie Cisse-Liberali. “I miei ragazzi senza paura”».

Il commissario tecnico racconta il rapporto con il gruppo: «La mia fiducia nella squadra è illimitata». E aggiunge: «Ho già detto ai ragazzi che non aspetterò il risultato per dire se sono bravi o no: sono speciali perché mi dimostrano grande affetto, grande stima».

La formazione è stata annunciata in conferenza stampa: Cisse al centro dell’attacco, con Liberali e Koleosho ai lati. Terzini saranno Ahanor e Bartesaghi; a centrocampo Faticanti Lipani, che non sta bene, con la fascia di capitano a Ndour.

Il Corriere dello Sport apre la pagina con «L’Europeo si fa oggi». Fabio Massimo Splendore raccoglie le parole di Baldini: «Per voler bene a questo gruppo non mi serve un risultato». Il tecnico presenta così l’appuntamento: «Questi ragazzi vogliono un bene dell’anima per mille ragioni, una su tutte: in un momento molto difficile della mia vita a livello personale mi hanno dato la possibilità di risentirmi normale e felice».

Su Tuttosport, Alessia Scurati scrive «Baldini: “Uno stadio magico per un’Italia speciale”». Pescara ritrova l’allenatore della promozione in Serie B del 2025 e risponde con le tribune praticamente esaurite e l’apertura della Curva Sud.

Baldini spiega il suo modo di stare con i ragazzi: «Non mi voglio vendere né allenatore né insegnante: io sono suggeritore. Cerco di suggerire quel che li può aiutare, perché quello che serve a questi ragazzi è essere aiutati a capire che il calcio non è solo denaro e fama».

Italia-Polonia comincia alle 18.15, in diretta su Rai 2. Una vittoria con due gol di scarto garantirebbe il primo posto e il pass diretto per l’Europeo; con un solo gol di margine entrerebbe in gioco il confronto fra le seconde degli altri gironi.

Prima delle aperture, il commento di Roberto Belingheri sull’Eco: «Questo assurdo tempo sospeso prima del tritacarne». La critica riguarda la lunga interruzione dei campionati: «Bloccare i campionati dopo solo un mese abbondante di partite». Il rischio, scrive, è creare «squilibri interni tra chi giocherà tantissimo e chi starà a guardare per 20 giorni».

La carrellata dei titoli inizia dalla Gazzetta dello Sport, che apre sulla Formula 1 con «Kimi prende più!»: Antonelli secondo a Sepang, con il Mondiale più vicino. Per Italia-Turchia il richiamo è «Non fermiamoci più!». Il Corriere dello Sport sceglie «L’ora è giunta», riunendo gli appuntamenti delle due nazionali e il voto su Malagò: «Mancini per quota 7. Baldini vuole il pass. Domani Malagò ai voti». Tuttosport prosegue l’intervista a Spalletti con «Alajbegovic vi stupirà»; in alto, per gli azzurri, «Italia, rifacci divertire».

Ad maiora