Italia-Polonia U21, Baldini annuncia la formazione e si affida alla magia di Pescara: «Fiducia illimitata in questi ragazzi, sono la mia famiglia»

Silvio Baldini non aspetta il risultato di Italia-Polonia per giudicare la sua Under 21. «La fiducia è illimitata. Questi ragazzi per me sono una famiglia. Qualunque risultato faranno domani sera, li porterò sempre nel mio cuore». Alla vigilia dell’ultima partita del girone di qualificazione all’Europeo, lunedì alle 18.15 all’Adriatico, in diretta su Rai 2, il commissario tecnico parte dal legame con il gruppo. Poi annuncia subito la formazione.

Giocheranno Palmisani; Ahanor, Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Faticanti, Pisilli, Ndour; Liberali, Cissè e Koleosho. Cissè, decisivo nel recupero in Armenia, partirà quindi al centro dell’attacco. Dal primo minuto anche Liberali, mentre Camarda e il capitano Lipani inizieranno dalla panchina.

Baldini, però, corregge subito la definizione: «Titolare è una brutta parola, perché vorrebbe dire che gli altri sono riserve. Non è così: sono tutti titolari». Gli undici annunciati saranno quelli chiamati a dare il primo contributo a una partita nella quale l’Italia cerca una vittoria con due gol di scarto per conquistare il primo posto.

A Pescara il tecnico ritrova lo stadio della promozione in Serie B del giugno 2025. E il confronto con quella finale contro la Ternana gli suggerisce una lettura ottimista della vigilia: «Credo che sia più facile domani sera». Ricorda le assenze di allora, l’inferiorità numerica e la forza degli avversari. «Dal punto di vista del gioco e dei valori che scenderanno in campo abbiamo molte più possibilità rispetto a quella partita».

La città risponde. All’inizio della conferenza stampa i biglietti emessi sono 7.300, compresi quelli della curva Sud, aperta nel pomeriggio. Baldini si aspetta almeno diecimila persone e torna sulla parola che accompagna il suo rapporto con Pescara: magia.

«I giocatori dell’Under 21 devono percepire che questo è uno stadio dove c’è la magia. Ci sarà un grande tifo, ci aiuteranno fino alla fine a cercare questa vittoria». Il suo desiderio va oltre il risultato: «Voglio che si ricordino di questo posto per il calore che la gente porterà allo stadio».

Il passaggio più personale arriva quando gli chiedono quali corde toccherà nel discorso alla squadra. «Non starò a vedere il risultato finale per dire se sono bravi o no. Ho detto loro che sono speciali». Poi spiega: «In un momento particolare della mia vita questi ragazzi mi hanno ridato la possibilità di essere una persona normale, felice di quello che fa. Non finirò mai di ringraziarli. Sono stati una grande ricchezza, non solo tecnica ma soprattutto interiore».

Anche la sofferta vittoria in Armenia viene riletta attraverso il carattere del gruppo. Baldini non cancella gli errori, ma mette in evidenza le rincorse di Ndour, Pisilli e Fini per fermare le ripartenze avversarie. «Queste partite esistono e il più delle volte si perdono. Voi siete stati bravi a vincerla perché siete un grande gruppo».

È qui che il ct chiarisce come interpreta il proprio ruolo: «Sono un suggeritore». La tattica si studia e si allena, ma il compito di chi guida ragazzi così giovani, per Baldini, comprende altro: «Vanno aiutati a capire che il calcio non procura solamente denaro e fama. Il lavoro aiuta anche a capire chi sei e cosa vuoi». Il paragone è con un pittore che nel quadro esprime la propria anima: «Sono sognatori che fin da bambini volevano diventare grandi calciatori. La loro anima ha bisogno di essere nutrita di questo amore e di questa passione».

La Polonia, intanto, è stata studiata. Baldini si aspetta un 4-2-3-1 e un piano simile a quello dell’andata: attirare fuori i centrali azzurri e cercare lo spazio alle spalle della difesa. Ahanor e Bartesaghi avranno un compito importante nelle coperture. «Sono due ragazzi molto veloci». L’Italia dovrà sfruttare le linee di passaggio che lo schieramento avversario concederà.

C’è spazio anche per la Nazionale maggiore e per le due amichevoli guidate a giugno. «Il mio scopo era dare un premio a questi ragazzi: in diciannove hanno debuttato». Baldini elogia Mancini per la reazione dopo la sconfitta con il Belgio: «Ha dimostrato lo spessore di un grande tecnico. In una settimana è riuscito a ribaltare la negatività».

I successivi risultati azzurri, secondo il ct dell’Under 21, possono incoraggiare anche i club a dare più spazio ai giovani. Intanto, dai suoi ragazzi arriva il segnale che voleva prima della Polonia: «Sento che fra loro c’è la convinzione di vincere. Affronteranno la partita senza paura, liberi mentalmente, per giocarsela e non avere rimpianti».

Ad maiora

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