Il successo in Armenia tiene aperta la corsa al primo posto. Lunedì a Pescara gli azzurrini possono conquistare la qualificazione diretta: tutte le combinazioni, il confronto tra le seconde e il peso della differenza reti.
Per lasciare la calcolatrice in panchina, all’Italia servono due gol di scarto. È questa la strada più breve verso l’Europeo Under 21 del 2027: battere così la Polonia lunedì 5 ottobre a Pescara, alle 18.15, in diretta su Rai 2.
Il gol di Cissé al 95’ in Armenia ha conservato agli azzurrini la possibilità di vincere il girone. La squadra di Silvio Baldini arriva all’ultima giornata con 24 punti, contro i 27 dei polacchi. Il secondo posto è già al sicuro, ma non garantisce l’accesso diretto alla fase finale in Albania e Serbia: passano le nove vincitrici dei gironi e soltanto la migliore seconda. Le altre otto seconde devono affrontare gli spareggi di novembre.
All’andata la Polonia ha vinto 2–1. Per questo un successo italiano con almeno due reti di vantaggio ribalterebbe gli scontri diretti, il primo criterio da considerare a parità di punti. Un 2–0, un 3–1 o qualsiasi vittoria più larga significherebbero primo posto e qualificazione.
Vincere di misura, invece, non basterebbe per scavalcare la Polonia. Gli scontri diretti tornerebbero in equilibrio e diventerebbe decisiva la differenza reti complessiva: oggi i polacchi sono a +24, l’Italia a +21. Con una vittoria azzurra di un gol, il conto finale sarebbe +23 per loro e +22 per noi.
Resterebbe però aperta la porta della migliore seconda. Qui bisogna cambiare conteggio: nei gironi a sei squadre vengono eliminati i risultati contro l’ultima classificata. All’Italia vengono quindi sottratti i sei punti e i cinque gol di differenza reti ottenuti contro l’Armenia.
Il confronto con le due inseguitrici più vicine diventa questo: Italia 18 punti e +16, Grecia 18 e +12, Finlandia 16 e +12. Tutte hanno una partita ancora da giocare.
Se l’Italia battesse la Polonia di un gol, salirebbe a 21 punti utili e +17. La Finlandia non potrebbe più raggiungerla. La Grecia, invece, potrebbe arrivare a quota 21 vincendo in Irlanda del Nord: per pareggiare la differenza reti italiana dovrebbe imporsi con cinque gol di scarto. A quel punto conterebbero le reti segnate. Un esempio concreto: con Italia–Polonia 1–0 e Irlanda del Nord–Grecia 0–5, passerebbero davanti i greci, con 23 gol fatti contro 21. Con sei reti di scarto avrebbero direttamente una differenza reti migliore. Questo confronto vale se la Grecia chiude seconda alle spalle della Germania.
Un pareggio con la Polonia lascerebbe l’Italia a 19 punti utili e +16. Una vittoria greca, qualora gli ellenici restassero secondi, sarebbe sufficiente per superarci. La Finlandia potrebbe invece raggiungerci a 19 vincendo in Kosovo: con quattro reti di scarto pareggerebbe la nostra differenza reti, con cinque la migliorerebbe. Con una sconfitta italiana resteremmo a 18, rendendo ancora più complicata la qualificazione diretta.
In questi ultimi due scenari andrebbe controllato l’intero quadro degli altri gironi, comprese eventuali inversioni tra prime e seconde: Germania e Spagna, per esempio, non hanno ancora conquistato matematicamente il primato.
C’è infine un dettaglio di calendario: l’Italia gioca lunedì, Grecia e Finlandia martedì. Conosceranno quindi il risultato da ottenere. Un motivo in più per provare a chiudere tutto a Pescara.