ELEZIONI IN RUSSIA. CONTROLLI DI POLIZIA OVUNQUE. PIAZZA ROSSA CHIUSA.

Mosca si presenta come una città sotto assedio. In questi ultimi anni la città (malgrado i proclami putiniani) ha subito molti attentati terroristici e la preoccupazione è ovviamente alta. In ogni vagone del metrò c’è un agente e c’è un filtraggio anche in stazioni e aeroporti.
Oltre ai terroristi, il regime putiniano teme soprattutto eventuali manifestazioni dell’opposizione.
Non sono in tanti a scendere in piazza a rischiare manganellate (sicure) ed arresti (probabili). Ma danno fastidio, soprattutto in questa fase nella quale il Partito del Potere, Russia Unita, sembra aver perso il consenso di molti elettori.
La martellante campagna elettorale potrebbe non bastare. Alle ultime elezioni il
Partito di Putin (e Medvedev che, a naso, sarà in caso di insuccesso l’unico a pagare, magari perdendo la – prenotata – guida del prossimo governo) aveva preso il 65% dei voti. Difficile possa bissare.
Piazza Rossa non è Piazza Tahir, scriveva giustamente il Corriere ieri. Anche perché da questa mattina è interdetta a chicchessia:

Segno di debolezza, a giudizio della delegazione di Annaviva presente nella capitale russa.
Ad maiora

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