Duma

I giornali russi nel mirino di Putin

Continua la politica repressiva del regime putiniano, sempre più tirannide personale del presidente dopo la sua terza rielezione. Cui hanno pera prima volta fatto seguito oceaniche manifestazioni di protesta.
Dopo la legge che di fatto impedisce alle Ong di ricevere finanziamenti dall’estero, è la volta dei giornali.
Alla Duma è stata proposta una misura che parifica gli organi di informazione che ricevono soldi dall’estero ad “agenti stranieri”:
http://russia-ic.com/news/show/14364/?mobify=0#.UAVdiYlhic0
I nemici sono dappertutto, dice d’altronde la vignetta.
Che a noi italiani non può che ricordare la mussoliniana: taci, il nemico ti ascolta…
Ad maiora

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Putin saluta la Duma. Ci tornerà a breve. Da presidente

Nella mia ingenuità pensavo di leggere qualche notizia sui quotidiani odierni sull’ultimo intervento di Vladimir Putin alla Duma ieri, nella sua veste da Primo ministro.

Forse sarà distratto, ma ne ho trovato traccia solo sull’Eco di Bergamo.

Qui di seguito trovate dunque il link (e il video) con le parole dell’uomo forte della Russia:

http://www.rferl.org/content/putin_address_to_parliament/24544137.html

Da notare che, dopo una gelida risposta di Putin in merito al candidato delle amministrative che per protesta sta facendo lo sciopero della fame ad Astrakhan, i deputati di Russia Giusta hanno abbandonato l’aula.

Non era mai successo nei dodici anni, quasi incontrastati, di putinismo.

Fuori dai Palazzi intanto Udaltsov, Navalny e gli altri leader della protesta proseguono la mobiltazione.

Putin si insedierà il 7 maggio. Ma, malgrado la primavera, non saranno tutto rose e fiori.

Ad maiora.

Russia, più semplice registrare un nuovo partito

Le proteste popolari iniziate in Russia a dicembre per la denuncia dei brogli elettorali nelle elezioni politiche, cominciano a dare i frutti. La Duma (Camera bassa russa) ha infatti votato approvato un progetto di legge per rendere più semplice la registrazione di nuovi partiti. Ora, se il ddl diverrà legge, saranno sufficienti 500 membri contro i 40mila necessari fino a oggi per rendere ufficiale un partito.
Le opposizioni non sono ancora soddisfatte non essendo stato abolito il divieto per i piccoli partiti di unirsi prima delle elezioni. Anche il tetto del 5% per entrare in parlamento (contro l’attuale 7%) è giudicato ancora troppo alto.
Il progetto di legge dovrà essere approvato dal Senato e poi firmato dal presidente uscente Medvedev.
Ad maiora

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ELEZIONI IN RUSSIA. CONTROLLI DI POLIZIA OVUNQUE. PIAZZA ROSSA CHIUSA.

Mosca si presenta come una città sotto assedio. In questi ultimi anni la città (malgrado i proclami putiniani) ha subito molti attentati terroristici e la preoccupazione è ovviamente alta. In ogni vagone del metrò c’è un agente e c’è un filtraggio anche in stazioni e aeroporti.
Oltre ai terroristi, il regime putiniano teme soprattutto eventuali manifestazioni dell’opposizione.
Non sono in tanti a scendere in piazza a rischiare manganellate (sicure) ed arresti (probabili). Ma danno fastidio, soprattutto in questa fase nella quale il Partito del Potere, Russia Unita, sembra aver perso il consenso di molti elettori.
La martellante campagna elettorale potrebbe non bastare. Alle ultime elezioni il
Partito di Putin (e Medvedev che, a naso, sarà in caso di insuccesso l’unico a pagare, magari perdendo la – prenotata – guida del prossimo governo) aveva preso il 65% dei voti. Difficile possa bissare.
Piazza Rossa non è Piazza Tahir, scriveva giustamente il Corriere ieri. Anche perché da questa mattina è interdetta a chicchessia:

Segno di debolezza, a giudizio della delegazione di Annaviva presente nella capitale russa.
Ad maiora

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ELEZIONI IN RUSSIA:VENERDI’ ANNAVIVA A MOSCA

Da venerdì 2 dicembre inizia la missione di Annaviva a Mosca. È la seconda volta che il nostro “turismo responsabile” ci porta nella città dove cinque anni or sono venne assassinata Anna Politkovskaja.

La scorsa volta andammo sulla tomba di Anna e partecipammo a una manifestazione (repressa a manganellate e arresti) dell’opposizione, nell’ambito della cosiddetta “Strategia 31”.

Questa volta sbarchiamo in Russia per le elezioni politiche previste per domenica. Per la prima volta, Vladimir Putin e il suo partito “Russia unita” rischiano di non raggiungere la maggioranza assoluta alla Duma. Segno che nemmeno la museruola messa a gran parte dell’informazione riesce più a nascondere la delusione verso una politica autoritaria. E tardo sovietica.

Il successo russo di questi anni è dovuto al continuo crescere del prezzo delle materie prime (unica merce esortata insieme alle armi da guerra) e ai muscoli mostrati a un’Europa divisa (e spesso complice) e un’America distratta.

Il tutto a scapito dei diritti civili dapprima dei cittadini del Caucaso (Cecenia in primis, sempre a guida Khadirov) e poi di tutta la Federazione.

I fischi che accompagnano in questi giorni Vladimir (amico di Silvio, ma purtroppo non solo) segnano una pesante inversione di tendenza.

Che andremo al raccontare nei prossimi giorni, attraverso questo blog, il sito AnnaViva.com, Facebook, twitter e Youtube.

Stay tuned.

 Ad maiora