Month: agosto 2010

Hacker contro Articolo21

Prima il furto di sette computer poi, oggi, l’attacco degli hacker. Trecento i documenti cancellati definitivamente, con una ricerca accurata dei pezzi che parlavano di mafia, di criminalità organizzata e di politica. Interviste e inchieste sugli intrecci tra partiti e cosche.

Questa la denuncia on-line:

http://www.articolo21.org/1625/notizia/ennesimo-grave-attacco-hacker-contro-il-sito-di.html

Il sito di articolo21.org (con il quale anche chi scrive collabora) non piace a qualcuno, anzi temo a più di uno. Il direttore di Articolo21, Stefano Corradino, ha sporto denuncia alla Polizia delle telecomunicazioni. Speriamo che individuino le manine che stanno intervenendo contro una voce libera dell’informazione on-line.

Spiega Corradino: “Anche oggi, come successo per altri attacchi hacker, l’operazione chirurgica contro il nostro giornale on-line si è scatenata in coincidenza con la pubblicazione di un nuovo intervento di Roberto Morrione, direttore di Libera informazione”.

Secondo chi gestisce il sito, l’attacco è da attribuire anche alla recente campagna lanciata in difesa delle prerogative del presidente Napolitano.
Non è la prima offensiva degli hacker contro Articolo 21. “Era già capitato – commenta Corradino – e guarda caso proprio in coincidenza della nostre campagne che denunciavano pesanti connivenze tra la politica e i clan”. Il sito annuncia di non voler abbassare la testa: “Non ci fermeranno e e continueremo con le nostre battaglie quotidiane di libertà e giustizia”.

Agli amici di Articolo21, che –peraltro – hanno sempre sostenuto le battaglie in ricordo di Anna Politkovskaja, vada un abbraccio solidale.

Non mollare!

Guglielmo Tell del 2010: lupi al posto della mela

Decantata come patria della natura incontaminata, la Confederazione Elvetica da invece la caccia ai lupi. Non caccia indiscriminata, intendiamoci. Ma mirata contro il lupo (cattivo) che mangia gli animali da pascolo. L’abbattimento del raro animale era stato deciso ai primi di agosto nel Canton Vallese. E l’animale è stato ucciso da un guardiacaccia l’11 agosto, senza che la cosa abbia avuto grande eco (malgrado l’attenzione morbosa dei media per gli animali). Il maschio di lupo è stato colpito sull’alpeggio di Scex, sopra la stazione vallesana di Crans-Montana. Le autorità elvetiche, precise come da tradizione, informano che il corpo dell’animale è stato consegnato al Tierspital di Berna, per l’autopsia.

Il predatore, accompagnato da un esemplare femmina, aveva ucciso una quindicina di pecore ad inizio luglio e in seguito due bovini.

Era la prima volta in Svizzera veniva accertata la presenza di una coppia di lupi. Così il Wwf svizzero ha protestato ricordando che uccidere un lupo non risolverà il problema delle greggi che rimarranno nel mirino di altri predatori. Mentre il Gruppo lupo svizzera (GLS) deplora invece la mancanza di criteri chiari per valutare i danni al bestiame e ricorda che l’uccisione dell’esemplare maschio impedirà inoltre che in Svizzera si possa creare un branco.

Legambiente, nel chiedere che questi abbattimenti vengano fermati, ricorda che quello della Svizzera è un caso unico in Europa di fallimento del modello di convivenza: “E’ inaccettabile che nel cuore d’Europa sia consentito abbattere esemplari di una specie così importante per l’ecologia dell’intero arco alpino”,  dichiara Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente.

Oggi l’associazione ambientalista italiana ha presentato un esposto a al Consiglio d’Europa e alle autorità depositarie delle Convenzioni internazionali per la tutela dell’ambiente alpino.

“La scelta delle autorità svizzere è guidata da una miope ricerca di consenso anziché da una seria volontà di affrontare e risolvere i problemi con cui si confronta la pastorizia di montagna – commenta Damiano Di Simine, responsabile dell’Osservatorio Alpi di Legambiente -. L’attività pastorale e d’alpeggio è stata accompagnata per secoli dalla presenza di grandi predatori e non sono stati certo i lupi, assenti da tutto l’arco alpino nell’ultimo secolo, a far scomparire gli allevamenti in alta quota”.

Il 14 giugno anche in Italia era stato ucciso un lupo. Strangolato da una trappola posta dai bracconieri, sopra Sulmona, in Abruzzo.

“Sarajevo fu una città del terrore”

Dopo tre settimane di pausa, è ripreso all’Aja, il processo che vede imputato Radovan Karadžić. Ieri è stato sentito Richard Mole, testimone d’accusa. Mole, ex ufficiale inglese, durante l’assedio di Sarajevo è stato – per un periodo – a capo degli osservatori Onu in Bosnia. Per Mole la capitale bosniaca era una “città del terrore”.

Durante l’assedio (il più lungo della storia moderna: dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996), ha testimoniato Mole, non passava giorno senza un bombardamento, “trasformando Sarajevo in una città in cui ogni angolo era diventato pericoloso, in cui pensavi che ogni minuto poteva essere l’ultimo”: 100 colpi al giorno, in una giornata tranquilla; fino a 500 in giornate in cui l’attacco era più intenso. “Sto parlando solo di artiglieria pesante, e non siamo riusciti a registrare tutti i colpi”, ha aggiunto Mole.

Nel controinterrogatorio, effettuato da Karadžić, Mole ha detto che i giornali stranieri hanno comunque diffuso notizie senza prove: “C’è stato un approccio anti-serbo in alcuni media, e devo dire che ho notato la stessa cosa con alcuni dei politici che ho incontrato a Sarajevo”.

Karadžić è alla sbarra al TPI, oltre che per l’assedio a Sarajevo, anche per il genocidio di 8000 civili a Srebrenica. Anche da quelle parti, Mole, se ci fa un salto, troverà sentimenti anti-serbi.

Il processo prosegue oggi.

“Fellece Cossiga”, defensor de la causa vasca

Come prevedevo il Pnv, il partito nazionalista basco (nazionalisti “popolari”, da non confondere con Batasuna, indipendentisti di sinistra, che non condannano Eta) ha espresso la sua “profonda costernazione” per la morte dell’ex Presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga, che ha definito un “amico” di delle formazioni politiche e del popolo basco. In un comunicato, la formazione (che da pochi mesi è stata clamorosamente spedita all’opposizione), ha espresso il suo cordoglio.

Il Pnv ha sottolineato che Francesco Cossiga, definito “un esempio di intelligenza e di impegno”, è stato “nel suo lungo viaggio personale”, un “referente di primo piano” della politica italiana negli ultimi decenni. La formazione basca ha ricordato il “rapporto speciale” con l’ex Presidente della Repubblica Italiana con Euskadi (ossia i Paesi Baschi) e la sua “vicinanza e prossimità” con il Partito nazionalista basco. Il Pnv ha ricordato gli sforzi di Cossiga per la “normalizzazione e la pacificazione di Euskadi”. Posizioni che lo hanno portato “ad affrontare molte critiche dai partiti conservatori e dai socialisti spagnoli” (intendono il Pp e il Psoe) attacchi che respinse “con coraggio e chiarezza”.

“È morto un amico del Pnv, un amico anche del popolo basco”, conclude il comunicato che lancia un appello a tutti i baschi, a prescindere dalle posizioni politiche, perché agiscano , “per difendere la vostra terra, ritrovare la propria identità” perché “oggi, come ieri come domani” “Euskadi vuol dire libertà”.

Sul sito di Deia, intanto, si susseguono i commenti di baschi che salutano Cossiga. C’è chi scrive “Dios lo bendiga”, tanti che lo definiscono “un grande amigo del pueblo vasco”. Ma anche chi lo insulta: “Este cabrón al que ahora quereis tanto fue el que permitio que se asesinase a Aldo Moro”.

Gara, il giornale vicino a Batasuna, dopo l’esitazione pomeridiana, a sopresa ora apre l’edizione on-line con questo titolo: “Fellece Francesco Cossiga, ex presidente italiano y defensor de la causa vasca”. L’articolo parla così dello scomparso senatore a vita: «Cossiga è stato conosciuto nei Paesi Baschi per il suo importante ruolo nella difesa della causa basca, dando impulso diretto ai recenti processi politici di Lizarra-Garazi al processo negoziale 2005-2007, combattendo apertamente la politica messa fuori legge del governo di Aznar e Zapatero. Tra le altre cose, Cossiga è incontrato con esponenti della sinistra nazionalista basca (leggi Batasuna, NdA) anche se dichiarati fuorilegge. Ha ascoltato le loro proposte per la pace ed è stato coinvolto in iniziative come la “dichiarazione dei Sei”, firmata nel 2006 insieme a Gerry Adams, Kgalema Mothlante, Adolfo Perez Esquivel, Cuauhtemoc Cardenas, Mario Soares. Nel 2007 aveva concesso a noi di Gara un’intervista sottolineando come “la magistratura spagnola ha una mentalità largamente franchista ed è legata alla ideologia della Hispanidad” Aggiungendo che il Psoe, “ha una visione centralista della Spagna, a favore della repressione di qualunque movimento autonomista e indipendentista”».

Di tutte queste sue attività filo-basche non fa cenno il sito de Il Pais che – non a caso – ha la notizia nella pagina esteri (in prima ha invece Siena che difende il suo Palio) e titola su Cossiga “figura esencial del último medio siglo en Italia”. L’articolo parla di Moro, di Giorgiana Masi (dimenticata dal Tg1), del periodo da Picconatore, di Gladio e chiude con una battuta antiberlusconiana e icastica di Cossiga: “Si Berlusconi es mejor que De Gasperi, yo soy Carlo Magno”.

Ad maiora.

La morte di Cossiga (vista dalla Spagna)

Nel post che ho scritto qualche giorno fa, raccontavo degli stretti rapporti tra Francesco Cossiga morto oggi (alle 13.18, come ha compulsivamente ripetuto il Tg1) e i paesi baschi:

https://andreariscassi.wordpress.com/2010/08/11/il-basco-di-francesco-cossiga/

E’ quindi interessante vedere come nel variegato mondo iberico hanno accolto la notizia della scomparsa dell’ex presidente italiano.

I quotidiani spagnoli on line parlano molto, in queste ore, delle critiche dei popolari ai socialisti per la tensione alla frontiera di Melilla, città spagnola in terra d’Africa. In questi giorni il governo marocchino ha accusato la polizia spagnola di “atteggiamenti razzisti”. E la polemica diventa politica. Molta attenzione viene data anche all’acquisto del giocatore tedesco di origine turche Mesut Ozil da parte del Real Madrid. E’ in apertura, di spalla, persino su La Vanguardia di Barcellona, che però dedica l’approfondimento ai complessi rapporti tra due campioni blaugrana: Villa e Ibrahimovic.

Ma veniamo a Cossiga. Il primo quotidiano online ad averne dato notizia è El Mundo. Il quotidiano di Madrid, non di sinistra, di proprietà di Rcs, dà la notizia in prima pagina con un neutro “Fallece el democristiano Cossiga, ex presidente de la Republica italiana”, accompagnato da un editoriale dal titolo: “Cossiga, el presidente más controvertido de Italia” (il più discusso d’Italia). Nella biografia, le ultime righe sono dedicate ai rapporti tra il sardo e i baschi: “Ha visitato diverse volte in Spagna, invitato dal Partito nazionalista basco, con il quale aveva ottimi rapporti, fatto che gli è costato più di uno scontro con l’ex presidente popolare, José María Aznar”.

Ma andiamo sui quotidiani baschi. El Correo, uno dei più diffusi, ha la notizia in prima: “Muere el ex presidente de Italia Francesco Cossiga”, e un approfondimento nelle pagine interne dal titolo: “Il monarca costituzionale che si trasformò in un ciclone”. Anche qui si ricordano gli ottimi rapporti col Pnv e quelli pessimi col Pp.

Un altro dei giornali in lingua basca, Deia, si concentra sulla manifestazione della sinistra basca prevista per il 27 agosto 2010 e ignora la morte di Cossiga. Sulla stessa falsariga anche un altro quotidiano di San Sebastian, Diario Vasco, che non parla dell’ex presidente ma, in chiave locale, informa che il 61% dei baschi è a favore del divieto di fumo nei locali pubblici, da poco approvato dal governo autonomo.

Silenzio su Cossiga anche sul giornale più indipendentista Gara. Ma in questo caso, staranno attendendo la reazione di Batasuna e quindi andrà rivalutato domani.

La notizia è solo una foto con l’annuncio della morte su El Pais, il quotidiano vicino ai socialisti (e a Repubblica). Di solito è invece attentissimo alle cose di casa nostra (ricordate le famose foto di Berlusconi in Villa?). Avranno il corrispondente in vacanza. Vedremo come recupereranno nelle prossime ore.