Sergio Romano

Castro incontra Estulin, l’anti-Bilderberg

Le agenzie di stampa di tutto il mondo battono le dichiarazioni di Fidel Castro su Osama Bin Laden “nel libro paga della Cia”. Personalmente mi ha incuriosito l’interlocutore dell’anziano leader cubano: Daniel Estulin. Estulin, russo-spagnolo di origini lituane, si definisce giornalista e scrittore ed esperto di arcani segreti, ma dice anche di essere un ex agente del controspionaggio russo.

E’ noto per aver scritto un libro “Il Club Bilderberg, la storia segreta dei padroni del mondo”, pubblicato in decine di paesi e da poco anche in Italia (Arianna editrice, a Milano è stato presentato alla Libreria Esoterica).

A luglio Castro aveva scritto un lungo articolo per commentare – positivamente – il libro e per parlare di questo club “segreto” che influenzerebbe la politica e soprattutto l’economia mondiale.

Il Club risale al 1954 e prende il nome dal primo albergo nel quale si svolse il consesso: l’Hotel Bilderberg di Oosterbeck, cittadina dei Paesi Bassi.

Da allora i membri di questa organizzazione (sorella della Commissione Trilaterale) si incontrano una volta l’anno in posti sempre diverse e sempre off-limits. Non viene diffuso né l’elenco dei partecipanti, né i temi in agenda.

In Italia si è riunito nel 1957 a Fiuggi, nel 1965 e 1987 a Villa d’Este e nel 2004 a Stresa. L’ultimo incontro in Spagna, nel giugno di quest’anno a Sitges (a 20 chilometri da Barcellona).

Folta la delegazione italiana che in questi anni avrebbe partecipato agli incontri (l’elenco completo è su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Bilderberg): Gianni e Umberto  Agnelli, Franco Bernabè, Emma Bonino, Lucio Caracciolo,  Innocenzo Cipolletta, Ferruccio De Bortoli, Gianni De Michelis, Mario Draghi, John Elkann, Gabriele Galateri, Francesco Giavazzi, Giorgio La Malfa, Claudio Martelli, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Romano Prodi, Alessandro Profumo, Gianni Riotta, Virginio Rognoni, Sergio Romano, Carlo Rossella, Renato Ruggiero, Paolo Scaroni, Stefano Silvestri, Domenico Siniscalco, Barbara Spinelli, Ugo Stille, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera e Walter Veltroni.

Agli incontri partecipano membri permanenti dell’organizzazione e ospiti che vengono invitati o come relatori o come spettatori.

Daniel Estulin, oggi ospite di Fidel, qualche mese fa ha parlato Parlamento Europeo dove ha lanciato le sue accuse: “Nel mondo finanziario internazionale, ci sono quelli che conducono gli eventi e quelli che reagiscono agli eventi. Mentre gli ultimi sono più conosciuti, più numerosi, e più potenti in apparenza, il vero potere risiede nei primi. Nel centro del sistema finanziario globale c’è un’oligarchia finanziaria rappresentata dal gruppo Bilderberg. L’organizzazione Bilderberg è dinamica, nel senso che cambia con il tempo, assorbe e crea nuove parti mentre si disfa delle parti in declino. I suoi membri vanno e vengono, ma il sistema in sé non è cambiato. E’ un sistema che si auto riproduce, una ragnatela virtuale allacciata agli interessi finanziari, politici, economici ed industriali”.

Sull’influenza di questo gruppo, è intervenuto anche Mario Borghezio:

http://www.youtube.com/watch?v=O-ItxgltrLk&feature=related

Caro ambasciatore, i gay non sono molli

E’ di ieri la surreale notizia che nella commissione del Senato americano che sta discutendo sull’omosessualità nell’esercito a stelle e strisce, il generale Usa Johan Sheehan abbia accusato il contingente olandese di stanza a Srebrenica, di aver consentito la strage di 8.000 musulmani perché composto da molti soldati gay.

Su quella pagina agghiacciante della storia europea si è già detto e scritto di tutto. Ricordo solo che nel 2002, a sette anni di distanza dall’eccidio il governo olandese rassegnò le dimissioni assumendosi la responsabilità (ma non la colpa) di aver consentito che le truppe di Mladic entrassero nell’enclave Onu per far strage di tutti i maschi dai 14 agli 80 anni (i loro corpi, messi nelle fosse comuni, furono anche più volte spostati, rendendo irriconoscibile gran parte delle vittime).

Nel 2006 quel battaglione di “coraggiosi” soldati olandesi fu comunque premiato dal ministro della Difesa olandese, con il sostegno della Commissione europea. Il generale francese che guidava il contingente Onu in Bosnia, Philippe Morillon, dal 1999 è europarlamentare (dell’Udf) ed è stato a sua volta premiato con la Legion d’Onore. I gay in questa vicenda insomma c’entrano poco.

Di questo si occupa oggi l’articolo di Sergio Romano che, parte dalla prima del Corriere della sera e occupa tutta pagina 15. Un pezzone nel quale l’ex ambasciatore ricostruisce l’eccidio ma finisce con una chiusa a mio avviso omofoba. Scrive Romano: «Piuttosto che puntare il dito sui soldati gay del contingente olandese converrebbe parlare di “Europa gay” dove gay, in questo caso, non significa omosessuale ma allegra, spensierata, molle e inconcludente». A beh, davvero una difesa d’ufficio di cui la comunità GLBT sentiva proprio il bisogno. Mi piacerebbe far conoscere alll’Ambasciatore amici gay che sono a volte anche tristi, spesso pensierosi, quasi mai “molli” e soprattutto mai inconcludenti.

Buona primavera a tutti.

Ad maiora