Fidanzata (non ex) di un killer

Più che gli occhi azzurri e i capelli biondo platico, di Anete, la fidanzata del disoccupato ucraino che ieri ha massacrato di botte una filippina, l’attenzione cade sui i piedi che non riescono a stare fermi. Ha le occhiaie di una che ha più pianto che dormito e gli occhi che vagano nella stanza, come a cercare risposte. La cosa che durante l’intervista dice più spesso è “non ci posso credere”. E per rendersi conto che quello che fino a ieri mattina era il suo fidanzato e poi si è trasformato in un killer capace di ammazzare a mani nude (grazie alla sua passione per la box) è dovuta andare in viale Abruzzi, sul luogo dell’assurdo omicidio.

Lei nega che si fossero lasciati e di essere la causa del raptus che ha insanguinato un tranquillo venerdì agostano milanese. E’ come se si sentisse in colpa per non aver previsto quel che stava per accadere. Ripete che anche nell’ultima telefonata lui era (sembrava) tranquillo. Che si sarebbero dovuti incontrare dopo la di lui corsetta mattutina. Ma Oleg non è andato a correre. E’ uscito da casa della madre e ha ucciso una donna. A caso? O avrà scelto proprio una filippina? Anna nega che lui fosse un razzista, “siamo stranieri anche noi”, dice. Ma tra Ucraina e Lettonia (come in tanti paesi ex sovietici) non mancano quanti credono che la razza caucasica sia superiore alle altre.

Domani, con l’interrogatorio di garanzia, forse si capirà un po’ di più sul perché l’ucraino venticinquenne  (disoccupato, mantenuto dai soldi della madre) abbia assassinato una donna che aveva appena lasciato i suoi figli per andare a lavorare.

Un raptus? Sarà ritenuto anch’egli incapace di intendere e di volere come Tartaglia? Staremo a vedere. Niente riporterà comunque in vita Emlou, né restituirà serenità ad Anete. Che forse è sfuggita al destino.

40 suicidi in carcere

Immagino che non sarà la notizia d’apertura dei giornali domani come non lo è stato dei tg oggi. Vedo che nemmeno sui “grandi” siti di informazione, queste notizie hanno rilievo.

Eppure è da registrare il quarantesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Tunisino, 43 enne, in cella perché condannato per detenzione d’armi, si è arrotolato una maglietta attorno al collo e si è impiccato alle sbarre della cella. L’uomo avrebbe dovuto uscire nel 2012. “Però ora che lui s’è impiccato la porta gli devono aprir”.

La Camera dove l’altro giorno si è discusso delle sorti di un sottosegretario (alla Giustizia) è oramai in vacanza (riapre l’8 settembre, non so se sia una data o un auspicio) e quindi nessuno si indignerà più di tanto per questo record di suicidi nelle sovraffollate carceri italiane. E’ il quarto detenuto che si toglie la vita in Puglia, in questo terribile 2010. I sindacati della polizia penitenziaria continuano a segnalare la situazione esplosiva nei penitenziari. Ma credo nessuno gli dia retta.

Solo i radicali, con il loro Osservatorio permanente sulle morti in carcere, tengono il drammatico elenco.

Elenco che, con la morte in cuore, non posso far altro che pubblicare:

34 detenuti si sono suicidati dall’inizio anno impiccandosi:

Tunisino Detenuto 43 anni 05-ago-10 Suicidio Impiccagione Brindisi
Liotta Corrado 44 anni 27-lug-10 Suicidio Impiccagione Siracusa
Manfrè Rocco 65 anni 18-lug-10 Suicidio Impiccagione Caltanissetta
Saba Italo 53 anni 18-lug-10 Suicidio Impiccagione Sassari
Antimo Spada 35 anni 14-lug-10 Suicidio Impiccagione Torino
Mantice Santino 25 anni 30-giu-10 Suicidio Impiccagione Padova C. Reclusione
Mento Marcello 37 anni 28-giu-10 Suicidio Impiccagione Giarre (Ct)
Y. A. 22 anni 27-giu-10 Suicidio Impiccagione Agrigento
Göller Tomas 43 anni 21-giu-10 Suicidio Impiccagione Bolzano (semilibero)
Coluccello Luigi 55 anni 12-giu-10 Suicidio Impiccagione Lecce
Caneo Francisco 49 anni 12-giu-10 Suicidio Impiccagione Opera (Mi)
Lamagna Alessandro 34 anni 06-giu-10 Suicidio Impiccagione Salerno
Straniero Detenuto 30 anni 28-mag-10 Suicidio Impiccagione Lecce
Caselli Aldo 44 anni 19-mag-10 Suicidio Impiccagione Reggio Emilia
Franzese Domenico 57 anni 15-mag-10 Suicidio Impiccagione Siracusa
Ivanov Kirilov Vasiline 33 anni 8-mag-10 Suicidio Impiccagione San Vittore (Mi)
De Magro Eraldo 57 anni 6-mag-10 Suicidio Impiccagione Como
Protino Gianluca 34 anni 27-apr-10 Suicidio Impiccagione Teramo
Palumbo Giuseppe 34 anni 23-apr-10 Suicidio Impiccagione Firenze
Bellante Daniele 31 anni 13-apr-10 Suicidio Impiccagione Roma Rebibbia
B. Carmine 39 anni 07-apr-10 Suicidio Impiccagione Benevento
Iaria Romano 54 anni 03-apr-10 Suicidio Impiccagione Sulmona (AQ)
Russo Angelo 31 anni 10-mar-10 Suicidio Impiccagione Napoli Poggioreale
Sorrentino Giuseppe 35 anni 07-mar-10 Suicidio Impiccagione Padova Reclusione
Giuliani Roberto 47 anni 25-feb-10 Suicidio Impiccagione Roma Rebibbia
Furuli Alessandro 42 anni 24-feb-10 Suicidio Impiccagione Vibo Valentia
Aloui Walid 28 anni 23-feb-10 Suicidio Impiccagione Padova Reclusione
Balsamo Vincenzo 40 anni 23-feb-10 Suicidio Impiccagione Fermo
Tunisino Detenuto 26 anni 22-feb-10 Suicidio Impiccagione Brescia
Volpi Ivano 29 anni 19-gen-10 Suicidio Impiccagione Spoleto (PG)
Abellativ Eddine 27 anni 13-gen-10 Suicidio Impiccagione Massa Carrara
Attolini Giacomo 49 anni 07-gen-10 Suicidio Impiccagione Verona
Tammaro Antonio 28 anni 07-gen-10 Suicidio Impiccagione Sulmona (AQ)
Frau Celeste 62 anni 05-gen-10 Suicidio Impiccagione Cagliari

5 detenuti si sono suicidati dall’inizio anno inalando gas:

Di Marco Antonio 43 anni 15-giu-10 Suicidio Inalazione gas Catania
Italiano Detenuto 39 anni 11-apr-10 Suicidio Inalazione gas Santa Maria C.V. (Ce)
Italiano Detenuto 47 anni 28-mar-10 Suicidio Inalazione gas Reggio Emilia
Ciullo Pierpaolo 39 anni 02-gen-10 Suicidio Inalazione gas Altamura (BA)
Ben Massoud Adel 57 anni 12-feb-10 Suicidio Inalazione gas Livorno

1 detenuto si è suicidato dall’inizio dell’anno tagliandosi la gola:

Corallo Andrea 39 anni 23-lug-10 Suicidio Sgozzamento Catania Bicocca

Hrw premia Natalia Morar

Human Rights Watch ha annunciato i vincitori del premio Hellman/Hammett riservato a scrittori e giornalisti per “il loro impegno per la libera espressione e di coraggio di fronte alle persecuzioni politiche”. Tra loro la giornalista Natalia Morari, moldava russofona, per anni residente a Mosca.

La Morari, giornalista investigativa, si occupa di corruzione e di riciclaggio di denaro. Ha pubblicato vari articoli sugli affari del clan putiniano e sui “fondi neri del Cremlino”. Pezzi che a Mosca non sono piaciuti. Nel 2007 alla Morari è stato vietato l’ingresso in Russia (stava tornando a casa dopo un viaggio in Israele) e un suo nuovo tentativo di rientrare in Russia, nel 2008, insieme al marito (giornalista russo, sposato forse solo per ottenere il visto) è stato respinto dalle autorità aeroportuali che l’hanno bloccata (insieme al collega) nella terra di nessuno prima di rimpatriarla in Moldova. La Morari è considerata infatti una minaccia alla sicurezza nazionale. Respinta anche la richiesta di cittadinanza russa, malgrado sia sposata con un cittadino della Federazione.

Neanche a Chisinau comunque la Morar (classe 1984)  sta tranquilla. Durante la rivolta contro i comunisti vincitori di contestate elezioni nel 2009, è stata arrestata (per due giorni). Anche in Moldova viene infatti considerata una minaccia alla sicurezza nazionale.

Questo il suo blog:

http://natmorar.livejournal.com/

Il premio di Human Rights Watch, ong con base a New York che si occupa di diritti umani, è andato anche a Musa Mutaev, scrittore ceceno che ora vive esule in Norvegia. Per i suoi articoli è stato arrestato e picchiato dai federali in Cecenia prima e in Inguscezia poi. Dal 2004 ha ottenuto l’asilo politico.

Premiato anche Almas Kusherbaev, giovane giornalista kazako che ha osato criticare il governo del suo paese in articoli su corruzione e scarsa democrazia. Un pezzo su un uomo d’affari impegnato in politica ha portato alla chiusura (per bancarotta) del giornale per cui scriveva.

Infine, sempre per l’area che seguo, va segnalato il premio ad Alikhan Kureishevich Timurziev, giornalista russo che si occupa di Cecenia, Inguscezia e Nord Ossezia per il quotidiano Ingushetija. Ha spesso accompagnato Anna Politkovskaja nei suoi viaggi nel Caucaso. Il suo lavoro non era gradito ed è statlo picchiato e avvelenato. Da due anni e mezzo vive in Polonia in attesa dell’asilo.

Per chi voglia vedere nomi e motivazioni dei /42) premi può cliccare qui: http://www.hrw.org/en/news/2010/08/04/banned-censored-harassed-and-jailed

Ad maiora

I finiani dicono ciao ciao

Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Ruben, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino, Polidori, Consolo. Sono i 33 nomi dei deputati che hanno consegnato al presidente della Camera Gianfranco Fini la lettera di dimissioni dal gruppo del Pdl. Potrebbero essere 34.

Un gruppo abbastanza consistente soprattutto in considerazione del fatto che vanno incontro a un fuoco di fila che da ora in poi li bersaglierà da vari fronti mediatici. Prepariamoci a vedere servizi sui loro curiosi calzini. O se fumano aspettando di entrare dal barbiere. O che vengano tirati fuori scheletri dagli armadi (i servizi segreti nel nostro Paese a quello servono).

Hanno lasciato Berlusconi per rimanere con Gianfranco Fini del quale ora verranno chieste le dimissioni ad ogni edizione dei tg. Sul sito di Generazione Italia i commenti sono improntati un po’ all’orgoglio, un po’ alla paura, un po’ agli insulti.

Il governo è saldo dicono dal centro-destra (già, ma dove si siederanno i finiani?). Ma se prima la maggioranza era di 341 deputati ora si ridurrebbe a 308, quando invece ne servono 316. Certo i finiani non vanno all’opposizione, escono semplicemente dal gruppone berlusconiano (che comprende, tra gli altri, Verdini e Brancher, mentre Dell’Utri è un nostro senatore). Ma parecchi provvedimenti che prima erano a rischio ora diventano improbabili.

La legge sulle intercettazioni, liberticida e assurda, penso finirà in qualche bel cassetto dorato. E vedremo come andranno le mozioni di sfiducia verso l’ennesimo sottosegretario (alla Giustizia peraltro, indagato).

Quanto andrà avanti lo stillicidio? Settimane? Mesi?

Ciò su cui si può tranquillamente scommettere è che la legislatura finirà anticipatamente (e non per merito dell’opposizione, che anzi teme il voto anticipato).

Un unico quesito andrebbe posto a Fini e ai suoi fedelissimi:  non era meglio stare giù dal predellino? O ci si augurava che prima o poi Silvio averebbe passato la mano e si voleva prenderne l’eredità?

Una cosa è certa. Il Cavaliere in pochi mesi ha perso la moglie e uno dei suoi principali alleati (con l’altro, dopo la delusione dell’altra volta, ci passa ogni lunedì sera).

Fossi in lui qualche domandina, questa sera prima di addormentarmi, me la farei.

Suicidi in carcere. Mentre Balducci se la gode

Il 39° suicidio avvenuto ieri l’altro nel carcere di Siracusa fa il paio con le immagini diffuse oggi dal settimanale Espresso sugli arresti domiciliari di Balducci.

E’ come se arrivassero da due Paesi diversi.

Corrado Liotta, 44 anni, detenuto in attesa di giudizio, imputato per estorsione, si è impiccato alle sbarre della cella. Per i radicali di Radio Carcere, che ne tengono il drammatico conto, è il 33esimo detenuto che si impicca quest’anno.

La Uil Penitenziari che avevo già citato in occasione del precedente suicidio scrive: “Altro che governo della sicurezza. Questo è il governo dei record abbattuti: evasioni e suicidi”.

Angelo Balducci, ingegnere classe 1948, considerato a capo della cricca che avrebbe pilotato decine di appalti, dal 12 luglio è agli arresti domiciliari nella sua villa di Montepulciano. Tra un bagno e l’altro come documenta l’Espresso in edicola domani (anticipato in questo link: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-il-detenuto-balducci/2131660) si prepara a rispondere ai magistrati che considerano proprio quella villa (o meglio le sue ristrutturazioni) frutto della corruzione.

Ma una via di mezzo tra togliersi la vita in un carcere sovraffollato e gli arresti domiciliari in piscina è possibile immaginarlo?

O chi ha i soldi per garantirsi buoni avvocati continuerà a cavarsela (e a vedere i processi spostati), mentre nelle celle continueranno a rimanerci solo gli sfigati?