Radio carcere

Suicidi in carcere. Mentre Balducci se la gode

Il 39° suicidio avvenuto ieri l’altro nel carcere di Siracusa fa il paio con le immagini diffuse oggi dal settimanale Espresso sugli arresti domiciliari di Balducci.

E’ come se arrivassero da due Paesi diversi.

Corrado Liotta, 44 anni, detenuto in attesa di giudizio, imputato per estorsione, si è impiccato alle sbarre della cella. Per i radicali di Radio Carcere, che ne tengono il drammatico conto, è il 33esimo detenuto che si impicca quest’anno.

La Uil Penitenziari che avevo già citato in occasione del precedente suicidio scrive: “Altro che governo della sicurezza. Questo è il governo dei record abbattuti: evasioni e suicidi”.

Angelo Balducci, ingegnere classe 1948, considerato a capo della cricca che avrebbe pilotato decine di appalti, dal 12 luglio è agli arresti domiciliari nella sua villa di Montepulciano. Tra un bagno e l’altro come documenta l’Espresso in edicola domani (anticipato in questo link: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ecco-il-detenuto-balducci/2131660) si prepara a rispondere ai magistrati che considerano proprio quella villa (o meglio le sue ristrutturazioni) frutto della corruzione.

Ma una via di mezzo tra togliersi la vita in un carcere sovraffollato e gli arresti domiciliari in piscina è possibile immaginarlo?

O chi ha i soldi per garantirsi buoni avvocati continuerà a cavarsela (e a vedere i processi spostati), mentre nelle celle continueranno a rimanerci solo gli sfigati?

Altro suicidio in carcere: siamo a 38

Secondo Riccardo Arena che per Radio radicale cura la trasmissione Radio carcere (da consigliare, pur nella tristezza del momento, vero servizio pubblico, la trovate cartacea il mercoledì col Riformista, questo il link: http://www.radiocarcere.com/) aveva già minacciato di togliersi la vita tagliandosi la gola (anche se consiglia di aspettare di capire se sia trattato di un gesto di autolesionismo finito male o di un vero e proprio suicidio).

Andrea Corallo aveva 39 anni. Era detenuto nel carcere Bicocca di Catania dall’aprile 2008. Si è ucciso, recidendosi la carotide, questa mattina, mentre si faceva la barba. I due detenuti in cella con lui sono sotto stati interrogati. E’ il trentottesimo cittadino detenuto che si toglie la vita nel 2010. Si sono suicidati anche quattro agenti penitenziari e un dirigente generale.

Dice Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Penitenziari: «Abbiamo la sensazione che nemmeno questa strage silenziosa che si consuma all’interno delle nostre degradanti prigioni scuota dal torpore una classe politica che ha, evidentemente, accantonato la questione penitenziaria. Nelle nostre galere si continua a morire. E’ forse il caso di approfondire ed investigare? Noi diremmo anche di risolvere. Invece nulla. Tutto è rimesso alla sola buona volontà ed alle evidenti capacità del personale. Si continuano ad ammassare persone in spazi che non ci sono. Il personale deve rinunciare ai diritti elementari e sottoporsi a turni massacranti per reggere la baracca. La questione penitenziaria, nella sua drammaticità, è anche una questione morale. Per i tanti sprechi. Per l’incapacità di risolvere. Per l’indecenza delle strutture. Per il degrado degli ambienti. Per i rischi igienico-sanitari. Riceviamo continui inviti – prosegue Sarno – da parte del DAP a non allarmare. Noi non allarmiamo. Informiamo sulle gravi realtà, nel tentativo di scuotere le coscienze. La società e la stampa, però, appaiono  indifferenti ai drammi quotidiani che si consumano all’interno di quelle mura che sempre più sono il confine tra civiltà e inciviltà».

Ieri il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, della Calabria ha proclamato lo stato di agitazione per denunciare la «drammatica situazione nelle quali versano le carceri».

I detenuti, secondi gli ultimi dati diffusi, sono 67.452 (24.922 stranieri) a fronte di una capienza di 43.000 posti: 29.791 sono in attesa di giudizio, 35.708 i “definitivi”. L’incremento delle persone in carcere è di un migliaio al mese.

La Sicilia con 8.043 carcerati è la seconda regione italiana (prima è la Lombardia conn 9.067 detenuti).

Il penultimo suicidio in carcere è stato nello scorso week end, nel penitenziario di Caltanissetta. A impiccarsi al braccio della doccia, Rocco Manfrè, 65 anni, arrestato (solo due giorni prima) con l’accusa di concorso in omicidio.