Inguscezia

OMICIDIO ESTEMIROVA: MEMORIAL TORNA A DENUNCIARE RITARDI NELLE INDAGINI

Nessun passo avanti nelle indagini sull’omicidio di Natalia Estemirova. A denunciarlo l’ong russa Memorial per la quale la giornalista – assassinata nel 2009 – lavorava. L’associazione per i diritti umani ha inoltrato ufficiale reclamo alla Corte europea dei diritti, lamentando la mancanza di progressi nelle indagini avviate dalla magistratura russa.

Sul caso eravamo stati facili profeti sia lo scorso anno, sia a luglio in occasione del secondo anniversario dell’omicidio:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/07/15/omicidio-estemirova-due-anni-di-indagini-zero-risultati/

Una delle tante cose che si può imputare al presidente Medvedev è che, sul caso, ha speso tante parole ma che i risultati sono pari a zero.

La giornalista fu rapita in Cecenia e trovata uccisa, poche ore dopo, in Inguscezia. La macchina con la collega a bordo attraversò cinque posti di blocco e anche un confine. Nessuno però la fermò.

Il ricordo alla Corte di Strasburgo è firmato anche dai parenti della Estemirova che da mesi, insieme ai colleghi della Novaja Gazeta, denunciano le inefficienze delle indagini e la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Sul caso e i suoi risvolti giornalisti sui media europei, qualche mese fa Annaviva ha presentato un interessante (al contenpo deprimente) studio di Fabrizio Ossino:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/05/21/la-stampa-e-lomicidio-estemirova/

L’Estemirova era considerata l’erede della Politkovskaja. Speriamo che per arrivare a qualche risultato non si debba aspettare un lustro invano come per la cronista uccisa a Mosca nell’ottobre 2006.

Ad maiora.

Natalija Estemirova

Serata in ricordo di Natalija Estemirova

Venerdì sera (20 maggio) l’associazione Annaviva organizza una serata in in ricordo di Natalija Estemirova.

Ci troveremo dalle 20.45 alla Libreria Popolare di Via Tadino 18 a Milano.

La scorsa estate il prendente Medvedev annunciò che erano stati individuati i killer della giornalista russa uccisa tra la Cecenia e l’Inguscezia nel luglio 2009. La stampa di tutto il mondo (e anche la distratta politica internazionale) si accontentò di quella dichiarazione propagandistica. Sono passati dieci mesi e i killer, sempre che fossero stati veramente individuati, se ne vanno a spasso per la Federazione Russa o magari per l’Europa.

Assassinata a colpi di makarov 9 mm, la stessa arma che usarono per uccidere Anna Politkovskaja. Una pistola un tempo in dotazione alle forze armate sovietiche. Per Natalija come Anna, stranamente, non sono mai stati trovati gli esecutori materiali.

Le due giornaliste erano d’altronde attive sul fronte dei diritti umani ed erano invise a quel presidente ceceno (l’impresentabile Ramzan Kadyrov) grazie ai cui petrorubli si è assistita qualche giorno fa alla patetica partita di calcio che ha visto protagonista anche Maradona. Triste esempio di uno spettacolo globale del quale lo sport è uno dei principali motori.

Di questo e di altro parleremo venerdì sera a Milano. Ascoltando Fabrizio Ossino, che si è da poco laureato alla Sapienza di Roma con una tesi su come i media europei hanno coperto l’omicidio Estemirova.

Con imbarazzanti risvolti anche per il giornalismo nostrano.

Vi aspettiamo.

Ad maiora

Hrw premia Natalia Morar

Human Rights Watch ha annunciato i vincitori del premio Hellman/Hammett riservato a scrittori e giornalisti per “il loro impegno per la libera espressione e di coraggio di fronte alle persecuzioni politiche”. Tra loro la giornalista Natalia Morari, moldava russofona, per anni residente a Mosca.

La Morari, giornalista investigativa, si occupa di corruzione e di riciclaggio di denaro. Ha pubblicato vari articoli sugli affari del clan putiniano e sui “fondi neri del Cremlino”. Pezzi che a Mosca non sono piaciuti. Nel 2007 alla Morari è stato vietato l’ingresso in Russia (stava tornando a casa dopo un viaggio in Israele) e un suo nuovo tentativo di rientrare in Russia, nel 2008, insieme al marito (giornalista russo, sposato forse solo per ottenere il visto) è stato respinto dalle autorità aeroportuali che l’hanno bloccata (insieme al collega) nella terra di nessuno prima di rimpatriarla in Moldova. La Morari è considerata infatti una minaccia alla sicurezza nazionale. Respinta anche la richiesta di cittadinanza russa, malgrado sia sposata con un cittadino della Federazione.

Neanche a Chisinau comunque la Morar (classe 1984)  sta tranquilla. Durante la rivolta contro i comunisti vincitori di contestate elezioni nel 2009, è stata arrestata (per due giorni). Anche in Moldova viene infatti considerata una minaccia alla sicurezza nazionale.

Questo il suo blog:

http://natmorar.livejournal.com/

Il premio di Human Rights Watch, ong con base a New York che si occupa di diritti umani, è andato anche a Musa Mutaev, scrittore ceceno che ora vive esule in Norvegia. Per i suoi articoli è stato arrestato e picchiato dai federali in Cecenia prima e in Inguscezia poi. Dal 2004 ha ottenuto l’asilo politico.

Premiato anche Almas Kusherbaev, giovane giornalista kazako che ha osato criticare il governo del suo paese in articoli su corruzione e scarsa democrazia. Un pezzo su un uomo d’affari impegnato in politica ha portato alla chiusura (per bancarotta) del giornale per cui scriveva.

Infine, sempre per l’area che seguo, va segnalato il premio ad Alikhan Kureishevich Timurziev, giornalista russo che si occupa di Cecenia, Inguscezia e Nord Ossezia per il quotidiano Ingushetija. Ha spesso accompagnato Anna Politkovskaja nei suoi viaggi nel Caucaso. Il suo lavoro non era gradito ed è statlo picchiato e avvelenato. Da due anni e mezzo vive in Polonia in attesa dell’asilo.

Per chi voglia vedere nomi e motivazioni dei /42) premi può cliccare qui: http://www.hrw.org/en/news/2010/08/04/banned-censored-harassed-and-jailed

Ad maiora

In Russia morire per scrivere

L’articolo che parla (anche) del mio intervento a Perugia a cura degli studenti della scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa.

Non sono del Tg1 e la Yusupova non è una giornalista della Novaja, ma per il resto tutto ok.

ad maiora

http://www.unisob.na.it/inchiostro/?idrt=3687