Maurizio Sarri annuncia Kristensen titolare contro la Juventus, apre alla convivenza tra Kessie e Gaetano e chiede all’Atalanta una fase difensiva più alta. Kossounou salta la trasferta per un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra.
Nelle prime quattro giornate la Dea ha effettuato 38 tiri e ne ha concessi 82. Nello stesso periodo dello scorso campionato, la Lazio di Sarri aveva prodotto 50 conclusioni e ne aveva subite 54.
«Alla Lazio avevo il novanta per cento di una squadra che era già stata con me, una situazione diversa. La fase difensiva, fino alla penultima partita, era stata fatta un po’ troppo bassa. Nell’ultima partita li ho visti un po’ più alti».
In difesa toccherà a Kristensen: «È arrivato con un problema fisico, che si è accentuato dopo una partita fatta con noi. È chiaro che non può essere completamente inserito, ma ha qualità individuali. Domani gioca».
Su Scalvini, Sarri non parla di carenze tecniche ma alza le aspettative sul piano caratteriale: «Spero che ci dia una mano anche dal punto di vista della personalità. La qualità non si discute».
A centrocampo resta il dubbio tra Gaetano e Kessie: «Ho ancora un giorno per pensarci. Prima lo dirò a loro, è un segno di rispetto nei loro confronti. Magari possono giocare anche entrambi».
Il tecnico vede segnali positivi da Raspadori: «In questo momento mi sembra un giocatore in crescita e penso che abbia giocato bene l’ultima partita. Non ha inciso sul risultato, ma ho l’impressione di un giocatore vivo».
Sarri non ha rimpianti per l’esperienza juventina, ma rivendica il valore del titolo conquistato nel 2020: «La vittoria dello Scudetto era stata considerata scontata e non lo era nella maniera più assoluta».
La partita non viene presentata come un duello con Spalletti: «A volte rido quando sento parlare degli scontri diretti tra allenatori. Magari vado in Spagna ad allenare il Levante e poi mi dicono che perdo sempre contro l’allenatore del Barcellona. Domani voglio vedere una squadra più propositiva».
Sarri affronta anche il tema degli esoneri arrivati dopo appena quattro giornate: «Vedo due grandi responsabilità: voi giornalisti e le dirigenze. Klopp dice che il primo anno il lavoro di un allenatore non si può vedere, figuriamoci dopo un mese».
Molto duro il giudizio sul calendario e sulle soste: «Il problema è enorme. Penso che le Nazionali debbano essere confinate in un periodo ristretto, da metà maggio a metà giugno. Così la situazione non può andare avanti. E poi c’è l’ipocrisia delle liste: datemi quaranta giocatori da poter schierare, poi vediamo».
Un pensiero va a Sandro Mazzola: «È stato un mio compagno di figurine, di grande livello. Quando vanno via questi personaggi se ne va una fetta della tua vita. È stato un piacere seguirlo in maglia azzurra».
La trasferta di Torino non è vietata, ma il settore ospiti è accessibile soltanto ai possessori della Dea Card. La curva atalantina, contraria alla tessera del tifoso, non sarà presente. Sarri contesta il principio delle limitazioni collettive: «Questa è una pena collettiva e non riesco né a capirla né a digerirla. Una persona di Bergamo che non ha commesso nulla non può andare a vedere la partita: è anticostituzionale. Sono vicino a tutti i nostri tifosi».
Ad maiora