Gli indignati di Budapest non si fermano

Annaviva dopo il presidio di due giorni fa nei pressi del consolato ungherese di Milano, ha intenzione di organizzare a breve altre iniziative per tenere desta l’attenzione sulle violazioni della libertà di stampa a Budapest.
La situazione rimane infatti drammatica per i colleghi che non si adeguano al regime:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/04/democrazia-stato-autoritario-lungheria-orban-chiude-anche-sulla-liberta-stampa/181533/

Al presidio milanese dell’altra sera erano presenti anche alcune cittadine ungheresi. Una di loro, Ildikó Tóth, ha seguito una delle manifestazioni di protesta di Budapest.

Quello che segue è il suo (bel) resoconto.

Ad maiora.

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Hanno sfidato per 32 ore e 40 minuti il freddo all’aperto. Hanno fatto la fila pazientemente anche per un’ora. Ragazze, ragazzi, bambini delle elementari, delle medie, signore anziane, studenti universitari, liceali, impiegati, disoccupati, attori, poeti, scrittori famosi, persino un regista 86enne, tutti per recitare una poesia.
Dal pomeriggio del 18 novembre fino alla mezzanotte del sabato 19. Alcuni hanno portato la chitarra per cantare queste poesie. Di pomeriggio, di sera, di notte fonda, all’alba freddissima, al mattino, e poi ancora tutto il giorno sono stati vicino a lui, il Poeta, Attila József, la cui statua deve essere trasferita per volere del governo nazional-conservatore dalla piazza principale del Parlamento e nella vicinanza del Danubio in un paesino sperduto della campagna ungherese, dove il poeta ha passato qualche triste anno della sua sfortunata infanzia. Dove lui non fu accolto bene, dove gli hanno tolto anche il suo nome, Attila – perchè questo nome non esiste – chiamandolo István, Stefano.
Il governo ha intenzione di ripristinare la piazza come fu negli anni quaranta durante il regime di Miklós Horthy alleato di Hitler ed oppressore di idee socialiste. Ma la gente di Budapest si è organizzata spontaneamente su facebook per dimostrare il suo disappunto verso questa decisione. Insegnanti, infermieri, giornalisti hanno organizzato una dimostrazione pacifica, una maratona di recite di poesie per 32 ore come il numero degli anni del poeta al momento del suo suicidio nel ‘37.
Attila József è uno dei poeti più conosciuti e più amati dagli ungheresi. La sua giocosa e tenera ninna nanna dedicata al nipote è conosciuta da tutti i bambini in tenera età. Le sue poesie scritte quando lui stesso non era molto di più che un bambino si insegnano nelle scuole elementari. I suoi versi d’amore sono tra i più intensi, dolorosi e struggenti scritti nella lingua magiara. La sua riflessione e le sue analisi sulla società degli anni ‘20 e ‘30 sono valide tuttora e la sua conoscenza dell’anima umana fa dimenticare che le ha scritte tutte in giovane età. Le sue parole sono incise nel cuore delle persone che le hanno conosciute. Per questo motivo sono accorsi numerosi legati insieme con il filo delle parole delle poesie. Volevano stare insieme contro i recenti episodi di intolleranza contro i poveri, i senzatetto, i rom, i diversi. Ci sono stati solo pochissimi discorsi. Niente politica. Una persona si presentava davanti al microfono, recitava la „sua” poesia preferita e in silenzio scendeva dal palcoscenico improvvisato. La statua del poeta si è riempita di candele e fiori. Per finire, a mezzanotte del sabato è stata recitata in sette lingue diverse una delle sue poesie più rivoluzionarie, “Con cuore puro”. Anche in italiano. Come un grido di aiuto.
L’evento è stato seguito su Facebook e in parte sulle onde di una radio indipendente, la Klub Radio. Per il resto, quasi silenzio totale. La stampa ufficiale, la Tv di stato, i canali radio non ne hanno riportato notizia. Al di fuori di Budapest la gente ne è venuta a conoscenza solo leggendo per caso su internet qualche informazione, come d’altronde era accaduto per la dimostrazione sulle strade della capitale il 23 ottobre, 55° anniversario della rivoluzione del ’56. Gli “indignati” ungheresi hanno avuto poca voce. Ma tutto questo non li scoraggia: la partecipazione e l’entusiasmo hanno coinvolto sia quelli che erano presenti fisicamente che coloro che hanno seguito virtualmente la maratona.

Ildikó Tóth

Abolire la miseria, anche a Cortina. Niente resterà impunito?

Il sacrosanto blitz della Finanza a Cortina ha avuto un ruolo propagandistico.Lo ha ammesso la stessa Agenzia delle entrate. Con risultati parossistici, come il fatto di vedere – neanche fossero Ufo – agenti delle Fiamme Gialle un po’ ovunque:

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/10/visualizza_new.html_42380494.html

http://www.lettera43.it/economia/macro/36007/come-con-mafia-di-chicago-ma-i-cittadini-si-complimentano_breve.htm

La vicenda mi ha fatto venire alla mente un famoso slogan delle Brigate rosse: Colpirne uno per educarne cento. Nel manifesto che obbligavano i rapiti a tenere in mano scrivevano anche che niente resterà impunito. Difficile a credersi. Ora come allora.

La Santanché – su Cortina – dice che trova ingiusto “punire la ricchezza” e che bisogna combattere la povertà.

Ogni tanto qualcuno cita, a sproposito, il mitico Ernesto Rossi col suo Abolire la miseria.

L’azionista scriveva: «L’eroe di questa grandiosa rivoluzione economica non è il “fedele servitore dello stato” mosso dal senso del dovere. È l’imprenditore, che non ha lo stipendio sicuro alla fine del mese, comunque vadano le cose; è l’imprenditore, che costruisce la sua baracca sempre più avanti, se scopre la possibilità di un nuovo guadagno, dove neppure arriva la tutela della legge» (questa è la sola parte riportata da Wiki).

Ma Rossi, radicale, aggiungeva un concetto fondamentale: “La miseria di larghi strati della popolazione, in stridente contrasto con l’opulenza di pochi privilegiati; lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto; il parassitismo di chi vive senza lavorare sulle rendite dei patrimoni ereditati; la collaborazione che il mercato dà, anche per il raggiungimento degli scopi più antisociali, a chiunque disponga di mezzi per pagare; la réclame bluffistica e le speculazioni predatorie con le quali vengono continuamente spogliati i consumatori ed i risparmiatori; le distruzioni di ricchezza causate dalla concorrenza e dal geloso individualismo dei produttori; gli squilibri dell’offerta rispetto alla domanda, derivante dall’azione indipendente degli imprenditori; la inattività di tante braccia e di tanti strumenti produttivi durante le crisi ricorrenti; la carestia dei prodotti provocata artificialmente dai monopolisti per tenere alti i prezzi; l’industria asservita alla finanza, che la dirige come strumento per le manovre borsistiche; il prepotere della plutocrazia e delle grandi organizzazioni sindacali operaie sugli organi politici responsabili: a questi e ad altri motivi di critica, che da diverse parti sono stati ampiamente sviluppati, bisogna pur riconoscere un fondamento di verità. E dobbiamo anche ammettere che molti difetti non sono accidentali; costituiscono oggi degli aspetti necessari del regime individualistico”.

Ricordo, per chiudere, l’indignazione con cui vennero accolti i manifesti di Rifondazione nel lontano 2007. Quell’Anche i ricchi piangano, sembra più di attualità oggi rispetto a quando il partito di Bertinotti era in Parlamento.

Ad maiora.

Sergei Udaltsov, appena scarcerato, torna a manifestare a Mosca

Sergei Udaltsov è uscito dal carcere (dove durante la detenzione è stato più volte costretto al ricovero in ospedale) pochi giorni fa (http://it.euronews.net/2012/01/04/russia-e-uscito-dal-carcere-sergei-udaltsov/) ma non è stato messo a tacere.

Ieri ha portato in piazza a Mosca circa 200 attivisti per un piccolo corteo che fa da anitpasto alla prossima grande manifestazione delle opposizioni russe che andrà in scena in tutta la Federazione il 4 febbraio. Si tornerà a chiedere elezioni pulite in vista delle presidenziali di marzo.

Sergei Udaltsov (34 anni, uno dei leader della rivoluzione bianca) ha ribadito ai suoi sotenitori che solo un’opposizione unita può sperare di sfidare il regime putiniano. L’attuale primo ministro punta infatti al terzo mandato da presidente della Russia.

Udaltsov, oltre a a chiedere elezioni libere e riforme politiche, ha detto che bisogna difendere i diritti dei lavoratori e domandare più protezione sociale per i non abbienti.

In vista della manifestazione del 4 febbraio si è invitato a volantinare davanti a tutte le fabbriche per portare più lavoratori possibili in piazza.

Udaltsov è stato arrestato circa 30 volte lo scorso anno. Ma anche ieri ha lanciato il suo guanto di sfida alle autorità russe: “Noi abbiamo già ribadito la natura pacifica delle nostre richieste e la natura pacifica delle nostre azioni. Al contempo però, deve essere chiaro: se il regime farà versare sangue, questo sarebbe un segnale per l’intera società verso la ribellione. Non credo che saranno in grado di sfuggire alla responsabilità in questo caso”.

Speriamo che tutto rimanga sui binari della nonviolenza, da una parte e dall’altra della barricata.

Ad maiora.

DOMANI PRESIDIO DI ANNAVIVA PER LA LIBERTA’ DI STAMPA IN UNGHERIA (PIAZZA MISSORI, ORE 17)

Cambia, di pochi metri, l’appuntamento convocato per domani dall’associazione Annaviva a Milano per difendere la libertà di stampa in Ungheria. Non più davanti al consolato (per ragioni di sicurezza) ma a pochi passi, in piazza Missori.

Il presidio milanese (cui parteciperanno anche i radicali) si svolge in contemporanea con un sit-in di protesta organizzato dalla Fnsi (il sindacato nazionale dei giornalisti italiani) a Roma davanti all’ambasciata ungherese: http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/2741-ungheria-liberta-di-stampa-a-rischio-sit-in-della-fnsi.html

Questo il nuovo volantino di Annaviva.

Ad maiora.

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L’associazione AnnaViva, che si batte per la democrazia, per i diritti umani e per la libertà di stampa nel mondo ex-sovietico, si schiera contro il bavaglio imposto all’informazione dal governo ungherese e vi invita, mercoledì 11 gennaio alle ore 17, a manifestare davanti al consolato d’Ungheria a Milano.

Il primo gennaio, nel Paese guidato dal premier Viktor Orban, è entrata in vigore la nuova Costituzione che prevede, tra l’altro, la possibilità di imporre pesanti multe ai media e ai giornalisti che pubblicheranno notizie “non equilibrate”. Il primo effetto di questa stretta autoritaria è stato l’arresto di due giornalisti colpevoli, secondo il governo di Budapest, di aver espresso opinioni politiche e personali. A breve, inoltre, chiuderà i battenti una nota radio nazionale da sempre non allineata ai dettami del regime. Ed è solo l’inizio.

In pieno appoggio al sit-in di protesta organizzato l’11 gennaio a Roma dalla FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana, AnnaViva intende manifestare a sostegno del popolo ungherese e in difesa del diritto ad avere un’informazione libera e indipendente.

Mercoledì 11 gennaio 2012 ore 17

Piazza Missori, Milano

A pochi metri dal
Consolato Generale dell’Ungheria

VI ASPETTIAMO!!

Mercoledì alle 17, tutti davanti al consolato ungherese di Milano

L’Ungheria che ha introdotto una nuova costituzione nazionalista è a rischio default. Ora ha avviato trattative per salvarsi: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-01-08/ungheria-pronta-avviarenegoziati-fmi-191744.shtml?uuid=Aa9GzubE

Speriamo che qualche organizzazione non monetaria, approfitti della situazione per chiedere il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa nel paese. A tale fine a Milano l’associazione Annaviva scenderà in piazza mercoledì prossimo davanti al consolato milanese dell’Ungheria. In contemporanea con una analoga manifestazione organizzata dagli amici della Fnsi a Roma, davanti all’ambasciata.

Di seguito il volantino di Annaviva.

Ad maiora.

L’associazione AnnaViva, che si batte per la democrazia, per i diritti umani e per la libertà di stampa nel mondo ex-sovietico, si schiera contro il bavaglio imposto all’informazione dal governo ungherese e vi invita, mercoledì 11 gennaio alle ore 17, a manifestare davanti al consolato d’Ungheria a Milano.

Il primo gennaio, nel Paese guidato dal premier Viktor Orban, è entrata in vigore la nuova Costituzione che prevede, tra l’altro, la possibilità di imporre pesanti multe ai media e ai giornalisti che pubblicheranno notizie “non equilibrate”. Il primo effetto di questa stretta autoritaria è stato l’arresto di due giornalisti colpevoli, secondo il governo di Budapest, di aver espresso opinioni politiche e personali. A breve, inoltre, chiuderà i battenti una nota radio nazionale da sempre non allineata ai dettami del regime. Ed è solo l’inizio.

In pieno appoggio al sit-in di protesta organizzato l’11 gennaio a Roma dalla FNSI, Federazione nazionale della stampa italiana, AnnaViva intende manifestare a sostegno del popolo ungherese e in difesa del diritto ad avere un’informazione libera e indipendente.

Mercoledì 11 gennaio 2012 ore 17
Consolato Generale dell’Ungheria
Via Fieno 3, MILANO (MM3 Missori)

VI ASPETTIAMO!