Atalanta, i giornali di giovedì 17 settembre: Mancini preallerta sette nerazzurri, De Ketelaere non segna da 253 giorni e Sarri cerca tempo mentre la Juventus affronta il NEC

«Praticamente tutta l’Atalanta è stata preconvocata da Mancini». L’Eco di Bergamo apre le pagine sportive con «La nuova Italia di Mancini, l’Atalanta cala il settebello» e annuncia i sette nerazzurri inseriti nell’elenco allargato del commissario tecnico: Carnesecchi, Scalvini, Scamacca, Raspadori, Bellanova, Zappacosta e Gaetano.

Matteo Spini scrive che «i magnifici sette sperano» e aggiunge: «Con ogni probabilità non tutti saranno selezionati già stavolta, ma questo preallarme fa intendere quanto Roberto Mancini sia attento a ciò che succede a Zingonia».

Il primo nome messo in evidenza è quello di Carnesecchi: «Al centro del progetto sembra esserci Marco Carnesecchi: il paradosso vuole che il miglior portiere italiano di A non abbia mai esordito in azzurro, per la presenza ingombrante di Donnarumma».

Scalvini «è nel giro dal 2022 ed è pronto a rientrarci in pianta stabile dopo i tanti infortuni». Per Scamacca e Raspadori, invece, «buone possibilità di chiamata anche per i due attaccanti». Il quotidiano ricorda che Raspadori ha già vinto l’Europeo con Mancini, mentre Scamacca «è invece titolare in nerazzurro, ma nell’Italia ha sempre fatto male: anche le sue prime presenze risalgono al primo Mancini».

Bellanova è definito «sempre più titolare e perso con Sarri», mentre per Zappacosta «sarebbe una bella sorpresa». L’esterno «ha giocato una sola partita con l’Italia negli ultimi otto anni», ma «ha 34 anni e non si può immaginare nel futuro dell’Italia».

La novità assoluta sarebbe Gaetano: «I sei giocatori citati sono già tutti stati convocati in Nazionale, e anche con Mancini ct: per il settimo sarebbe invece una prima assoluta». Il centrocampista «ha un passato da trequartista mai sbocciato e un presente da regista raro nel calcio italiano».

Sempre L’Eco di Bergamo titola «Sarri ritrova Gaetano, davanti dubbi a sinistra». L’ex Cagliari rientra dopo la squalifica e «da capire se sarà nuovamente titolare in cabina di regia, oppure sarà confermato Kessie». Restano aperti anche i ballottaggi Bernasconi-Kolašinac ed Elmas-Rowe.

Durante la doppia seduta «i centrocampisti e gli attaccanti hanno lavorato sulla fase offensiva, i difensori sulla linea difensiva». Hien e Sulemana continuano invece con le terapie per le rispettive lesioni.

Il tema del tempo necessario a Sarri domina l’edizione bergamasca del Corriere della Sera. Il titolo scelto è «Atalanta alleggerita dal “peso” Palladino, ma il fardello di Sarri è il tempo che gli serve».

Marina Belotti parte dall’addio definitivo del precedente allenatore: «Abbiamo fatto una grande scalata, peccato non aver finalizzato il campionato con l’Atalanta», è il messaggio con cui Palladino saluta Bergamo prima di firmare con il Bologna.

Per Sarri il lavoro è molto più profondo: «Via i duelli di Gasperini, via la difesa a uomo, via il 3-4-2-1». La nuova Atalanta deve imparare «la difesa a zona, il riferimento sulla palla, il cambio modulo col 4-3-3». Trasformazioni che «necessitano di più tempo per creare i giusti automatismi».

Il quotidiano vede segnali positivi nei nuovi acquisti: «Il loro impatto è stato evidente anche nel match perso col Cagliari». Kessie «è stato un trascinatore abile nelle giocate in attacco», mentre «Elmas e Rowe contenderanno il posto a Samardžić, Zalewski e Raspadori».

La conclusione fotografa il momento: «La scalata di inizio stagione ritardata per il secondo anno di fila, ma questa volta non c’è nessun cambio in corsa». L’Atalanta «ha fretta, almeno per i tifosi», ma i giocatori «non si potranno sbagliare».

La Gazzetta dello Sport mette al centro Charles De Ketelaere con «De Ketelaere cresce, il faro dell’Atalanta all’esame di laurea».

Matteo Brega parte da un dato preciso: «Domenica, giorno di Juventus-Atalanta, saranno trascorsi 253 giorni». Tanti ne saranno passati dall’ultima rete del belga con la maglia nerazzurra. Sarri ne ha però apprezzato il lavoro contro il Cagliari: «Non è riuscito a incidere, ma l’atteggiamento mi è piaciuto. Vista la classe che ha, può fare la differenza».

La prestazione lascia indicazioni contrastanti. Da una parte «l’impegno che ha messo nella fase senza palla e anche in quella di assistenza ai compagni». Dall’altra «le 22 palle perse e i cinque dribbling falliti sui sei tentati». Per la Gazzetta, «CDK ha il talento e le qualità per essere determinante anche da ala» e contro la Juventus «deve accendere l’attacco».

C’è spazio anche per l’Atalanta Under 23. L’Eco di Bergamo titola «Under 23, prova di maturità. Domina, soffre e poi vince» dopo il 3-2 sul campo della Sambenedettese.

Lorenzo Sala scrive: «Con un pizzico di brivido nel finale, ma soprattutto con tanto merito: l’Atalanta Under 23 sbanca il Riviera delle Palme». I nerazzurri «dominano nei primi 45’, subiscono l’1-1 a inizio ripresa e, quando i marchigiani sono più propositivi e la gara è più equilibrata, tornano subito avanti».

Mister Beati commenta: «I ragazzi si sono espressi in maniera convincente. La Sambenedettese è una signora squadra e noi abbiamo i nostri meriti. La Serie B? Non ci interessa». Poi ammette: «Ci siamo un po’ complicati la vita, non siamo stati bravi a fare più di un gol nel primo tempo». La sintesi finale è nel titolo del riquadro: «Bravi a portarla a casa».

I giornali nazionali guardano invece alla Juventus, avversaria dell’Atalanta domenica, impegnata questa sera alle 21 contro il NEC Nijmegen.

Corriere dello Sport titola «Juve d’assalto per la svolta» e presenta la partita come il possibile riscatto dopo «il crollo del Mapei». Spalletti chiede una squadra offensiva per «ritrovare il tocco magico e l’equilibrio». Sulla pressione risponde: «È una cosa che fa parte di me, è il momento di andare a pressare e quando fare più blocco squadra».

La Gazzetta dello Sport sceglie «Juve, il peso della coppa» e si domanda: «Crisi o rinascita? Spalletti debutta, ma quanti brividi». Il tecnico replica alle parole di Carnevali: «Ognuno se la fa come vuole. Carnevali dice che sono un tecnico straordinario? Sono meno di ciò che ha detto, ma non lo deluderò».

Su la Repubblica, Emanuele Gamba parla del «primo bivio di Spalletti» e riporta un’altra frase del tecnico: «La pressione è la medicina per imparare a vivere. Figurarsi se sono turbato adesso che nella vita e nella professione ho messo tante cose a posto».

Spalletti aggiunge: «Non ho interesse a far cambiare idea a chi non mi conosce, ai tiratori scelti, a chi scarica le sue debolezze addosso agli altri». E ancora: «Due o tre cose le ho passate, in carriera».

La Stampa titola «Juve sotto esame». Fabio Riva scrive che contro il NEC «i bianconeri vogliono riscattare il ko subito con il Sassuolo» e che Spalletti deve «ripartenza e crisi». L’allenatore avverte: «Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza».

Tuttosport apre con «Juve, vedrai che miglioro» e riporta la risposta del tecnico alle voci su Conte: «Ognuno si fa la locandina che desidera. Io non deluderò». Per la formazione, le indicazioni sono nette: «McKennie torna e gioca», «L’ora di Woltemade» e «In porta Grabara avrà la sua chance».

Ad maiora

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