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L’oppio dei popoli.

Atalanta, le pagelle a confronto: Carnesecchi e Scamacca mettono tutti d’accordo, Krstovic bocciato

La firma sulla qualificazione è di Gianluca Scamacca, ma il migliore della notte di Miskolc per buona parte dei pagellisti è Marco Carnesecchi. Il confronto tra i voti dopo Hapoel Tel Aviv-Atalanta 0-1 racconta una partita con due protagonisti nettamente sopra gli altri, qualche buona risposta dalla panchina e diverse insufficienze. Su un nome, in particolare, i giudizi convergono: Nikola Krstovic.

Si parte da L’Eco di Bergamo, che mette sullo stesso piano i due uomini decisivi: 7 a Carnesecchi e 7 a Scamacca. Il primo tiene in piedi la qualificazione con gli interventi nel finale, il secondo impiega pochissimo a cambiare una partita che l’Atalanta non riusciva a sbloccare. Tra i promossi ci sono anche Bellanova, Scalvini, Pasalic, De Ketelaere e Bernasconi, tutti a 6,5. Il voto minimo è 5,5 e riguarda Kolasinac, Gaetano, Krstovic e Raspadori. Sarri prende 6,5.

Anche La Gazzetta dello Sport premia Carnesecchi con 7. Il portiere diventa uno degli uomini simbolo di una qualificazione più sofferta di quanto potesse suggerire il divario tra le due squadre. Il quotidiano rosa sottolinea inoltre l’effetto prodotto dai cambi nella ripresa e, inevitabilmente, dal gol di Scamacca.

Sky Sport premia soprattutto l’impatto dei cambi di Sarri. Gianluca Scamacca è indicato come MVP della partita, dopo essere entrato al 71’ e aver segnato al 72’. Nella valutazione di Paolo Ciarravano viene messo in evidenza anche Bernasconi, protagonista dell’azione del gol, mentre Carnesecchi pesa con la grande parata su Buskila nel finale. 

È ancora Carnesecchi a dominare nelle valutazioni dei siti specializzati. CalcioAtalanta sale fino al 7,5 e assegna lo stesso voto a Scamacca: sono i due migliori. Al centravanti basta una manciata di secondi per incidere, mentre il portiere completa l’opera dall’altra parte del campo. Buoni anche i giudizi su Kossounou, Scalvini e Bernasconi, tutti a 6,5. I due voti peggiori sono invece molto netti: 5 a Kolasinac e 5 a Krstovic. Anche qui Sarri arriva a 6,5, con le sostituzioni che pesano sul giudizio.

Pianeta Atalanta è ancora più netto nella scelta del migliore: Carnesecchi 7,5. Alle sue spalle ci sono Scamacca e Bernasconi, entrambi con 7. È interessante soprattutto il voto dell’esterno: entra nella ripresa e partecipa immediatamente all’azione che porta al vantaggio. Anche Pasalic e Scalvini vengono premiati con 6,5. All’estremo opposto c’è ancora una volta Krstovic, 5, unico a scendere fino a quel voto. Raspadori, Samardzic, Gaetano, Ederson e Zalewski si fermano a 5,5.

La stessa gerarchia emerge da PrimaBergamo, che assegna 7,5 a Carnesecchi. Il momento decisivo è soprattutto la deviazione sulla conclusione di Buskila: il pallone finisce sul palo e l’Atalanta conserva quell’1-0 che vale il passaggio del turno. La testata bergamasca apprezza anche la prestazione di Samardzic e quella di Kossounou.

Il confronto diventa interessante anche per le differenze. Samardzic, per esempio, passa dal 6 dell’Eco e di CalcioAtalanta al 5,5 di Pianeta Atalanta. Bellanova oscilla ancora di più: 6,5 per l’Eco, 5,5 per CalcioAtalanta, 6 per Pianeta Atalanta. Su Scalvini, invece, non c’è praticamente discussione: 6,5 in tutte e tre le griglie numeriche complete considerate.

E poi ci sono i subentrati. Bernasconi raccoglie 6,5 dall’Eco, 6,5 da CalcioAtalanta e 7 da Pianeta Atalanta. Scamacca fa ancora meglio: 7, 7,5 e 7. È significativo che due dei tre giocatori con le medie più alte siano partiti dalla panchina.

Il verdetto più severo riguarda invece Krstovic. L’Eco gli assegna 5,5, CalcioAtalanta 5 e Pianeta Atalanta 5. Nessuna delle tre testate gli concede la sufficienza. E alle sue spalle non sta molto meglio Raspadori: 5,5 per L’Eco, 6 per CalcioAtalanta, 5,5 per Pianeta Atalanta.

La pagella della stampa: tutte le medie

Mettendo insieme le griglie numeriche complete, Carnesecchi vince anche la classifica matematica della serata. Il portiere precede di poco Scamacca, mentre Bernasconi completa un podio nel quale due giocatori su tre sono entrati a gara in corso.

LA MEDIA DEI VOTI

Carnesecchi — 7,33
Scamacca — 7,17
Bernasconi — 6,67
Scalvini — 6,50
Pasalic — 6,33
Kossounou — 6,17
De Ketelaere — 6,17
Bellanova — 6,00
Samardzic — 5,83
Ederson — 5,83
Zalewski — 5,83
Gaetano — 5,67
Raspadori — 5,67
Kolasinac — 5,50
Krstovic — 5,17

Ad maiora

Atalanta, i giornali di venerdì 28 agosto: «Sofferta. Ma è Conference». Scamacca risolve, Carnesecchi salva

«Sofferta. Ma è Conference». È L’Eco di Bergamo a sintetizzare meglio di tutti la notte di Miskolc. L’Atalanta supera 1-0 l’Hapoel Tel Aviv dopo lo 0-0 dell’andata e conquista la fase campionato della Conference League, ma il passaggio del turno arriva al termine di un’altra partita complicata. La squadra di Sarri fatica soprattutto nella prima parte, cresce dopo l’intervallo e trova la soluzione dalla panchina: Gianluca Scamacca entra al 71’ e un minuto dopo devia in porta il tiro di Bernasconi. Nel finale serve ancora Carnesecchi per difendere il vantaggio. 

Il quotidiano bergamasco insiste proprio sul contrasto fra risultato e prestazione. «Una fiammata di qualità in mezzo a tante difficoltà» è il titolo dell’analisi tattica: l’Hapoel brilla per corsa e organizzazione, mentre l’Atalanta cresce quando Sarri aumenta qualità e presenza offensiva con i cambi. Il giudizio sui singoli premia soprattutto i due uomini decisivi, Scamacca e Carnesecchi, mentre diversi nerazzurri escono dalla serata con valutazioni più prudenti. Sui voti torneremo però a parte, mettendo a confronto le pagelle delle diverse testate.

Spazio anche alle parole di Sarri. L’Eco di Bergamo titola «Sarri: “Applicazione e carattere. Superata una squadra forte”». Il tecnico riconosce le difficoltà iniziali, ma sottolinea la crescita della squadra e soprattutto il raggiungimento del primo obiettivo stagionale. Poi manda anche un piccolo messaggio alla società: dal mercato si aspetta ancora «qualcosina». 

E proprio il mercato occupa una parte importante delle pagine dell’Eco. «Ahanor-Chelsea, è fatta. L’Atalanta incassa 47 milioni di euro»: l’operazione viene presentata come sostanzialmente definita e può fornire nuove risorse per completare la rosa. Il nome indicato per l’attacco è sempre quello di Jonathan Rowe. Sullo sfondo c’è già il Bologna, atteso lunedì a Bergamo, con Kristensen da valutare e Kamaldeen Sulemana, Hien ed Elmas ancora indisponibili.

Sempre l’Eco guarda all’appuntamento su chi sfiderà la Dea: «Oggi sorteggio. Nerazzurri testa di serie numero uno». L’Atalanta conoscerà le sei avversarie della fase campionato, una per ciascuna fascia, con tre partite in casa e tre in trasferta. Fra le possibili rivali compaiono nomi importanti come Ajax, Monaco e Brighton.

C’è poi la notizia che avevamo dato due giorni fa. L’Eco di Bergamo dedica un articolo alla «Maxi multa all’Hapoel per la gara di andata»: complessivamente 43 mila euro di sanzioni UEFA per il comportamento dei tifosi israeliani a Bergamo, con la parte più consistente legata all’utilizzo di materiale pirotecnico.

La Gazzetta dello Sport sceglie invece «Scamacca lancia l’Atalanta», accompagnandolo con un giudizio che non nasconde i problemi: «Basta una rete. Sarri in Conference ma quanta fatica». Anche per la Gazzetta la qualificazione non cancella una prestazione ancora imperfetta: l’Hapoel riesce a creare problemi e l’Atalanta ha bisogno della qualità dei cambi per trovare il gol. Scamacca diventa inevitabilmente l’uomo copertina, con Carnesecchi fondamentale nel finale. 

Il quotidiano rosa guarda anche al futuro immediato: «Ahanor al Chelsea, affare da 46 milioni. Ora tutto su Rowe». Cambia leggermente la valutazione economica dell’operazione rispetto all’Eco, ma non la sostanza: la cessione del giovane difensore apre la strada a un ultimo intervento importante sul mercato.

Il Corriere della Sera – Bergamo porta l’Atalanta già in prima pagina: «Scamacca porta la Dea in Conference. E Ahanor va per 48 milioni». Altra cifra ancora: lascio…? Nelle pagine sportive il titolo è «Al primo acuto». Il riferimento è duplice: al gol di Scamacca e al primo obiettivo centrato dall’Atalanta di Sarri. Anche qui, però, la qualificazione non nasconde le difficoltà, tanto che nell’analisi si parla di una costruzione dal basso che in alcuni momenti rischia di trasformarsi in autolesionismo.

Titolo ancora più netto sul Corriere dello Sport: «Scamacca d’Europa». Il sommario completa il quadro: «Il bomber fa gol e porta la Dea alla League Phase». Il giornale sottolinea il lungo equilibrio contro l’Hapoel e la capacità del centravanti di incidere immediatamente entrando dalla panchina. Nel finale, però, è ancora Carnesecchi a mettere al sicuro la qualificazione. 

Il Corriere dello Sport porta poi il discorso direttamente alla prossima partita di campionato. Lunedì a Bergamo arriva il Bologna e il titolo è «A Bergamo il tridente degli ex»: Piccoli, Orsolini e Cambiaghi sono gli uomini con un passato nerazzurro sui quali Tedesco può puntare. E mercato e campo finiscono per intrecciarsi: un’altra pagina titola «Un Bologna più Gud», con Rowe possibile partente e Gudmundsson indicato come alternativa per l’attacco rossoblù.

Ad maiora

Atalanta, ora la Conference ha le sue 36: ecco chi può trovare la Dea e come ha conquistato la fase campionato

Il lungo percorso estivo della Conference League arriva al traguardo. Con i ritorni dei playoff si completa il gruppo delle 36 squadre della fase campionato 2026/27, Atalanta compresa. Per i nerazzurri significa avere davanti 35 potenziali avversarie, anche se il sorteggio di domani e i relativi vincoli restringeranno naturalmente il campo.

La particolarità della Conference è che nessuna squadra accede direttamente alla fase campionato: tutte devono passare dal sistema delle qualificazioni. Ventiquattro posti vengono assegnati attraverso i playoff della stessa Conference, gli altri dodici alle squadre sconfitte nei playoff di Europa League, che anziché uscire dall’Europa scendono nella terza competizione UEFA. 

Le 24 promosse dai playoff di Conference

L’Atalanta conquista il suo posto superando l’Hapoel Tel Aviv dopo lo 0-0 dell’andata a Bergamo.

Il lotto delle possibili rivali comprende diversi nomi di peso. Ajax, Monaco, Friburgo e Brighton superano l’ultimo ostacolo, così come Copenaghen, Midtjylland, Nordsjælland, Braga, Getafe, Gent, Panathinaikos, Brann, Pafos, Raków, Lugano e Qarabağ.

Ci sono anche qualificazioni decisamente meno scontate. Gli Hearts sono stati costretti ai rigori dal Rapid Vienna: 2-2 sia all’andata sia al ritorno e 4-3 dal dischetto per gli scozzesi. Una delle eliminazioni più pesanti è invece quella dei Rangers, che avevano battuto 1-0 lo Jablonec nella prima partita ma non sono riusciti a difendere il vantaggio nel ritorno. 

Cinque posti arrivano dal percorso campioni, che porta nella fase campionato altre realtà meno abituali del calcio europeo. Ed è proprio qui che potrebbero nascondersi alcune delle trasferte più particolari della prossima avventura continentale dell’Atalanta.

Le altre 12 arrivano dall’Europa League

Il quadro viene completato dalle dodici sconfitte dei playoff di Europa League. Il regolamento prevede infatti che chi perde questo turno non venga eliminato dalle coppe, ma acceda direttamente alla fase campionato della Conference. 

È un dettaglio importante anche per valutare il livello della competizione: queste dodici si aggiungono alle 24 qualificate attraverso gli spareggi di Conference e portano il totale esattamente a 36.

La fotografia definitiva è quindi molto diversa da quella di inizio estate. Accanto a club provenienti dai maggiori campionati europei ci sono squadre passate attraverso tre o quattro turni preliminari, formazioni provenienti dal percorso campioni e le retrocesse dall’Europa League. Un mosaico che rende molto ampio anche il ventaglio delle possibili trasferte.

Per l’Atalanta adesso viene il bello. Domani, dalle 13, a Montecarlo si svolgeranno i sorteggi di Europa League e Conference League. 

La Dea conoscerà le sei avversarie della fase campionato: sei partite contro sei squadre differenti. La Conference scatterà il 15 ottobre e si concluderà il 17 dicembre, prima della fase a eliminazione diretta. 

Atalanta, i numeri della qualificazione: equilibrio nei tiri, due clean sheet e un dato europeo che vale più dello spettacolo

L’Atalanta è nella fase principale della Conference League. Lo fa battendo 1-0 l’Hapoel Tel Aviv a Miskolc dopo lo 0-0 dell’andata e affidandosi al gol di Gianluca Scamacca al 72’. Una qualificazione meritata nell’arco del doppio confronto, ma i numeri della gara di ritorno confermano una sensazione evidente: la superiorità nerazzurra non è stata schiacciante.

Le statistiche ufficiali UEFA fotografano infatti una partita molto più equilibrata di quanto potesse suggerire il differente valore delle due rose. L’Atalanta ha concluso 13 volte, l’Hapoel 11. Ancora più ridotta la distanza nei tentativi nello specchio: 4-3 per la Dea. Gli israeliani hanno addirittura battuto un corner in più, 7 contro 6, e hanno colpito anche un palo.

Il dato più importante, naturalmente, rimane quello sul tabellone: 0-1. Scamacca, entrato dalla panchina, ha trovato al 72’ la rete che ha deciso non soltanto la partita ma l’intero playoff.

Ed è proprio il centravanti uno dei protagonisti dei numeri forniti da Opta dopo la gara. Scamacca è arrivato a nove gol nel 2026 considerando tutte le competizioni: nessun altro calciatore italiano dei cinque maggiori campionati europei ne ha segnati di più nell’anno solare. Inoltre le sue ultime tre reti sono arrivate tutte in trasferta, dopo che le precedenti nove erano state realizzate in casa.

C’è poi un numero forse ancora più significativo per Sarri: zero gol subiti in 180 minuti contro l’Hapoel. L’Atalanta ha così mantenuto la porta inviolata in due partite europee consecutive per la prima volta dall’ottobre-novembre 2025. E nelle prime tre gare della nuova stagione sono già arrivati due clean sheet, gli stessi ottenuti nelle ultime nove partite della stagione 2025/26.

La qualificazione apre soprattutto un nuovo capitolo della storia europea nerazzurra. L’Atalanta diventa la quarta squadra italiana a partecipare alla Conference League, dopo Fiorentina, Roma e Lazio. È inoltre l’italiana che nelle ultime dieci stagioni ha partecipato al maggior numero di differenti competizioni europee: Champions League, Europa League, Conference League e Supercoppa Europea, qualificazioni escluse.

Guardando all’intera storia del club, la Conference diventa la sesta differente competizione UEFA dell’Atalanta dopo Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, Champions League, Europa League e Supercoppa Europea.

E c’è un ultimo dato che racconta meglio di tanti altri la trasformazione della Dea: l’Atalanta raggiunge una delle maggiori competizioni europee per la settima volta nelle ultime otto stagioni. Inoltre ha vinto la prima trasferta stagionale in otto delle ultime nove annate.

Per il bel gioco ci sarà tempo. La Conference, invece, bisognava conquistarla adesso.

Ad maiora

Atalanta, non bella ma vincente: in Ungheria basta un gol per prendersi la Conference

Non era la serata in cui chiedere all’Atalanta di essere bella. Era quella in cui bisognava vincere. E la squadra di Maurizio Sarri porta a casa ciò che contava davvero: supera l’Hapoel Tel Aviv e conquista l’accesso alla fase principale della Conference League dopo lo 0-0 dell’andata a Bergamo.

Una qualificazione sofferta, arrivata al termine di una partita che per lunghi tratti conferma quanto questa Atalanta sia ancora un cantiere. Ritmi non sempre alti, difficoltà nel dare continuità alla manovra e un Hapoel che dimostra ancora una volta di essere avversario molto più scomodo di quanto potesse suggerire il divario tecnico ed economico fra le due rose.

Sarri parte con Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini e Kolasinac; Ederson, Gaetano e Samardzic; Zalewski, Krstovic e Raspadori. De Ketelaere e Scamacca iniziano invece dalla panchina. 

L’approccio non è semplice. L’Hapoel non si limita ad aspettare e nel primo tempo riesce anche a mettere in difficoltà i nerazzurri. L’Atalanta prova soprattutto a sfruttare le corsie e le iniziative di Samardzic, ma fatica a trovare pulizia negli ultimi metri. Gli israeliani, dal canto loro, hanno una buona occasione con Alkoukin, che sfiora la traversa dopo una giocata di Boateng. 

È una partita sporca, nervosa, nella quale il peso della qualificazione sembra farsi sentire. Ed è forse proprio questo il dato più importante: l’Atalanta non domina come ci si sarebbe potuti aspettare, ma non perde la testa e continua a cercare il varco.

Quando finalmente lo trova grazie al subentrato Scamacca, cambia tutto. Anche se, come a Bergamo, è sempre Carnesecchi a salvare l’Atalanta.

Non è ancora l’Atalanta che Sarri vuole. Non può esserlo alla fine di agosto, con un nuovo allenatore, principi differenti da assimilare e diversi giocatori ancora alla ricerca della condizione migliore. E il doppio confronto con l’Hapoel lo dimostra: 180 minuti molto più complicati del previsto per avere ragione della formazione israeliana.

Ma rispetto allo 0-0 di Bergamo c’è una differenza enorme: questa volta l’Atalanta trova il modo di vincere.

E in una partita da dentro o fuori, alla fine, è l’unica cosa che davvero contava. Anche per i 300 tifosi che so sono sparati una notte in pullman o macchina.

La Conference può cominciare.

Ad maiora