La sosta divide l’Atalanta tra chi cerca una ripartenza in Nazionale e chi resta a Bergamo per preparare il rilancio. I giornali di oggi si concentrano sui quattro nerazzurri nell’Italia di Mancini e sul ruolo di Ederson. Spazio anche agli ex de Roon, Papu Gomez e Palladino. E al vivaio dell’Albinoleffe.
L’Eco di Bergamo apre con «Un poker in cerca dell’asso. Quattro toni di nerazzurro». Matteo Spini racconta le prospettive di Carnesecchi, Scalvini, Scamacca e Raspadori: «Restano quei quattro: hanno percorsi diversi e motivi simili, con l’intento di rilanciare la propria stagione anche attraverso la parentesi azzurra».
Per il portiere il giornale parla del «paradosso del numero uno»: «È un vero numero uno, ma non ha ancora esordito con la maglia della Nazionale, nonostante una decina di panchine». Davanti resta Donnarumma, ma i quattro impegni ravvicinati possono offrire un’occasione.
Scalvini, invece, «ha bisogno di continuità con il nuovo assetto e qui Atalanta e Italia possono aiutarsi a vicenda». Sulla caviglia, Spini scrive: «Contro la Juve si è fatto male, ma l’acciacco è cosa da poco, tanto che è rimasto a Coverciano e al massimo salterà la prima partita».
Per Scamacca il tema è la fiducia: «Ora aspetta la fiammella che possa accendere la sua stagione, rompendo la maledizione azzurra». Raspadori segue invece un percorso diverso: «Chi è dato come probabile titolare è Giacomo Raspadori, che nell’Atalanta ha appena perso il posto, a causa dell’arrivo di Rowe». La Nazionale, osserva Spini, «è sempre stata la sua oasi felice, anche quando giocava poco con il club».
La Gazzetta dello Sport affida a Matteo Brega il ritratto del capitano: «La prova di maturità di capitan Ederson: rilanciare l’Atalanta». Il brasiliano «non si nasconde tra le pieghe del momento» e il giornale riprende le sue parole dopo la Juventus: «Penso che in questo momento la squadra debba giocare più libera di testa, ce l’abbiamo messa tutta per imparare quello che chiede il mister, però anche questo cambiamento porta fatiche mentali dopo tanti anni con lo stesso sistema».
Brega sottolinea come Ederson abbia raccolto l’eredità di de Roon anche fuori dal campo: «Non solo ha infilato la fascia al braccio, ma si è immerso anche nella concretezza della quotidianità». Accogliere i nuovi arrivati e trasmettere i principi del club sono parte del compito.
La mancata convocazione con il Brasile gli permette di lavorare a Zingonia e confrontarsi con Sarri. Sul tema della mancanza di personalità, il quotidiano riporta ancora le parole del centrocampista: «Non la penso così. Abbiamo tanti giocatori di personalità. Abbiamo iniziato a pensare tanto difensivamente e lasciato qualcosa a livello offensivo». E aggiunge: «Abbiamo giocatori forti, dobbiamo solo sbloccarci mentalmente».
Il Corriere della Sera, edizione di Bergamo, titola «Atalanta, 13 partiti per le Nazionali. Sarri resta al lavoro solo con 9 giocatori». Marina Belotti parte dai convocati per la Juventus: «Del 22 atalantini convocati da Sarri per la Juve, 13 sono partiti per le nazionali». Una Zingonia svuotata, con le ulteriori assenze degli infortunati Hien, Sulemana e Kossounou.
La speranza, scrive Belotti, è che i nazionali «possano anche scendere in campo per mantenere il ritmo partita, ritrovando magari quell’entusiasmo e quella leggerezza che Sarri non sta più vedendo in loro in Serie A». Il calendario propone anche due incroci nerazzurri: Italia-Belgio, con De Ketelaere opposto ai quattro azzurri, e Polonia-Bosnia, con Zalewski contro Kolašinac.
L’Eco di Bergamo dedica il notiziario al programma della squadra: «Cinque giorni di riposo per la squadra. Martedì la ripresa». «Sarri ha concesso cinque giorni di riposo», dopo aver scelto di continuare a lavorare subito dopo la Juventus. Il gruppo si ritroverà martedì pomeriggio.
Tanto lo spazio per gli ex con La Gazzetta dello Sport che dedica una pagina a «De Roon il fedelissimo». Alessio D’Urso apre così: «Se il calcio di Gian Piero Gasperini fosse una macchina da corsa, Marten de Roon ne sarebbe il motore inesauribile. Se fosse uno spartito musicale, il metronomo».
Il centrocampista sta ritrovando la condizione a Trigoria: «Approfittando della sosta il jolly di centrocampo sta ritrovando ora le frequenze giuste, destinato com’è a ritagliarsi un ruolo importante in giallorosso». La pagina ricorda le 445 presenze con l’Atalanta e i primi 35 minuti complessivi nella Roma.
Sul Corriere dello Sport, Claudio Beneforti firma un articolo titolato «L’altro Palladino», con il richiamo «Dal clamoroso no alla Dea al sì immediato al Bologna. Alle radici della scelta». Il punto è il contratto triennale accettato in rossoblù dopo quello rifiutato a Bergamo. Che poi l’ha sollevato dall’incarico.
Beneforti riporta la ricostruzione secondo cui Palladino avrebbe chiesto alla Dea clausole per potersi liberare in caso di chiamata di una grande squadra. Lo stesso autore precisa però che si tratta di «una ricostruzione di parte». Il giornale ricorda anche il bilancio atalantino del tecnico: 18 vittorie in 39 partite complessive e la qualificazione alla Conference League.
L’Eco di Bergamo annuncia «Gomez negli Emirati. Giocherà a Dubai in B». Il Papu, dopo la risoluzione consensuale con il Padova, sceglie il Forte Virtus. Il giornale ripercorre il legame con Bergamo: «L’Atalanta resta la squadra principale nella storia di Gomez: sei anni e mezzo, 252 presenze, 59 gol e tanti momenti speciali». E pareccchi dolci ricordi in Viale Giulio Cesare e dintorni.
C’è poi l’Atalanta radicata sul territorio: l’Eco di Bergamo, nell’articolo di Lorenzo Sala, titola «“Ragazzi, sport e territorio: è nel Dna dell’Atalanta”». Alla presentazione della ventiquattresima edizione de «La scuola allo stadio», Roberto Samaden spiega: «Con questo progetto vinciamo un trofeo ogni anno».
Anche il Corriere della Sera, edizione Bergamo, riprende l’iniziativa con «Allo stadio si impara. Torna il progetto di educazione civica». Tra i temi, ambiente, contrasto al bullismo e al razzismo. Il testimonial Davide Ghislandi ricorda l’importanza di «tenersi un piano B oltre al calcio».
Le pagine azzurre guardano anche all’Under 21. La Gazzetta dello Sport titola «Carica Favasuli: “Seguiamo il mister, dà forma ai sogni”». Davide Giovanzana racconta il percorso dell’esterno passato dal Catanzaro al Napoli e il rapporto con Silvio Baldini che a giugno li ha portati tutti in prima squadra: «Nessun altro avrebbe fatto quella scelta, ma lui crede così tanto in noi che farebbe qualsiasi cosa».
Sul Corriere dello Sport, Fabio Tarantino firma «“Se seguo Allegri cresco”». Favasuli racconta: «Noi ragazzi abbiamo qualcosa in più rispetto al passato. Sicuramente sta cambiando qualcosa».
Tuttosport allarga lo sguardo ai vivai bergamaschi con «Così è nata l’Italia targata AlbinoLeffe. “Occhio e calma”». Vincenzo Bellino racconta le strade degli azzurri Massimo Pessina, Issa Doumbia e Mohamed Alì Zoma attraverso le parole del direttore sportivo Marco Malenchini: «Si parte dall’individuazione del talento, poi bisogna rispettarne i tempi e accompagnarlo nella crescita».
Su Pessina: «In tutto quello che faceva trasmetteva grande sicurezza». Il principio del lavoro sui giovani è riassunto così: «Riconoscere delle qualità ancora da definire, arrivare prima degli altri e costruire ogni ragazzo partendo dai suoi punti di forza, senza trascurare ciò che deve migliorare».
Infine, il mercato degli svincolati sul Corriere dello Sport: Eleonora Trotta presenta «Ecco Alaba», il rinforzo dell’Udinese. Nel riquadro dedicato ai giocatori senza contratto compare anche Francesco Acerbi: «Con la centrale dell’Inter è stato nei pensieri del Bologna e del Sassuolo. Anche l’Atalanta – il Torino ci avevano pensato, senza però affondare il colpo».
Ad maiora